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Cardiofrequenzimetro da polso: guida all’acquisto

Il cardiofrequenzimetro da polso dovrebbe far parte del corredo tecnico di tutti gli atleti. Anzi, ad essere proprio pignoli, tutti quanti dovremmo averne uno. Ciò per il semplice motivo che quest’oggetto può essere utile anche al di fuori del campo o della palestra. Non sapete bene di cosa stiamo parlando?

Conoscete questo gingillo tecnologico soltanto per sentito dire? Non ci sono problemi: nelle prossime righe vi sveleremo tutto quello che c’è da sapere sui cardiofrequenzimetri da polso, vi daremo dei consigli per gli acquisti e, perché no, delle informazioni di contorno sulla salute e l’attività sportiva in genere.

Cardiofrequenzimetro da polso: cos’è ed a cosa serve

L’avete visto spesso al polso del vostro amico, quello fissato con jogging e maratone sportive, ma non sapete bene che cosa sia ed a che cosa serva. Ve lo spieghiamo subito. Il cardiofrequenzimetro da polso è un oggetto pensato per tenere costantemente sott’occhio la frequenza cardiaca. In linea di massima sono gli atleti ad acquistarlo, ma niente vieta ai comuni mortali di farne comunque uso.

Tenere sempre sotto controllo la frequenza dei battiti cardiaci può essere utile, in sede di allenamento, per tarare l’intensità dello sforzo sostenuto. Ciò significa impostare correttamente il ritmo di marcia e quindi riuscire pian piano a migliorare record personali e prestazioni individuali.

Chi però non vuole proprio saperne di sgambettare per la città o di frequentare le palestre, terrà comunque traccia dell’attività cardiaca quotidiana in diversi momenti della giornata ed in differenti frangenti della sua routine. Stesso discorso vale per la pressione sanguigna e la temperatura corporea.

In questa maniera sarà facile scovare problemi cardiaci ancora latenti, assicurarsi uno stile di vita tendenzialmente sano, fornire dati precisi al medico curante in caso di conclamate patologie e ridurre un po’ lo stress. Insomma: mica male, no? Ma non abbiamo ancora finito.

Ci sono infatti altre categorie che farebbero bene ad affidarsi al cardiofrequenzimetro. In particolare ci riferiamo agli anziani ed ai cardiopatici. Il perché è facile da intuire anche senza le nostre spiegazioni.

Vi basti sapere a tal proposito che alcune aziende sanitarie hanno progettato e quindi fornito ai loro pazienti degli speciali apparecchi misuratori. Questi apparecchi emettono degli allarmi sonori ogni qualvolta un dato rilevato può essere ritenuto preoccupante. In quel caso il soggetto potrà immediatamente richiedere soccorso anche se effettivamente non percepisce ancora un effettivo malore fisico.

Nella routine quotidiana inoltre i pazienti dovranno trasmettere una volta al giorno al medico che li ha in curai dati registrati dai loro speciali cardiofrequenzimetri da polso. Lo specialista in questa maniera monitorerà costantemente l’andazzo clinico del paziente e, all’occorrenza, potrà tarare nuovamente la terapia prescritta.

Monitorare la frequenza cardiaca con il cardiofrequenzimetro da polso è davvero importante?

La risposta a questa domanda non può che essere affermativa. Innanzitutto per un discorso legato alla sicurezza dell’atleta o dell’individuo in generale. Questi macchinari infatti sono in grado di segnalare possibili anomalie aiutando chi di dovere ad intervenire per tempo. Quando si tratta di cuore, ciò significa garantirsi una chance di sopravvivenza in più.

Spostandosi su un livello un po’ meno tragico, c’è poi da dire che gli atleti professionisti o semi professionisti devono molto a questo gingillo. Le costanti rilevazioni effettuate permettono infatti di programmare al meglio l’attività sportiva quotidiana o di effettuare dei progetti su un lungo termine. Ciò significa avere una certezza ulteriore di migliorarsi ed una possibilità extra di raggiungere i propri obiettivi.

Ma non è ancora tutto. Un’attività fisica mirata, costruita sui propri ritmi cardiaci, permette di migliorare il metabolismo o di avere qualche certezza in più in merito all’avvenuto riscaldamento del corpo in fase pre-allenamento.

Conoscerete inoltre i vostri tempi di recupero, cosa che non potrà non tornarvi utile. Abbiamo finito? Ebbene no. Questi oggetti potrebbero rilevare dati relativi anche alla velocità di marcia (istantanea o media), al consumo di ossigeno, all’andatura, al chilometraggio percorso, ai dislivelli affrontati e così via.

L’utilità del cardiofrequenzimetro è evidente inoltre nel caso degli atleti dilettanti. In questo modo anche loro saranno sicuri di non strafare esponendosi ad inutili rischi. Infine dal numero di battiti cardiaci registrati chiunque può capire se effettivamente non sia il caso di vedere un medico, di ridurre un po’ i ritmi del vivere quotidiano o di migliorare la qualità del riposo. Quindi sì, monitorare la frequenza cardiaca è davvero molto importante.

Cardiofrequenzimetro da polso: come funziona?

Ma come fa un cardiofrequenzimetro da polso a sapere tutto sul cuore di chi lo indossa? Come funziona questo gingillo? Beh, tutto comincia dalla fotopletismografia, PPG per gli amici. No, tranquilli non vogliamo andare troppo sul tecnico, ma è giusto chiamare le cose con il loro nome.

Nel dettaglio questo sistema si avvale di piccoli led disposti di norma nella parte posteriore dell’apparecchio. Vi accorgerete subito della loro presenza dato che, una volta indossato il cardiofrequenzimetro, il vostro polso riverbererà una strana lucetta verde.

Proprio queste luci riescono in qualche modo ad attraversare la pelle e quindi ad interagire con il sangue. A quel punto entrano in gioco altri sensori i quali hanno lo scopo di raccogliere ed elaborare i dati così ricavati. Questi dovranno poi essere incrociati con le informazioni di movimento fornite puntualmente dall’accelerometro presente all’interno del dispositivo.

Perché l’apparecchio dia delle rilevazioni attendibili è comunque necessario settarlo correttamente. Ciò significa che, al primo utilizzo, dovrete fornirgli dei dati precisi circa il vostro peso, l’età, il tipo di allenamento che intendete svolgere e così via.

Grazie a queste indicazioni il sistema saprà dirvi come affrontare le vostre sessioni di allenamento. Se, tanto per fare un esempio, dovesse riconoscere in voi un atleta in sovrappeso, vi consiglierà di sforzarvi moderatamente tentando di mantenervi su range che per la frequenza cardiaca massima prevedano valori pari al 50-60%.

I professionisti, dopo aver ricevuto l’ok del medico, potranno raggiungere invece le vette dell’80-90%, soprattutto se puntano a potenziare ulteriormente i loro record di resistenza. Quello appena descritto è il funzionamento di un cardiofrequenzimetro di ultima generazione. Per amor di cronaca dobbiamo dire comunque che in commercio esistono ancora dispositivi che sfruttano tecnologie più vecchie, ma in ogni caso affidabili.

Alcuni apparecchi, per esempio, entrano in funzione quando gli elettroliti presenti nel sistema toccano una superficie umida. Sicuramente suderete parecchio durante il vostro allenamento e da quel momento in poi il dispositivo inizierà a rilevare tutti i dati del caso.

Sappiate infine che i sistemi a tecnologia più datata in assoluto prevedono che il cardiofrequenzimetro funzioni semplicemente poggiando un dito sulla parte in cui è presente il sensore. A volte la macchina sarà invece dotata di una sorta di molletta da tenere sull’indice proprio mentre si corre o si svolge qualche altra attività fisica.

In ogni caso dovrete ricordarvi di non utilizzare a tale scopo il pollice. Le informazioni raccolte in questa maniera risulterebbero infatti falsate. Come ben capite si tratta di un sistema di rilevazione che ha i suoi limiti e che vi sconsigliamo, nonostante l’innegabile vantaggio economico che ne avreste, di opzionare.

A proposito di frequenza cardiaca massima…

Abbiamo parlato di frequenza cardiaca massima, ma forse non tutti sanno cosa sia esattamente. Bene, dato che vogliamo essere chiari e dare modo a tutti di capire il più possibile sull’argomento, fughiamo subito ogni dubbio. La frequenza cardiaca massima (FCmax) altro non è che un valore numerico. Esso indica il quantitativo massimo di battiti che il cuore compie nell’arco di una sessantina di secondi.

Ovviamente tale parametro andrà misurato sotto sforzo e quindi durante l’allenamento o comunque mentre si portano a termine delle attività faticose. La FCmax cambia in relazione alle condizioni fisiche ed atletiche dell’individuo. Deve quindi essere il medico a stabilire i vostri limiti avvalendosi di tali dati empirici e di precise formule matematiche.

Attenzione però: sebbene effettuate da un addetto ai lavori, queste valutazioni non sono mai precisissime. Del resto possono entrare in gioco una serie di variabili contingenti che difficilmente il medico potrà prevedere. Un conto è ad esempio allenarsi quando fuori la canicola estiva fiacca gli animi ed un conto è fare jogging in inverno.

Insomma: prendete queste stime un po’ con le pinze e fate sempre in modo di sforzarvi senza raggiungere mai la soglia di guardia. Se la vostra FCmax si aggira sul 70% state un po’ al di sotto di questo valore e tutto andrà per il verso giusto…

Qualche metodo empirico

Esistono anche dei metodi un po’ più pratici per misurare la propria frequenza cardiaca massima. Tuttavia, anche in questo caso, dovrete considerare i risultati ottenuti come puramente indicativi. Uno di questi metodi prevede l’utilizzo di un tapis roulant.

Fate in modo di correre sull’attrezzo per 3 minuti mantenendo la frequenza cardiaca sui 110 battiti per minuto. Successivamente alzate la FC di 10 unità alla volta. Fate attenzione infine a rilevare la frequenza cardiaca ottimale, ossia quella che vi offre più garanzie di potervi allenare per un maggiore quantitativo di tempo.

In alternativa alla costante “220” sottraete la vostra età. Tale costante altro non è che il numero massimo di battiti cardiaci che un cuore adulto sano può sopportare. Svolto questo computo, otterrete una stima della vostra FCmax. Se ad esempio avete 20 anni perciò non dovrete che eseguire questo calcolo: 220-20=200. Ecco la vostra massima frequenza cardiaca, ovviamente in linea teorica.

Le zone di frequenza cardiaca

La rilevazione della frequenza cardiaca è un argomento molto dibattuto in contesti medico-sportivi. Proprio in virtù della sua importanza, si è pensato di individuare delle zone entro cui inserire i parametri rilevati. Iniziamo col dire che ciascuno di noi registrerà in stato di quiete dei valori ben precisi ma variabili. Per avere dati attendibili la FC andrebbe misurata la mattina, appena in piedi. Tale valore crescerà infatti proporzionalmente allo stress fisico e mentale affrontato durante la giornata.

Nella Z1, la zona uno, mettiamo così un livello di affaticamento molto leggero. In questo caso la FCmax è pari al 50-60%. Nella Z2 collochiamo invece uno stress minimo con FCmax pari a 60-70%. Una frequenza cardiaca massima che raggiunge i valori di 70-80% corrisponde invece ad un grado di lavoro intermedio. Dall’80% al 90% lo sforzo da sostenere diventa difficile, massimo oltre il 90%.

Tali zone, oltre che nella quotidianità, si applicano anche in fase di allenamento. Un buon programma prevede che esse siano tutte presenti durante un’unica sessione. Chiaramente la possibilità di sopportare ciascuna di queste zone varia da un individuo all’altro. Un allenatore che sappia il fatto suo le rapporterà perciò a vari parametri quali il vostro stato di salute, il livello di allenamento e gli obiettivi da raggiungere.

Uomini e donne

Un adulto, in uno stato di quiete, registrerà dai 60 ai 100 battiti al minuto. In media però le donne, a parità di condizione fisica, noteranno una FC leggermente più alta. Si tratta di appena 5 unità che comunque non determinano alcun rischio per la salute. Ciò vale tanto per le misurazioni sotto sforzo che per i rilevamenti statici.

Il livello massimo di battiti al minuto per un adulto è pari a 220, la costante di poc’anzi. In determinate situazioni il cuore però può spingersi ben oltre questi valori rischiando di smettere di battere per sempre. Insomma: siate sempre molto prudenti! Se necessario poi fatevi seguire da personale specializzato tanto durante le fasi dell’allenamento quanto nel corso della vita quotidiana.

Cardiofrequenzimetro da polso: vantaggi e svantaggi

I cardiofrequenzimetri da polso sono in grado di assicurare a chi li indossa una buona mole di vantaggi. Abbiamo appena visto quanto possano essere utili dal punto di vista sportivo e salutistico. Quello che non abbiamo detto è che questo tipo di apparecchi assolve anche alle normali funzioni di un orologio, si caratterizza per un’ampia scelta di modelli e colori e, nel caso di un top di gamma, può avere molteplici funzioni oltre a quelle già elencate.

Ad esempio potrete rilevare il numero di calorie bruciate, oppure contare i passi effettuati in un dato limite di tempo o ancora lasciar lavorare questi apparecchi come dei cronometri e così via. Alcuni prodotti inoltre sono corredati di scheda wi-fi, bluetooth e GPS: insomma se vi piace correre per i boschi avete una probabilità in meno di perdervi.

E della capacità di archiviare i dati rilevati vogliamo parlarne? Questi potranno poi essere scaricati su un qualsiasi device e quindi analizzati e studiati con comodo dal punto di vista medico ed atletico. Inoltre esteticamente gli apparecchi in esame ricordano da vicino degli orologi ed il loro design, soprattutto negli ultimi tempi, è migliorato parecchio. Si tratta insomma anche di un bell’oggetto che offre un buon margine di personalizzazione.

C’è da dire che, a voler essere proprio pignoli, questi dispositivi nascondono anche delle piccole insidie. Molte volte vengono reputati infatti un po’ scomodi, soprattutto se si ha l’abitudine di indossarli anche la notte. Certo, non possiamo dire il contrario. Vero è però che il problema è comunque risolvibile: è tutta questione di tempo ed abitudine.

Segnaliamo inoltre che alcune varianti particolarmente prestazionali possono essere discretamente costose. Beh, ci sembra anche giusto: più uno strumento è preciso e capace di fornire informazioni complete e più vale. Insomma: diciamo che a ben vedere in questo caso l’ago della bilancia è decisamente  inclinato verso il piatto dei vantaggi…

Cardiofrequenzimetro da polso: con o senza fascia?

I cardiofrequenzimetri possono essere o meno corredati da fascia. Nel primo caso, oltre al semplice orologio, dovrete indossare la cosiddetta fascia toracica. I due elementi saranno in perenne connessione. Nel secondo caso invece non avrete bisogno di accessori aggiuntivi. Non è difficile capire che le varianti prive di fascia sono decisamente più comode. Tuttavia è anche vero che i dati così rilevati sono teroricamente un po’ meno precisi. A questa approssimazione comunque molti oggetti di ultima generazione possono far fronte egregiamente.

Cardiofrequenzimetro da polso vs activity tracker

Uno strumento che in qualche modo viene sempre idealmente accostato al cardiofrequenzimetro da polso è l’activity tracker. Quest’ultimo consente di avere informazioni molto più dettagliate sulla quotidianità dell’individuo.

Esso conterà i passi, monitorerà la qualità del sonno, saprà se avete percorso delle scale e via discorrendo. Anche in questo caso il livello di invasività è minimo. L’activity tracker è infatti una sorta di braccialetto che però dovrete tenere al polso notte e giorno.

Non possiamo dire che un prodotto sia in assoluto migliore rispetto all’altro: molto dipende infatti dalle vostre esigenze. Scegliete perciò se utilizzare l’activity tracker o il cardiofrequenzimetro in funzione di queste ultime. Sappiate comunque che i misuratori più costosi integrano le due funzioni. Insomma: le soluzioni non mancano, nemmeno per i più incontentabili tra i lettori.

Cardiofrequenzimetro da polso: come sceglierlo

Adesso che avete raggiunto un buon grado di preparazione in materia di cardiofrequenzimetri da polso completiamo la vostra “formazione”. Nelle righe che seguono troverete a tale scopo dei parametri da tenere in considerazione all’atto dell’acquisto del vostro nuovo gingillo elettronico. Fatene buon uso…

Lo sport da praticare

Darsi alla danza classica non è esattamente come praticare nuoto a livello agonistico e fare yoga non è proprio come giocare a rugby. Fermo restando che ogni sport presupponga un certo livello di impegno e dedizione, il tipo di sforzo richiesto all’organismo può variare da una disciplina all’altra. Inoltre le condizioni in cui ciascuno sport viene praticato possono differire parecchio. Quando acquisterete il vostro cardiofrequenzimetro da polso tenete conto anche di questo parametro.

Sappiate che la stragrande maggioranza di questi dispositivi è pensata per i runners. Ci sono comunque degli strumenti adatti al nuoto ed alle attività in acqua in generale, altri pensati per il ciclismo e simili o ancora ideali per praticare attività quali il triathlon. Per accontentare un po’ tutti poi esistono sul mercato anche degli prodotti multisport. Insomma: nessuno escluso…

La connettività

Vi ricordate che prima abbiamo messo a confronto i dispositivi con e senza fascia? Bene: sappiate che di norma gli apparecchi che funzionano soltanto con la fascia non sono in grado di assicurare una buona connettività. Essi non riescono ad interfacciarsi infatti con nessuna periferica a meno che non utilizziate un cavo USB e non scarichiate i dati raccolti sulla memoria del PC. Si tratta ovviamene di un grosso limite.

I cardiofrequenzimetri da polso privi di fascia invece possono connettersi sia tramite bluetooth che per mezzo della wi-fi a qualsiasi tipo di device. Vi offrono inoltre la possibilità di scaricare da internet app e mappe stradali. Si tratta quindi di prodotti capaci di sfruttare al meglio le moderne tecnologie e di assicurare all’utente una certa praticità di impiego. Insomma: indovinate cosa vi consigliamo di acquistare…

La compatibilità

Questo criterio selettivo è un ovvio corollario di quello appena esposto. Quando sceglierete il vostro nuovo cardiofrequenzimetro da polso accertatevi sempre che esso sia compatibile con i sistemi operativi utilizzati dai vostri device. Diversamente non avrete ottenuto un granché…

Il monitor

Il cardiofrequenzimetro da polso si compone ovviamente anche di un monitor. Questo, nei prodotti di qualità, avrà sempre caratteristiche ben precise. Innanzitutto sarà relativamente ampio. Ciò significa che potrete leggere le informazioni che vi riguardano con facilità pur riservando all’orologio un’occhiata di sfuggita. Inoltre le icone relative ad ogni parametro misurato saranno facilmente distinguibili.

Ciò serve a poter riprogrammare immediatamente il dispositivo anche durante l’attività fisica. Per far ciò, ovviamente, non dovrete quindi fermarvi.  I display migliori peraltro saranno sempre retroilluminati e vi appariranno chiari e leggibili anche in presenza di una fonte di illuminazione diretta. Questo particolare è molto importante, soprattutto se siete soliti allenarvi all’aperto.

Il design

Lo dicevamo già poco prima: questi prodotti hanno ormai raggiunto un alto livello di personalizzazione. Potrete trovare in commercio infatti cardiofrequenzimetri di ogni forma e colore. Volendoci concentrare su elementi un po’ meno futili però vi consigliamo di prestare attenzione al cinturino.

Questo dovrà essere sempre molto resistente, è poco ma è sicuro. Inoltre dovrete scegliere un bracciale che risulti al contempo comodo e traspirante, leggero e privo di maglie che strappino i peli. Il suggerimento extra che vi diamo è quello di optare inoltre per cinturini intercambiabili.

Ciò vi consentirà di rendere questo oggetto più abbinabile al vostro outfit, soprattutto se deciderete di indossarlo anche in contesti che esulino dalla palestra o dalla pista. Inoltre vi sarà più facile così porre immediato rimedio all’inevitabile usura di questa parte del sistema.

L’alimentazione

Solitamente il cardiofrequenzimetro da polso si avvale di un sistema di alimentazione a batterie. Si tratta ovviamente di pile ricaricabili. Per essere certi di acquistare un buon prodotto valutate l’autonomia ed il tempo di ricarica della batteria.

Nel primo caso, soprattutto se contate di utilizzare l’orologio quotidianamente, non comprate cardiofrequenzimetri che tengano la carica per meno di tre giorni consecutivi. Per quanto riguarda il secondo parametro assicuratevi invece che l’operazione possa concludersi in non più di un paio di ore.

L’impermeabilità

Un cardiofrequenzimetro da polso che si rispetti ha un buon grado di impermeabilità. Questo perché potrebbe essere utilizzato durante degli sport acquatici o a mare. Chi corre all’aria aperta poi potrebbe essere sorpreso da un temporale o bagnarsi accidentalmente bevendo.

E del sudore vogliamo parlarne? Verificate comunque non soltanto questo parametro ma anche la pressione massima che l’oggetto è in grado di sopportare. Fino a che punto potrete scendere nelle profondità degli abissi senza danneggiare l’apparecchio? Saperlo torna sempre utile…

Il peso e l’ingombro

Quando si pratica uno sport non si desiderano impedimenti. Un buon prodotto avrà quindi peso e volume contenuti. In questo modo non soltanto potrete allenarvi in tutta libertà, ma potrete indossare il cardiofrequenzimetro anche durante la notte. Vi consigliamo, relativamente al peso, di non acquistare mai apparecchi che vadano oltre i 200 grammi. Circa l’ingombro fate un po’ voi.

I materiali

Inutile dire che un po’ di attenzione dovrete prestare anche ai materiali di realizzo. Ciò è vero soprattutto nel caso in cui decidiate di acquistare un multisport. Considerate in particolare la resistenza e l’impermeabilità dell’oggetto. Inoltre valutate anche la facilità con cui il materiale potrà essere ripulito. In funzione di ciò vi suggeriamo di optare per cinturini in gomma. Un’alternativa potrebbe essere la plastica, ma probabilmente sudereste un po’ di più.

La tipologia

Il cardiofrequenzimetro, lo abbiamo già visto, può appartenere alla categoria dei prodotti con o senza fascia oppure dotati di sensore al dito. Abbiamo già parlato abbastanza di ciascuna variante. In questa sede ci limiteremo perciò a segnalarvi l’importanza di scegliere la versione che più si adatti alle vostre esigenze. In linea di massima comunque sappiate che il modello con sensore a dito risulta sempre il meno pratico.

Le funzioni

Anche il numero di funzioni garantite dal vostro dispositivo farà in qualche modo la differenza. La principale è ovviamente quella che consente di ricavare dati circa la frequenza del battito cardiaco. Importante è anche la cosiddetta modalità di recupero. Essa permette di stimare dei dati relativi alla frequenza cardiaca tanto all’inizio quanto alla fine di una sessione di allenamento. Se ben utilizzata questa funzione consente di potenziare la resistenza e di accelerare i tempi di recupero.

Abbiamo elencato altrove poi tutte le altre funzioni che questo genere di prodotto è in grado di garantire all’utente. Sono una miriade e non vogliamo ripeterci. In questa sede perciò ci limiteremo a dirvi che più programmi avrà il vostro cardiofrequenzimetro e più sarà utile. Ovviamente un articolo più completo avrà anche un costo maggiore. Per questo motivo vi consigliamo di rapportare l’offerta ai vostri effettivi bisogni.

Praticità d’uso

Al giorno d’oggi un cardiofrequenzimetro da polso non è più considerato come un oggetto difficile da utilizzare. Ciò vale anche per chi ha litigato da tempo con la tecnologia. In linea di massima l’unica cosa che dovrete fare sarà indossarlo e quindi scegliere tra le opzioni presenti sul display quella che più vi aggrada. Niente di assurdo, no? Dato che comunque di prodotti simili sul mercato ce ne sono a bizzeffe, verificate sempre che l’iter di impiego sia più o meno questo: non si sa mai…

La marca

Quando si acquista un cardiofrequenzimetro è importante comprare un prodotto di marca. Innanzitutto perché ne va dell’affidabilità dell’apparecchio. Questo significa che i dati ricavati saranno tendenzialmente più precisi. Inoltre potrete sempre far riferimento ad un buon servizio di assistenza clienti ed ad una garanzia.

Le tecnologie impiegate dai grossi brand sono poi innovative e difficilmente potrete trovarne replica nei prodotti di scarsa qualità. E della facilità di reperire eventuali pezzi di ricambio vogliamo parlarne? Insomma: spenderete sicuramente un po’ di più, ma ne sarà valsa la pena…

Il costo

Abbiamo sin qui descritto prodotti tra loro molto diversi. Ci sembra ovvio perciò che, in relazione all’articolo scelto, l’esborso previsto possa essere più o meno elevato. In commercio troverete quindi cardiofrequenzimetri da polso a meno di 40 euro ed articoli il cui valore di mercato si aggiri sui 400 e più euro.

Un gran bel gap, non c’è che dire! Il consiglio che vi diamo è di attenervi ad un range compreso tra le 40 e le 100 euro se le vostre pretese non sono poi tante. I professionisti invece… embè, si rassegnino a spese più importanti…

Cardiofrequenzimetro da polso: quant’è affidabile?

In linea di massima i cardiofrequenzimetri da polso sono degli apparecchi affidabili. Certo, i dati rilevati possono essere in qualche modo falsati, ma la percentuale d’errore è comunque minima. Ad onor del vero dobbiamo dire però che i dispositivi in tal senso più prestazionali sono quelli dotati di fascia. Il loro grado di affidabilità è quasi paragonabile infatti a quello di una normale attrezzatura medica.

Ma perché un cardiofrequenzimetro da polso è meno affidabile? Beh, nel caso in cui funzioni grazie a dei sensori ottici, opzione ormai più che diffusa, possono intervenire dei fattori contingenti a falsare i dati. Basta il movimento dei muscoli o un cambiamento nell’intensità della luce ambientale perché il sistema sfasi un po’. I prodotti migliori sono ovviamente in grado di correggere il tiro, però entro certi limiti.

Sotto la voce “affidabilità” dobbiamo comunque includere anche un altro criterio di valutazione. I moderni sistemi sono molto più sicuri in termini di trasmissione dei dati. Tutte le informazioni rilevate infatti appartengono sempre alla persona che indossa il bracciale. Non c’è pericolo insomma di intercettare dati relativi ai vostri compagni di allenamento. Anche questo è un punto di una certa rilevanza!

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