Aspiratori da bagno: guida all’acquisto, opinioni e recensioni

Bisognerebbe installare degli aspiratori da bagno praticamente in tutte le case. Questo ambiente domestico infatti è per definizione soggetto al ristagno di umidità ed alla conseguente formazione di muffa. Bastano un paio di docce calde al giorno perché il vapore acqueo prodotto (e non eliminato) renda insalubre l’aria e nere le pareti.

Soprattutto se il bagno in questione è cieco, ossia senza finestre, è necessario perciò dotarlo di una ventola che possa risucchiare il vapore acqueo presente nell’aria, incamerarlo e quindi veicolarlo all’esterno o in appositi tubi di scarico. L’apparecchio serve ovviamente anche a creare un ricircolo d’aria e quindi ad eliminare dal bagno eventuali odori poco gradevoli.

La situazione appena descritta è quella normalmente presente in casa vostra? Siete già alla ricerca del vostro aspiratore da bagno? Un attimo di pazienza: prima di mettere mano al portafogli o di cliccare su “aggiungi al carrello” fareste bene ad approfondire la vostra conoscenza di quest’apparecchio.

Per esempio: sapete che per acquistare un oggetto effettivamente utile dovete calcolare la portata d’aria e la pressione da esso generata? Siete a conoscenza del fatto che per scegliere un aeratore sarebbe bene ricavare prima l’esatta metratura del bagno nonché la lunghezza del tubo di scarico? Nelle prossime righe troverete tutto ciò che vi sarà utile sapere all’atto dell’acquisto.

Aspiratori da bagno: il calcolo della portata d’aria

Andiamo con ordine ed iniziamo a calcolare la portata d’aria del vostro futuro apparecchio. Per determinare questo valore avrete bisogno di conoscere con esattezza il volume del bagno di riferimento. Tranquilli: non servono né un matematico né un ingegnere per eseguire questo calcolo. Semplicemente dovrete moltiplicare la misura relativa ai lati del locale per l’altezza delle pareti.

Facile, no? Per essere più chiari poniamo il caso che il vostro bagno abbia pianta quadrata e che ciascun lato misuri 4 metri. L’altezza delle pareti invece sarà pari a 3 metri. Moltiplicate allora 4 x 4 x 3 ed otterrete il volume della vostra stanza da bagno (48 metri cubi).

Bene, sappiate che superato questo scoglio, dovrete misurare anche il diametro del tubo di scarico dell’aria. Chiaramente tale passaggio non sarà necessario nel caso in cui si decidesse di procedere con l’installazione a vetro. Misurerete infine anche la lunghezza dello stesso tubo tenendo conto di tutte le anse e le curve presenti nel percorso. Ma su questi passaggi torneremo a breve.

Adesso vi basti sapere che, noto il volume della stanza, dovrete eseguire un’ulteriore operazione matematica: moltiplicate cioè il valore ottenuto per 4. Quindi, nel nostro caso, avremo: 48 x 4 (192 metri cubi). In modo avete finalmente ottenuto il volume d’aria che dovrà transitare dal bagno ogni ora. In linea di massima comunque sappiate che non bisognerebbe mai scendere al di sotto della soglia degli 80 metri cubici e che è consigliabile non acquistare mai apparecchi che sembrino sottodimensionati.

Aspiratori da bagno: il calcolo della perdita di carico

Purtroppo i calcoli non sono ancora finiti, lo accennavamo già prima, ma state tranquilli: ancora una volta non avrete bisogno di avere particolare dimestichezza con i numeri per tirarvi fuori dall’impasse. Sappiate innanzitutto che perché l’aspiratore possa spingere all’esterno tutto il vapore acqueo formatosi in bagno, è necessario che dentro il tubo venga a crearsi una certa pressione.

Per determinare questo parametro vi servirà conoscere, come vi abbiamo anticipato, le misure relative alla lunghezza del tubo, anse comprese. Il conteggio che dovrete eseguire stavolta è un po’ più originale, per così dire.

Andate online e procuratevi un diagramma per il calcolo della perdita di carico. Si tratta di un grande rettangolo al cui interno potrete notare varie righe colorate che si intersecano in diversi punti. Bene: cercate alla base di questo rettangolo la misura che più si avvicina alla portata d’aria precedentemente calcolata. Il valore sarà espresso in metri cubi orari.

Individuata la linea obliqua corrispondente, seguitene il percorso sino ad intersecare orizzontalmente il valore relativo al diametro del tubo. A questo punto scendete di nuovo sino alla base del diagramma ma seguendo la linea verticale risultante dall’intersezione precedentemente trovata.

Il vostro percorso finirà su un nuovo valore indicativo stavolta della perdita di carico espressa in mm H2o. Infine moltiplicate il numero a cui siete arrivati per la lunghezza espressa in metri del vostro tubo di riferimento.

Le perdite di carico in corrispondenza delle anse e delle curve

Per quanto riguarda il calcolo delle perdite di carico in corrispondenza delle curve invece dovrete, utilizzando ancora il grafico che avete trovato online e partire nuovamente dall’intersezione tra volume del bagno e diametro del tubo.

Spostatevi quindi verso l’alto seguendo il percorso della linea che attraversa il foglio in diagonale, ma nel senso opposto rispetto alla prima (quindi da destra a sinistra). Scegliete la più vicina al punto di intersezione. Troverete così la velocità del flusso d’aria in metri per secondo.

A questo punto, ancora online, reperite una tabella utile a valutare le perdite di carico in curva.  In corrispondenza del valore che avete appena trovato ci sarà sempre un dato a cui far riferimento. Adesso sommate i risultati ottenuti relativamente alla perdita di carico complessiva e quelli dovuti alla presenza di curve ottenendo finalmente la perdita di carico totale.

Sembra una procedura complessa, ma credeteci: è più difficile descriverla che eseguirla. Le tabelle che reperirete in rete tra l’altro sono standardizzate perché utilizzate dai professionisti del settore proprio per effettuare questo genere di calcoli. Tali misurazioni dovranno essere riconosciute infatti come universalmente valide.

Se comunque non vi fidate molto delle vostre abilità di calcolo rivolgetevi a priori ad un professionista, ad un amico ingegnere o a qualcuno che abbia un minimo di dimestichezza con grafici e numeri: meglio non sbagliare!

I migliori aspiratori da bagno: come individuarli?

Vi sentite un po’ scombussolati per le spiegazioni tecniche di cui sopra? Beh, tranquilli che una volta superato lo scoglio dei calcoli le cose diventeranno notevolmente più semplici. Per acquistare i vostri aspiratori da bagno infatti dovrete a quel punto limitarvi a scegliere tra le varie opzioni che trovate in commercio tenendo sempre bene a mente alcuni criteri selettivi utili all’individuazione del prodotto migliore. Eccoveli nel dettaglio.

La tipologia

Gli aspiratori non sono tutti uguali: questo è poco ma è sicuro. Sul mercato esistono infatti tre diverse tipologie di prodotto pensate per potersi adattare alle differenti caratteristiche dei bagni. Riconosciamo perciò una variante assiale (o elicoidale), una variante centrifuga ed una variante centrifuga in linea.

Nel primo caso la pressione all’interno del sistema si origina da una ventola che aspira l’aria presente in bagno e quindi la spinge verso l’esterno attraverso un semplice tubo. Chiaramente questo sistema non offre grandissime prestazioni ed anzi genera una pressione molto bassa. In poche parole tale versione del prodotto va bene soltanto nel caso in cui la perdita di carico si attesti su valori decisamente bassi. Ciò accade di solito nel caso delle installazioni a vetro o quando i tubi di scarico sono privi di curve e comunque molto corti.

Passiamo adesso agli aspiratori centrifughi. Essi sono dotati di ventola e coclea disposti perpendicolarmente. La pressione generata dall’apparecchio è stavolta decisamente superiore. Da qui l’impiego del sistema nei casi in cui i tubi di scarico siano lunghi e pieni di anse. Gli aspiratori centrifughi in linea infine, dato che generano parecchia pressione, si utilizzano soltanto se la perdita di carico rilevata è davvero importante.

Ma non è ancora tutto. Possiamo ancora dividere gli aspiratori da bagno in modelli da incasso e da appoggio. I primi sono ideali nel caso in cui si disponga di spazi non proprio enormi o quando si necessita di camuffare l’apparecchio per ragioni estetiche. In questa eventualità comunque, in linea di massima almeno, le prestazioni del congegno saranno lievemente depotenziate rispetto ad un prodotto di appoggio.

Optate per quest’ultima soluzione nel caso in cui non abbiate grossi problemi di spazio all’interno del bagno o della casa in generale o se per voi l’estetica non è poi così rilevante. Sappiate comunque che esistono anche degli aeratori di bella fattura ed adattabili a qualsiasi tipo di arredo. Per acquistarli potrebbe però essere necessario spendere un po’ di più.

Le funzioni

Sono parecchie le funzioni che gli aspiratori da bagno possono garantire agli utenti: descriveremo comunque in questa sede soltanto le più importanti. Iniziamo dal timer. Qualora il vostro dispositivo fosse dotato di questa opzione vi sarà consentito programmare il periodo di tempo entro il quale, spento l’interruttore, anche l’aspiratore dovrà disattivarsi. Di norma tale programmazione oscilla tra i 3 ed i 30 minuti.

Un’altra utile funzione è quella che permette di aprire e chiudere automaticamente il marchingegno. Questa opzione consente di non compiere manualmente l’operazione appena descritta. C’è poi l’umidostato, ossia un sensore intelligente che riesce a percepire il tasso di umidità presente nell’aria.

Ciò vi darà modo di impostare un livello di guardia. Quando l’umidostato percepirà il raggiungimento di questa soglia limite, l’aspiratore si attiverà autonomamente. Utile è anche la possibilità di regolare la velocità di rotazione della ventola e quindi di agire sull’efficacia dell’aspirazione.

Altro dispositivo di rilievo è poi il sensore di presenza, ossia un sensore ad infrarossi che è in grado di individuare la presenza di un essere umano all’interno del locale e quindi di attivare in automatico l’aspirazione. Tenete presente infine che in commercio esistono degli aspiratori da bagno con pulsantiera e dei prodotti a cordicella. Questi ultimi sono a priori dotati di un numero minore di funzioni. In particolare non possono garantire all’utente le attivazioni automatiche.

La ventola

Lo abbiamo già visto nei primi paragrafi, quando tramite dei calcoli cercavamo di stabilire i parametri tecnici a cui far riferimento per l’installazione di un aeratore: la dimensione e le caratteristiche della ventola devono ovviamente adeguarsi a quelle della stanza.

Ambienti umidicci e dalle metrature considerevoli necessitano infatti di ventole più grandi e potenti. Tuttavia tenete conto del fatto che in molti casi un apparecchio così congeniato è anche eccessivamente rumoroso. Insomma: se non è necessario non strafate.

Altro particolare da tenere ben presente: più la ventola è grande e maggiore sarà la dimensione dell’apparecchio in sé e per sé. Considerate che per non “stonare” troppo con l’arredamento o con gli equilibri architettonici della stanza non si dovrebbe andare oltre la trentina di centimetri per lato. Il nostro, sia chiaro, è un consiglio più che altro valido dal punto di vista estetico: siete quindi liberi di fare le vostre valutazioni in proposito.

La rumorosità

Lo abbiamo appena detto: fate attenzione al numero di decibel prodotti dal vostro apparecchio. Perché? Beh, pensate di dover entrare in bagno per concedervi una doccia rilassante e di dover sentire un costante sottofondo rumoroso che accompagna la vostra oretta di relax. Di certo non vi aiuterà ad alleviare lo stress!

Se poi necessitate di tenere in funzione il dispositivo per molte ore al giorno, il rischio di un mal di testa dalle proporzioni epiche è sempre dietro l’angolo. Attenzione perciò a non scegliere prodotti che vadano oltre i 45 decibel di rumorosità, l’ideale anzi sarebbe mantenersi sui 26/34 decibel…

La potenza

Valutate anche la potenza del motore. In genere bastano una quindicina di Watt per muovere 90 metri cubi di aria all’ora. Questi valori normalmente si adattano a bagni di medie dimensioni. Una stanza cieca, magari anche un po’ più piccola rispetto agli standard, potrebbe avvalersi invece di un dispositivo da 4/8 Watt capace di mettere in circolo una cinquantina di metri cubi di aria all’ora. Per essere certi di acquistare il prodotto che meglio si adatti alle vostre esigenze comunque dovete rassegnarvi ad eseguire i calcoli descritti in precedenza.

Le pale

Importante è anche scegliere un dispositivo la cui forma delle pale sia pensata per avere un profilo alare. Questo design permette infatti di spostare quantitativi d’aria sicuramente maggiori, di ottenere risultati migliori e, a parità di resa, di produrre meno rumore rispetto a modelli diversamente congeniati. Insomma: perché rischiare il mal di testa?

I consumi

Il consumo degli aspiratori da bagno non è mai eccessivo. I prodotti migliori sono tarati per non andare oltre i 20 Watt orari, ma in commercio esistono comunque parecchie variazioni sul tema. Molto dipende ovviamente dalle caratteristiche intrinseche del sistema ed anche dalla marca e dal modello che sceglierete di acquistare.

Il costo

Gli aspiratori da bagno, per fortuna, non sono poi così costosi. Se non vi interessa andare oltre il modello basic assiale non spenderete più di una ventina di euro. Se poi siete orientati su una versione assiale ma leggermente più accessoriata, vi manterrete comunque entro la cinquantina di euro.

Nei casi peggiori, quelli in cui si necessiti di altre tipologie di aspiratori, per esempio i centrifughi, i prezzi potrebbero lievitare considerevolmente fino a raggiungere e superare le 300 euro. Tranquilli però: in genere i bagni delle nostre case sono costruiti in modo da potersi orientare sui prodotti assiali. Insomma: è davvero poco probabile che all’interno di un ambiente domestico si necessiti proprio di un aspiratore centrifugo.

Aspiratori da bagno: scegliere la posizione migliore

Normalmente gli aspiratori da bagno vanno installati a parete o, tuttalpiù, al soffitto. Quello che bisognerebbe tenere sempre ben a mente è che il dispositivo necessita di essere collocato quanto più vicino è possibile alla principale fonte di umidità presente nell’ambiente. In genere questa coincide con la doccia o con la vasca da bagno.

Scegliere una posizione adeguata per il dispositivo significa anche creare una via d’aria per il ricambio. Questo vuol dire che nella stanza di vostro interesse deve sempre poter affluire dell’aria proveniente dall’esterno. A tale scopo i tecnici sono soliti consigliare ai loro clienti di predisporre una piccola grata nelle vicinanze del pavimento.

Installare gli aspiratori da bagno

Se avete un minimo di dimestichezza con la cassetta degli attrezzi potete provare ad installare voi l’aspiratore da bagno. Evitare di chiamare un tecnico del resto può risparmiarvi qualche noia e qualche euro. Avventuratevi in quest’impresa però soltanto se avete buone doti manuali. Pronti? Perfetto: iniziate tracciando un cerchio sul muro. Tale cerchio avrà un diametro che possa rapportarsi alle dimensioni della griglia esterna del vostro dispositivo. Ricontrollate le misure e quindi  forate la parete avvalendovi di un trapano.

Armatevi adesso di punta e martello ed iniziate a demolire le piastrelle ancora presenti all’interno del foro. Qui inserirete quindi il tubo di collegamento. Provvedete perciò a sigillare il tutto con della schiuma poliuretanica e successivamente con dello stucco per pareti. Collocate infine la griglia e fissatela con un po’ di silicone.

Attenzione alla parte elettronica dell’installazione: dovrete soltanto collegare i cavi e quindi regolare eventualmente la tempistica prevista per il funzionamento. Vi basterà a tale scopo usare un cacciavite, ma agite soltanto dopo aver staccato l’interruttore generale dell’elettricità: meglio non rischiare…

Sappiate infine che moltissime aziende, una volta acquistato il prodotto, includono montaggio ed installazione tra i servizi post vendita. Insomma: non necessariamente dovrete fare tutto da voi…

Pulire gli aspiratori da bagno

Perché gli aspiratori da bagno facciano il loro dovere e non immettano nell’ambiente polvere ed acari, è necessario pulirli periodicamente, all’incirca una o due volte al mese. Come si fa? Niente di complicato: iniziate staccando la corrente, non si sa mai.

Quindi smontate la grata anteriore del dispositivo e, avvalendovi di un pennello a setole morbide magari appena inumidito, lavorate sulla ventola. Fate attenzione ovviamente a non bagnare parti elettriche, motore su tutte. A questo punto rimontate la grata e quindi riattaccate la corrente.

Mentre lavorate sulle pale, mettete la griglia in ammollo, preferibilmente in una soluzione di acqua e sapone. Ovviamente provvederete a sciacquarla e soprattutto ad asciugarla con cura prima di rimontarla. Ricordate che non compiere quest’operazione può essere deleterio tanto dal punto di vista igienico, lo abbiamo appena visto, quanto dal punto di vista pratico ed economico. A lungo andare una ventola sporca finirà infatti per danneggiare irreparabilmente il sistema.

Una soluzione alternativa agli aspiratori da bagno

Al giorno d’oggi gli aspiratori da bagno funzionano solo ed esclusivamente per mezzo di alimentazione elettrica. Questo significa che, qualora in casa vostra non fosse possibile predisporre i giusti collegamenti, sarebbe necessario optare per altre soluzioni.

Quali? Beh, al momento non ci sono molte scelte: l’unica che ci pare il caso di consigliarvi è l’acquisto di un buon deumidificatore. Sappiate comunque che quest’ultimo dovrebbe essere presente in bagno nonostante l’installazione di un aspiratore: i due sistemi infatti possono supportarsi migliorando ulteriormente le condizioni ambientali.

Umidità: cosa bisogna sapere in proposito?

Il problema dell’umidità, come abbiamo visto, è strettamente connesso all’esigenza di installare un aeratore. Le stanze più soggette alla formazione di tale fastidioso fenomeno sono per definizione il bagno e la cucina. Proprio qui infatti si compiono delle operazioni che creano vapore acqueo che, se non veicolato verso l’esterno, si trasforma in condensa, in umidità e quindi in muffa.

Ed è proprio quest’ultima che rende i vostri ambienti domestici insalubri. Se finora insomma avete pensato di soprassedere all’acquisto ed all’installazione di un aeratore avete fatto male, più di quanto siate disposti a credere. Le muffe altro non sono infatti che colonie di funghi che rilasciano perennemente nell’aria le loro spore.

Tali spore sono tossiche. La scienza ha infatti dimostrato in svariate occasioni che la loro presenza in casa può tradursi in una fonte di stress per l’organismo.

Gli effetti sull’organismo

Ad accusare il colpo in caso di prolungata esposizione alla muffa, saranno soprattutto gli organi dell’apparato respiratorio nonché gli occhi. In tempi che variano da soggetto a soggetto e da caso in caso, si potrà osservare infatti la comparsa di disturbi quali tosse, infiammazione oculare, rinite, eccessiva lacrimazione, raffreddore e congiuntivite.

Tali disturbi possono quindi cronicizzarsi e sfociare per esempio anche in attacchi d’asma e sensazioni di soffocamento. Quanto sinora affermato vale un po’ per tutti, ma a maggior ragione nel caso dei soggetti già di per sé allergici, di bambini, di anziani e persino di animali domestici.

Pensate che la cosa finisca qui? Non è così. In molti casi l’esposizione prolungata ad aria carica di spore della muffa può causare anche dei dolori muscolari che spesso sfociano in una certa rigidità dei movimenti. Inoltre non è raro riscontrare affaticamento fisico, una persistente sensazione di stanchezza ed, alla lunga, debolezza cronica.

Ma non abbiamo ancora finito. Anche la pelle risente della presenza di muffe in casa. Le spore causano infatti una progressiva desquamazione della cute, rash e pruriti. Alcuni soggetti infine accusano difficoltà di concentrazione, disordini alla memoria, persistenti mal di testa e vertigini.

Insomma se finora, magari spinti da ragioni economiche, vi siete limitati soltanto a pulire ogni primavera la muffa accumulatasi sulle pareti durante l’inverno, sappiate che è arrivato il momento di adottare soluzioni un po’ più drastiche. Del resto quello che non spendete nell’acquisto di aspiratori da bagno diversamente dovrete spenderlo in farmaci. A prescindere da ciò comunque la salute va sempre tutelata. Insomma: il gioco vale sicuramente la candela…

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