Elettrostimolatore: consigli per l’uso e per l’acquisto

Siete proprio sicuri di sapere cosa sia un elettrostimolatore? Potreste affermare con certezza di conoscere il suo campo d’azione? Magari sarete in tanti a rispondere affermativamente a queste domande. Tuttavia, se avrete un po’ di pazienza, arrivando alla fine del nostro articolo vi renderete conto che le vostre informazioni erano incomplete e frammentarie.

D’altronde quest’utensile, nato ad uso e consumo dei soggetti richiedenti terapie riabilitative prima e degli atleti professionisti poi, si è pian piano “popolarizzato” per mezzo di pubblicità e televendite che hanno un po’ distorto la realtà dei fatti.

L’elettrostimolatore insomma è molto di più di quello che vedete in televisione, non serve infatti soltanto per buttar giù i chili di troppo accumulati sui glutei, sull’addome o sulle cosce. Ecco allora tutto quello che c’è da sapere su questo apparecchio, nostro fedele alleato in tantissime circostanze.

Elettrostimolatore: impariamo a conoscerlo meglio

L’elettrostimolatore è un apparecchio elettronico che basa la sua azione sui principi cardine dell’elettroterapia (detta anche, guarda caso, elettrostimolazione). Questa scienza agisce sui muscoli del corpo sfruttando degli impulsi elettrici esterni. Per essere più chiari diremo che, ad ogni input, fa sì che i suddetti muscoli si contraggano e si rilassino esattamente come farebbero eseguendo un normale movimento.

Non c’è niente di strano o di innaturale in questo trattamento: tenete conto infatti che all’interno del nostro corpo viaggiano parecchi impulsi elettrici. Essi, a voler essere precisi, partono dal sistema nervoso centrale, si muovono attraverso i nervi e quindi raggiungono i muscoli. L’elettrostimolatore si compone di un corpo centrale che, al pari del nostro cervello, manda dei segnali elettrici agli elettrodi, i nervi della macchina.

Questi elettrodi, puntualmente applicati sui distretti muscolari da trattare, spingono il corpo a contrarsi e decontrarsi. Tali movimenti, oltre ad allenare la parte interessata dall’azione dell’elettrostimolatore, migliorano la circolazione sanguigna apportando all’organismo notevoli benefici.

Il trattamento può essere eseguito sulla maggior parte dei distretti muscolari che abbiamo in corpo. Inoltre è possibile sottoporsi a questa terapia frequentando dei centri specializzati oppure ancora acquistando un elettrostimolatore ed operando nella privacy di casa propria.

Fondamentale è però che la terapia venga autorizzata da un medico il quale possa, nel caso in cui ce ne sia l’effettiva necessità, monitorare i progressi ottenuti. Ricordate infatti che l’elettrostimolazione è una terapia a tutti gli effetti riconosciuta come utile e curativa tanto dai medici quanto dagli scienziati in genere. Insomma: non si tratta di un gioco!

Quando usare l’elettrostimolatore?

L’elettrostimolatore ha diverse funzioni. La periodica contrazione dei muscoli indotta dall’apparecchio può avere infatti scopi prettamente estetici, oppure esiti medici e riabilitativi e, perché no, finalità riguardanti una possibile preparazione atletica. Sappiate che di norma gli apparecchi pensati soltanto per garantire programmi fisioterapici o per migliorare le prestazioni sportive, vengono indicati con la sigla EMS.

Quelli pensati per agire sui dolori di varia natura, sono conosciuti  invece come elettrostimolatori TENS. Sul mercato esistono comunque apparecchi che uniscono entrambe le tecnologie e quindi estremamente versatili. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire quale sia l’effettiva utilità di questo attrezzo in ciascuno degli ambiti appena elencati.

L’elettrostimolatore e la preparazione atletica

Molti atleti, dilettanti o professionisti che siano, traggono immensi benefici dal trattamento di elettrostimolazione. Pensate che una buona parte degli sportivi commissiona addirittura agli addetti ai lavori degli apparecchi costruiti in modo da poter soddisfare pienamente tutte le esigenze tecniche riscontrate sul campo (è proprio il caso di dirlo!). Insomma: esistono persino degli elettrostimolatori progettati su misura.

In genere queste macchine, almeno per quanto riguarda l’ambito sportivo, hanno lo scopo di incrementare la forza fisica dell’atleta, di rendere più veloci i movimenti nonché di migliorare la resistenza fisica di uno o più distretti muscolari. Alcuni sportivi poi impiegano l’apparecchio semplicemente per riscaldare i muscoli in totale sicurezza: in questo modo infatti il rischio di una contrattura o di una distorsione è praticamente nullo. Pensate a quanto sia importante avere questo tipo di certezza in vista di una competizione ufficiale o di gare di un certo livello.

L’elettrostimolatore quindi, se utilizzato per fini agonistici, può servire a migliorare le prestazioni individuali sviluppando ad esempio sia la forza che l’elasticità, sia la resistenza che la tonicità di un muscolo: l’abbiamo già visto. In più esso può essere utile per sostituire degli esercizi che, per qualche motivo, non è possibile eseguire in maniera tradizionale o semplicemente per decontratturare le zone sollecitate maggiormente. L’apparecchio, è bene precisarlo, in questi casi può trovare impiego prima, dopo e durante la sessione di allenamento.

L’elettrostimolatore ed il dimagrimento

La TV ed i media in genere ci hanno presentato l’elettrostimolatore come un attrezzo più che altro utile a migliorare la nostra forma fisica. Molti, ad oggi, sono ancora convinti che il campo di applicazione di questo attrezzo medico sia questo e solo questo. Tanti altri invece sono certi che quella che abbiamo visto in televisione per anni ed anni sia solo una pubblicità ingannevole, una trovata per rimpinguare le tasche delle aziende produttrici di apparecchiature elettroniche di vario genere.

Per quanto riguarda il primo punto vi abbiamo dimostrato, e continueremo a dimostrarvi, che l’elettrostimolatore ha parecchie funzioni alternative. Per quanto riguarda il secondo vogliamo sottolineare che tutto è relativo. Un conto è insomma scolpire un corpo già di per sé tonico o comunque in leggero sovrappeso ed un conto è agire su individui affetti da grave obesità.

In quest’ultimo caso, per quanto spiacevole possa essere, non c’è altro da fare che iniziare a cambiare regime alimentare e praticare dell’attività fisica. Il tutto, ovviamente, sotto stretta osservazione medica. Soltanto raggiunti risultati soddisfacenti si potrà  eventualmente completare il percorso di modellamento del corpo rassodando la pelle e definendo la silhouette. Dal punto di vista dell’estetica quindi questa macchina è utile per ringiovanire la cute nonché per drenare o sciogliere gli accumuli (moderati) di grasso.

L’elettrostimolatore e la riabilitazione muscolare

Come abbiamo detto l’elettrostimolatore è anche un attrezzo medicale. Non dovrete stupirvi perciò della possibilità di utilizzarlo nel momento in cui si accusino dei dolori muscolari più o meno intensi e persistenti. In alcuni casi anzi il trattamento può costituire parte del percorso di riabilitazione, riabilitazione che diventa spesso necessaria magari dopo un infortunio, un incidente o un intervento. L’apparecchio viene utilizzato comunque anche per trattare dei dolori muscolari, articolari o nevralgici le cui origini risiedano altrove.

Ma come agisce l’elettrostimolatore sulle parti doloranti? Beh, innanzitutto antalgicamente. Questo significa che la prima sensazione che avrete, una volta tolti di dosso gli elettrodi, sarà quella di un piacevole sollievo. I vostri dolori, chiariamoci subito, non passeranno del tutto dopo 20 minuti di trattamento, ma comunque non saranno più così fastidiosi.

Il problema vero e proprio infatti potrà diventare un lontano ricordo soltanto dopo varie sedute e, sul manuale di istruzioni per l’uso che troverete nella confezione, vi verrà indicato il numero di appuntamenti settimanali prescritti per ricavare dei benefici.

Completando il discorso potremmo dire anche che l’elettrostimolatore, tra l’altro, agirà aiutando i muscoli a recuperare volume e forza se provati da un lungo periodo di stallo. Manterrà inoltre il distretto muscolare interessato operativo anche nel caso in cui si sia momentaneamente impossibilitati a muoversi naturalmente. In questo modo la parte malata non perderà tono.

Qualora ciò dovesse comunque accadere, l’elettrostimolatore potrebbe ancora una volta risolvere la situazione, ovviamente sotto stretta osservazione medica. Tutti questi benefici possono essere ottenuti lavorando a massima intensità. Vedremo meglio tra qualche paragrafo cosa significa questa frase.

Come usare l’elettrostimolatore

Ma come si usa un elettrostimolatore? Tranquilli: non si tratta di niente di complicato. La prima cosa da fare, date le molteplici funzioni di questo apparecchio, è settare la macchina sul programma più adatto alle vostre esigenze. Successivamente individuate il distretto muscolare su cui agire. Adesso posizionate a dovere gli elettrodi. Normalmente questi vanno collocati esattamente sul punto “incriminato”.

Attenzione però: per essere certi di collocare correttamente gli elettrodi di cui sopra dovrete comunque adottare determinati accorgimenti. Sappiate, ad esempio, che in molti casi tali parti andranno posizionate su un punto che coincida con 1/3 della lunghezza del muscolo interessato. Tra l’altro il polo positivo dovrà toccare la zona dolente, mentre quello negativo l’area in cui il dolore viene percepito di riflesso.

Qualora doveste avere dubbi sul modo corretto di disporre gli elettrodi chiedete consiglio al medico o al preparatore atletico a cui avete deciso di affidare il vostro caso. In alternativa consultate il manuale delle istruzioni. Le direttive qui reperibili possono essere leggermente diverse tra un prodotto e l’altro ed è per questo che noi abbiamo scelto di rimanere nell’ambito delle indicazioni generiche.

Una volta superato questo scoglio ed avviato il programma corretto, regolate l’intensità degli input: ricordate che dovrete avvertire più o meno la stessa sensazione che provereste effettuando una profonda contrazione muscolare. Ma su questo punto torneremo a breve fornendovi maggiori dettagli utili.

Scegliere un elettrostimolatore

Poniamo il caso che finora vi siate sottoposti ad elettrostimolazione avvalendovi di studi fisioterapici o di centri benessere. Poniamo anche il caso che il vostro problema non abbia pesanti risvolti medici da monitorare con attenzione, che si presenti con una certa frequenza e che non possiate, per motivi economici o di lavoro, continuare a frequentare presidi medici o centri benessere et similia.

Perfetto: comprate un elettrostimolatore e curatevi comodamente in casa. Non avrete problemi di orario, ammortizzerete presto la spesa sostenuta e, se fosse necessario, potrete garantire anche agli altri familiari qualche seduta di elettrostimolazione.

Ma come fare? Come scegliere il macchinario migliore o quello più adatto alle vostre esigenze? Ve lo spieghiamo noi nelle prossime righe: l’importante è che acquistiate ed utilizziate l’apparecchio soltanto dopo aver ricevuto tutti i benestare del caso da parte del vostro medico di fiducia o da parte dello specialista che vi ha in cura.

Il numero di canali

Gli elettrostimolatori ad oggi reperibili in commercio possono avvalersi di 2 o di 4 canali. No, tranquilli, i suddetti canali non hanno niente a che fare con televisori e televendite, bensì con i distretti muscolari che è possibile stimolare in contemporanea.

Per essere più chiari: se avete dei dolori al collo, magari causati da una brutta cervicale, potrebbe bastarvi un apparecchio a due canali. La zona da curare è infatti piccola e tutto sommato trattabile anche con un numero ridotto di elettrodi.  Se invece l’intenzione è quella di scolpire l’addome, magari fareste meglio a comprare un 4 canali. L’area da trattare è infatti più estesa ed i muscoli interessati sono mediamente più grandi.

Sappiate comunque che in certi casi i canali si “sdoppiano” grazie all’impiego di appositi cavetti. Ciò significa che ad ogni terminale corrisponde una quantità maggiore di elettrodi, ma non che si possa aumentare il numero di muscoli raggiungibili dall’impulso elettrico. Utilizzare un cavetto doppio infatti permette di trattare sempre lo stesso gruppo muscolare toccandolo però da più angolazioni.

Sappiate inoltre che gli elettrodi sono perlopiù adesivi. In alternativa possono essere inseriti all’interno di appositi manicotti, di pannelli o di fasce. Molto dipende comunque dal tipo di elettrostimolatore che acquisterete e dalla completezza delle funzioni garantite.

In più tenete conto del fatto che il numero di elettrodi connesso all’apparecchio varia di solito da 2 a 10. I terminali hanno molto spesso forma quadrata o rettangolare (ne esistono comunque anche alcuni aventi la forma di un bottone o simili a delle spugnette). Qualora fosse necessario infine è bene sapere che gli elettrodi possono essere sostituiti senza grossi problemi.

Le funzioni standard e le funzioni accessorie

Un elettrostimolatore che si rispetti pone sempre l’utente davanti ad un discreto numero di funzioni e programmi tra cui scegliere. I prodotti migliori addirittura suddividono il tutto in svariati menu riguardanti lo sport, il fitness, la cura del dolore e la riabilitazione.

In ogni caso, a prescindere da questa settorializzazione, un buon utensile contemplerà programmi quali il riscaldamento ed il recupero, la funzione decontratturante e quella rassodante, il settaggio per lipolisi e quello per la capillarizzazione passando ancora dal drenaggio e dal recupero. Sia chiaro: quello che abbiamo appena fatto è stato soltanto citare alcuni esempi. Gli articoli migliori includono infatti molte altre funzioni.

Quali che siano le opzioni contemplate dal vostro macchinario, sappiate che i programmi sono dei pacchetti completi, la cui durata oscilla in genere tra i 20 ed i 45 minuti. Ciascuna delle funzioni presenti di default in un elettrostimolatore consta di una continua alternanza dei movimenti di contrazione, di rilassamento e di recupero.

Tra le funzioni accessorie che il vostro apparecchio potrebbe offrivi ricordiamo poi il timer, l’arresto di sicurezza, il blocco tasti e la memorizzazione. Il primo programma serve per settare, laddove sia possibile, la durata del trattamento personalizzando quindi l’azione del dispositivo. L’arresto di sicurezza invece blocca il movimento dell’elettrostimolatore nel caso in cui l’apparecchio acceso non tocchi la pelle per più di un minuto.

Il blocco tasti poi è più che altro un sistema di sicurezza che evita di cambiare accidentalmente le impostazioni scelte. Esso può essere utile anche nel caso in cui  ci siano in casa dei bimbi che mettono sempre le mani dove non dovrebbero. La memorizzazione invece permette di archiviare un dato settaggio personalizzato in modo da non perdere tempo a configurare l’apparecchio nel corso delle successive sedute.

L’impulso elettrico

Ma cosa differenzia i vari programmi che potrete trovare in un elettrostimolatore? Beh, la diversità di fondo sta essenzialmente nel tipo di impulso elettrico che riceverete. La qualità di quest’ultimo dipende da alcuni elementi che andremo ad esaminare proprio nel corso di questo paragrafetto. Il primo di essi è l’intensità.

Questo valore si misura in mA e va tarato in modo da spingere il muscolo al livello di tensione massima raggiungibile tenendo ovviamente conto anche del tipo di programma che selezionerete. L’intensità va sempre stabilita dall’utente il quale opererà la sua scelta seguendo fedelmente i suggerimenti degli specialisti o le direttive riportate sulle tabelle incluse nei manuali di istruzione. Diffidate quindi degli apparecchi che non vi consentono di tarare a dovere questo valore.

Sotto la voce “impulso elettrico” dobbiamo, per completezza di informazione,  includere poi anche frequenza e larghezza d’onda. Si tratta di parametri impostati a monte dall’azienda produttrice che variano però in relazione al tipo di programma selezionato. Insomma: sappiate che sono elementi importanti ma su cui non avrete alcun tipo di controllo.

La tipologia

Come accennavamo prima esistono diversi tipi di elettrostimolazione (e quindi di elettrostimolatori). Abbiamo così la TENS, la EMS, e l’interferenziale. La prima modalità è pensata per agire sulle fibre nervose più grosse e per stimolare la produzione di endorfine. Lo scopo ultimo di questo tipo di trattamento è quello di alleviare dei dolori più o meno insistenti e di regalare all’utente un immediato sollievo.

La seconda opzione invece sfrutta impulsi a bassa intensità e può ridurre i dolori dovuti ad infortuni più o meno recenti. Si ottengono inoltre effetti quali la riabilitazione, il recupero della tonicità e la conservazione del tono muscolare.

In genere TENS ed EMS vengono associate per garantire risultati sicuramente migliori ed in tempi più rapidi. La stimolazione interferenziale poi si ha quando due input a media frequenza si intersecano in un dato punto del corpo. Il risultato ultimo è un’attenuazione dei dolori di origine ipotrofica, dei fastidi legati ad artrosi e tendinopatie, di gonfiori e generici disturbi.

Se invece volessimo basare la nostra classificazione sulla frequenza del trattamento, potremmo distinguere tra elettrostimolazione continua, intermittente, a modulazione di frequenza ed a modulazione di ampiezza. Nel primo caso la frequenza dell’impulso elettrico resta pressoché inalterata per tutta la durata della seduta: si ottengono così degli stimoli elettrici leggeri utili a riscaldare o decontratturare i muscoli.

L’elettrostimolazione intermittente invece alterna contrazione e defaticamento e, come abbiamo visto altrove, permette di ottenere svariati benefici. La modulazione di frequenza presuppone una variazione elettrica nel momento del lavoro.

Ciò significa che il corpo riceverà input diversi a seconda che il muscolo si contragga o si rilassi: in questo modo è possibile potenziare la propria forza fisica. La modulazione di ampiezza infine si basa sulla pratica di variare la durata dell’input elettrico in relazione alle diverse fasi di lavoro attraversate dal muscolo.

Il sistema di alimentazione

L’elettrostimolatore tradizionale funziona grazie agli input ricavati dall’energia elettrica. Si tratta, tra tutte, della soluzione più ecologica ma anche più della più vincolante. Molti dispositivi di moderna concezione invece sfruttano le pile ricaricabili. Questo permette di avere una maggiore autonomia di movimento e di utilizzare l’oggetto in maniera senza dubbio più pratica e veloce. Valutate in questo caso però l’autonomia raggiungibile dalle batterie.

Per quanto sia vero che i trattamenti non dovrebbero mai essere eccessivamente lunghi, è anche vero che interrompere una seduta nel bel mezzo del suo svolgimento non è per niente piacevole (né tanto meno utile e salutare). I prodotti attualmente in commercio assicurano un’autonomia che va dalle 2 alle 30 ore. Esistono infine anche degli apparecchi a batterie usa e getta, adatti più che altro a chi fa un uso molto sporadico dell’apparecchio. A voi la scelta.

Gli accessori

Alcuni elettrostimolatori sono dotati di elementi accessori di una certa utilità. Tra questi ricordiamo soprattutto le bande e le fasce da fissaggio che permettono di agire in maniera più efficace su parti più estese del corpo. Tali accessori infatti trovano largo impiego quando si vuole scolpire l’addome o quando si desidera rimodellare cosce, gambe e braccia.

La sicurezza

Non dimenticate mai che l’elettrostimolatore non è un piacevole gingillo da utilizzare all’occorrenza o quando si ha voglia di un massaggio. Non soltanto esso è un dispositivo medico ma è anche un apparecchio elettronico. Per questo motivo è particolarmente importante che la casa produttrice lo costruisca sottostando a tutte le normative europee di settore. Verificate sempre perciò che tanto sulla confezione quanto sul corpo macchina sia riportato il marchio CE. La presenza di questo logo deve costituire conditio sine qua non per l’acquisto del macchinario.

I costi

I costi di un elettrostimolatore possono variare parecchio in relazione alle caratteristiche tecniche del dispositivo. Un oggetto più che altro destinato ad un uso occasionale ed alla cura di problemi poco rilevanti, può essere acquistato perciò investendo una somma pari ad un centinaio di euro se non addirittura di meno. Certo, i prodotti di fascia più elevata e capaci di garantire molte funzioni hanno costi decisamente superiori: per un elettrostimolatore ad uso domestico scelto tra i top di gamma si possono spendere anche 2500 euro!

Fate un po’ voi tutte le valutazioni del caso: magari tenendo conto del fatto che in famiglia siete in tre ad utilizzare il dispositivo e magari ammettendo che accontentandovi di un articolo economico, non troverete tutte le funzioni richieste da ciascun utente. A quel punto sareste costretti ad acquistare tre apparecchi scadenti: tanto varrebbe comprare uno di qualità migliore che inglobi tutti i programmi che vorreste avere a vostra disposizione.

In ogni caso vi consigliamo anche di non andare troppo al risparmio: ricordate che con la salute e con la sicurezza è meglio non scherzare! Del resto un apparecchio economico è spesso poco affidabile dato che la qualità del segnale elettrico è scadente. Inoltre non è raro che il trattamento risulti non solo scarsamente efficace, ma addirittura compromettente per il raggiungimento di un dato obiettivo.

Esistono delle controindicazioni all’uso dell’elettrostimolatore?

La risposta a questa domanda è affermativa: non tutti possono utilizzare l’elettrostimolatore. Anche i soggetti che non presentino particolari incompatibilità con questo utensile potrebbero tra l’altro, almeno in determinati frangenti della loro vita, essere costretti ad accantonare fasce ed elettrodi. Non per niente abbiamo a che fare con un dispositivo medico e non per niente vi abbiamo più e più volte ripetuto nel corso di questo articolo che prendere delle iniziative personali è sconsigliabile.

Ma passiamo al vivo della questione: chi non dovrebbe mai utilizzare un elettrostimolatore? Beh, innanzitutto le donne in stato interessante. Per 9 mesi dovrete fare a meno dell’apparecchio e non soltanto dei trattamenti che riguardano l’addome o zone immediatamente vicine: non dovrete proprio utilizzarlo nemmeno su braccia, collo e spalle. Godetevi invece questo bel momento della vostra vita: non pensate alla linea né ad altro. Se poi doveste avere qualche dolorino sparso qui e là fatevi massaggiare dal vostro compagno: qualcosa dovrà pur fare anche lui!

Un’altra categoria che non va proprio d’accordo con gli elettrostimolatori è quella dei cardiopatici. Ciò è vero soprattutto se la patologia ha raggiunto una sorta di punto di non ritorno: l’impianto di un pacemaker. Nemmeno i soggetti epilettici possono utilizzare questo tipo di dispositivo. Stesso discorso vale per chi ha problemi di fragilità capillare, per i pazienti oncologici, per chi ha delle ferite aperte, per chi ha subito l’impianto di protesi metalliche e per chi è vittima di infezioni.

Non possono inoltre utilizzare il dispositivo i soggetti affetti da gravi disturbi delle articolazioni e costretti al riposo nonché i pazienti a cui siano state diagnosticate flebiti e tromboflebiti. Divieto assoluto di impiego del macchinario anche per chi è al momento vittima di una brutta influenza con tanto di febbre alta a seguito. L’apparecchio infine non va mai posizionato sulla testa.

Gli effetti collaterali legati all’uso dell’elettrostimolatore

L’elettrostimolatore andrebbe utilizzato con costanza e per lunghi periodi di tempo senza però cadere mai nell’abuso. Il rischio infatti è quello di affaticare la muscolatura o, peggio ancora, di indursi del dolore. Un po’ più blandi, ma comunque da tenere in considerazione, sono gli effetti che l’apparecchio può avere sulle pelli più delicate: rossore ed irritazione. Tali disturbi spariscono comunque nel giro di pochi minuti. Sappiate inoltre che questo genere di terapia, almeno in certi casi, può scatenare una fase più o meno lunga di insonnia.

L’elettrostimolatore causa dolore?

Utilizzare l’elettrostimolatore non è per niente doloroso (o quanto meno non dovrebbe esserlo). In certi casi semmai può essere fastidioso, in altri è addirittura rilassante. Sappiate comunque che la prima sensazione che avvertirete avviando la macchina potrebbe essere quella di una leggera stimolazione della cute che, a dire il vero, non piace proprio a tutti.

Poi sentirete muoversi i vostri muscoli in maniera del tutto autonoma. Al crescere dell’intensità di tale movimento potreste avvertire del dolore: significa che l’apparecchio è tarato male. Le contrazioni muscolari registrate infatti non dovranno mai darvi questo tipo di sensazione!

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