Caffettiera moka: un caffè e tanti consigli per gli acquisti

Conoscete qualcuno che non possieda una caffettiera moka? Probabilmente no. La macchinetta del caffè, così a volte ci si riferisce a quest’oggetto, è un cult che serve a compiere un rito mattutino (e non solo): ci si alza dal letto, più confusi che persuasi, e non si inizia la giornata senza un caldo e corroborante caffè espresso.

La caffettiera sul gas gorgoglia, il profumo si spande per tutta la casa e, un po’ alla volta, ci rassegniamo a dedicare un’altra giornata a studio e lavoro. Dite la verità: vi siete riconosciuti anche voi nel quadretto, vero?

Ma sapreste anche riconoscere la moka migliore tra le tante presenti sul mercato? Sapreste individuare la macchinetta del caffè più adatta a soddisfare le vostre esigenze? Attenti a non dare risposte affrettate: al giorno d’oggi c’è un assortimento tale sugli scaffali che anche i più sicuri di sé ed i più profondi conoscitori dell’arte di preparare il caffè possono facilmente entrare in crisi.

Ecco perché abbiamo pensato di scrivere una guida sull’argomento che molti di voi probabilmente troveranno utile: del resto per noi italiani la giornata non può mai cominciare senza una tazza di oro nero. Insomma: il nostro è un popolo di santi, poeti, navigatori e… caffeinomani…

Come funziona una caffettiera moka tradizionale?

Il principio di funzionamento di una caffettiera moka non è poi tanto difficile. Sappiamo tutti, per esperienza più o meno diretta, che alla base della macchina è contenuta dell’acqua. Essa tende a riscaldarsi con facilità dato che il serbatoio in cui viene versata è la parte che normalmente sta a contatto con i fornelli. Sobbollendo si viene a creare una certa pressione interna.

I vapori dell’acqua giungeranno così, attraverso un filtro, a lambire la polvere di caffè che tanto sapientemente avete collocato nell’apposito alloggio previsto all’interno della moka. La pressione interna al sistema intanto continuerà a salire sin quando l’acqua e la polvere di caffè, ormai miscelati, non saliranno su per il comignolo della caffettiera. Il liquido erogato dai beccucci della macchina sarà così caldo, profumato, scuro e corposo.

Per essere un po’ più tecnici diremo che grazie all’aumento graduale delle temperature, si riscalderanno sia l’acqua che l’aria incamerate tra il serbatoio ed il filtro. Ciò significa che la prima si trasformerà in vapore e l’altra aumenterà il suo volume.

Questo tipo di reazione farà sì che l’acqua risalga nel filtro, bagni il caffè e quindi evapori spingendo in alto con sé la polvere tostata. Ciò serve a scioglierne le sostanze aromatiche. Intanto il caffè assorbirà dell’acqua che perderà però man mano che questa si trasformerà in vapore. Ma bando alle ciance: siete già pronti con le tazze in mano?

Ed una caffettiera moka elettrica?

La caffettiera moka elettrica è una variazione sul tema che sempre più italiani sembrano prendere in considerazione al momento degli acquisti. Si tratta di un apparecchio avente le stesse identiche funzioni della moka tradizionale ed, a dire il vero, anche un design che ricorda da vicino la nostra fedele compagna di risveglio. Tuttavia, meraviglie della tecnologia, siamo dinnanzi ad un prodotto automatizzato, ad un robot in piena regola. Detto ciò, è facile indovinare che il principio di funzionamento previsto per questa macchina si discosti un po’ da quello appena descritto.

Prima differenza: per preparare il vostro caffè non avrete bisogno del gas. Avrete necessità però di disporre di una presa della corrente funzionante: la base di questa moka è infatti elettrificata. Dovrete comunque riempire l’apposito serbatoio di acqua ed il filtro di polvere di caffè. Fatto ciò, avviate la macchina. A questo punto avvaletevi di eventuali funzioni speciali utili ad avere un maggior controllo sulla preparazione della bevanda.

I vari programmi integrati nell’apparecchio infatti sono studiati per mantenere il caffè in caldo anche dopo parecchi minuti dalla preparazione nonché per acuire o addolcire l’aroma della miscela. Inoltre potrete impostare la macchina perché eroghi il caffè in un dato momento, perché filtri eventuali residui calcarei presenti nell’acqua contenuta all’interno della caldaia, perché si spenga da sé oppure ancora perché produca del caffè d’orzo. La seconda grande differenza tra un apparecchio tradizionale ed un dispositivo elettrico sta proprio in queste utili variazioni sul tema.

Caffettiera napoletana e caffettiera moka: due tradizioni a confronto

Passiamo adesso dal capitolo “Meraviglie del progresso” alla sezione “Come eravamo”. A cosa ci riferiamo? Beh, alle classiche vecchie caffettiere napoletane: magari qualcuno le ricorda ancora! Questi oggetti hanno fatto la storia, la microstoria per meglio dire, della nostra terra. Ma come funziona questo tipo di apparecchio? Diciamo subito che si tratta di un processo un po’ più complicato rispetto a quello appena descritto. Vediamo insieme perché.

Innanzitutto è importante procurarsi del caffè macinato alla buona e non una polvere sottile come quella che un po’ tutti siamo ormai abituati ad utilizzare. Ancora una volta all’interno del sistema sarà presente un apposito alloggio in cui collocare il prodotto. Attenzione però: tale alloggio stavolta è posto sulla parte alta della caffettiera, mentre l’oro nero verrà fuori da un beccuccio ben visibile collocato alla base dell’oggetto. Si tratta insomma di un design invertito.

La vaschetta in cui trova spazio il caffè si incastrerà con filtro e caldaia. Montata correttamente la vostra moka napoletana, potrete mettere l’apparecchio sul gas adagiando il serbatoio sulla fiammella. Non appena l’acqua inizierà a bollire, vedrete una nuvoletta di vapore. A quel punto dovrete capovolgere immediatamente la caffettiera. L’acqua lambirà così il caffè non tanto per un aumento di pressione registrato all’interno del sistema quanto piuttosto per effetto della forza di gravità.

La caffettiera napoletana, la cosiddetta cuccumella, ad oggi è ancora molto diffusa in Italia. Gli amanti della tradizione sostengono infatti che il processo di preparazione del caffè sia in questo caso più delicato e che la polvere mantenga intatto ed inalterato tanto il sapore quanto l’aroma della polvere. Sarà vero? Testate sul campo questa affermazione: acquistate la vostra “cuccumella” o approfittate di qualche occasionale viaggio a Napoli e dintorni…

Cenni storici

La prima moka che la storia ricordi è stata brevettata da Alfonso Bialetti nel 1933. Si trattò di un’invenzione epocale e, non a caso, uno di questi apparecchi è tuttora esposto al Design Museum di Milano ed un altro ha invece trovato residenza in pianta stabile al MoMa di New York: scusate se è poco! L’inventore di questa macchina del caffè si ispirò a sua moglie ed alle normali procedure da lei eseguite per prendersi cura del bucato.

La lavatrice della signora Bialetti  constava di una caldaia in cui trovavano posto la biancheria, l’acqua ed il detergente. C’era poi un tubo con foro di sfiato. Quando l’acqua presente all’interno del sistema raggiungeva temperature più elevate risaliva per questo condotto, si raffreddava e quindi tornava al mittente sciogliendo il sapone intanto accumulatosi nel serbatoio. Vi ricorda qualcosa?

Passiamo adesso al nome “Moka”. Chiaramente non si tratta di un termine di origine italiana. Pare infatti che si ispiri alla parola “Mokha” che in realtà è un nome proprio di città, una città yemenita per essere precisi. Qui si coltivava una delle qualità più pregiate in assoluto di caffè. Poteva mai il signor Bialetti non battezzare la sua creatura con questo nome?

Scegliere una caffettiera moka: suggerimenti pratici

Come avrete già avuto modo di notare leggendo la nostra guida, scegliere una caffettiera moka non è semplice come si può immaginare. Per ora ci siamo essenzialmente soffermati ad analizzare le varianti sul tema: la “cuccumella” e la moka elettrica. Ma quali sono le altre caratteristiche da tenere in considerazione quando si decide di comprare una buona caffettiera? Scopriamolo insieme.

I materiali

Volete concedervi il lusso di un buon caffè tutte le mattine o magari dopo ogni pranzo? Bene: comprate una miscela degna di nota, ma state anche attenti ai materiali utilizzati per produrre la vostra moka. La tradizione vorrebbe che, almeno per quanto riguarda le macchine non elettriche, la caffettiera venisse realizzata in alluminio pressofuso.

Al giorno d’oggi quest’abitudine è sopravvissuta anche in ragione di precise esigenze estetiche. Il metallo in questione può infatti essere smaltato e colorato con una certa facilità. Molte delle moderne caffettiere in alluminio sono così diventate oggetti di design spiritosi, allegri, insoliti e colorati.

Questo metallo poi ben si presta all’impiego in ambito culinario dato che, per sua stessa natura, tende a riscaldarsi rapidamente ed in maniera tutto sommato uniforme. Il problema è che la manutenzione di una caffettiera in alluminio è in genere un po’ più complessa di quanto chi va sempre di fretta sia disposto a tollerare. C’è poi da dire che l’alluminio utilizzato in questi casi è di solito poco spesso e, come tale, un po’ fragilino.

Ma non è ancora tutto. Chi prepara il caffè utilizzando una moka in alluminio deve necessariamente stare davanti ai fornelli sino a processo ultimato. Basta qualche secondo in più sul gas infatti perché la bevanda acquisisca un sapore amarostico e perché si sbruciacchi per benino. Poco e nulla potrete invece contro il leggero retrogusto metallico che l’alluminio conferisce alle miscele. Insomma: tradizione sì, ma entro certi limiti.

Alla luce di queste informazioni è semplice capire come l’acciaio inox abbia in qualche modo soppiantato l’alluminio. Esso è sicuramente molto più solido e robusto ed inoltre tende a non alterare il sapore del caffè. Le caffettiere in acciaio però ci mettono molto di più a riscaldarsi e quindi ad erogare la preziosa bevanda.

In compenso quest’ultima resterà ben calda qualche minuto in più se lasciata a riposare all’interno della macchina. Attenzione: l’acciaio è un materiale meno economico rispetto all’alluminio, ma l’aspettativa di vita del prodotto vi farà sicuramente ammortizzare la spesa sostenuta in tempi decisamente brevi.

C’è poi un’altra opzione: l’acciaio – ceramica. Questo tipo di caffettiera consta di una caldaia metallica e di un bricco in coccio. La combinazione di tali  materiali fa sì che la temperatura di passaggio dell’acqua sia tendenzialmente più bassa rispetto agli standard. Basta questo per dare un tocco di gusto in più al vostro caffè. In alternativa potrete trovare anche una combinazione di acciaio e vetro. Quest’ultimo sostituisce ovviamente la ceramica.

Si tratta di una soluzione che fatica alquanto a trovare successo, soprattutto perché tale materiale tende a disperdere il calore più facilmente rispetto agli altri. Inoltre il vetro è fragile, troppo fragile per qualcuno che, ancora preso dal sonno, fatica a distinguere la caffettiera da un manico di scopa…

Piccola deviazione sul tema. In alcuni casi, ci riferiamo essenzialmente a precise tipologie di caffettiere moka elettriche, il materiale di realizzo utilizzato potrebbe essere la plastica. Si tratta di una scelta efficiente dal punto di vista della solidità e della riduzione dei costi, ma non ci pare comunque il caso di raccomandarvela.

Perché? Beh, innanzitutto perché la plastica, sottoposta ad alte temperature, produce delle sostanze nocive alla salute, addirittura cancerogene. Ora: c’è chi dice che basta scegliere un prodotto BPA free per risolvere il problema. Molti altri non concordano affatto con questa tesi e sono tuttalpiù disposti ad affermare che una plastica opportunamente trattata danneggia di meno la salute, ma la danneggia comunque.

Non ci pare questa la sede adatta per entrare nel vivo del dibattito: informatevi quindi autonomamente sul problema. Non vi sarà del resto difficile reperire su internet delle fonti da consultare a tal riguardo.

Tralasciando la questione salutistica, vogliamo comunque aggiungere che una caffettiera in plastica non conduce benissimo il calore, cosa che rende peggiore il sapore del caffè. Inoltre tali prodotti si sono dimostrati più soggetti a deterioramento di quanto non si possa dire per le varianti in metallo. Insomma: capite perché ve ne sconsigliamo l’acquisto?

La “questione materiali di realizzo” è ovviamente molto più semplice quando si decide di parlare delle guarnizioni o del manico. Nel primo caso si utilizzeranno sempre gomma e/o caucciù: non ci sono alternative. Nel secondo invece avrete a che fare con la plastica rigida che, almeno nel caso dei prodotti migliori, sarà sorretta internamente da uno scheletro in metallo.

Il numero di tazze

Passiamo adesso ad un aspetto più pratico del problema: quante tazze deve essere in grado di preparare la caffettiera moka tradizionale? Diciamo che da questo punto di vista abbiamo poco da suggerirvi: dovreste basarvi infatti sulle vostre abitudini nonché sul numero di persone che abitualmente sorseggiano con voi questa bevanda. Considerate magari anche la frequenza con cui invitate ospiti a casa: chi non offre un buon caffè agli amici ed ai parenti che vengono a far visita? Bene: detto ciò, non ci resta che informarvi circa le opzioni che troverete in commercio.

Sappiate che le misure più piccole di caffettiere producono 1/2 tazze di caffè alla volta. Si adattano perciò alle esigenze dei single o tuttalpiù delle coppie. In un rapido crescendo però potrete trovare in commercio anche macchine talmente grandi da riuscire a produrre in simultanea una ventina di tazze di caffè. Tenete in considerazione comunque che maggiori saranno le dimensioni della moka e più lunghi saranno i tempi di preparazione della bevanda. Ovviamente sarà anche più alto il numero di tazzine che potrete ricavare in un’unica “infornata”.

Per quanto riguarda le caffettiere elettriche la situazione è un po’ diversa. I prodotti attualmente presenti sul mercato vi consentono infatti di ricavare dalle 2 alle 10 tazze in un’unica soluzione. Ciò perché questo tipo di elettrodomestico è di per sé più ingombrante rispetto ad una normale caffettiera e produrre dei formati ancora più grandi significherebbe immettere sul mercato qualcosa di praticamente invendibile. Insomma: chi vorrebbe (o potrebbe) occupare negli sportelli uno spazio tanto grande per una semplice caffettiera?

Gli accessori

Anche una semplice caffettiera può essere corredata da un discreto numero di accessori. Per esempio, quando nel precedente paragrafo vi abbiamo dato delle informazioni circa il numero di tazze che è possibile ricavare da una macchina, abbiamo omesso un piccolo particolare. Nel vostro package potreste trovare dei riduttori per filtro.

Questi dispositivi, alla fin fine dei semplici dischi forati realizzati in metallo, servono a ridurre la capienza dei filtri. In poche parole comprando una moka da 8 tazze ed utilizzando un riduttore potrete trasformare la vostra caffettiera in un una mini moka che eroghi, ad esempio, non più di tre tazze di bevanda. Si tratta di un aggeggio molto utile perché, contrariamente a quanto si è sempre fatto, vi permetterà di non comprare più e più caffettiere per poter far fronte tanto alle esigenze standard della famiglia quanto a quelle di eventuali ospiti.

Attenzione: questo tipo di accessorio è poco presente nelle caffettiere tradizionali. Non c’è però motivo di disperare: se vi dovesse tornare utile potreste comunque comprarlo in separata sede. I riduttori per filtro sono invece inclusi di default nella stragrande maggioranza delle caffettiera moka elettriche. Un piccolo consiglio: utilizzando il dischetto forato in esame, non dimenticate di ridurre anche il quantitativo di acqua introdotto nel serbatoio. Diversamente il vostro sarà un caffè americano o… decisamente annacquato.

Nel caso delle caffettiere moka elettriche potrete inoltre trovare nella confezione anche un filtro anti impurità. Questo, inserito nel serbatoio, raccoglie e trattiene corpuscoli di ogni tipo nonché i residui calcarei in genere. In questo modo, ammesso che sia potabile e salutare, potrete preparare il vostro caffè utilizzando l’acqua del rubinetto. Ciò significa spendere ed inquinare meno. Anche questo accessorio comunque viene fornito in dotazione soltanto nel caso dei prodotti migliori.

Le funzioni

Questo paragrafo riguarda essenzialmente le caffettiera moka di tipo elettrico. Quelle tradizionali infatti non hanno alcuna funzione particolare: si mettono sul gas e fanno il loro lavoro, punto. Le funzioni di un apparecchio automatizzato, anche se in maniera alquanto sommaria, sono state presentate nel corso di uno dei primi paragrafi di questa guida. Vorremmo adesso però scendere un po’ più nei dettagli.

Iniziamo col dire perciò che i prodotti elettrici sono spesso corredati da timer. Si tratta, lo capite bene, di una funzione molto utile. Grazie a questo programma potrete infatti impostare l’orario esatto in cui la caffettiera entrerà in azione: non dovrete far altro che lasciare la presa inserita e la macchina si regolerà da sé.

Alzarsi e sentire subito un buon profumo di caffè fa sempre piacere, ma siamo sicuri di svegliarci in tempo per poterlo bere ancora caldo? Nessun problema: anche per questo c’è un programma specifico. La funzione di mantenimento in caldo permette infatti di lasciare il caffè all’interno della macchina per 20 o addirittura 40 minuti senza che questo si raffreddi di un grado. Una bella comodità, soprattutto quando in casa ognuno si alza ad un orario diverso, ma tutti hanno premura di uscire.

La funzione aroma invece è presente soltanto nei top di gamma e consente di scegliere l’intensità del caffè ogni qualvolta si prepara la propria bevanda. Si tratta di un utile programma di personalizzazione, amato soprattutto dai cultori dell’oro nero che potranno così scegliere sempre tra una tostatura leggera, media o intensa.

Lo spegnimento automatico poi, lo sappiamo tutti, è molto utile quando si ha a che fare con gli oggetti elettrici e con i distratti cronici. In questo modo potrete sempre evitare spiacevoli inconvenienti, ma anche consumare di meno. Inoltre non sarete costretti a lasciare le vostre attività o a tornare a casa di gran corsa nel caso in cui vi doveste ricordare di aver lasciato la macchina ancora in funzione.

Per quanto riguarda la possibilità di realizzare anche un buon caffè d’orzo o altre bevande solubili, dobbiamo dire che si tratta di un programma ancora una volta selezionabile soltanto quando si acquista un prodotto di fascia alta. Le caffettiere in questo caso sono infatti dotate di filtri aggiuntivi adatti a funzionare anche con polveri più o meno sottili rispetto al caffè puro.

Tutte queste funzioni sono controllabili per mezzo di un display, di norma alloggiato alla base della macchina. Il monitor potrà avere dimensioni diverse da una caffettiera all’altra, potrà essere retroilluminato o meno e sfruttare caratteri leggibili con maggiore o minore difficoltà. Sul display saranno inoltre sempre disponibili dei tastini utili a “comunicare” con il piccolo robot da caffè.

I consumi

Anche questo paragrafetto sarà, per ovvie ragioni, dedicato esclusivamente alle moka elettriche. Quando ne acquisterete una infatti avrete bisogno di valutarne anche i consumi. Sappiate che comunque avete a che fare con piccoli elettrodomestici: ciò significa che, per quanto spesso utilizzati, non incideranno più di tanto sui costi di gestione della casa.

In ogni eventualità tenete presente che un prodotto dalle dimensioni non eccessive, magari una moka elettrica da 6 tazze, in media consuma circa 400 Watt ad ogni impiego. Sappiate anche che il wattaggio della macchina dipende in qualche modo dalle sue dimensioni e dalla rapidità con cui riesce ad erogare il caffè. Il nostro consiglio?

Preoccupatevi di questo aspetto del problema soltanto entro certi limiti: comprando tale robottino non avrete mai a che fare con bollette stratosferiche (almeno non per colpa della moka elettrica) ed in qualche modo i consumi sono stabiliti a priori dalle caratteristiche tecniche della macchina.

L’aspettativa di vita

Una macchina per il caffè che si rispetti deve avere una discreta longevità. Tra una caffettiera moka tradizionale ed una elettrica è quest’ultima quella destinata a soccombere in tempi più rapidi. Insomma: chi l’ha detto che il progresso ha soltanto dei lati positivi?

Nella grande famiglia delle macchine tradizionali, come abbiamo accennato prima, i prodotti in acciaio inox sono quelli che possono ambire ad anni ed anni di onorato servizio. Meno durature ma comunque con una discreta aspettativa di vita, sono poi le caffettiere in alluminio. Il fanalino di coda è individuabile invece nei prodotti con brick in ceramica e, soprattutto, in vetro.

Come abbiamo visto però ciascuno di questi materiali conferisce al caffè un gusto diverso o agisce differentemente sulla conservazione delle temperature. Cosa dirvi? Beh, nulla a parte che quando sceglierete il materiale con cui dovrà essere realizzata la vostra moka farete bene a considerare anche la durevolezza dello stesso…

La tipologia

Come abbiamo accennato in precedenza, potrete scegliere tra diverse tipologie di moka: abbiamo la versione napoletana, la più antica in assoluto, e la versione tradizionale che tutti prima o poi ci siamo ritrovati ad utilizzare. La tecnologia ci ha però messo sotto il naso una terza variante del prodotto, quella elettrica. Bene: dato che finora non ci siamo soffermati più di tanto sull’argomento, sappiate che questo modello presenta due diverse sotto categorie: quella a base estraibile e quella a base integrata.

Quest’ultima consta di un supporto elettrificato che forma un corpo unico con il serbatoio. In genere si tratta di prodotti molto compatti e leggeri, utili per affrontare al meglio piccoli viaggi o addirittura dei lunghi campeggi. Pulire una caffettiera moka elettrica a base integrata però è, per ovvie ragioni, abbastanza complicato.

L’altra opzione invece si caratterizza per la presenza di una base composita formata da piastra riscaldante, cavo elettrico e caldaia. Quest’ultima può facilmente essere separata dagli altri elementi. In genere tali caffettiere sono più grandi rispetto a quelle con base integrata e sono realizzate in alluminio. Questo significa che il caffè è tendenzialmente migliore rispetto a quello prodotto dalla variante affine. Perché? Beh, le caffettiere a base integrata sono spesso costruite in plastica! C’è da dire poi che in questo caso le operazioni di pulizia risulteranno infinitamente più semplici e veloci…

La forma ed il design

Vi sembrerà strano come suggerimento, ma prima di mettere mano al portafogli, fareste bene anche a valutare la forma ed il design della vostra futura caffettiera moka. Perché? Beh, perché questi piccoli particolari possono in qualche modo influenzare la qualità del vostro caffè o la resa della macchina. Iniziamo col dire perciò che in genere il mercato offre la possibilità di scegliere tra basi ottagonali e rotonde o caffettiere a fontana.

Nel primo caso sarete di fronte ad un grande classico: fu proprio il signor Bialetti a brevettare questo tipo di moka nell’ormai lontano 1933. Ma questa storia la conoscete già. Un simile design, grazie agli spigoli che fungono da appiglio, permette di svitare ed avvitare meglio la caffettiera moka nonostante sia ancora calda o si abbiano le mani umide.

I modelli tondeggianti sono ad oggi altrettanto diffusi. In genere anzi si predilige questo tipo di struttura nel caso delle macchine multitazza. Ciò allo scopo di ridurre un po’ gli ingombri e, per la serie anche l’occhio vuole la sua parte, per rendere più accattivante il design del prodotto. Ma non è tutto. Una caldaia rotonda permette, almeno a detta di alcuni, di velocizzare i tempi di erogazione. Ad onor del vero si tratta di un’affermazione alquanto dubbia, soprattutto nel caso della moka tradizionale.

Incidono infatti sul tempo di preparazione del caffè la grandezza della macchina ed il calore sprigionato dalla fiamma, il materiale prescelto per realizzare il prodotto e la quantità di acqua o caffè introdotti nel dispositivo. Ci sono poi anche elementi quali la durezza dell’acqua o i bar di pressione generati, la temperatura esterna o la qualità del filtro che in tal senso giocano un ruolo importante. Insomma: prendete questa affermazione con le pinze…

Passiamo quindi alle caffettiere moka con design a fontana. Si tratta di prodotti di recente concezione che molto puntano sul fattore estetico. Tali varianti hanno in genere una base d’appoggio da collocare sul fornello o sul gas ad induzione.

Presentano poi un piccolo serbatoio dell’acqua e quindi un rubinetto, spesso sdoppiato, dotato di filtro. I tempi di erogazione, grazie al particolare design di questa macchina, sono davvero molto rapidi: basta 1 minuto per gustare un buon caffè caldo. Anche i consumi sono alquanto ridotti in questo caso. L’inghippo sta però nel fatto che non è mai possibile preparare più di due caffè alla volta. Tra l’altro il costo di tale tipologia di prodotto è decisamente più elevato rispetto agli standard.

Tenete conto infine, almeno se siete degli esteti, del colore e della texture della caffettiera moka. Come abbiamo visto i prodotti in alluminio, con i loro pregi e le loro virtù, sono quelli che più si prestano ad essere decorati. In commercio esistono caffettiere muccate, colorate con tinte fluo, realizzate in effetto legno e chi più ne ha più ne metta.

Da questo punto di vista abbiamo però poco da suggerirvi. Semplicemente scegliete se preferite questo genere di soluzione, spesso più costosa rispetto ad altre equivalenti per qualità e prestazioni, e quindi basatevi sui vostri criteri di valutazione estetica. In alternativa, soprattutto se avete l’abitudine di lasciare sempre la caffettiera pronta sul gas, abbinate il colore e la texture del prodotto agli arredi di casa.

Il marchio

Un altro elemento che dovrete considerare prima di effettuare l’acquisto è il brand della vostra futura caffettiera moka. Sia chiaro: non ci interessa proprio indirizzarvi verso un marchio anziché un altro. Quello che invece ci preme è sottolineare l’importanza di non acquistare prodotti senza marca. Ciò per un semplice motivo: sarete sempre sicuri di trovare dei pezzi di ricambio.

Le guarnizioni, i manici, i filtri, sono piccole parti della macchina soggette ad usura. Sarebbe impensabile sostituire la caffettiera perché non si riesce a trovare una di queste componenti per il rimpiazzo. Con pochi euro di spesa infatti la vostra moka tornerà praticamente nuova. Non trovando i pezzi di ricambio sarete invece costretti a riacquistarla spendendo sicuramente di più. Anche questo dettaglio insomma contribuisce ad allungare l’aspettativa di vita del prodotto…

Il prezzo

Ma quanto costa una caffettiera moka? Beh, il caffè è un diritto che non si nega a nessuno e, non a caso, in commercio esistono tante di quelle soluzioni che è praticamente impossibile pensare di collocare la moka entro un range di costi limitato e circoscritto.

Possiamo dirvi perciò che, magari accontentandovi di una piccola caffettiera tradizionale di qualità non eccelsa ma comunque realizzata in alluminio, spenderete una decina di euro o giù di lì. Comprando un prodotto multitazze, elettrico, realizzato in acciaio inox e possibilmente dal design accattivante, dovrete rassegnarvi a spendere oltre un centinaio di euro. Insomma: tutto è relativo.

Quello che possiamo consigliarvi sotto questo punto di vista è più che altro di non scegliere mai prodotti eccessivamente economici. Come abbiamo detto altrove, dei buoni materiali costano ma garantiscono anche una lunga aspettativa di vita. Potrete così comprare oggi e non avere problemi per anni ed anni ammortizzando alla grande i costi sostenuti.

In alternativa c’è sempre internet. Sono parecchi gli e-commerce disponibili sul web che possono venirvi incontro permettendovi anche di concludere dei buoni affari. Attenzione però alle politiche di reso ed al servizio assistenza clienti: non tutti i rivenditori offrono condizioni in tal senso vantaggiose…

Caffettiera moka tradizionale: qualche consiglio sulla manutenzione

Abbiamo parlato di aspettativa di vita del prodotto ed abbiamo messo in relazione questo elemento con tanti dei parametri selettivi sopra indicati. Quello che però non abbiamo ancora fatto è avvertirvi circa l’importanza che in tal senso può avere una corretta manutenzione della caffettiera moka. Pronti per qualche dritta? Ecco che arriva!

In primo luogo sappiate che la manutenzione di una macchina del caffè passa essenzialmente dalla sua pulizia: grazie ad una buona igiene eviterete malfunzionamenti di sorta e… malanni vari. Per pulire una moka è necessario non utilizzare mai detersivo ed evitare di collocare il dispositivo in lavastoviglie. Ciò perché alcuni residui di detergente potrebbero depositarsi nel serbatoio o, peggio ancora, tra i fori del filtro. Bandite sono anche le spugne abrasive. Cosa usare allora? Acqua, pura e semplice acqua.

E poi? E poi asciugate tutto per benino e riponete la macchina in un luogo fresco ed asciutto. Attenzione anche al grado di umidità presente negli sportelli: nella caldaia o in qualsiasi altra parte della moka, potrebbero formarsi piccole colonie di muffa!

Come potete immaginare,  filtrare e bere delle spore non sarebbe esattamente una scelta saggia! Per quanto riguarda le guarnizioni invece ricordate di sostituirle ogni due mesi circa. Nel momento in cui doveste notare dei segni d’usura su uno o più componenti o un  progressivo rallentamento nell’erogazione della bevanda, preparate un finto caffè.

Cosa significa? Riempite la caldaia di acqua, ma omettete di aggiungere la polvere. Accendete quindi il gas e fate in modo che l’acqua si riscaldi sino a raggiungere la parte alta della caffettiera. La caldaia, il filtro e gli altri componenti della moka verranno così puliti a fondo. Sembra strano, ma a volte basta questo per recuperare una caffettiera un po’ mal messa…

Caffettiera moka elettrica: qualche consiglio sulla manutenzione

Cosa fare per garantire la corretta manutenzione di una moka  elettrica? Beh, anche stavolta l’aspettativa di vita della macchina (e di salute dell’utente) passa da una corretta pulizia del marchingegno. Ovviamente in questo caso non potrete certo immergere la caldaia nell’acqua né tanto meno avvalervi di metodi di igienizzazione tradizionali. Il suggerimento che vi diamo perciò è quello di preparare due finti caffè utilizzando dell’acqua a cui aggiungere piccole parti di aceto o poche gocce di limone. Eliminerete così il calcare e pulirete a fondo la macchina.

In alternativa, soprattutto se avete paura che i vostri prossimi caffè possano avere odore e gusto non proprio piacevoli, strofinate la parte interna del serbatoio con uno spazzolino da denti a setole dure. Controllate poi periodicamente lo stato di salute della valvola, dei filtri e dell’erogatore. Magari aiutatevi con uno spillo per verificare che tutto funzioni a regola d’arte e per liberare eventuali canali ostruiti.

Preparare un buon caffè: qualche suggerimento

Prima cosa da sapere: a prescindere dal fatto che utilizziate una macchina tradizionale o elettrica, l’acqua che metterete nel serbatoio dovrà sempre essere fredda e non dovrà mai superare in altezza la valvola di sicurezza. La presenza di una piccola sacca d’aria appena sotto il filtro è infatti fondamentale per la buona riuscita del caffè dato che questo non dovrà mai toccare direttamente l’acqua. Ed a proposito di acqua: utilizzatene sempre una varietà non calcarea. Diversamente rischiereste di ostruire determinati fori del filtro, di danneggiare delle parti della macchina o di bere un caffè amarognolo.

Per quanto riguarda la polvere invece ponetela nel filtro in modo da riempirlo per bene, senza però creare montagnette che dovranno poi essere schiacciate dalla parte superiore della caffettiera. Si tratta di un errore molto comune che si traduce in un rallentamento dell’erogazione del caffè ed in una maggiore probabilità di bruciare la polvere. Di contro, cercate anche di non lasciare dei vuoti sul filtro: l’acqua salirebbe troppo rapidamente ed il sapore della vostra bevanda non sarebbe dei migliori.

Ovviamente poi il caffè va sempre preparato a fiamma bassa. Pensate che anche le macchine elettriche cercano di simulare quest’effetto innalzando gradualmente la temperatura interna del sistema e non andando mai oltre certi limiti. Temperature alte o costantemente alte finirebbero infatti per sciogliere componenti aromatiche poco piacevoli al palato. In questo caso il caffè avrebbe un sapore amaro e la guarnizione della macchine darebbe forfait.

Se al contrario si utilizzassero temperature basse o costantemente basse, l’aroma del caffè risulterebbe acido. Non appena la bevanda inizia a risalire per la caffettiera infine spegnete il gas e lasciate riposare per qualche istante. Quindi servite soltanto dopo aver mescolato con un cucchiaino.

Qualche consiglio sulla miscela

Adesso che conoscete alla perfezione tutti i segreti di una caffettiera moka, vediamo di svelarvene qualcuno che abbia a che fare con la miscela. Anche quest’ultima del resto ha una sua importanza! Sia chiaro: è ovvio che a tal riguardo subentrerà sempre il fattore gusto su cui non possiamo mettere bocca. Da questo punto di vista non possiamo perciò che riportarvi i criteri di selezione utilizzati dagli esperti: gusto rotondo, sapore non eccessivamente acido, amaro o intenso e profumo, tanto, tanto profumo.

Accertatevi poi che la polvere sia fine, ma comunque più consistente rispetto a quella utilizzata nel caso delle macchine da espresso. La miscela inoltre, ancora da preparare, non dovrà mai essere riposta in luoghi caldi ed umidi. No quindi allo sportello sopra il gas, sì piuttosto alla conservazione in frigo. Meglio ancora invece sarebbe riporre il pacchetto in uno sportello ramingo e solitario.

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