colla per legno migliore

Colla per legno: come scegliere la migliore

Nel laboratorio di un falegname o di un semplice appassionato di fai da te non può mai mancare una buona colla per il legno. Senza questo prodotto molte operazioni sarebbero difficili o addirittura impossibili da realizzare. Un esempio? Beh, gli incastri risulterebbero un po’ più fragili del normale, laminare e bordare sarebbe alquanto problematico così come appaiare tavole e listelli.

Ad oggi sono parecchie le tipologie di colla per legno disponibili in commercio. Ciascuna variante risponde ad esigenze diverse ed ha quindi caratteristiche differenti. Grazie alla nostra breve guida presto ne saprete di più.

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Colla per legno: le varianti più utilizzate

Sono quattro le tipologie di colla per legno in assoluto più utilizzate tra falegnami ed esperti di bricolage: vinilica, animale, epossidica bicomponente ed a contatto. Nei prossimi paragrafi illustreremo con maggior precisione caratteristiche, pregi e difetti di ciascuna di esse.

La colla vinilica

La colla vinilica o PVA è, tra le quattro sopra elencate, in assoluto la più utilizzata. Essa ha un caratteristico colore bianco lucido ma quando si asciuga diventa magicamente trasparente. Sicuramente anche i profani o i meno esperti hanno una certa confidenza con questo prodotto:

i suoi usi sono molteplici e non è raro che la si impieghi persino da bambini per eseguire dei lavoretti scolastici. Del resto questo prodotto ben si presta anche ad attaccare carta, cartoncini e stoffe. Proprio per questo motivo viene utilizzata spesso pure dagli amanti del découpage.

Per quanto riguarda il legno essa trova largo impiego nella realizzazione di giunzioni ed incastri. La sua funzione in queste occasioni è quella di rinforzare i pezzi realizzati. Non è raro poi che la si utilizzi anche per assemblare delle parti in legno su superfici tendenzialmente lisce. La colla vinilica è solitamente molto economica, ha una consistenza semiliquida ed ad oggi viene considerata del tutto atossica.

L’applicazione è semplicissima: basta premere il tubetto ed orientare la colla che fuoriesce nelle zone di vostro interesse. Per essere sicuri di spalmare il prodotto in maniera uniforme potreste anche aiutarvi con un pennello. Attenzione però ai legni porosi: come abbiamo detto la colla vinilica è semiliquida, contiene cioè una buona percentuale di acqua.

Questo significa che alcuni materiali tendono ad assorbirla con maggiore facilità rendendo la sua azione meno efficace. In questi frangenti  sarà meglio perciò agire d’astuzia. Poniamo il caso che dobbiate incollare tra loro due tavolette. Invece di procedere come da prassi stendendo la colla soltanto su uno dei due oggetti, applicatela su entrambe le assi. La tenuta sarà sicuramente migliore.

Altro suggerimento: mai utilizzare la colla vinilica senza dei morsetti di supporto. Grazie a questa semplice attrezzatura le parti rimarranno ferme e perfettamente aderenti per tutto il tempo necessario a garantire una buona presa.

Fate anche in modo di piazzare i suddetti morsetti in maniera alquanto veloce: diversamente la colla potrebbe asciugarsi creando spessori e sbavature che renderebbero meno valido il vostro lavoro. Tra i morsetti ed i pezzi da incollare, ovviamente sul lato esterno, piazzate inoltre del cartoncino. In questo modo il legno non rimarrà segnato o graffiato.

Come da prassi poi, una volta unite le parti da incollare, una generosa porzione di vinilica scivolerà all’esterno. Pulite il tutto il prima possibile utilizzando un semplice panno inumidito con dell’acqua. Se non agirete tempestivamente rischierete di lasciare delle sbavature sul legno le quali, per altro, non permetteranno al materiale in esame di assorbire correttamente la finitura.

Prima di concludere questo paragrafo vorremmo presentarvi una variante sul tema: la colla vinilica rapida. Questa si distingue per un colore tendente al giallognolo. Anch’essa comunque, una volta asciutta, diventa trasparente. Com’è facile intuire tale collante ha tempi di asciugatura molto veloci ed è per questo motivo che ben si presta ad appiccicare parti molto piccole di un oggetto.

Non per niente essa è utilizzata soprattutto nell’ambito del modellismo. Pure in questo caso la formulazione prevede l’impiego di un’alta percentuale di acqua ed è del tutto atossica. La colla vinilica rapida resiste bene al caldo, ai materiali solventi, all’azione dell’acqua e dell’olio. Essa inoltre ben si presta alla carteggiatura.

La PVA, in ciascuna delle due varianti, andrebbe utilizzata soltanto per realizzare dei lavori in legno per interni. Essa infatti, a contatto con gli agenti atmosferici, potrebbe deteriorarsi. La colla vinilica inoltre non resiste al freddo ed in molti casi non riesce a reggere eventuali sforzi trasversali registrati sul piano di incollaggio.

Ultima puntualizzazione: non impressionatevi se dopo aver avuto a che fare con questo prodotto sulle vostre mani dovesse crearsi una patina bianca: non si tratta di niente di duraturo o di pericoloso. Vi basterà infatti lavarvi con dell’acqua o addirittura staccare il film come fareste con una grossa pellicina. Nell’arco di pochi minuti le vostre mani torneranno così alla più totale normalità.

La colla animale

La colla animale, per gli amici anche colla garavella o colla forte, ha in sé una componente biologica. Essa, per quanto possa sembrare macabro, altro non è che il collagene lavorato presente naturalmente nelle ossa o persino nei tendini di alcune bestiole. Si tratta di un prodotto dalla storia antichissima e con cui per secoli sono stati realizzati decine e decine di lavori.

La ricetta originale è stata mantenuta inalterata sino agli anni ’30 del secolo scorso. Oggi questo prodotto, per fortuna, ha una formulazione un po’ diversa. In particolare, in luogo della materia organica, si utilizza ormai del materiale sintetico. Insomma: gli animali sono salvi.

In genere questo tipo di collante si presta soprattutto alla realizzazione di lavori di restauro. Ciò perché si contraddistingue essenzialmente per due caratteristiche: l’elasticità e la reversibilità. Questo significa che i pezzi incollati grazie a tale prodotto potranno in futuro essere scorporati o staccati in modo da permettere nuovi interventi di restauro.

Ed ecco un segreto del mestiere: i professionisti non eliminano mai tutta la vecchia colla animale presente su un manufatto. Ciò perché essa può facilmente sciogliersi con il calore. Una volta liquefatta,  si mischierà perciò a quella nuova. La colla animale ha una consistenza gelatinosa e, per questo motivo, prima di utilizzarla va innanzitutto sciolta a bagnomaria. Da qui la possibilità di unire i due collanti.

L’operazione di preparazione sarà sempre semplice anche perché in genere questo articolo viene venduto sotto forma di piccole e pratiche sfere solide. Più complicato sarà invece il momento della stesura della colla, fase che richiede molti passaggi non sempre di facile esecuzione. Per questo motivo non approfondiremo ulteriormente l’argomento in questa sede.

La colla epossidica bicomponente

La colla epossidica bicomponente è forse la più potente in assoluto tra le quattro qui citate. In compenso però è parecchio complicata da utilizzare. In linea di massima essa si compone di una parte legante e di un’altra indurente. Il bravo falegname, un po’ come un perfetto chimico, mischierà l’una e l’altra in modo da dar vita alla colla vera e propria. Si otterrà così un prodotto impermeabile da utilizzare soprattutto su superfici che non collimino alla perfezione.

Prima di stendere il collante ottenuto, sarà bene pulire con cura maniacale le parti da trattare. Diversamente sarà praticamente impossibile ottenere una buona presa. Per evitare problemi di sorta in ogni caso è più che consigliato l’uso dei morsetti. Sappiate infine che i tempi di asciugatura per quanto riguarda tale articolo sono davvero molto lunghi, in compenso però un prodotto così incollato può resistere per decenni senza dare il minimo segno di cedimento.

La colla a contatto

Ed eccoci arrivati infine alla colla a contatto. Questa ha perlopiù la funzione di laminare oppure di attaccare il legno a supporti realizzati con altri materiali. Se insomma voleste appiccicare alla vostra cornice portafoto dei pupazzetti di gomma o di plastica dovreste usare proprio la colla a contatto. Essa ha presa inoltre anche sul vetro e sugli specchi.

Le colle a contatto hanno una certa potenza ed in genere sono un po’ faticose da applicare. A complicare parecchio le cose ci si aggiunge una consistenza viscosa ed una velocità di asciugatura sorprendente. Per appiccicare delle superfici dovrete innanzitutto pulire per bene le aree da unire.

Quindi, prendete il collante necessario direttamente dalla latta in cui viene venduto, stendetelo sulla parte interessata avvalendovi di una spatola e sovrapponete i pezzi. Ancora una volta sarebbe auspicabile avvalersi anche dell’aiuto dei morsetti.

Colla per legno: le altre varianti

Come vi abbiamo già detto, esistono svariate tipologie di colla per legno. In precedenza vi abbiamo parlato delle quattro in assoluto più utilizzate, ma meritano un cenno anche le “figlie di un dio minore”. Non vi preoccupate: stavolta saremo molto più sbrigativi. Iniziamo dalla colla per legno poliuretanica.

Di solito questa variante sul tema si utilizza per incollare dei lavori da esterno. Essa infatti è parecchio resistente agli agenti climatici, all’acqua ed ai solventi. Quando la si usa però bisogna stare molto attenti. Innanzitutto perché se arriva ad indurirsi non è in alcun modo possibile rimuoverla dalla superficie interessata. In secondo luogo perché contiene dei solventi.

Tra l’altro essa rilascia nell’ambiente formaldeide, sostanza notoriamente ritenuta inquinante e persino cancerogena. Per questo motivo tale collante andrebbe eventualmente utilizzato soltanto se bardati con guanti, occhiali protettivi e, ovviamente, mascherina.

Inoltre è bene avvalersi di questa colla lavorando in ambienti ben arieggiati o, meglio ancora, all’aperto. Siamo esagerati? Non proprio. Nella migliore delle ipotesi una scarsa prudenza davanti alla colla poliuretanica può tradursi in fastidi legati all’eccessiva sensibilità alla sostanza o in un’intolleranza vera e propria.

Passiamo poi alla colla a caldo. Essa viene molto utilizzata nell’ambito del bricolage, ma anche per dar vita a dei lavori creativi. Normalmente si applica grazie ad un’apposita pistola. All’interno dell’attrezzo viene perciò inserito uno stick a base vinilica o, in alternativa, poliuretanica.

La pistola, che una volta in funzione raggiunge al suo interno temperature uguali o superiori ai 180°, scioglie la colla. A quel punto, voi provvederete a spalmarla sulle superfici da trattare che saranno tendenzialmente porose. La colla a caldo infatti dà il meglio di sé sul legno, ma anche sulla carta ed i suoi derivati, sui tessuti e sui glitter. Difficilmente invece attecchisce sui metalli o sulla ceramica o, peggio ancora sul vetro.

Abbiamo poi la colla Bluefixx, un particolare tipo di collante a presa rapida di semplicissimo utilizzo. Questo prodotto può infatti solidificarsi nel giro di pochi secondi se esposto ai raggi UV. Dove prenderete i raggi UV? Non preoccupatevi: l’articolo è sempre corredato da un applicatore indurente capace di emettere dei fasci di luce blu. Esso è utile per la ricostruzione di elementi mancanti e per le riparazioni in genere. La sua azione è efficace sul legno ma anche su molti altri materiali.

Passiamo quindi alla vetroresina. Quest’ultima ha caratteristiche molto simili a quelle già descritte nel caso della Bluefixx, ma è una bicomponente adatta soprattutto a fronteggiare l’azione degli agenti atmosferici. Non a caso essa viene spesso impiegata per riparare delle barche, dei camper e simili. Fine della carrellata.

Colla per legno: come sceglierle?

Dopo aver recepito queste informazioni preliminari, sicuramente vorrete scegliere la o le colle per legno da acquistare. Ecco allora alcuni parametri da tenere in considerazione.

La tipologia

Su questo argomento ci siamo dilungati già parecchio e non è quindi il caso di ritornarci su. Abbiamo comunque inserito tale parametro selettivo nella nostra lista di criteri utili all’acquisto di una colla per il legno: è ovvio infatti che per realizzare al meglio la vostra opera d’arte dovrete avere le idee chiare sul tipo di collante che essa richiede.

Valutate in questo senso perciò il tipo di lavoro da svolgere e la qualità del legno che utilizzerete. Ricordate poi che una cosa è riparare ed un’altra è creare ex novo o restaurare. Valutate infine se l’oggetto su cui agirete sarà destinato a stare in ambienti interni o esterni, umidi o esposti all’azione dell’acqua e così via.

Le classi di resistenza

Forse non lo sapete, ma le colle possono essere raggruppate anche per classi di resistenza all’acqua. Abbiamo così quattro diverse categorie: la D1, la D2, la D3 e la D4. Al primo gruppo appartengono tutti i prodotti capaci di agire efficacemente in ambienti secchi o comunque a basso indice di umidità. Solitamente perciò rientrano nella categoria i collanti da interno.

La seconda classe si caratterizza per una buona ma non eccellente resistenza all’umidità. Questo significa che i prodotti ad essa afferenti potranno essere utilizzati su oggetti che stazionano in bagno o in cucina. Queste due stanze sono infatti le più soggette alla formazione di vapore acqueo e quindi le più umide della casa. L’articolo, per quanto meglio resistente ad acqua ed umidità, non può essere impiegato comunque in ambienti esterni.

La D3 è la classe di appartenenza delle colle resistenti all’acqua ed agli agenti atmosferici. Essa quindi può tornare utile per incollare le porte o le finestre, ma non è in ogni caso da considerarsi come un prodotto capace di reagire positivamente ad un’eventuale immersione completa. A questo scopo utilizzerete invece una D4, perfetta per riparare tutto ciò che invece è perennemente in ammollo. Un esempio? Le barche!

La sicurezza

La colla per legno è un prodotto chimico. Come tale essa può essere molto pericolosa e, appena qualche riga più in là, avete avuto qualche delucidazione in merito. Per essere certi di tutelare il più possibile la vostra sicurezza, dovreste sempre verificare di aver comprato un prodotto fabbricato in Italia o al massimo in un paese membro della Comunità Europea.

Altrove infatti non esistono rigide normative riguardo l’uso di molecole potenzialmente dannose per l’organismo umano e contenute all’interno del collante. Saremo anche noiosi, ma la nostra preoccupazione ha ancora a che fare con la formaldeide. Essa potrebbe essere infatti eccessivamente presente e danneggiare la vostra salute. Purtroppo però in molti casi, i più gravi, potreste accorgervi del problema soltanto quando ormai sarà troppo tardi.

L’argomento sicurezza però non si esaurisce qui: abbiamo infatti ancora molte dritte da darvi. In primo luogo, com’è ovvio supporre, la colla non dovrà mai entrare in contatto diretto con la pelle e, soprattutto, con gli occhi. Se, nonostante le precauzioni prese, le dita si incollassero, lavatevi immediatamente.

Allo scopo utilizzate del sapone e dell’acqua abbastanza calda. Se fosse necessario, cercate di separare le parti aiutandovi con qualcosa di metallo che però non sia appuntito né tanto meno tagliente. Allo scopo dovrebbe andare bene un cucchiaio. Agite sempre con estrema delicatezza. Prima di rivolgervi ad un medico, provate infine a staccare le dita eventualmente attaccate utilizzando del cotone intriso nell’acetone.

Più grave è ovviamente il caso della colla sugli occhi. In tale circostanza bisognerà innanzitutto sciacquare accuratamente la parte e poi rivolgersi ad un medico, anche se la situazione sembra del tutto recuperata. Capite bene a questo punto che è sempre consigliabile lavorare  muniti di attrezzatura adeguata, per esempio, di guanti ed occhialini. Buona norma è anche agire in ambienti ventilati in modo da non inalare direttamente i vapori della colla.

Vi raccomandiamo poi di conservare il prodotto in luoghi freschi ed asciutti, ma ovviamente non nel frigo o comunque non a contatto con gli alimenti. Infine non lasciate mai il collante laddove bambini, anziani o animali possano appropriarsene con facilità. I piccoli e le bestiole potrebbero giocare senza rendersi conto di correre dei seri pericoli, i non più giovanissimi invece potrebbero scambiare il tubetto per un flacone di medicinale ed agire di conseguenza. La prudenza in questi casi non è mai troppa!

Il formato

La colla per legno può essere acquistata in diversi formati. Abbiamo flaconi piccoli, medi e grandi. Il suggerimento che vi diamo è di orientarvi su  quantità ridotte se non siete dei grandi consumatori di collanti. In questo caso, acquistando un grosso barattolo, rischiereste di buttarlo per intero già al secondo utilizzo dato che la colla nel frattempo si sarà probabilmente essiccata.

Se invece adoperate spesso tale prodotto orientatevi su qualcosa di più impegnativo. In questo modo non dovrete correre al negozio un giorno sì ed un altro pure. Tra l’altro i grossi formati sono spesso più convenienti rispetto alle boccette mignon.

Il costo

Capite bene che, per via del grande assortimento di colle ad oggi presenti sul mercato, non è facile indicare un range di costi ben definito. Molto dipende infatti dalla tipologia di prodotto acquistato, dal formato, dalla marca e dalla facilità di reperimento del prodotto. Inoltre, come avviene anche per tutte le altre categorie commerciali, un conto è acquistare in bottega ed un conto è comprare online.

In buona sostanza, considerando tutte le varianti del caso, per acquistare la vostra colla per il legno potreste spendere dalle 2 alle 30 euro. Fate però attenzione a rapportare sempre il prezzo indicato al formato del barattolo, dello stick o del flacone.

Colla per legno: qualche consiglio pratico

Sebbene ci siano delle colle che lo richiedano più di altre, il primo consiglio che vi diamo è quello di pulire sempre e comunque le superfici da trattare. Per lo stesso principio sarebbe bene anche lavare le mani: noi non ce ne accorgiamo, ma spesso sono ricoperte da strati di grasso e sudiciume. Pensate che il suggerimento valga per tutti tranne che per voi?

Sbagliato! Anche se siete dei maniaci dell’igiene le vostre mani non saranno mai pulite come credete. Stesso discorso vale per i guanti che abitualmente utilizzate quando eseguite dei lavori di bricolage. Chiaramente questi andranno lavati alla fine delle operazioni, lasciati asciugare e riposti in un contenitore in modo che non possano sporcarsi prima del nuovo utilizzo.

Tenete sempre presente poi che tra un prodotto e l’altro i tempi di asciugatura possono variare considerevolmente. Per essere sicuri di non avere problemi perciò leggete sempre con una certa attenzione le istruzioni riportate sulla confezione.

Ciò vale ovviamente anche in relazione alle modalità di applicazione. In ogni caso poi, anche se non espressamente specificato, avvaletevi sempre del supporto dei morsetti: la resa finale sarà sicuramente migliore. Per quanto riguarda la temperatura a cui utilizzare o conservare la colla, mantenetevi su un range compreso tra i 10° ed i 15° C.

Acquisite inoltre l’abitudine di chiudere sempre il tubetto o la confezione. Fareste bene anche a pulire il pennellino o il beccuccio utilizzato per stendere il collante. Diversamente il rischio sarà quello di non poter nuovamente utilizzare il prodotto.

Se, nonostante tutti i nostri suggerimenti, doveste ancora avere delle difficoltà nella scelta del collante più adeguato alle vostre esigenze, non esitate a chiedere lumi al rivenditore. Agire con leggerezza infatti potrebbe voler dire sprecare tempo, fatica e denaro…

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