Compressore portatile: quale scegliere? Guida all’uso ed all’acquisto

Il compressore portatile è un oggetto jolly, qualcosa che tutti dovremmo avere in casa o portarci dietro in macchina. Questo dispositivo ha infatti svariati impieghi alcuni dei quali probabilmente inesplorati anche da chi ha una certa dimestichezza con il prodotto. Tanto per fare degli esempi, grazie ad un comune compressore potrai gonfiare pneumatici e materassini da mare, ma anche pulire gli interstizi di una tastiera da computer, levigare piccoli supporti e chi più ne ha più ne metta.

Certo, c’è da dire che in questa sede ci occuperemo sì di compressori, ma nella loro variante portatile. Questo significa che, per quanto l’apparecchio mantenga inalterati i suoi campi d’azione, è in qualche modo pensato per un uso domestico. Insomma: stesse funzioni ma potenzialità ridotte.

D’altra parte è anche normale che sia così: l’utente medio necessita di un prodotto che lo soccorra nelle mille esigenze del vivere quotidiano, ma difficilmente ne avrà bisogno per realizzare una sabbiatura professionale. Nelle prossime righe ti daremo modo di prendere confidenza con questo straordinario oggetto e ti daremo anche dei consigli utili a scegliere, tra i tanti prodotti presenti sul mercato, quello che potrebbe fare al caso tuo.

Compressore portatile e compressore standard: principi di funzionamento

Come funziona un compressore portatile? Beh, si tratta un po’ dell’uovo di Colombo. Questa macchina infatti funziona comprimendo l’aria o i gas incamerati al suo interno. Tale azione avviene sfruttando dell’energia meccanica la quale, a processo ultimato, si trasformerà in energia di pressione o in energia potenziale.

Normalmente i compressori si avvalgono di un motore termico o di una variante elettrica che li aiuti a comprimere l’aria all’interno di un alloggio dedicato. Tale motore, una volta saturato l’alloggio di cui sopra e raggiunta una pressione adeguata, interromperà il suo funzionamento.

A quel punto entrerai in gioco tu: avviando il meccanismo, poco alla volta, svuoterai il serbatoio dell’aria ed il ciclo avrà nuovamente inizio. Quello appena illustrato è il principio di funzionamento di un normale compressore volumetrico. Molto spesso in questa categoria rientrano anche dei prodotti non facilmente trasportabili perché, per l’appunto, dotati di camere d’aria decisamente voluminose.

I compressori portatili però possono anche funzionare sfruttando un principio dinamico. In particolare l’aria incamerata dall’esterno in questo caso resterà intrappolata all’interno di un girante di compressione. Tale sezione della macchina, pian piano inizierà a muoversi accelerando sempre di più la sua corsa. Raggiunta una certa velocità, ovviamente parecchio elevata, il dispositivo comincerà a veicolare all’esterno l’aria incamerata. Per far ciò si avvarrà di un diffusore dentro al quale l’energia cinetica sviluppata dal girante si trasformerà in pressione statica. Molto spesso il compressore a funzionamento dinamico è alimentato a gas.

Le funzioni standard di un compressore portatile

Accennavamo poco prima ai tanti impieghi del compressore portatile. Bene: per meglio apprezzare l’utilità di quest’oggetto, vorremmo elencarteli in maniera un po’ più dettagliata. Iniziamo dall’ovvio: il compressore portatile serve innanzitutto a gonfiare e sgonfiare degli oggetti. In questo caso, grazie ad un’apposita pistola, potrai aumentare facilmente il volume delle ruote della tua auto o addirittura del tuo camper. Stesso discorso vale per palloni, canotti, materassini da spiaggia et similia. Ma questo lo sai già.

Sai già anche che grazie al compressore portatile ed alla sua pistola potrai pulire superfici in cui la sporcizia si incunea ed in cui è difficile agire con il solo aiuto di pezze e detergenti. Ti abbiamo fatto l’esempio della tastiera del computer, ma avremmo potuto tirare in ballo anche la cassa di un’attività commerciale, le vecchie macchine da scrivere, gli angoli più irraggiungibili della casa e così via.

Compressore portatile: qualche uso un po’ meno scontato

Veniamo adesso agli inediti, agli esempi meno ovvi e non ancora portati alla tua attenzione. Un mini compressore potrebbe tornarti utile anche nel caso in cui decidessi di verniciare delle superfici o addirittura di ritoccare le pareti del tuo appartamento. Se volessi utilizzare l’oggetto con queste finalità dovresti rimuovere la pistola adoperata per pulire o per gonfiare e procedere montando un accessorio apposito: l’aerografo.

Grazie al nuovo assetto del tuo utensile sarai in grado di dipingere in tempi rapidissimi superfici ed oggetti dall’estensione più o meno ampia. Certo: perché possa venir fuori un buon lavoro è necessario che tu abbia una buona dimestichezza tanto con il compressore quanto con il fai da te. Ma non preoccuparti: basterà un po’ di esercizio e riuscirai a prenderci la mano.

Passiamo ad altri utilizzi. Magari non l’avresti mai detto, ma grazie al compressore potrai levigare o sabbiare delle superfici non troppo estese. In questi casi però sarà bene armarsi di un prodotto dotato di una certa potenza. Inoltre dovrai equipaggiarti con delle cuffie protettive, degli abiti da lavoro, dei guanti e, ovviamente, degli occhiali di sicurezza. Ma non è ancora tutto: sappi che l’oggetto qui in esame ti aiuterà anche ad interagire con attrezzi pneumatici di ogni ordine e grado. Mediante l’uso attento di un compressore portatile insomma potresti persino avvitare bulloni et similia o perforare oggetti più o meno duri.

Per un uso creativo del compressore portatile

Come hai visto il tuo compressore portatile è davvero una risorsa. Esso è utile in svariati contesti, ma chi l’ha detto che questi contesti debbano necessariamente avere a che fare però con un campo d’azione tutto sommato facile da intuire? Nessuno, ed infatti c’è dell’altro. Una breve parentesi vorremmo dedicare perciò anche agli usi più creativi di questo gingillo. Per esempio: hai mai pensato che potresti avvalerti di un compressore portatile per sparare in aria dei coriandoli o magari il riso in occasione di un matrimonio?

Non dovrai nemmeno preoccuparti di sporcare a terra: tanto il compressore serve anche a radunare i residui del festeggiamento in un unico punto del pavimento rendendoti semplicissimo spazzare via il tutto. Potresti poi spargere qui e là anche della neve artificiale: immagina la faccia dei tuoi bimbi! Insomma: un oggetto e mille applicazioni!

Com’è fatto un compressore portatile?

Un compressore portatile è, lo dicevamo poco fa, una macchina tutto sommato abbastanza semplice. Essa si compone ovviamente di un motore utile ad incamerare nel serbatoio (se presente) un certo quantitativo di aria. Segue poi un gruppo di compressione che può essere alimentato e lubrificato da un olio nel caso dei prodotti professionali, che non necessita di alcun elemento aggiuntivo invece nel caso dei prodotti portatili. All’interno del cilindro di compressione passa quindi, con flusso costante, tutta l’aria incamerata. Tale cilindro necessita però del supporto di un sistema di raffreddamento che non solo permetta l’erogazione regolare dell’aria, ma eviti surriscaldamenti e danni al sistema.

Immancabile è poi il regolatore di pressione o pressostato che non soltanto funge da taratore della pressione in uscita dal serbatoio, ma agisce riducendo al minimo gli interventi del sistema di raffreddamento del cilindro. Chiaramente l’aria in uscita passerà anche attraverso un tubo flessibile che potrai controllare mediante l’apertura o la chiusura di un apposito rubinetto. Lo stesso tubo potrà inoltre essere accessoriato con degli strumenti utili a dirigere e pilotare il getto emesso.

Completano il quadro un buon filtro dell’aria, una valvola di sicurezza ed un manometro. Il primo oggetto chiaramente serve ad evitare che all’interno del sistema si introducano dei corpi estranei potenzialmente dannosi per il macchinario. La valvola invece controlla i livelli di pressione presenti dentro al serbatoio e si attiva in caso di pericolo di esplosione lasciando sfiatare il sistema. In genere l’entrata in funzione di questa parte del compressore portatile coincide con un malfunzionamento del pressostato. Il manometro infine monitora costantemente il livello di pressione dell’aria incamerata all’interno del sistema. Lo strumento può essere a controllo digitale o a quadrante. Tutto qui.

Scegliere il compressore portatile perfetto: consigli pratici

Perché il tuo compressore portatile possa davvero definirsi un oggetto jolly è necessario scegliere un prodotto di buona fattura. Inoltre dovrai imparare anche a capire quale tra gli articoli presenti sul mercato possa meglio soddisfare le tue particolari esigenze. A tale scopo abbiamo pensato di stilare una lista dei criteri d’acquisto utili alla selezione del compressore portatile che faccia al caso tuo. Tienila ben presente al momento dell’acquisto e tutto filerà liscio come l’olio!

La provenienza del prodotto

Ti sembrerà strano, ma uno dei primi suggerimenti utili ad individuare il tuo futuro compressore portatile è quello di verificare il suo paese di provenienza. Sappi che molti dei prodotti appartenenti alla categoria e regolarmente venduti in Italia sono articoli di importazione. Se è vero che ciò potrebbe non fare la differenza nel caso di altre tipologie di merce altrettanto non possiamo dire occupandoci dei compressori.

Il suggerimento che ti diamo in tal senso è quindi quello di scegliere sempre un prodotto progettato e costruito dentro i confini dell’Unione Europea, meglio ancora se di provenienza italiana. In questo modo non soltanto sarai sicuro della qualità dell’articolo e della sua aspettativa di vita, ma magari aiuterai anche la nostra economia.

La tipologia

Nella maggior parte dei casi i compressori portatili non hanno un serbatoio o, quanto meno, non hanno un grande serbatoio. Essi infatti devono essere facili da trasportare ed una camera d’aria renderebbe l’oggetto voluminoso e pesante. Detto ciò, precisiamo subito che la variante in assoluto più diffusa del prodotto è quella ad aria. Ciò perché si tratta di una soluzione pratica da utilizzare ed anche abbastanza economica. All’interno di questa variante distinguiamo due diverse famiglie. Da un lato abbiamo i compressori portatili a pistone, dall’altro quelli a cinghie.

Nel primo caso ti troverai davanti ad un prodotto destinato soprattutto ad attività di poco conto o comunque bisognanti di una potenza limitata. Tale variazione sul tema insomma è perfetta per gonfiare pneumatici o magari per far asciugare velocemente dei ritocchi di vernice. Del resto in questo caso l’aria viene incamerata grazie all’azione di alcuni pistoni dai quali non possiamo aspettarci prodigi.

Le versioni a cinghie sono invece molto più potenti ed ingombranti e vengono utilizzate da meccanici, carrozzieri o semplici hobbisti che abbiano la necessità di contare sui servigi di una macchina più prestazionale. Possiamo individuare infine delle varianti con serbatoio a funzionamento analogico ed altre a funzionamento digitale. La variante digitale è in genere più semplice da utilizzare anche perché permette di monitorare sempre il livello di pressione agente all’interno del sistema e quindi di evitare noiose e potenzialmente pericolose operazioni di taratura. La versione analogica invece è tipica degli apparecchi più tradizionali che funzionano in maniera un po’ più artigianale.

Quale tipologia di prodotto ti consigliamo di scegliere? Beh, lo capirai da te proseguendo nella lettura della nostra guida. Acquisendo nuove informazioni sull’oggetto in questione ti renderai conto infatti che la scelta della tipologia di compressore da acquistare sarà vincolata all’esame di tutti gli altri parametri elencati nella nostra lista. Insomma: non possiamo stabilire a monte quale prodotto ti si addica di più.

La reperibilità ed il costo dei pezzi di ricambio

Un altro elemento pratico da tenere in considerazione all’atto dell’acquisto di un compressore è la facilità con cui, all’occorrenza, potresti reperire sul mercato eventuali pezzi di ricambio dell’utensile. A volte sottovalutando questo aspetto del problema, ci si ritrova nella condizione per cui un oggetto praticamente nuovo deve essere necessariamente rimpiazzato. Ciò perché una semplice guarnizione, un filtro o altre piccole parti di poco conto non soltanto risultano di difficile reperibilità, ma costano anche un occhio della testa.

Conviene allora sostituire piuttosto che riparare. Il risultato? Una grossa seccatura ed una scarsa attenzione all’ambiente determinata da un evidente spreco di risorse. E poi c’è da dire un’altra cosa: determinate operazioni, per esempio dipingere tramite aerografo, si imparano poco alla volta, man mano che si prende confidenza con il proprio macchinario. Capire come dosare il getto utilizzando tutt’altro dispositivo può richiedere tempo e mietere delle vittime tra i tuoi lavori di bricolage o addirittura in contesti più impegnativi. Perché rischiare quando è possibile compiere a monte una scelta più saggia e lungimirante?

Il sistema di alimentazione elettrico

Molti compressori vengono alimentati a diesel o a benzina. Ciò è vero soprattutto nel caso dei prodotti fissi, non portatili e comunque destinati ad un uso professionale. Si tratta tra l’altro di una soluzione che presuppone l’impiego di una certa potenza, rumorosa ed anche inquinante dato che immette nell’aria fumi di scarico a iosa.

Nel tuo caso invece avrai a che fare principalmente con prodotti che funzionano grazie all’uso della corrente elettrica. Questa soluzione chiaramente è per certi versi più pratica ed economica, ma ti vincola comunque ad utilizzare l’apparecchio dentro casa, in garage ed in generale laddove tu possa reperire una presa di corrente.

Diventa importante a quel punto valutare la lunghezza del cavo di alimentazione: non soltanto è bene che essa sia abbastanza rilevante, ma che magari il dispositivo si avvalga di un sistema di avvolgimento del filo che possa rendere più semplice l’eventuale trasporto del compressore. Un simile accorgimento tra l’altro servirà anche a garantire all’oggetto in esame una maggiore aspettativa di vita ed a te la possibilità di non inciampare sul filo avvolto male e lasciato a portata… di piede.

Un discorso diverso vale per i prodotti pensati solo ed esclusivamente per essere tenuti in auto. In questo caso assicurati che l’apparecchio sia compatibile con l’accendisigari della tua vettura. Questo significa che necessiterà di un’alimentazione pari a 12 V. Modelli più grandi e performanti per funzionare correttamente invece dovranno collegarsi necessariamente alla batteria dell’auto. In questo caso l’alimentazione richiesta dall’apparecchio si aggirerà sui 220 V.

Il sistema di alimentazione a pile

Ma non è ancora tutto. Al giorno d’oggi esistono anche dei modelli di compressore portatile alimentati a pile ricaricabili. Questa soluzione sarebbe quella ideale soprattutto nel caso in cui l’apparecchio fosse destinato ad un impiego di emergenza in auto o in moto. Se forassi lo pneumatico nel bel mezzo di una stradina sterrata di montagna, difficilmente potresti contare sulla presenza di una presa di corrente. Se poi il contatto dell’accendisigari non dovesse funzionare a dovere saresti proprio nei guai.

Chiaramente queste varianti del prodotto vanno periodicamente ricaricate. Dovrai compiere tale operazione quindi con una certa regolarità in modo da non rimanere mai sprovvisto di compressore. Se pensi di essere troppo distratto o impegnato per poter far ciò orientati a priori su una variante elettrica o su un modello ibrido. Una precisazione: le opzioni relative all’alimentazione presentate nel corso degli ultimi due paragrafi sono tutte ugualmente valide. Ti converrà quindi scegliere il prodotto ideale basandoti sulle tue esigenze specifiche e tenendo in considerazione la destinazione d’uso del tuo compressore portatile.

La rumorosità

Per quanto la scienza e la tecnologia compiano ogni giorno passi da gigante, molti apparecchi di uso comune sembrano nati per creare inquinamento acustico. Il compressore, specialmente se ad olio o a combustibile, rientra a pieno titolo nella categoria. Fermo restando quindi che l’impiego di questo aggeggio ti impedirà di ascoltare i tuoi MP3 preferiti, sappi che in commercio esistono soluzioni più o meno rumorose. Il suggerimento, nei limiti del possibile e della compatibilità con le tue esigenze, è di optare sempre per le versioni meno fastidiose del prodotto.

Ancora una riflessione: considera comunque che, ammesso anche che tu abbia occasione di sentire il rombo del motore in sede di valutazione ed acquisto del prodotto, la tua percezione sarà sempre poco affidabile. Una cosa è insomma valutare il grado di intensità di un rumore mentre il cicaleccio degli altri clienti e la musica in filodiffusione invadono l’aria ed una cosa è sentire un rumore nel silenzio della propria casa.

Una cosa è la propagazione dei suoni in ambienti molto ampi (il negozio) ed una cosa è sentire lo stesso identico impulso audio in un ambiente ristretto come il tuo garage. Affidati quindi non tanto alle tue percezioni ma alle indicazioni relative ai decibel prodotti dall’apparecchio in uso. Tali informazioni sono in genere riportate sulla confezione del compressore.

Le dimensioni ed il peso

Un compressore, per essere portatile, deve avere delle dimensioni il più possibile compatte e pesare poco. Vero è però che più un compressore rispetterà queste caratteristiche e meno sarà potente. Per tale motivo il suggerimento che ti diamo è di individuare a monte la destinazione d’uso del prodotto.

Se insomma volessi garantirti la possibilità di gonfiare le ruote della tua auto e non fossi minimamente interessato ad utilizzare l’oggetto in esame per portare a termine dei lavori di verniciatura, sabbiatura e quant’altro orientati a priori su un modello mini. Sappi a tal proposito che esistono addirittura dei prodotti pensati per entrare nel cassettino del cruscotto!

Se però non volessi precluderti alcuna possibilità scegli invece qualcosa di un po’ più ingombrante che trasporterai grazie all’ausilio di una piccola custodia con tanto di manico o addirittura di alcune coppie di ruote. Tanto per darti dei punti di riferimento infine considera che le varianti in assoluto più compatte di compressore non superano in lunghezza la quarantina di centimetri e non pesano più di mezzo chilo.

Il display o il manometro

Un compressore portatile può essere equipaggiato di manometro, soluzione ad oggi ancora molto diffusa, o di display. In entrambi i casi si tratta di opzioni utili a monitorare l’andamento della faccenda, a reperire insomma dati relativi alla pressione interna del sistema o a tarare opportunamente la macchina. Uno dei due dispositivi quindi deve necessariamente essere incluso nel pacchetto.

Diciamo subito che la presenza di un display facilita parecchio le operazioni di consultazione, soprattutto a chi ha meno confidenza con questo genere di utensili. Se optassi per tale soluzione però dovresti assicurarti che il monitor sia ben visibile anche in condizioni estreme: al buio o magari quando la pioggia bagna gli occhiali. Sì quindi agli schermi illuminati, con caratteri grandi e comandi intuitivi.

Il serbatoio

Il serbatoio è un elemento che, ovviamente, incide parecchio sulle dimensioni generali del prodotto. Ad oggi, esistono articoli dotati di camera d’aria più o meno voluminosa e quindi, a seconda dei casi, facenti parte di un sistema portatile o fisso. Altri prodotti invece sono studiati per poter funzionare anche in assenza di serbatoio. Diciamo subito che la prima soluzione è in assoluto la migliore, almeno in termini di efficienza. La seconda opzione è invece la più pratica ed economica. Tuttavia essa è per definizione associata a strumenti meno prestazionali e destinati a rompersi con estrema facilità.

Nel caso in cui dovessi propendere per un compressore portatile dotato di serbatoio, la capienza di quest’ultimo si aggirerà in media sui 5/10 litri di aria. In commercio esistono  però anche modelli capaci di incamerare la bellezza di 300 litri di aria, ma a quel punto sarà veramente complicato portare con te l’apparecchio custodendolo nel portabagagli della tua vettura.

Una buona idea quindi, soprattutto se sai già che il dispositivo non ti servirà soltanto per gonfiare le ruote, è scegliere una soluzione di compromesso che ti consenta di maneggiare facilmente il prodotto, ma anche di contare su una ragionevole durata della carica d’aria. Insomma: in media stat virtus…

L’autonomia

Strettamente connesso alle caratteristiche tecniche del serbatoio è il concetto di autonomia. Per definizione i prodotti più compatti sono sicuramente quelli capaci di offrire in tal senso meno garanzie. Sappi comunque che articoli il cui serbatoio abbia una capacità compresa tra i 5 ed i 10 litri, funzioneranno senza collegamenti esterni per circa un paio di minuti. Basati su questa stima per trarre tutte le conclusioni del caso circa l’autonomia degli altri prodotti in commercio.

Le funzioni accessorie

Se il tuo futuro compressore portatile è destinato a viaggiare con te in auto deve necessariamente possedere due funzioni: lo spegnimento automatico e la luce incorporata. La prima opzione consente di gonfiare lo pneumatico a puntino, per così dire. Il sistema insomma si spegnerà una volta che la camera d’aria avrà raggiunto la pressione ideale evitando che la ruota resti sgonfia o che scoppi. La luce incorporata invece, generalmente led, permetterà di far fronte a qualsiasi tipo di emergenza stradale.

La potenza e la portata

La potenza di un compressore portatile si misura in cavalli. Si tratta di un parametro comunque abbastanza indicativo dell’intensità di lavoro sostenibile dall’apparecchio. Ciò perché, per definizione, il compressore nell’arco della sua attività avrà sempre dei picchi di rendita e dei cali di prestazione. Per stabilire con maggiore precisione quale sia l’effettiva “forza” di un compressore è quindi meglio far ricorso al concetto di portata.

Questo parametro, misurato in piedi quadri al minuto in tutti i paesi di matrice anglosassone ed in metri cubi o litri al minuto nei paesi latini, stima il quantitativo di aria che il sistema è in grado di veicolare all’interno del cilindro nell’arco di una sessantina di secondi. Tale valore, ovviamente, dipende dalla pressione che agisce all’interno della macchina.

Adesso però cerchiamo di essere un po’ più pratici. Nel determinare la portata che faccia al caso tuo, tieni presente che non spingendoti oltre i 100 litri al minuto potrai al massimo gonfiare le ruote. Orientandoti su un prodotto che raggiunga i 200 litri al minuto potrai invece portare a termine un discreto numero di operazioni e procurarti un valido alleato per i tuoi hobby e per le sessioni di bricolage. Si tratta insomma della soluzione di mezzo, di quella che ti consigliamo di privilegiare.

Se poi volessi superare la soglia dei 200 litri al minuto sappi che sconfineresti nell’ambito del professionale. In quest’ambito, tanto per la cronaca, esistono apparecchi pensati addirittura per raggiungere una portata pari a 3000 litri al minuto. In questo caso però la tua scelta ricadrebbe su qualcosa di poco trasportabile. Per quanto riguarda la pressione invece sappi che i prodotti per uso domestico e dilettantistico oscillano tra 1,5 e 5 CV.

La pressione

La pressione di un compressore portatile può essere misurata in PSI o in Bar. Nel primo caso ci si rifarebbe ad un sistema anglosassone, nel secondo ad una scala tipica dei paesi latini. Ad occhio e croce 1 bar corrisponde ad una quindicina di PSI. Ora: un apparecchio standard sviluppa non più di 6 Bar. Questo valore ti consentirà di svolgere piccoli lavori di bricolage. Orientandoti su prodotti da più Bar avrai invece la possibilità di utilizzare il tuo compressore portatile per un numero crescente di attività.

Tieni presente comunque che il problema di fondo è sempre lo stesso: ad una maggiore pressione corrisponderà una minore trasportabilità dell’oggetto. Come al solito adesso vorremmo darti dei riferimenti pratici. In particolare sappi che una variante che sfrutti tra i 4 ed i 7 Bar è ideale per un uso dilettantistico e di fortuna. Per scopi hobbistici dovrai orientarti invece su modelli che vadano dagli 8 agli 11 Bar. Prodotti a taratura superiore hanno infine impieghi strettamente professionali. A te la scelta.

Gli accessori

Un compressore portatile che si rispetti viaggia di solito insieme ad un ricco corredo di accessori. Irrinunciabili sono gli ugelli di ricambio che ti consentiranno di gonfiare tanto le ruote della bicicletta di tuo figlio quanto quelle del tuo SUV.  Inoltre potrai trovare varie tipologie di bocchette adattabili alle diverse mansioni a cui è possibile destinare il compressore. Molto utile poi è la presenza di una borsetta o di una tracolla per il trasporto, soprattutto nel caso dei prodotti di forma e dimensione più compatta.

Tra gli accessori che potrai reperire nel package, in funzione ovviamente delle caratteristiche tecniche dell’oggetto acquistato, citiamo anche degli strumenti utili alla pulizia del sistema, pistole per verniciatura ed incollaggio, piccole chiodatrici ed addirittura seghetti automatici. Non devono mancare nella confezione inoltre un buon adattatore, una torcia ed un cavo USB utile per ricaricare il cellulare in caso di bisogno.

Insomma: se il tuo compressore portatile servisse essenzialmente per gonfiare delle ruote è chiaro che potresti anche trovarti nella necessità di chiedere aiuto al servizio di soccorso stradale, ad un amico o ad un parente. E che fare se il tuo cellulare ha dato forfait?

Il costo

Il range entro cui possiamo collocare i prezzi al pubblico di un compressore portatile è abbastanza ampio. I prodotti con poche pretese o quelli decisamente scadenti possono essere acquistati sborsando appena una ventina di euro. Niente di proibitivo insomma. L’inghippo sta nel fatto che molto probabilmente sarai presto costretto a comprare un nuovo compressore.

Il motivo? Il tuo acquisto si sarà rivelato utile al massimo per gonfiare le ruote della bici o si romperà già dopo pochi utilizzi. I prodotti di fascia alta invece possono anche superare abbondantemente i 1500 euro di costo. Ma, a meno che tu non abbia particolari esigenze, non è il caso di svenarsi per un semplice compressore portatile.

Nel determinare il budget che sei disposto a sborsare per l’acquisto del dispositivo un grosso peso avrà la sua destinazione d’uso. Insomma: un apparecchio pensato per poter gonfiare ruote di ogni ordine e grado e per poter essere tenuto comodamente in auto avrà un costo oscillante tra le 30 e le 100 euro. Compressori portatili un po’ più versatili avranno sempre prezzi più elevati. Il consiglio che ti diamo quindi, a prescindere dalla tipologia di prodotto che intendi acquistare, è quello di muoverti su una buona fascia media brandizzata.

Compressore portatile: ancora qualche dritta

Abbiamo diffusamente parlato del rapporto intercorrente tra compressore portatile e pressione sviluppata dal sistema. Bene; non ci dilungheremo ulteriormente sull’argomento, ma ci interessa darti in proposito un’ultima dritta. In particolare vorremmo metterti in guardia dalle aziende che agiscono in maniera da portare acqua al loro mulino trascurando le esigenze dell’utente.

Nel gruppo rientrano tutte quelle fabbriche che immettono sul mercato dei compressori portatili dotati di un serbatoio le cui dimensioni non sono per niente proporzionali al tipo di pressione sviluppata dal sistema. In sostanza la camera d’aria è molto più grande del necessario. L’azienda ha un suo personale tornaconto ad agire così: i costi di produzione praticamente si dimezzano.

L’utente di contro si trova a fare i conti con un apparecchio che, esaurita la carica, sarà nuovamente funzionante soltanto dopo lassi di tempo considerevoli. Insomma per gonfiare uno pneumatico, magari in piena notte e sotto la pioggia scrosciante, potresti impiegarci 15 minuti o appena 180 secondi. Capita l’importanza di questo appunto? Attenzione quindi a non lasciarti abbindolare!

Altro consiglio utile: nel caso in cui decidessi di acquistare un compressore portatile soltanto per gonfiare le ruote dei tuoi veicoli, premurati sempre di verificare il PSI richiesto dagli pneumatici in questione. Di solito tale indicazione è facilmente reperibile consultando le apposite etichette appiccicate sui veicoli. A volte invece queste indicazioni vengono riportate sulle ruote. In ogni caso conoscere con esattezza tale informazione ti permetterà di tarare a dovere il compressore, di comprare l’apparecchio più adatto alle tue esigenze e di ottenere risultati migliori.

Come usare un compressore portatile?

Beh, adesso sai quasi tutto sul compressore portatile. L’unica informazione che ti potrebbe ancora essere utile apprendere riguarda quindi il modo corretto di utilizzare questo gingillo. Bene: niente di più semplice. Per prima cosa dovrai sempre verificare che la pressione sia impostata correttamente. Per eventuali tarature, a seconda del modello in uso, potrai avvalerti del manometro o di pulsanti e display touch. Una buona notizia a tal proposito: le versioni più recenti del compressore portatile hanno anche un sistema di memoria che consente di bypassare questa fase già dopo il primo utilizzo del prodotto. Ma andiamo avanti.

Supponiamo che tu debba gonfiare una ruota. In questo caso monta sul compressore l’ugello più adatto e quindi avvicinalo alla valvola dello pneumatico. Dopo alcuni secondi, il dispositivo inizierà a lasciar fluire dell’aria all’interno della gomma. Le varianti digitali del prodotto, una volta raggiunta la pressione ideale, si fermeranno in automatico.

Ma questo lo sai già. Se il tuo apparecchio appartiene alla categoria degli analogici invece spetterà a te fare un po’ di attenzione. In ogni caso, finita l’operazione, non dovrai far altro che sfilare l’ugello e riporlo nell’apposito contenitore. Ovviamente non dimenticare di chiudere la valvola dello pneumatico!

E per tutti gli altri impieghi? Beh, vista la varietà dei prodotti presenti sul mercato farai bene a leggere il manuale delle istruzioni o a guardare qualche tutorial affidabile presente online, magari uno di quelli presenti sul sito della ditta produttrice. In ogni caso sappi che l’iter da seguire sarà molto simile a quello appena descritto.

Chiaramente però in luogo dell’ugello monterai delle bocchette ad hoc o altri terminali. Potranno inoltre variare parametri quali la taratura della pressione. Nel complesso comunque non dovresti avere grossi problemi a prendere dimestichezza con il tuo nuovo compressore portatile.

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