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Caminetto prefabbricato: cosa bisogna sapere? Consigli per l’acquisto

Caminetto prefabbricato: perché no? Ecco una soluzione relativamente innovativa che, poco per volta, sta soppiantando l’uso dei vecchi camini! In effetti un po’ tutti abbiamo sognato di trascorrere qualche serata invernale accoccolati davanti al fuoco.

Purtroppo questo sogno, soprattutto nelle case di più recente concezione, è spesso irrealizzabile. Perché? Beh, magari per via della difficoltà di installazione dei camini tradizionali o a causa dell’architettura della casa e chi più ne ha più ne metta.

Anche i costi dell’operazione poi, non esattamente popolari, hanno a lungo costituito un grosso deterrente. Per fortuna, ad un certo punto qualcuno ha inventato i caminetti prefabbricati. Di cosa si tratta? Essenzialmente di varianti più pratiche ed economiche del camino old style.

Risultato? Il sogno diventa finalmente realtà. Siamo certi che anche voi vorreste saperne di più. Nelle prossime righe troverete perciò tutte le informazioni che del caso.

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Caminetto prefabbricato: di cosa si tratta?

Il caminetto prefabbricato è un camino a tutti gli effetti. Esso produce calore bruciando legna o biomasse in genere. Può tra l’altro essere collocato in ambienti interni o esterni della casa senza grosse difficoltà ed ha un piacevole impatto visivo. Ma cosa differenzia un normale camino da un modello prefabbricato?

Beh, quest’ultimo viene di solito venduto come un preassemblato. Una volta varcata la soglia di casa, il vostro caminetto dovrà quindi essere messo insieme, montato. In alcuni casi non sarà necessario nemmeno questo step: basterà semplicemente installare il blocco. Si tratta in genere di operazioni non troppo complesse che l’utente, nella maggior parte dei casi, svolge da sé senza il supporto di tecnici specializzati.

Un camino tradizionale invece, lo sappiamo tutti, viene costruito ex novo direttamente nell’appartamento dell’acquirente. Quest’ultimo, prima di scaldarsi davanti ad un bel fuoco crepitante, dovrà pertanto avallare una lunga e costosa serie di lavori di muratura. Insomma: prefabbricato 1, old style 0!

Com’è fatto un caminetto prefabbricato?

Appartenere alla categoria dei prefabbricati non significa avere una struttura diversa rispetto a quella di un comune caminetto. Anche il prodotto qui in esame consta perciò di una camera di combustione, di una cappa e di una canna fumaria.

Il nostro camino poi deve anche essere dotato di un efficiente sistema di ventilazione che permetta di migliorare tanto il tiraggio quanto il convoglio del calore. All’appello ovviamente non mancherà infine un congegno per la chiusura ermetica.

Caminetto prefabbricato: tutti i pro

Già da queste poche righe avrete probabilmente capito che un caminetto prefabbricato presenta dei vantaggi di tipo pratico ed economico. Innanzitutto l’oggetto che acquisterete necessiterà soltanto di qualche blando lavoro di montaggio, può quindi dirsi un prodotto finito.

Ciò significa che, una volta acquistato, non dovrete fare i conti con operai che gironzolano per casa sino a data da destinarsi e che non dovrete avviare alcun lavoro murario. Del resto di questo avevamo già parlato.

Non soltanto quindi non avrete noie e fastidi, ma a conti fatti spenderete sicuramente di meno. Un caminetto prefabbricato infatti è già di per sé un prodotto più economico rispetto ad un camino tradizionale e se a questo dato aggiungete la possibilità di cavarvela senza sostenere delle spese extra il gioco è fatto.

Ma non è ancora tutto. Il prodotto qui in esame può agevolmente trovare posto in qualsiasi appartamento, anche se già arredato. Dobbiamo anche segnalarvi la possibilità di scegliere il vostro articolo tra un grandissimo assortimento di proposte. Ultima chicca: sapevate che alcuni caminetti prefabbricati possono all’occorrenza trasformarsi in punti cottura? A seconda dei casi potrete grigliare o addirittura cuocere al forno. Comodo, no?

Caminetto prefabbricato: ecco gli svantaggi

Sebbene non costituiscano dei problemi insormontabili dobbiamo comunque segnalarvi gli svantaggi connessi alla scelta di acquistare un caminetto prefabbricato. In primo luogo dovrete trovare qualcosa che ben si adatti al vostro arredo.

Ora, visto l’assortimento presente sul mercato, l’operazione non dovrebbe essere poi eccessivamente difficoltosa. C’è da dire però che gli indecisi cronici, i perfezionisti e gli incontentabili incontreranno magari qualche piccola difficoltà.

Molto più rilevante è semmai la necessità di avere in casa una canna fumaria. Senza questo elemento architettonico non sarà infatti possibile installare il caminetto, nemmeno se prefabbricato.

Un ultimo problema è legato alla solidità del pavimento. L’oggetto qui in esame ha infatti un peso a dir poco considerevole: meglio sarebbe prima di procedere all’installazione eseguire perciò una perizia tecnica capace di fugare ogni possibile dubbio.

Caminetto prefabbricato: le normative vigenti

Pensavate di uscire di casa, comprare il vostro camino ed installarlo? Calmate un attimo i bollenti spiriti e verificate prima che il vostro appartamento rispetti tutti i punti citati nella normativa UNI 10683. Perché si possa mettere in casa un bel caminetto è infatti necessario attenersi ad alcune imposizioni legali.

Per prima cosa gli spazi del vostro appartamento dovranno essere adeguati. Ciò significa che non soltanto dovrete piazzare il camino dove più si intoni all’arredamento, ma soprattutto che dovrete scegliere una zona sicura e funzionale in comunicazione peraltro con la canna fumaria di riferimento.

Inoltre, così come dicevamo prima, la struttura dell’immobile dovrà essere solida a sufficienza, tanto insomma da poter reggere dei pesi di una certa entità. La presa d’aria esterna, così come il condotto di aerazione, dovrà avere delle dimensioni proporzionate a quelle della canna fumaria.

In genere essa avrà diametro pari a 15/20 centimetri ed avrà sfogo all’esterno o in un locale ben ventilato. La presa d’aria di cui sopra comunque non sarà mai connessa a quella presente nel basamento del focolaio.

La canna fumaria poi dovrà essere collocata verticalmente rispetto al camino o comunque prevedere una cappa inclinata a 45° in relazione al focolaio. Qualora fosse necessario, si provvederà perciò a costruire la piccola ciminiera sui muri esterni dell’appartamento sfruttando tubazioni in acciaio inossidabile nonché rivestimenti realizzati in cartongesso.

In questo modo non soltanto si otterrà un piacevole effetto estetico, ma si eviteranno noiosi problemi di dispersione termica. Inoltre la canna fumaria si distanzierà per legge dal soffitto della stanza di almeno 4  metri.

Nel caso in cui fossero presenti più comignoli, essi dovrebbero intervallarsi di almeno un paio di metri. Ma non abbiamo ancora finito. La canna fumaria, punto di sfogo dei fumi prodotti, non dovrà mai essere collocata in una posizione pericolosa, ossia facilmente ostruibile.

Caminetti prefabbricati: attenzione ai regolamenti condominiali

Chi vive in un condominio lo sa bene: molto spesso, prima di prendere una decisione riguardante il proprio appartamento, bisogna ottenere il benestare degli altri inquilini. In certi casi tutto fila liscio come l’olio, in altri è quasi più difficile trovare un accordo tra gli abitanti del proprio palazzo che rispettare tutte le normative di cui sopra.

Per quanto riguarda l’installazione del camino però non esistono leggi nazionali che regolino il rapporto tra i condomini. Questo significa che dovrete armarvi di pazienza ed informarvi con attenzione sul regolamento che vige all’interno dello stabile.

Se non dovesse esistere niente che lasci presumere il divieto di installazione del caminetto rasserenatevi e procedete con i lavori, ma date comunque comunicazione all’amministratore delle vostre intenzioni: prevenire è meglio che curare…

Caminetti prefabbricati: l’installazione

Adesso che avete verificato di essere a norma ed avete ottenuto la benedizione dei condomini, organizzatevi per installare il vostro caminetto. Per prima cosa procuratevi della malta atermica, quindi munitevi di trapano e tasselli, infine comprate anche del cemento e qualche rivestimento. Iniziate dall’installazione della canna fumaria.

Se casa vostra ne è sprovvista, potrete realizzarla voi, in tutta autonomia. A tale scopo non vi servirà altro che un po’ di manualità e del tabellone in cotto. Attenzione però a calcolare correttamente pendenza ed inclinazione. Per ogni dubbio consultate la norma di cui sopra.

Procedete quindi collegando la canna fumaria al camino ed ancorando il sistema al pavimento. Per far ciò utilizzate dei collanti definitivi o, in alternativa, dei tasselli appropriati. Passate perciò alla cappa.

Collegatela al resto del camino e mettetela in comunicazione con la canna fumaria. Se necessario, provvedete a costruire una nicchia in cui incassare il caminetto per circa 20 centimetri. A volte, oltre che utile, questa soluzione è anche parecchio gradevole alla vista. Coraggio, ci siete quasi: adesso non dovete far altro che aggiungere, se previsti, i rivestimenti personalizzati.

Ventilazione forzata vs convenzione naturale

La convenzione naturale serve a diffondere il calore prodotto dal camino in tutta la casa. Inutile dire che la sensazione è piacevolissima, ma non è di questo che vogliamo preoccuparci adesso. Tale processo avviene spontaneamente, senza l’uso di ventole che dirigano il flusso d’aria. In questo caso infatti avremmo a che fare con una ventilazione forzata.

Si tratterebbe di un vantaggio? Possiamo senza tentennamenti dire di no. La polvere prodotta dal camino in funzione, tanto per dirne una, si spanderebbe un po’ ovunque. Inoltre il rumore causato dalle ventole che disciplinano il flusso d’aria, potrebbe risultare alla lunga davvero fastidioso. A queste condizioni chi accenderebbe più il caminetto? Meglio perciò propendere sempre per la convenzione naturale.

Quando pulire il camino?

Il fatto che il vostro sia un camino prefabbricato non vi esonera dall’effettuare delle periodiche operazioni di pulizia. Chiaramente queste saranno molto  frequenti in caso di utilizzo costante. Se invece non adoperate spesso l’oggetto qui in esame potrete essere meno solerti. Pensate che alcuni rivenditori suggeriscono, a queste condizioni, di provvedere addirittura una volta ogni due anni!

In questo caso, ad essere sinceri, ci sembra che si esageri un po’. Il consiglio che vi diamo noi è sicuramente un po’ meno permissivo, per così dire. Ci pare lecito infatti suggerirvi di effettuare quanto meno una pulizia di fine stagione. Una volta archiviato l’inverno insomma, provvedete ad una buona detersione del sistema.

Come pulire il camino

Pulire il camino può essere difficoltoso. Per fortuna però al giorno d’oggi esistono molti prodotti specifici utili ad alleviare un po’ le vostre future fatiche. L’importante è acquistare sempre dei detersivi pensati proprio per il materiale con cui è stato costruito il focolare. Sotto questo punto di vista non avrete grossi problemi.

Sappiate infatti che in commercio esistono detergenti capaci di rimuovere fuliggine, grasso e catrame dalla ghisa e dai mattoni. Se siete degli amanti delle soluzioni naturali invece procuratevi dell’aceto bianco e… un po’ di olio di gomito. Tale espediente va bene per tutto, tranne che per i mattoni refrattari e per i vetri incrostati.

Per questi ultimi invece potete provare il classico rimedio dei tempi che furono: la cenere. Basta depositarne un po’ su una spugna inumidita e strofinare. Quindi risciacquate il panno e poi il vetro. Asciugate infine con una pezzuola morbida. Piccola precisazione: tanto il camino quanto la cenere ed il vetro dovranno ormai essere freddi!

Diversa è la pulizia da fine inverno. In questo caso infatti è necessario rimuovere accuratamente la cenere, fino all’ultimo granello. A tale scopo gettate del sale sulla legna in fiamme. Tale operazione assorbe parte della fuliggine facilitandovi un po’ la vita. A camino spento ed ormai freddo, armatevi di pala e scopetta e portate via i residui di cenere.

Se amate riciclare utilizzatela come materiale di compostaggio, in alternativa trovatele un po’ di posto nel bidone dell’organico. Questa operazione, a dire il vero, andrebbe eseguita ad ogni utilizzo del camino, ma in molti soprassiedono. Ammesso anche che vogliate far parte della categoria, ricordatevi che è importantissimo seguire tale iter almeno alla fine dell’inverno.

Passate poi alla canna fumaria. Ovviamente lavorate sempre a camino freddo. Armatevi stavolta dell’apposito kit da pulizia e procedete con estrema cura. Tenete presente che il suddetto kit consta, tra le altre cose, di un’asta pensata proprio per la detersione della canna fumaria. Tale asta andrà fissata ad un trapano. Le setole sovrastanti, roteando, rimuoveranno ogni residuo di sporco dalla canna fumaria. I prodotti migliori sono ovviamente quelli dotati di manico telescopico.

Le pulizie di primavera, ci dispiace per voi, non finiscono qui. Proseguite perciò, come da abitudine, con la detersione del vetro e del focolare. Completate il vostro iter dedicandovi anche ai ferri del camino. A tale scopo utilizzate una spazzola di ferro dotata di setole morbide, quindi passate ad un prodotto per la pulizia della ghisa.

Caminetto prefabbricato: come sceglierlo?

A questo punto non ci resta che darvi qualche suggerimento per  scegliere il vostro nuovo caminetto prefabbricato. Nelle prossime righe troverete perciò una lista di criteri selettivi utili a tale scopo.

La tipologia

I caminetti prefabbricati possono appartenere a diverse categorie. Distinguiamo principalmente perciò tra finiti, semifiniti e grezzi. Alla prima famiglia appartengono essenzialmente tutti i camini già costruiti, completi in ogni loro parte. Solitamente essi hanno struttura in metallo e mattoni refrattari.

Non è raro che siano presenti anche delle cornici in legno. Trattandosi di un blocco unico non dovrete ovviamente provvedere al montaggio. L’unica cosa da fare perciò è mobilitarsi per l’installazione. In questa fase comunque potrà rendersi necessario eseguire dei veloci lavori di cementazione e/o staffatura.

I semifiniti invece prevedono che la fase ultima del montaggio avvenga in casa. Vi verranno consegnati perciò un blocco cappa, un blocco camera di combustione ed un blocco elementi vari. Solitamente questo tipo di prodotto permette di personalizzare parecchio l’acquisto. I materiali di realizzo sono in genere refrattari ed ovviamente ignifughi.

I prefabbricati grezzi, rigorosamente composti da parti in ghisa e metallo, prevedono invece due blocchi (cappa e camera di combustione) da assemblare in loco. Anche in questo caso siamo di fronte ad un prodotto altamente personalizzabile. Quest’ultima è sicuramente la versione più semplice e veloce da installare e consente inoltre di includere griglie e bracieri.

Per tale motivo i camini grezzi sono spesso dotati di camera chiusa, ossia di uno sportellino in vetro che isola fuoco e pietanze dall’ambiente esterno. Tranquilli, anche utilizzando una camera chiusa, il camino sarà comunque capace di riscaldare l’appartamento lavorando per irraggiamento o, in alternativa, per convenzione di aria calda.

La categoria bonus

Abbiamo poi una categoria bonus: il caminetto prefabbricato da cottura. In questo caso il prodotto è interamente realizzato in mattone refrattario. L’aspetto del focolare poi è di norma molto curato. Ciò che caratterizza tale articolo è però la possibilità di cuocere molti alimenti proprio all’interno della sua bocca. Qualcuno potrebbe obiettare che ciò accadeva già con i camini grezzi. Vero, ma in quel caso si aveva a che fare con un’opzione, qui con una funzione di default.

La nostra categoria bonus è insomma un camino di livello, spesso anche parecchio costoso, ma che ha un suo fascino intramontabile. E poi, se ci pensate bene, comprandolo potreste unire l’utile al dilettevole e per giunta ottimizzare i consumi. Per quanto riguarda le tipologie di camini presenti sul mercato però dobbiamo dirvi che non esiste una categoria in assoluto migliore rispetto alle altre. Scegliete perciò il prodotto che meglio soddisfi i  vostri bisogni ed il vostro gusto estetico.

I materiali

La distribuzione del calore, e quindi l’efficienza del prodotto, dipende anche dai materiali utilizzati per la costruzione del camino. Quest’ultimo sarà principalmente realizzato in malta refrattaria o ghisa. Nel primo caso potremo apprezzare una resistenza termica considerevole. I migliori camini infatti sopportano temperature superiori ai 1000°C!

I mattoni costruiti in malta tra l’altro sono davvero resistentissimi ad ogni tipo di sollecitazione. La ghisa invece è eccezionale dal punto di vista della distribuzione del calore. Quest’ultimo infatti viene rilasciato molto lentamente, coprendo le aree di interesse in maniera uniforme ed omogenea. Scegliete un po’ voi cosa comprare privilegiando l’una o l’altra caratteristica.

Il rendimento termico

Quanto riscalda un camino? Beh, dipende. Per dare una risposta a questa domanda bisogna innanzitutto sapere se la camera di combustione è aperta o chiusa. In poche parole: il focolare è ben visibile o coperto da un vetro? Nel primo caso il riscaldamento avviene per irraggiamento. Diciamo che la resa si aggira così su valori pari al 10/15% del calore prodotto. Si tratta, ad essere sinceri, di un risultato non esattamente eccezionale.

Risultati migliori possono essere ottenuti potenziando il caminetto con un sistema di recupero del calore. La resa termica in questo caso raggiungerebbe il 35% circa. Ciò significa che la copertura sarà ottima su una metratura pari a non più di 100 metri quadri.

L’autonomia di un simile camino comunque resta alquanto risicata. Possiamo concludere quindi che il rendimento termico di un prodotto aperto è in genere basso. Tale variante di caminetto è perciò più che altro scenografica, ma va supportata dai comuni sistemi di riscaldamento.

I camini chiusi sono caratterizzati dalla presenza di uno sportello di isolamento. La resa termica in questo caso è mediamente pari al 75/80%. Un bel balzo in avanti! Anche l’autonomia è decisamente superiore. Lo scotto da pagare per tanta efficienza risiede in una minore attenzione alla resa estetica del prodotto.

Non è raro inoltre che tali camini abbiano costi maggiori rispetto alla media. Possiamo dire comunque che il gioco vale la candela dato che essi sono capaci di riscaldare tutta la casa senza creare zone d’ombra. Ammortizzerete insomma l’extra speso non accendendo più termosifoni e stufe.

Il design

Come abbiamo specificato altrove, al giorno d’oggi è possibile scegliere tra diverse varianti di caminetto. Potrete optare per qualcosa di classico ed un po’ retrò, ma anche per un focolaio moderno, magari un po’ minimal. Esistono inoltre delle soluzioni alternative, come ad esempio le angolari. Insomma: non c’è limite alla fantasia.

Ovviamente l’unico suggerimento che possiamo darvi sotto questo punto di vista è quello di comprare un prodotto che ben si adatti all’arredo ed allo stile di casa vostra. Per il resto si tratta di una scelta molto personale!

I costi

Il camino, per quanto prefabbricato, non è di certo un oggetto poco costoso. I prodotti a cui far riferimento hanno di norma un prezzo compreso tra i 500 ed i 1000 euro. Chiaramente sul mercato esistono anche articoli più o meno costosi, ma è meglio comunque orientarsi su questo range. Del resto comprare qualcosa di più dispendioso ha senso entro certi limiti. Prodotti più economici, di contro, potrebbero avere funzionalità ridotte.

Purtroppo però non potete ancora chiudere il portafogli. Al prezzo del camino dovrete aggiungere infatti quello di eventuali lavori in muratura. Sotto la voce “costi”dovrete considerare inoltre le normali spese di gestione. Dando per assodato che non andrete a raccogliere legna nei boschi, sarà necessario procurarvi altrove del combustibile. La soluzione più pratica, ovviamente, è acquistarlo.

In media una fornitura di legno costa circa una cinquantina di euro per metro cubo. Un po’ cara, non c’è che dire. Considerate poi che ne trarrete giovamento soltanto per qualche ora. Il caminetto è quindi un lusso. Per rendervene meglio conto della situazione sappiate che una confezione di pellet ha un costo compreso tra i 2,50 ed i 5 euro. Ciononostante, vi consigliamo di comprare sempre la legna da ardere nel camino. Perché? Lo scoprirete a breve.

La sicurezza prima di tutto

Un camino può rappresentare un grosso pericolo, soprattutto se in casa con voi vivono bambini o animali. Il suggerimento che vi diamo perciò è di non lasciare mai il focolare incustodito in loro presenza. Ciò vale anche nel caso in cui abbiate comprato dei cancelletti di sicurezza. Evitate poi di sostare nelle immediate vicinanze del camino: qualche scintilla potrebbe colpirvi. Chiaramente insegnate ai piccoli di casa a fare altrettanto: scaldarsi davanti al fuoco crepitante è bello, ustionarsi no.

Inoltre provvedete annualmente al controllo della canna fumaria ed alla manutenzione ordinaria del sistema. Ma non abbiamo ancora finito. Inutile dire che l’aria circostante al focolare dovrà essere sempre libera da ostacoli. Tappeti, piante e materiale infiammabile in genere dovranno stare a debita distanza. In questo modo niente potrà prendere a fuoco accidentalmente. Se fosse necessario tra l’altro, potreste scappare senza impedimenti.

E cosa dire della legna? Beh, innanzitutto che dovrete sempre utilizzare materiale vergine. L’abitudine di portare in casa legname proveniente da cantieri o dalla demolizione di vecchi mobili è deleteria. I materiali di scarto infatti, una volta combusti, possono sprigionare fumi tossici. Avvaletevi inoltre di legna stagionata e ben asciutta. In questo modo produrrete meno fumo e non inquinerete l’aria. Del resto la legna secca brucia anche meglio!

Buona norma è anche  tenere dell’acqua sul ripiano del camino: non si sa mai.  Non guasta infine ideare un eventuale piano d’emergenza. Siamo esagerati? Non proprio: gli incidenti capitano e giocare con il fuoco (è proprio il caso di dirlo) non è mai una buona idea.

Selezionate quindi delle vie di fuga o stabilite a priori il comportamento da adottare in caso di emergenza. Importantissimo è concordare la vostra strategia insieme agli altri membri della famiglia: in questo modo ognuno saprà autonomamente come agire. Detto ciò, godetevi il vostro bel camino!

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