Cassaforte a muro: come usarla e come scegliere la migliore

La cassaforte a muro è la soluzione sicura ed immediata per chiunque custodisca in casa degli oggetti di valore, delle somme considerevoli di denaro, dei documenti importanti o magari dei vecchi cimeli di famiglia da proteggere da sguardi indiscreti e dalla possibile azione dei malintenzionati. Un simile dispositivo permette di vivere senza grosse ansie l’assenza prolungata da casa, magari in occasione di una vacanza o semplicemente durante le ore lavorative.

Perché tutto fili liscio però è necessario acquistare una cassaforte a muro che possa vantare determinate caratteristiche, che possa dirsi insomma di buona fattura. Nelle prossime righe vedremo insieme quando un simile prodotto rientri nella categoria. Vedremo inoltre come utilizzare al meglio la cassetta di sicurezza ed apprenderemo infine qualche informazione supplementare utile all’installazione del prodotto.

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Cassaforte a muro: perché installarla?

Perché installare una cassaforte a muro? Beh, per proteggere i propri valori. Questa è la risposta più immediata che si potrebbe dare alla nostra domanda mantenendosi però su un livello abbastanza superficiale del discorso. Quello che bisognerebbe precisare infatti è che al giorno d’oggi esistono davvero tante tipologie di casseforti e che quindi bisogna capire perché, tra tutte le opzioni proposte, ci si voglia orientare proprio su questa variante. Ma andiamo con ordine.

In linea di massima possiamo individuare tre grandi famiglie di prodotti. Abbiamo così le casseforti da incasso a pavimento, le casseforti mobili e, ovviamente, le casseforti a muro. La prima opzione prevede l’installazione sotto il pavimento di una struttura verticale caratterizzata da dimensioni variabili. Tale struttura è del tutto estraibile e sicuramente capace di dare del filo da torcere a ladri e malintenzionati, non fosse altro che per la difficoltà riscontrabile nell’individuarla. Come se non bastasse, in genere essa viene piazzata ad arte sotto un mobile, un tappeto o comunque in un punto poco visibile del pavimento. Insomma: a volte non si va nemmeno all’idea che essa possa essere presente in casa!

Le casseforti mobili invece hanno tendenzialmente delle dimensioni molto compatte e si camuffano facilmente nell’ambiente per via del loro design che può ricordare da vicino quello di vari oggetti d’uso comune (p.es. dei libri, degli orologi e così via). In genere si tratta di prodotti meno costosi ma contraddistinti da un basso indice di sicurezza nonché da una capienza molto risicata. Chi sceglie una cassaforte mobile lo fa perché necessita di portare la cassetta di sicurezza con sé anche in viaggio, in auto, in albergo, in campeggio e così via. Chiaro è perciò che in genere vengono qui custoditi piccoli importi di denaro, dispositivi elettronici contenenti dati sensibili o segreti e così via.

Ed eccoci arrivati alla cassaforte a muro…

Passiamo adesso alle casseforti a muro. Si tratta di dispositivi da installare dentro ad una parete. Questo significa che verrà ricreato allo scopo un vano su misura all’interno della parete di cui sopra. Ciò offre due grandi vantaggi: in primo luogo la cassaforte verrà incassata in una scatola di cemento, cosa che la renderà difficilmente estraibile nel breve tempo.

In secondo luogo, volendo anche tentare di scardinare la struttura e di portarla via con sé, sarebbe necessario possedere tutta una serie di attrezzi specifici e rumorosi. I ladri, per definizione, agiscono nel silenzio più totale, rapidamente ed evitando di portarsi dietro attrezzi che possano appesantirli, rendere difficile la fuga o essere dimenticati sul “luogo del delitto” contribuendo così a dare informazioni sul loro conto. In poche parole questo tipo di oggetto rende difficile la vita del malintenzionato medio che, diversamente dalla prassi, non potrà portare con sé la cassaforte per poi scardinarla con tutta calma una volta raggiunto un luogo sicuro. Bella gatta da pelare per un malvivente!

Installare una cassaforte a muro,  operazioni preliminari: l’individuazione della parete ideale

Installare una cassaforte a muro richiede un minimo di astuzia. Sappiamo bene infatti che quest’oggetto dovrà occupare una nicchia dentro la parete e quindi dovrà essere camuffato dietro ad un mobile o dietro ad un quadro, in modo da renderne ancora più difficile l’individuazione. Benissimo; ma c’è una collocazione più adatta di altre? Insomma: ci sono pareti che si prestano meglio ad ospitare una cassaforte a muro?

Sicuramente sì ed individuarle rientra a pieno titolo nell’elenco delle operazioni da portare a termine prima di installare il prodotto. Allo scopo sarebbe bene scegliere un muro non troppo visibile ma che comunque non renda difficile conservare e prelevare dei valori. Soprattutto se si decide di acquistare l’oggetto per tenerlo in negozio è bene scegliere una parete collocata in un’area non accessibile al pubblico. In ogni caso si opti sempre per un muro ben saldo e resistente. Sì insomma al calcestruzzo, ai mattoni ed alla pietra, no, ad esempio, al cartongesso.

Bisogna fare in modo poi che lo scasso realizzato sia almeno 5 centimetri più profondo rispetto alla cassettina di sicurezza e che si crei una sorta di camera d’aria che impedisca di sconfinare nella parete retrostante prevedendo quindi ulteriori 5 centimetri di scavo. Altezza e larghezza considerate per il foro saranno invece più grandi di una quindicina di centimetri rispetto alle dimensioni effettive della cassaforte. Tra l’altro quest’ultima verrà collocata all’interno di una sorta di telaio in metallo che potrebbe contenere su richiesta anche un sistema di allarme. Il muro forato andrà invece riempito nelle parti indebolite con del nuovo cemento. Quando quest’ultimo sarà bene asciutto, si procederà all’intonacatura.

Tutte queste informazioni, apparentemente molto tecniche, hanno lo scopo di aiutare chi legge a scegliere bene la parete in cui installare la cassaforte a muro. Chiaro è insomma che tali lavori, soprattutto se lasciati a metà e magari in un negozio, potrebbero destare qualche curiosità e stuzzicare, per così dire, la fantasia di qualche Arsenio Lupin di passaggio. Meglio allora sapere se è il caso di prevedere qualche giorno di chiusura o di adottare altri sistemi cautelativi prima di procedere all’installazione del sistema.

Installare una cassaforte a muro, operazioni preliminari: stabilire cosa custodire dentro la cassetta di sicurezza e come camuffarla

Un altro elemento da valutare prima di installare la propria cassaforte a muro è la mole e la tipologia degli oggetti da riporre all’interno della scatola di sicurezza. Altro è insomma custodire del denaro o magari dei pennini USB contenenti dei dati aziendali segreti ed altro è dover riporre un quadro o una statuetta. Avere le idee chiare a tal riguardo permette di scegliere un oggetto di dimensioni congrue ed una parete adeguata.

Quest’ultimo punto è molto importante. La cassaforte a muro può infatti richiedere uno scasso di dimensioni differenti (lo abbiamo appena visto). In relazione allo spessore ed alla posizione dei muri nonché alla mole di valori da conservare, tale scasso potrebbe essere tanto profondo da sconfinare in altre stanze. Basterebbe questo particolare a rendere la cassaforte un po’ meno sicura.

Infine occhio al camuffamento: nascondere tutto dietro ad un quadro è una soluzione semplice ed elegante, ma anche abbastanza scontata. Meglio sarebbe individuare un posto in cui poter collocare un mobile che copra l’accesso alla cassaforte. Alcuni, per esempio, travestono la loro cassetta di sicurezza da quadro elettrico o forano l’armadio per avere accesso da lì alla loro cassaforte a muro.

Scegliere una cassaforte a muro: consigli e suggerimenti

Adesso che bene o male il mondo delle casseforti è un po’ meno misterioso, vediamo anche di indagare sulle qualità che un oggetto di buona fattura deve necessariamente possedere. Acquistare una cassaforte a muro è un affare molto serio e non ci si dovrebbe lanciare nell’impresa senza prima imparare ad individuare gli oggetti degni di fiducia, per così dire. Ecco allora in calce una serie di elementi, di criteri selettivi da tenere bene a mente all’atto dell’acquisto; consigliamo a chi legge di farne tesoro (è proprio il caso di dirlo…).

Il sistema di chiusura

La cassaforte a muro standard è di solito richiudibile mediante serratura elettronica. Tale serratura elettronica è di norma corredata da un tastierino numerico. In questo modo è possibile scegliere, e quindi impostare, una combinazione numerica utile ad aprire e chiudere la cassetta di sicurezza. I prodotti migliori comunque si avvalgono di un doppio sistema di chiusura: oltre al tastierino di cui sopra infatti mettono a disposizione dell’utente una semplice chiave. Essa può tornare utile in diverse occasioni, ad esempio,, nel malaugurato caso in cui ci si dimenticasse della combinazione preselezionata.

Attenzione però: i prodotti più scadenti sono di norma dotati soltanto del sistema di chiusura a chiave. In questo caso sarebbe bene accertarsi almeno che il tipo di serratura utilizzato non sia il modello a cilindro bensì quello a doppia mappa: esso offre infatti un maggior livello di sicurezza. Inoltre sarebbe bene scegliere in questo caso una cassaforte a muro con doppia chiave.

Esistono poi le casseforti richiudibili mediante combinazione meccanica. In questo caso si disporrà di una ghiera, simile a quella dei vecchi telefoni, che girerà inserendo la combinazione corretta. C’è poi anche il sistema con impronta digitale. Stavolta sarà possibile accedere alla cassetta di sicurezza solo e soltanto tramite lettura del polpastrello. Non c’è pericolo insomma di dimenticare codici di accesso, di scordare in giro chiavi o di incappare in un qualsiasi errore di distrazione o in una dimenticanza che possa rendere più accessibile agli estranei il contenuto della cassaforte. Il sistema  con impronta digitale quindi risulta ad oggi il più sicuro.

Attenzione anche ad un altro piccolo particolare: a prescindere dal tipo di chiusura scelta, il portellone verrà bloccato grazie ad un sistema di catenacci. Tali catenacci sono in realtà dei cilindretti di acciaio che, alla chiusura, si incastrano nel corpo della cassaforte rendendo praticamente impossibile divellere il portellone. I prodotti di qualità superiore comunque sfruttano catenacci pensati per scorrere lungo assi orizzontali e verticali formando una sorta di griglia metallica. In questo modo sarà ancora più difficile per il malintenzionato di turno scassinare la cassaforte.

Il sistema di alimentazione

Scegliendo di acquistare una cassaforte a muro con sistema di chiusura elettronico, sarà necessario provvedere all’alimentazione del congegno. Nel dettaglio questo significa che bisognerà fornire alla cassetta di sicurezza un’alimentazione a pile, utilizzando perlopiù delle stilo. I prodotti migliori comunque sono pensati per connettersi anche all’impianto elettrico. In questo modo, nel caso in cui le batterie dovessero scaricarsi, sarebbe possibile aprire la cassetta di sicurezza pur non avendo a disposizione delle pile di ricambio.

Lo spessore delle pareti

Difficilmente i ladri, una volta scovata la cassaforte a muro, perderanno tempo a tentare di indovinare la combinazione. Non trovando in giro nemmeno la chiave, non potranno far altro che tentare di aprire la porta della cassetta di sicurezza praticando dei fori. Chiaramente il lavoro sarà tanto più lungo e complesso quanto maggiore sarà lo spessore delle pareti della cassaforte.

Ora: la porta, quella con cui alla fine ci si ritrova ad interagire più frequentemente, sarà sempre più spessa rispetto al reto delle pareti, almeno nel caso delle casseforti a muro. I prodotti migliori raggiungono infatti una profondità pari a circa 12 millimetri. Le altre parti della cassaforte saranno un po’ più sottili perché incassate nel muro e quindi di per sé più protette.

Una chicca: a prescindere dallo spessore delle varie pareti della cassetta di sicurezza, sempre più aziende produttrici scelgono di assemblare queste ultime ed il portellone avvalendosi di saldature e tagli laser. Ciò allo scopo di non creare dei comodi punti di appiglio in cui inserire degli strumenti utili a tentare lo scasso. Insomma: rendere la vita difficile ai ladri è possibile: basta solo giocare un po’ d’astuzia…

I gradi di resistenza

Un po’ come accade nel caso delle porte blindate, anche la cassaforte a muro può essere fabbricata in modo da opporre diversi gradi di resistenza ai tentativi di scasso ed effrazione. A classificare i vari prodotti ad oggi disponibili sul mercato ci pensa la normativa europea UNI EN 1143-1:2009. Tale normativa basa la sua classificazione sull’effettiva resistenza del congegno all’azione di utensili di scasso via via più potenti e funzionali. Alcune cassette di sicurezza perciò resisteranno al massimo alle sollecitazioni provenienti da una comune fiamma ossidrica, altre resteranno intatte anche utilizzando un trapano o magari un cannello ossiacetilenico e così via.

Per conoscere il grado di resistenza della cassaforte a muro che si intende acquistare è necessario prestare attenzione alla presenza dell’apposita certificazione. Ad essa è sempre associato un numero compreso tra 0 e 13. Ovviamente più alto sarà questo numero e più resistente sarà la cassaforte. Ai massimi livelli i gradi di resistenza espressi indicano anche la capacità del prodotto di sopportare eventuali allagamenti o persino fiammate ed incendi. Insomma: una protezione contro tutto e tutti!

Esiste poi una seconda norma a cui fare riferimento nel caso in cui si volesse appurare il grado di resistenza del sistema: la UNI EN 14450. Fanno appello a questa normativa soltanto casseforti, non importa se a muro o meno, ed armadi corazzati. Di solito in entrambi i casi si prevede comunque un uso domestico del prodotto. Facendo riferimento a questa norma la cassaforte a muro potrà appartenere ad una classe S1 o ad una classe S2.  L’assegnazione della categoria segue ad un test empirico in cui l’oggetto viene sottoposto, entro un dato lasso di tempo, a tutta una serie di sollecitazioni utili a scassinarlo.

Gli S1 sono in genere i prodotti meno resistenti. Chi acquista una S1 potrà assicurare i suoi beni per un valore medio pari a circa 10 milioni di euro. Le S2 sono invece decisamente più resistenti, tanto da permettere all’utente di stipulare un’eventuale assicurazione per un valore medio pari a circa 25 mila euro. Una bella differenza, non c’è che dire!

La resistenza al fuoco

Statisticamente la cassaforte a muro è più soggetta rispetto alle altre varianti del prodotto a patire gli effetti nefasti di una fiammata o di un incendio. Per assicurarsi di acquistare un buon articolo, capace di non prendere letteralmente a fuoco alla prima occasione, sarebbe meglio orientarsi su una cassaforte a muro provvista di certificazione UNI EN 1047-1 o EN 15659. Ci si porterà così a casa una cassetta di sicurezza che in caso di incendio resisterà stoicamente al fuoco ed alle fiamme per almeno una ventina di minuti.

Importante, sotto questo punto di vista almeno, è anche la capacità isolante del prodotto. Chiaro è insomma che nel malaugurato caso in cui dovesse scoppiare un incendio, per quanto la cassaforte a muro riesca a rimanere integra, la temperatura all’interno del vano inizierà a salire. Ciò significa che, soprattutto se l’oggetto in questione è realizzato in metallo, i valori contenuti dentro la cassaforte a muro potrebbero incenerirsi, deteriorarsi o danneggiarsi.

In genere i gioielli di ogni ordine e grado, i documenti e persino il denaro rimangono intatti all’interno del vano sin tanto che il calore sprigionato dalle fiamme non faccia raggiungere alla cassaforte temperature superiori ai 350°C.  Eventuali dispositivi elettronici però, magari i pennini USB, vanno in fumo già intorno ai 125°C. Attenzione quindi alle certificazioni di cui sopra.

La capacità

Come abbiamo accennato in precedenza la cassaforte a muro può avere una dimensione diversa a seconda del tipo di valori che dovrà custodire. La capacità di una cassetta di sicurezza è di norma misurata in litri. Non esiste ovviamente in questo senso una soluzione in assoluto migliore rispetto ad altre: la scelta è infatti soggettiva e dipende dalle proprie abitudini e dalle proprie necessità.

Tuttavia è bene precisare che una cassaforte a muro di dimensioni più compatte sarà sicuramente più facile da nascondere e camuffare. Non dovendo riporre al loro interno oggetti ingombranti sarà quindi possibile scegliere magari di installare più casseforti disseminate per la casa in modo da distribuire, ad esempio, grossi quantitativi di denaro o da riporre diverse tipologie di beni in ciascuna di esse.

Insomma: se magari si volessero conservare soldi e gioielli e si volesse rendere la vita ancora più difficile al solito malintenzionato di turno, si potrebbero acquistare due piccole casseforti a muro per poi riporre ciascuno dei due beni in una diversa cassettina di sicurezza. Sarebbe più probabile così che in caso di effrazione domestica almeno una delle due cose si salvasse o che una delle due casseforti non venisse nemmeno ritrovata.

Il design interno

Una cassaforte a muro è in una certa misura personalizzabile. Al momento dell’acquisto, un po’ come accadrebbe con un armadio o con un mobiletto qualsiasi, è sempre possibile scegliere infatti se utilizzare un vano completamente vuoto o un alloggio dotato di piccoli cassetti, di ripiani o addirittura di doppi fondi. Si tratta ancora una volta di una scelta personale e su cui è difficile mettere bocca senza conoscere le esigenze e le abitudini di chi legge.

Lo sportello

Lo sportello di una buona cassaforte a muro deve obbedire a precise direttive. Innanzitutto deve essere contornato da una cornice a corpo unico  in modo da costituire un blocco unitario con il resto della cassetta di sicurezza. Sempre meglio è scegliere poi un portellone con chiusura a filo, ossia capace di accostarsi al vano della cassaforte a muro lasciando un piccolissimo spiraglio per il passaggio dell’aria. Tale spiraglio servirà inoltra a dare modo allo sportello di roteare sulla cerniera e quindi di aprirsi e chiudersi.

La piccola fessura di cui sopra, come abbiamo visto in altre occasioni, non dovrà consentire ad un eventuale ladro di far leva con strumenti di scasso sulla superficie esterna della cassettina. Utilissima è poi la presenza di un sottoquadro, un ulteriore strumento di sicurezza che rende impossibile al  malintenzionato di turno l’uso del buon vecchio piede di porco e di strumenti di scasso affini.

I materiali

Importantissima è poi la scelta del materiale giusto. Anche in questo caso le proposte sono parecchie. Una prima opzione è la plastica dura. Si tratta chiaramente di un materiale che non offre chissà quali garanzie, ma che di contro è leggero e facilmente trasportabile. In genere si sceglie la plastica quando si ha necessità di una cassaforte mobile da portare con sé in albergo, in viaggio o nella casa a mare per un lasso di tempo breve e limitato.

Un po’ più solidi sono sicuramente l’acciaio ed i vari connubi metallici ad oggi disponibili in commercio. Alcuni di essi sono trattati non soltanto per resistere agli urti, ma anche per rimanere indenni dopo una detonazione. I migliori congegni sono inoltre rivestiti internamente ed esternamente da una patina ignifuga ed impermeabile.

Importante è anche verificare che i materiali utilizzati siano molto pesanti. Ciò perché, almeno secondo le “procedure standard”, i ladri tendono ad estrarre la cassaforte a muro dalla parete e quindi a portarsela dietro per poi poterla aprire con comodo nel loro “covo”. Un oggetto pesante sarà sicuramente più difficile da trasportare, darà più nell’occhio e farà perdere al malintenzionato un po’ di tempo in più. Di solito un oggetto del genere viene quindi rubato solo se il criminale di turno sa per certo di avere del tempo a disposizione o ha avuto modo di entrare ed uscire da casa senza destare il minimo sospetto.

I sistemi antifurto

Come abbiamo visto in altre occasioni, la cassaforte a muro può essere allarmata mediante appositi congegni da inserire a parete. Se proprio non si volessero correre rischi si potrebbe far uso anche di ulteriori sistemi di sicurezza da aggiungere al dispositivo. Uno di questi è il cosiddetto re locking, ossia una sorta di protezione automatica che si innesca quando la cassaforte viene forzata o spostata dalla sua sede originaria.

Questo congegno può inoltre memorizzare un certo numero di attività eseguite in modo da controllare eventualmente anche l’interazione tra la cassaforte a muro ed altri membri della famiglia o i dipendenti dell’ufficio che, in linea di massima almeno, non dovrebbero accedere al contenuto dell’oggetto o non dovrebbero eseguire operazioni non autorizzate. Insomma: ecco un modo per sapere sempre di chi fidarsi…

Migliori casseforti a muro: installazione, dimensioni, resistenza, prezzi

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  • Serratura con chiave a doppia mappa
  • Piastra in acciaio al manganese antitrapano
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  • Contenuto confezione: cassaforte, 2 chiavi

I prezzi

Quanto costa una cassaforte a muro? Beh, chiaramente molto dipende da quello che si acquista. Ci sono prodotti decisamente basic, magari compatti o scarsamente accessoriati, che non richiedono chissà quali esborsi. In questi casi infatti si dovrebbe risolvere la faccenda con un centinaio di euro o addirittura meno.

Le cassette di sicurezza di un certo livello, molto grandi e capaci di offrire qualche certezza in più però sono chiaramente più costose. Per acquistarle può rendersi necessario infatti sborsare un migliaio di euro o forse di più. Il suggerimento che diamo a chi legge è di non orientarsi mai su prodotti troppo economici e non brandizzati: alla fin fine non offrono molte garanzie. Meglio optare allora per una buona fascia media o, se se ne ha possibilità o addirittura la necessità, per un più costoso prodotto top di gamma. Insomma: in questi casi è meglio non rischiare!

Cassaforte a muro: sicurezza dei modelli americani

Come abbiamo visto nel corso della nostra guida, la cassaforte a muro è un oggetto che può considerarsi sicuro se obbediente a determinate normative europee. Chiaro è però che non tutte le cassette di sicurezza vengono costruite all’interno dei confini dell’U.E. E quindi? Un prodotto costruito negli USA va scartato a priori? La risposta, fortunatamente, è negativa. Vediamo allora cosa c’è da sapere in proposito.

Le normative europee sono tutte precedute dalla sigla “EN”. In altri paesi esistono norme unificate individuabili mediante l’uso di altre sigle ed egualmente valide. In Canada e negli Stati Uniti, tanto per fare un esempio, si ricorre al marchio UL. Ora: dato che molti dispositivi vengono fabbricati in questi paesi è il caso di capire un po’ meglio come funzioni da queste parte il ricorso alle normative di costruzione.

Iniziamo subito col dire che a queste latitudini un prodotto costruito secondo gli standard stabiliti dalle locali normative non viene comunque considerato commercializzabile. Perché l’articolo possa essere venduto ed installato infatti deve prima essere sottoposto ad un ulteriore controllo di qualità. Ciò non accade però se il prodotto in questione è già stato controllato e certificato da un laboratorio riconosciuto come un NRTL, ossia da un Nationally Recognized Testing Laboratory. Quest’ultimo altro non è che un centro di prova preventivamene autorizzato dagli enti locali ad effettuare test sulla qualità e la sicurezza dei dispositivi commercializzati.

Tra gli NRTL più affidabili riconosciamo l’UL. Relativamente alle classificazioni UL per le cassaforte a muro, il laboratorio può rilasciare diverse certificazioni. Si va così dalla RSC (congegno ad uso domestico con resistenza a strumenti di scasso per non più di 5 minuti) ai TL 15 (dispositivi in acciaio dallo spessore di circa un pollice e con resistenza pari a 15 minuti). Ci sono poi i TL 30 ed i TL 30×6 (simili ai TL 15 ma con pareti più spesse e resistenza superiore) oppure ancora i TRTL 30×6 (capaci di resistere per almeno mezzora anche alle fiamme). Le classi 125, 150 e 350 sono infine capaci di proteggere dal fuoco materiali più delicati ed anche per lunghi lassi di tempo.

Cassaforte a muro: ancora qualche suggerimento

Il primo suggerimento da dare a chi legge è abbastanza ovvio: mai e poi mai condividere con terzi la combinazione della propria cassaforte a muro. Ammesso anche che si possa dimenticare questa importante sequenza numerica si potrà fare ricorso infatti alle chiavi di sicurezza. Ed a proposito delle chiavi: esse dovranno sempre essere custodite dal legittimo proprietario dall’apparecchio. Dove? Beh, ovviamente in un posto sicuro e laddove non sia possibile perderle. Sarebbe bene comunque duplicare queste chiavi e lasciarle in custodia anche ad un parente fidato che le tenga con sé in un altro appartamento.

Chiaramente poi si suggerisce di provvedere all’installazione della cassaforte da soli, quanto meno se se ne hanno le capacità. Diversamente sarà bene affidarsi a dei tecnici che facciano capo ad un’azienda ben conosciuta e che rilascino una regolare documentazione dopo aver eseguito l’intervento. All’operazione, inutile dirlo, dovranno ovviamente assistere in pochi. L’ideale sarebbe che nella stanza ci fosse solo l’operaio, il legittimo proprietario della cassaforte a muro ed un parente fidato.

Attenzione infine all’eventuale perdita di chiavi e di codici di sblocco. Nel caso in cui ciò si verificasse per recuperare quanto custodito all’interno della cassaforte a muro non ci sarebbe altro modo se non quello di richiedere l’intervento di un esperto. L’operazione potrebbe essere lunga e complessa e richiedere al proprietario distratto anche 350 euro (e più) di spesa. Tra l’altro un oggetto che per definizione deve essere nascosto allo sguardo di estranei in questo modo diventerebbe sicuramente più vulnerabile. Meglio allora stare attenti, no?

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