concime per il prato migliore

Concime per prato: consigli d’uso e guida all’acquisto

L’erba del vicino è sempre più verde… soprattutto se usa il giusto concime per prato! L’errore più comune che si fa rispetto al giardino è infatti quello di limitarsi a falciarlo di tanto in tanto. Il prato è alla fin fine una grossa pianta e come tale va trattato: sì quindi a tosaerba et similia, ma anche alla fertilizzazione.

Uno spazio verde ben tenuto, florido ed in salute insomma è frutto di un discreto numero di cure ed attenzioni. Le vostre fatiche però saranno sempre ricompensate: potete immaginare qualcosa di più bello di una serata estiva trascorsa sul vostro prato a godere della brezza e del profumo dei fiori?

Dove altro potreste organizzare dei piacevoli barbecue insieme agli amici? E perché mai privare il vostro bimbo di un contatto diretto con la natura? Vediamo insieme allora come prendersi cura del giardino di casa.

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Concime per il prato: quanto è utile?

Il prato, lo dicevamo poco prima, è un’enorme pianta. Non sorprende perciò che durante l’anno possa avere bisogno di più trattamenti di concimazione: quante volte fate lo stesso per le vostre rose o i vostri gerani?

Periodicamente è necessario fornire al giardino un giusto quantitativo di minerali diversamente difficili da reperire in uno spazio domestico limitato e limitante. D’altra parte anche gli esseri umani di tanto in tanto fanno uso di qualche integratore alimentare: è un po’ la stessa cosa. Al nostro corpo servono vitamine e sali minerali, al giardino soltanto dei minerali.

La loro carenza si manifesta spesso con una progressiva decolorazione del manto erboso che dal suo caratteristico verde brillante passa ad una tinta via via più smorta sino ad ingiallirsi del tutto. Un altro segnale evidente del mancato ingrasso è la crescita lenta o addirittura nulla dell’erba.

Una scarsa concimazione insomma, soprattutto in assenza di un sottosuolo di per sé ricco di sostanze nutritive, può rendere il vostro giardino un triste spettacolo. Per questo motivo non possiamo che dirvi chiaramente che la concimazione non è soltanto utile, ma addirittura fondamentale!

Concime per il prato: di cosa deve essere composto?

Abbiamo detto che è possibile, con le dovute proporzioni s’intende, paragonare il concime ad un integratore alimentare. Ma quali sono le sostanze nutritive che garantiscono al prato un buono stato di salute? Beh, il nostro giardino ha bisogno soprattutto di azoto, di potassio e di fosforo. Questi tre minerali sono a dir poco fondamentali per la cura degli spazi verdi.

Per quanto riguarda l’azoto (N) in un anno il vostro prato ne richiederà circa 25 grammi al metro quadro. Esso, stimola la crescita dell’erba e concorre al processo di sintesi proteica della vegetazione. Grazie all’azoto insomma il vostro giardino sarà sempre caratterizzato da un bel verde intenso, apparirà florido ed in salute.

Il potassio (K o K2O) serve invece a far sì che le piante formino le loro pareti cellulari e che possano scambiare acqua ed umidità con il suolo e l’atmosfera. Questo elemento tra l’altro protegge l’erba dal rischio di incorrere negli effetti negativi prodotti da gelate, siccità e malattie. Il prato necessita in un anno di circa una dozzina di grammi di potassio per metro quadro.

Il fosforo (P o P2O5) infine rende possibile il processo di fotosintesi, stimola la crescita delle radici e lo sviluppo dei semi. Al prato servono in un anno circa 6 grammi di fosforo per metro quadro. Chiaramente per avere un giardino in salute è necessario garantirgli anche l’apporto di altre sostanze nutritive utili ma un po’ meno importanti rispetto ad azoto, fosforo e potassio.

Ci riferiamo al calcio, allo zolfo ed al magnesio (mesoelementi), ma anche al ferro, al manganese ed allo zinco (microelementi). Ovviamente il bisogno di queste sostanze varia in relazione alla stagione, alla posizione geografica ed ad altre variabili. Inoltre è bene sottolineare come i vari concimi possano contenere percentuali diverse degli stessi elementi nutritivi.

Concime per il prato: l’azoto

Abbiamo in linea generale parlato già dell’importanza dell’azoto. Quello che non abbiamo detto è che questo elemento può essere presente nella composizione del concime in diverse forme. Vi potrà capitare perciò di imbattervi nell’azoto a pronto effetto o a lunga cessione.

Nel primo caso avrete a che fare con un nutriente capace di stimolare il prato a dare una risposta immediata alle cure che gli presterete. Ciò significa che nell’arco di un mese al massimo il vostro giardino tornerà in perfetta salute. L’azoto a lenta cessione, al contrario, può richiedere anche tre mesi per rinvigorire il prato.

Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale sia l’effettiva utilità di quest’ultimo elemento. Bene, domanda più che lecita a cui risponderemo immediatamente. I migliori concimi devono contenere entrambe le varianti di azoto.

Ciò allo scopo di garantire un nutrimento uniforme e graduale. In poche parole il vostro prato si rimetterà velocemente in sesto e, ottenuto questo risultato, non andrà nuovamente incontro ad un processo di deperimento perché sostenuto dall’azoto a lento rilascio.

Concime per il prato: il bisogno stagionale

Il concime per il prato dovrebbe essere scelto anche in relazione alla stagione in cui avviene l’ingrasso. Questo perché i bisogni ed i comportamenti dei vegetali cambiano in relazione al clima. Iniziamo da autunno e primavera. In queste fasi dell’anno può rendersi necessario praticare una concimatura rinverdente o un trattamento sostitutivo.

La prima torna utile quando il prato è duramente provato dalle basse temperature invernali o dall’afa estiva. In entrambi i casi il giardino necessita soprattutto di azoto e potassio. Se al vostro prato non servono grosse spinte potrete in alternativa ricorrere alla fertilizzazione sostitutiva: vi basterà perciò usare del concime bilanciato con effetto rinverdente.

Il periodo estivo e quello invernale si traducono per il giardino nella necessità di ricevere una concimazione antistress. Durante queste stagioni infatti le piante vanno incontro a squilibri di natura idrica e termica. La soluzione è trattarle con un fertilizzante ad alto contenuto di potassio in cui siano presenti anche piccolissime quantità di azoto. Ciò almeno durante l’estate. Un concime potassico appena più ricco di azoto è invece l’ideale per superare l’inverno.

Concime per il prato: le tipologie

Abbiamo visto che un prato già nato necessita di particolari tipi concime. Il loro scopo è quello di fornire al manto erboso il nutrimento di cui ha bisogno durante le varie fasi dell’anno. Diverso è il discorso quando il giardino non c’è ancora, quando cioè si è appena proceduto alla semina di una zona brulla.

In questi casi è possibile utilizzare il cosiddetto concime iniziale. Il prodotto, ricchissimo di azoto,  fa sì che l’erba cresca molto e con discreta velocità. Se è vero che l’azione di questo tipo di concime è praticamente immediata è anche vero che purtroppo ha una durata limitata nel tempo.

Il fertilizzante ad azione moderatamente lenta invece agisce in tempi medio-brevi. Il suo effetto però non dura che una decina di settimane, periodo alla fine del quale sarà necessario procedere con una nuova fertilizzazione. Questo tipo di concime viene utilizzato soprattutto quando si vuole ottenere un prato contraddistinto da una vegetazione particolarmente fitta.

Abbiamo poi il concime ad azione lenta. Di questo prodotto, almeno per sommi capi, abbiamo parlato già nei precedenti paragrafi. Esso ben si adatta ad ogni tipo di prato purché tendenzialmente in salute. In genere non serve utilizzarlo più di una volta all’anno. Del resto, come abbiamo visto, la sua azione si protrae nel tempo.

In ultimo vorremmo accennare anche a dei concimi speciali studiati per favorire la crescita dell’erba e contrastare quella del muschio o di qualsiasi altra pianta infestante. Questi prodotti possono rivelarsi particolarmente utili dato che la vegetazione non desiderata può alla lunga soffocare il prato o semplicemente privarlo di tutti i nutrienti di cui necessita.

In poche parole, senza porre rimedio alcuno, correreste il rischio di affacciarvi in giardino e di vedere una distesa di trifogli, muschi o romice e nemmeno un filo d’erba…

I vari tipi di prato

Non esistono soltanto diverse tipologie di concime, ma pure svariati tipi di prato. Anche questa informazione ha una sua importanza dato che per ogni varietà di erba serve una differente qualità di fertilizzante. Ovvio è che in questa sede non possiamo di certo descrivervi tutte le tipologie di prato esistenti al mondo. Ci limiteremo quindi a parlare dell’Italia.

Nel nostro paese esistono essenzialmente due diverse categorie di prato: le microterme e le macroterme. La prima tipologia di erba sembra svilupparsi soprattutto durante la stagione fredda, l’altra in primavera ed in estate. Sapendo ciò, possiamo dedurre che per avere un prato sempreverde è fondamentale seminare tanto l’una quanto l’altra variante. In questo modo, a dispetto del clima, il vostro giardino sarà sempre verde ed invitante.

Concime per il prato: quando procedere?

Abbiamo capito che può rendersi utile concimare il prato praticamente in ogni periodo dell’anno. Ma esiste un momento ideale per dedicarsi all’ingrasso? Beh, molto dipende dalle temperature. Le concimazioni primaverili ad esempio andranno eseguite soltanto quando diventa evidente che l’inverno è ormai un lontano ricordo.

Il trattamento estivo andrebbe eseguito invece un paio di settimane prima che ci si trovi costretti a fare i conti con i picchi di caldo. Solitamente questo periodo coincide con la fine di maggio o, in relazione alle diverse latitudini, con il mese di giugno. Chiaramente però il meteo non è proprio una scienza esatta: sarà quindi necessario far ricorso all’osservazione empirica, alla statistica ed all’esperienza…

Si potrà invece provvedere alla concimazione autunnale già dagli ultimi giorni di agosto, l’importante è che il caldo afoso dell’estate sia ormai archiviato. Anche in questo caso comunque molto dipende dalla vostra collocazione geografica: nei paesi più caldi si procederà a settembre inoltrato. La concimazione invernale infine andrebbe eseguita tra ottobre e novembre, ma comunque prima che arrivi il grande freddo.

Concime per il prato: le giuste quantità

Per avere un bel giardino non basta semplicemente individuare il giusto fertilizzante e scegliere il momento più adatto per l’ingrasso. Molto importante è anche fornire ai vegetali il corretto quantitativo di sostanze nutrienti. Quando lesinate sul concime per il prato infatti contribuite all’impoverimento del terreno il quale, a sua volta, diventa inospitale per l’erba. Quando invece eccedete non fate altro che stimolare la crescita della vegetazione indesiderata.

Certo, in questa sede non possiamo darvi indicazioni precise sulla giusta quantità di concime da utilizzare. Tale computo andrebbe eseguito infatti ad personam per così dire, tenendo conto di variabili quali il tipo di fertilizzante da utilizzare, la natura del terreno, lo sfalcio, il clima e così via. In linea generale perciò non possiamo che suggerirvi di attenervi alle tabelle riportate sulla confezione di concime acquistata abitualmente.

Di norma, tanto per avere dei punti di riferimento, sappiate che i prodotti ricchi di azoto a granulometria media presuppongono un dosaggio oscillante tra i 25 ed i 35 grammi al metro quadro. Servono invece dai 30 ai 50 grammi di concime potassico per effettuare un buon trattamento antistress o quando si impianta il prato. Nei terreni sabbiosi infine è meglio avvalersi di dosaggi leggermente più elevati.

Concime per il prato: consigli pratici per la distribuzione

Ma come si fa a concimare il prato? La prima regola, ove possibile,  è quella di rullare il terreno: in questo modo le zolle potranno finalmente respirare. Successivamente si procederà rimestando la terra in modo da ridistribuire le sostanze nutritive ancora presenti nel suolo. A questo punto sarà finalmente possibile effettuare una ripartizione regolare ed uniforme del concime: non dovranno esserci perciò zone d’ombra.

Perché ciò accada si consiglia di suddividere in parti uguali l’intero quantitativo di fertilizzante da depositare sul prato e quindi di distribuire il prodotto procedendo metro quadro per metro quadro. Inoltre piuttosto che della ripartizione manuale è sempre meglio avvalersi di uno spargiconcime. Quest’ultimo può appartenere alla categoria dei macchinari a caduta o rotativi.

Nel primo caso avrete a che fare con un prodotto molto più affidabile e sicuro anche se tendenzialmente lento, nel secondo con un marchingegno non eccessivamente preciso ma comunque più veloce.

Attenzione al sistema di rilascio

Quando si acquista del concime per il prato è sempre bene prestare attenzione al sistema di rilascio. Questo parametro può davvero fare la differenza! Un buon prodotto infatti deve avere effetto duraturo nel tempo, garantire cioè i suoi benefici per circa tre mesi dal momento della spargitura.

Il rilascio graduale permette infatti di procedere effettuando concimature stagionali, proprio come descritto qualche paragrafo più in là. I prodotti capaci di garantire risultati migliori si avvalgono di rilasci programmati ottenuti grazie a processi come l’osmosi. Inoltre sfruttano la temperatura come elemento di regolazione (anche da qui deriva la necessità di una concimazione stagionale).

Leggere le etichette

Entrare in crisi provando a leggere le etichette dei fertilizzanti è normale. Sarà capitato anche a voi, soprattutto se siete soliti comprare il concime al supermercato piuttosto che nei negozi specializzati, di non capire bene cosa ci fosse scritto.

Perfetto, sappiate che i vari elementi chimici di cui si compone il fertilizzante vengono generalmente indicati tramite delle sigle. Vi ricordate che abbiamo parlato di azoto (N), potassio (K) e fosforo (P)? Bene: un concime NPK contiene ovviamente i suddetti elementi.

Accanto a queste lettere può capitare poi di scorgere dei numeri. Cosa indica allora una sigla del tipo “NPK 8-5-18” ? Sull’NPK ormai non abbiamo altro da dire. 8, 5 e 18 non sono i numeri da giocare al lotto, ma le percentuali dei tre elementi presenti nel composto. In sostanza il vostro fertilizzante contiene l’8% di azoto, il 5% di fosforo ed il 18% di potassio.

Assodato questo, non ci resta che precisare un altro dettaglio. Può capitare che accanto a tale dicitura si trovi un’ulteriore indicazione, qualcosa del tipo “+2Fe”. Cosa significa? Beh, il prodotto che state valutando se comprare o meno contiene anche un’aggiunta in ferro. Indovinate in che percentuale?

Esatto, proprio al 2%! Insomma leggere le etichette dei concimi per prato può sembrare difficile, soprattutto se non si hanno molte competenze in ambito agrario. Tuttavia, come vi abbiamo appena dimostrato, è un’operazione semplicissima.

Fertilizzanti ed animali: un rapporto sul filo del rasoio

Non tutti ci pensano, almeno non nell’immediato, ma un’altra discriminante da tenere in conto quando si sceglie il fertilizzante da dare al prato è la presenza in casa di animali da compagnia. Se il vostro cane o il vostro gatto sono liberi di scorrazzare per il giardino, il concime può rappresentare per loro un grosso pericolo.

Le sostanze chimiche qui contenute sono infatti potenzialmente velenose. Per questo motivo tra l’altro i concimi utilizzati per il prato e per i fiori non vanno bene per l’orto.

Se doveste vedere il vostro pelosetto vomitare portatelo immediatamente dal veterinario: sicuramente ha ingerito del fertilizzante. L’animale potrebbe inoltre accusare crampi e vertigini, ma chiaramente vi sarà più difficile rendervi conto di questo tipo di problema. In linea generale quindi entrate in allarme anche se Fido o Felix vi appaiono eccessivamente calmi.

Ma è possibile avere un bel prato e non rischiare la vita degli amici a quattro zampe? Per fortuna la risposta è affermativa. Vi basterà infatti acquistate soltanto dei concimi organici. Sappiate però che questi prodotti hanno in genere un’efficacia ridotta rispetto alle altre varianti. In alternativa scegliete dei prodotti chimici caratterizzati da una buona velocità di scioglimento.

Per essere sicuri di non incappare in spiacevoli incidenti però tenete cani e gatti chiusi in casa sintantoché non ci sarà più traccia di fertilizzante. In media servono alcuni giorni perché il processo sia del tutto ultimato.

Questa soluzione viene sicuramente incontro alle esigenze del prato, ma non è comunque sicura al 100% per gli animali. Il suggerimento che vi diamo, soprattutto se non siete degli esperti in materia, è quello di esporre sempre il vostro problema al commerciante specializzato da cui comprate il concime. Inoltre non esitate a contattare il veterinario al primo segno di malessere manifestato dal vostro animale: ne va della sua vita.

Ulteriori suggerimenti

La concimazione è una pratica di vitale importanza per la cura degli spazi verdi. Tuttavia, se veramente volete far schiattare di invidia l’intero vicinato, dovrete di tanto in tanto provvedere ad effettuare anche altri trattamenti utili. Sì quindi alla biostimolazione, all’uso di fungicidi ed alla bioattivazione.

Altro consiglio: quando il prato è stressato, quindi durante l’inverno o l’estate, è meglio scegliere un concime granulare. Perché appaia sempre rigoglioso e caratterizzato da un verde brillante invece optate per fertilizzanti liquidi adatti alle applicazioni fogliari. L’ideale sarebbe associarli a dei biostimolanti nutrizionali.

Torna utile sapere poi che quando si deve decidere il tipo di trattamento da riservare al prato, una delle discriminanti più importanti è sicuramente la composizione del suolo. Se siete dei professionisti, se curate dei giardini di una certa importanza o se semplicemente vi piace fare le cose per bene, eseguite un’analisi del suolo finalizzata alla cura del manto erboso. Grazie all’esito di questo test potrete stabilire le esatte percentuali di elementi nutritivi da distribuire sul prato.

Buona prassi è inoltre concimare il terreno prima dell’arrivo delle piogge. Chiaro è che dovrete basarvi principalmente su dati statistici e che non ci sono certezze in questo senso. Trattare il terreno prima che piova però significa dare il tempo al prodotto di sciogliersi ed al suolo di assorbire tutti i sali minerali qui contenuti.

Vorremmo adesso darvi un ultimo suggerimento. State attenti al concime eventualmente caduto sulle lastre del giardino o sui pavimenti della terrazza: sarà meglio affrettarsi a pulire tutto con una pezza o con una bella spazzata (ovviamente nel caso in cui abbiate usato un prodotto in formato granulare).

Il concime raccolto, in assenza di altri rifiuti, potrà essere gettato nel terreno. Perché è importante pulire subito i pavimenti? Beh, non soltanto per un discorso di igiene: il fertilizzante infatti può macchiare indelebilmente le piastrelle.

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