Ferro da stiro con caldaia: scegliere il migliore

Il ferro da stiro con caldaia può rendere un po’ meno noiosa ed impegnativa una delle attività domestiche più odiate in assoluto: stirare. Benché il mercato del tessile sembri orientarsi, poco alla volta, verso l’impiego di fibre antipiega, questo elettrodomestico è ancora indispensabile.

Del resto come rinunciare ai freschi abiti di lino? E vostro marito andrebbe in ufficio senza la sua solita camicia in cotone? Insomma: mettiamoci l’anima in pace, armiamoci di santa pazienza e prima che il cesto della biancheria esploda, cominciamo a stirare…

Cenni storici

Magari non l’avreste mai detto, ed a dire il vero non l’avremmo detto nemmeno noi, ma il primo ferro da stiro che la storia ricordi risale al periodo compreso tra il 200 a.C. ed il 220 d.C.! Le donne cinesi di allora, il rudimentale apparecchio è stato ritrovato proprio in Cina, utilizzavano per rassettare i loro panni un paiolo spesso realizzato in rame e contenente della brace ardente. Questi oggetti avevano persino un qualcosa di prezioso: sappiate che i manici erano realizzati in legno più o meno intarsiato o addirittura in avorio!

Ma non pensate che stirare gli abiti fosse una moda tutta orientale, anzi. Gli antichi Romani, per esempio, non sarebbero mai andati in giro con la toga spiegazzata e si avvalevano di piastre incandescenti realizzate in bronzo per stirare i loro vestiti. I manici stavolta erano però meno preziosi e lavorati: del resto questo popolo ha sempre avuto uno spirito molto pratico!

Alla fine del ‘700 i rudimentali ferri da stiro sino ad allora in uso iniziarono a somigliare di più agli elettrodomestici che tutti noi conosciamo. Sia chiaro: nessuna innovazione tecnologica che rendesse meno faticoso ottenere dei capi ordinati ed una perfetta piega, soltanto un design un po’ meno scomodo.

All’interno di un contenitore in ferro battuto dotato di manico e coperchio, veniva posta allora della brace che, di tanto in tanto, bisognava ravvivare un po’ per sperare di poter dare una giusta linea ai propri panni. Pensate alla forza fisica necessaria per sollevare questo arnese!

Soltanto in pieno ‘800 qualcuno ebbe finalmente l’idea di modernizzare un po’ tale strumento che, nonostante tutto, veniva ancora utilizzato soltanto dopo una discreta permanenza sul fuoco o… dopo essere stato infornato per qualche minuto. Nel 1891 così debuttò sul mercato il primo modello di ferro da stiro elettrico a memoria d’uomo e, nel 1926, una mente geniale partorì l’idea del ferro a vapore. Insomma: l’abbiamo scampata bella!

Ferro da stiro con caldaia esterna o con serbatoio interno?

Fortunatamente i trabiccoli che abbiamo appena descritto non sono più affar nostro. Il problema oggi è semmai che c’è tanto di quell’assortimento sul mercato che scegliere un ferro da stiro inizia a diventare difficoltoso. Ma partiamo dall’inizio: meglio un prodotto a caldaia esterna o a serbatoio interno?

Il principio di funzionamento è pressoché uguale in entrambi i casi: per farla breve attraverso una piastra metallica fuoriesce del vapore che ha potere lisciante su stoffe, panni e tessuti. La scelta tra l’una e l’altra opzione insomma non può dipendere dall’effetto ottenuto o dal tipo di tecnologia impiegata.

Nei prossimi paragrafi quindi tenteremo di analizzare nel dettaglio i pro ed i contro connessi all’impiego dell’una o dell’altra macchina. Nel frattempo, vi diciamo con molta onestà che se dovessimo darvi un consiglio propenderemmo per il ferro da stiro con caldaia esterna e vedrete a breve il perché.

Certo, se casa vostra è piccola e voi non accumulate mai grossi quantitativi di biancheria da stirare allora rientrerebbe in gioco anche l’altra variante, seppure meno prestazionale. Ma bando alle ciance: nelle prossime righe acquisirete, come promesso, tutti i mezzi per valutare e decidere in piena autonomia.

Il serbatoio interno

Iniziamo dal serbatoio interno. Esso rende sicuramente il vostro elettrodomestico uno strumento compatto e quindi anche meno difficoltoso da collocare negli armadietti della lavanderia o nel ripostiglio di casa. Certo, da qualche parte dovrete pur mettere l’acqua da riscaldare e trasformare in vapore.

Ovviamente questa parte è identificabile con il serbatoio che, essendo interno al sistema, contribuisce a rendere il macchinario pesante e poco maneggevole. C’è da dire anche che, dato che le case produttrici hanno scarso interesse a far sviluppare ai loro clienti dei muscoli da culturista, la capienza del serbatoio è in questi casi abbastanza ridotta.

Nella caldaia insomma non potrete introdurre più di 600 millilitri di acqua. Questo significa che, a meno che non siate tanto ligi al dovere da svuotare il cestone dei panni asciutti un giorno sì ed uno pure, nel corso di una stirata un po’ più importante vi troverete ad interrompere il vostro lavoro più di una volta.

Non solo: perderete anche parecchio tempo. Ciò perché ad ogni svuotamento di serbatoio dovrete staccare la presa, aspettare che il ferro si raffreddi, aggiungere la nuova acqua, attendere che questa si riscaldi sino a formare il vapore e quindi riprendere a stirare. Bella seccatura, no?

Il serbatoio esterno

Passiamo adesso al ferro da stiro con caldaia esterna. Siamo davanti ad un prodotto che può dirsi complementare rispetto a quello appena descritto. Questa variante di elettrodomestico infatti, avendo per l’appunto una caldaia esterna, è indubbiamente più ingombrante dell’altra ma può dirsi anche più leggera e maneggevole dato che il grosso del peso resta ancorato al piano d’appoggio.

Inoltre il serbatoio in questo caso sarà davvero molto più capiente (al suo interno potrete introdurre 1 litro o più di acqua). Ciò significa che godrete di una certa autonomia di funzionamento. Tale versione infine ha in genere un getto di vapore più potente determinato, per forza di cose, dalla maggiore pressione che si viene a creare all’interno della grande caldaia.

I prodotti appartenenti alla categoria descritta in questo paragrafo poi possono essere suddivisi in due grandi famiglie: quella dei ferri a pressione e quella dei ferri non a pressione. Nel primo caso il getto di vapore sarà sempre più consistente nonché capace di penetrare anche i tessuti più ostici. Ciò vi consentirà, ad esempio, di lavorare meglio sui jeans o su capi similari. Nel secondo invece avrete a che fare con un getto un po’ meno efficace ma adatto ai tessuti più delicati.

Ma come funziona un ferro da stiro con caldaia?

Il principio di funzionamento di un ferro da stiro con caldaia è abbastanza semplice. Prima di collegarlo alla presa, bisogna versare dell’acqua nel suo serbatoio. Inserite quindi la spina ed aspettate che il liquido si riscaldi. Di solito spetta ad una spia luminosa comunicare all’utente che il ferro è finalmente pronto per essere utilizzato.

Ciò accade quando l’acqua, passata in una camera di vaporizzazione, assume lo stato gassoso e comincia a fuoriuscire dagli appositi fori. A questo punto potete finalmente selezionare la temperatura più adatta al tessuto da trattare. Per far ciò vi avvarrete di una apposita manopola. Aspettate qualche minuto perché il ferro raggiunga l’assetto desiderato e poi… buona stirata!

Ferro da stiro con caldaia: una variazione sul tema

I ferri da stiro con caldaia possono sfruttare però anche una tecnologia innovativa: quella agli ioni. Il vapore così prodotto riesce a penetrare molto più in profondità nei tessuti, cosa che agevola ulteriormente la stiratura. Ciò, senza scendere in particolari troppo cervellotici, succede perché si verifica un processo di ionizzazione (per l’appunto).

Questo significa che l’acqua cede o acquista degli elettroni dando vita agli ioni. Essi rimpiccioliscono, o addirittura spesso dimezzano, le molecole che formano il vapore. Vi sembrerà un concetto strano, ma fidatevi è così: le molecole di acqua nebulizzata una volta compattate, riescono a penetrare nei tessuti tanto da raggiungere profondità tre volte superiori rispetto al normale. Questo significa che agiscono loro sulle pieghe prima che possiate farlo voi. Interessante, no?

Ferro da stiro con caldaia: perché è migliore rispetto ai modelli tradizionali?

Ma per quale motivo dovreste abbandonare il vostro vecchio ferro da stiro e comprare un ferro da stiro con caldaia? Beh, innanzitutto perché, come abbiamo già detto altrove, le operazioni risulteranno sicuramente più semplici e veloci.

Ciò è vero, come sapete già, anche nel caso in cui la vostra stirata standard abbia proporzioni epiche. L’efficacia di questa (relativamente) nuova tecnologia è indubbia e sicuramente superiore rispetto a quella garantita da un prodotto tradizionale. Il fatto che la caldaia possa essere esterna vi garantisce poi anche una certa maneggevolezza e, come abbiamo già visto, una maggiore autonomia.

Ed infine sappiate che un ferro da stiro con caldaia esterna vi permette di utilizzare un buon 60% in meno di acqua rispetto a quanto non fareste avvalendovi di un modello old style. Anche le funzioni selezionabili sono volte a garantirvi un certo risparmio oltre che una maggiore sicurezza.

In più, almeno per quanto riguarda i top di gamma, i ferri da stiro di moderna concezione sono persino in grado di sanificare la vostra biancheria privandola della quasi totalità degli acari e dei batteri che inevitabilmente le fibre finiscono per ospitare. Il tutto senza peraltro rovinare i tessuti…

Scegliere il ferro da stiro con caldaia: suggerimenti ed opinioni

Quando si sceglie un ferro da stiro con caldaia non bisogna limitarsi a valutare se sia meglio la variante con serbatoio interno o esterno. Purtroppo gli elementi di cui tener conto sono in questo caso molti, ma molti di più. Non ne siete convinti? Pensate che un prodotto equivalga all’altro? Le cose non stanno proprio così e ve lo dimostreremo nel corso delle prossime righe.

Il wattaggio

In commercio esistono ferri da stiro caratterizzati da diversi livelli di potenza. In linea generale vale il principio secondo cui ad un wattaggio più basso corrispondono tempi di attesa più lunghi tanto per il riscaldamento dell’acqua quanto per la produzione di vapore.

Quest’ultimo tra l’altro verrà comunque erogato in quantità più modeste. Il suggerimento che vi diamo è quello di mantenervi sui 2000/2400 W: al di sotto di questa potenza incappereste nella situazione appena descritta, al di sopra comprereste un prodotto professionale. Certo, c’è da dire che più elevato sarà il wattaggio del vostro apparecchio e maggiore sarà il consumo energetico.

A questo proposito però vogliamo dirvi che è anche vero che con potenze superiori si stira meglio, più facilmente. A parità di condizioni insomma un prodotto a basso wattaggio ed uno particolarmente potente compenserebbero il loro diverso fabbisogno di energia elettrica con i differenti tempi richiesti per portare a termine la stiratura della stessa mole di biancheria.

Bisogna dire anche che molti ferri da stiro sono dotati ormai di funzione di spegnimento automatico e di funzione ECO, cosa che in qualche modo riduce i consumi. Ed a proposito di funzione ECO: sappiate che grazie ad essa risparmierete un buon 50% delle risorse richieste durante una sessione-stiro. Tuttavia inserendola potreste notare prestazioni lievemente inferiori rispetto agli standard.

Per sprecare ancora meno energia e per non farvi venire un coccolone davanti ad una bolletta stellare, vi suggeriamo infine di stirare nelle primissime ore del mattino o dopo le 20, quando cioè l’elettricità costa di meno. Un altro espediente per risparmiare qualcosina consiste nell’impostare correttamente la temperatura del ferro da stiro avvalendosi dell’apposita manopola di programmazione. Ah, e poi, comprare qualche capo sintetico di tanto in tanto vi permetterà di risolvere il problema già a monte…

L’erogazione del vapore

Ciascun ferro da stiro con caldaia produce ed eroga diversi quantitativi di vapore: l’abbiamo visto già nel corso del precedente paragrafo. Anche questo elemento costituisce, vi abbiamo spiegato il perché, un utile parametro di selezione. Sappiate che l’erogazione del vapore si misura in grammi al minuto, alias g/min.

Per non avere brutte sorprese e non rimpiangere il denaro speso, non dovreste mai acquistare prodotti che riportino valori inferiori ai 90 grammi per minuto. Meglio ancora orientarsi sui 120/140 grammi al minuto. Sappiate comunque che in commercio esistono anche articoli professionali capaci di raggiungere i 400 grammi per minuto! Ma non è tutto qui quello che bisogna sapere a proposito del vapore. Tenete innanzitutto conto del fatto che i migliori prodotti sono in grado di erogare acqua nebulizzata anche se posti in verticale.

Questo significa che, all’occorrenza, potrete stirare delle tende o magari un vestito da sera senza per questo spostarli dal bastone o dalla gruccetta. Ciò vuol dire risparmiare tempo ed evitare che i tessuti si stropiccino una volta portati via dall’asse da stiro. Accertatevi perciò che il prodotto che avete in mente di acquistare abbia anche questa funzione.

Altro piccolo elemento da tenere in considerazione: il getto può essere erogato in automatico, non appena avvicinerete la piastra ai panni. In alternativa potrete controllarlo mediante un pulsante. Entrambi i sistemi sono validi, scegliete quindi in funzione delle vostre preferenze. In ultimo vi suggeriamo anche di comprare un ferro da stiro con caldaia che possa erogare il supervapore, ossia trattare i capi più ostici con ben 200 grammi al minuto di acqua nebulizzata.

Il cosiddetto colpo di vapore vi permetterà infatti di stirare un numero maggiore di tessuti e capi d’abbigliamento, gli stessi che in condizioni normali, vi avrebbero costretto a tentativi su tentativi pur di eliminare pieghe a dir poco ostinate e che dopo un po’ vi avrebbero spinto al raptus di follia ed al lancio agonistico del ferro da stiro…

La regolazione della temperatura

Senza dubbio un buon prodotto vi permetterà di regolare le temperature del vapore in funzione del tessuto da trattare. Ne abbiamo già parlato, vero? Bene: sappiate che tale processo dovrà avvenire in maniera rapida ed indolore, solitamente azionando una rotellina. I top di gamma sono comunque capaci di riconoscere le fibre e di autoregolarsi. Cosa scegliere? Fate un po’ voi…

La pressione

Considerate anche la pressione prodotta all’interno della caldaia. Più essa sarà elevata e più facilmente il vapore raggiungerà la piastra e quindi le fibre dei tessuti. Un suggerimento spassionato? Non spingetevi mai al di sotto dei 5 bar: valichereste le colonne d’Ercole della stiratura. In commercio comunque esistono anche articoli in tal senso più efficienti, ma si tratterebbe perlopiù di ferri professionali. A voi la scelta.

La piastra

Un elemento fondamentale del ferro da stiro con caldaia (ed anche senza caldaia) è ovviamente la piastra. Essa può avere caratteristiche anche molto diverse a seconda del modello di elettrodomestico che sceglierete di acquistare. Esaminatene  innanzitutto perciò la forma.

Se questa è tozza potrete stirare agevolmente capi di abbigliamento che non richiedano particolari attenzioni. Un design appuntito invece farà sì che possiate trattare anche abiti con pieghe, bottoni, decorazioni, volant, colletti e così via.

In genere la piastra viene costruita partendo dalla lavorazione del metallo. In particolare si prediligono l’acciaio e l’alluminio. Sul mercato esistono però anche prodotti realizzati in teflon o addirittura in ceramica. Quale scegliere? Beh, tenete conto del fatto che l’acciaio, checché se ne dica, resta sempre il materiale in assoluto più resistente. Inoltre esso ha il gran pregio di riscaldarsi in maniera uniforme seppure un po’ più lentamente rispetto agli altri “competitors”. Solitamente  le piastre realizzate in acciaio sono però anche tozze e pesanti.

Se preferite invece che questa parte sia appuntita allora molto probabilmente dovrete optare per l’alluminio. Sappiate che orientandovi su tale opzione il calore tenderà a concentrarsi in prossimità della punta. Questo non è necessariamente un male: è proprio la punta infatti la parte che utilizzerete per stirare i tessuti più difficili ed i vestiti con molti fronzoli o ancora i colletti e gli orli.

Il materiale in questione si riscalda e si raffredda molto rapidamente e non scivola benissimo sui tessuti. Inoltre l’alluminio tende a graffiarsi con facilità, cosa che inficia la resa dell’apparecchio. Per ovviare a questi problemi a volte le case produttrici associano alla piastra una pellicola in teflon.

Ed a proposito di teflon: esso garantisce una certa antiaderenza e la possibilità di “percorrere” velocemente i tessuti. Inoltre, come quella in acciaio, questo tipo di piastra tende a riscaldarsi in maniera molto uniforme. Tuttavia la resistenza di tale materiale lascia un po’ a desiderare. La ceramica invece ben si adatta a tutti i tessuti più delicati ma, non è difficile immaginarlo, è anche molto, molto fragile e come tale soggetta a rotture. Notevole è però  la sua resistenza ai graffi così come la capacità di scivolamento.

Riassumendo quindi se cercate robustezza ed una certa velocità di riscaldamento optate sempre per l’acciaio inossidabile. Se invece preferite la scorrevolezza, orientatevi sul teflon. Qualora invece privilegiaste delicatezza e precisione puntate infine sulla ceramica o sull’alluminio. A voi l’ultima parola…

I sistemi di autoprotezione

Il più grande nemico del ferro da stiro con caldaia (e senza caldaia) è il calcare. L’acqua dura, quella che purtroppo sgorga spesso dai nostri rubinetti, alla lunga finisce infatti per intasare i fori da cui esce il vapore. Ma non è tutto. La cosa peggiore è che poco alla volta lo stesso calcare corrode il serbatoio. Potrete notare che qualcosa non va quando l’acqua nebulizzata inizierà ad essere erogata malamente o quando sulla vostra biancheria troverete particelle non meglio identificate di una sostanza bianca e dura.

Per evitare di arrivare a questo punto acquistate un ferro da stiro dotato di sistemi autopulenti, capacità anticalcare e cartucce sostituibili. Poi, a prescindere dalla presenza o meno di queste funzioni, adottate anche qualche piccola precauzione. Innanzitutto evitate di utilizzare la normale acqua del rubinetto per riempire la caldaia. Avvaletevi invece di acqua distillata.

Attenzione a questo punto: alcune case produttrici consigliano infatti di unire l’acqua distillata all’acqua corrente. Alcune suggeriscono di utilizzarne parti uguali ed altre dosaggi diversi. In certi casi poi determinate ditte predispongono tutto per l’impiego di acqua demineralizzata ancora pura o diluita. Insomma: leggete a tal riguardo il libretto delle istruzioni.

Ogni ferro da stiro infatti ha, sotto questo punto di vista almeno, esigenze diverse. Ancora un ultimo consiglio: alla fine di ogni sessione di stiratura svuotate il serbatoio e, potendolo fare, asciugatelo. Alcuni modelli, proprio per agevolare questa procedura, sono dotati di caldaia estraibile. In fondo, come vedete, per star tranquilli basta poco…

Il rabbocco continuo

Alcuni prodotti, i più intelligenti, vi permettono di aggiungere l’acqua durante la fase di stiratura. Fareste bene ad accertarvi della presenza di questa funzione già all’atto dell’acquisto. Essa vi farà perdere molto meno tempo in caso di stirate abbondanti ed inoltre eviterà situazioni pericolose in cui voi potreste venire a contatto con il vapore che, ovviamente, non ha mai temperature inferiori ai 100°C. Insomma: non crediamo proprio che un’ustione possa farvi gola…

Ed a proposito di rabbocco ed autonomia: sappiate che i modelli di ferro da stiro con caldaia in cui non entra più di un litro di acqua riescono a rimanere operativi per circa un paio di ore. Certo, sono dati da prendere un po’ con le pinze perché molto dipende dall’uso che si fa dal vapore. Statisticamente ed in una condizione ideale comunque i valori sarebbero questi. A voi tutte le valutazioni del caso.

Il sistema antigocciolamento

Un’altra funzione utile è quella che evita il gocciolamento. Come ben saprete, quando si stira è possibile selezionare la temperatura più indicata in relazione al tipo di tessuto da trattare. In alcuni casi, molto probabilmente, non avrete bisogno del vapore e tarerete perciò il sistema su valori discretamente bassi.

Questo significa che l’acqua presente all’interno del sistema (non per forza nella caldaia, ma anche nella piastra), gocciolerà sui vestiti macchiandoli, bagnandoli e quant’altro. Da qui la necessità della funzione antigocciolamento…

La maneggevolezza

Diciamoci la verità: non solo stirare è noioso, ma è anche stancante. Dopo un po’ iniziano a far male la schiena, le spalle ed il braccio dominante. Il minimo che possiate fare per evitare che i panni nel cestone vengano inconsciamente associati ad un sistema di tortura medievale è acquistare un prodotto leggero e maneggevole.

Questa caratteristica, come ormai saprete, dipende in larga parte dalla presenza di una caldaia esterna al sistema. Il ferro in sé e per sé non dovrebbe in questo caso pesare più di 2 chili. Tenete ovviamente conto del “carico pieno”, ossia del fatto che maneggerete il prodotto quando il serbatoio conterrà dell’acqua. La prova di “sollevamento pesi” in negozio insomma serve a poco.

Ed a proposito di maneggevolezza: non comprate mai un ferro da stiro sprovvisto di manico ergonomico ed antiscivolo. Non soltanto questo espediente serve a migliorare la presa ed ad aiutarvi ad esercitare la giusta pressione sui panni, ma costituisce anche una garanzia di sicurezza.

Immaginate cosa potrebbe succedere se il ferro vi scivolasse dalle mani e finisse a terra o, peggio ancora, sulle dita dell’altra mano! Per evitare problemi di solito la parte superiore del ferro, in corrispondenza dell’impugnatura, è perciò rivestita in sughero o in gomma antiscivolo.

Inseriamo sotto la voce “maneggevolezza” anche un altro criterio di selezione: il cavo. Riferendoci a quello elettrico dobbiamo raccomandarvi di sceglierne uno abbastanza lungo, capace di assicurarvi magari la possibilità di raggiungere la presa senza avvalervi di prolunghe et similia. Per quanto riguarda il cavo in cui passa il vapore invece vi raccomandiamo di orientarvi su qualcosa che, all’occorrenza, possa essere richiamato mediante un sistema di avvolgimento.

Considerate infine anche la base d’appoggio che, ovviamente, dovrà essere capace di resistere al calore del ferro in uso, inclinata e rivestita di materiali antiscivolo. Anche il corpo della caldaia dovrebbe essere dotato di sistemi che gli impediscano lo slittamento: si adattano perfettamente allo scopo  i classici gommini. Un discorso simile vale inoltre per la parte in cui si appoggia il ferro. Di solito essa è dotata di spine antiscivolo in gomma.

La sicurezza

Un buon elettrodomestico, ferro da stiro o forno che sia, deve sempre obbedire a determinati standard di sicurezza. Per avere qualche garanzia in più a tal proposito accertatevi di acquistare un prodotto di marca e comunque ottemperante alle indicazioni fornite dalle normative di riferimento. Detto ciò, metteteci del vostro utilizzando comunque una certa prudenza.

Questo significa che dovrete evitare di piazzare mani e braccia in direzione del getto di vapore perché l’ustione in quel caso sarebbe assicurata. Chiaramente non è una scelta saggia neanche toccare l’apparecchio con le mani bagnate o mentre si è a piedi nudi. Men che meno è consigliabile usare il ferro da stiro in presenza di cavi non perfettamente integri. Evitate poi di lasciare l’apparecchio incustodito, soprattutto se in casa ci sono bambini ed animali un po’ troppo curiosi…

Il costo

Ed eccoci arrivati alle dolenti note: quanto costa un ferro da stiro? Beh, inutile dire che molto dipende dalla marca e dal modello, dalle caratteristiche intrinseche del prodotto, dalla tecnologia utilizzata e dal numero di programmi presenti. Influisce sul prezzo finale poi la scelta di acquistare da rivenditori specializzati o su internet.

In ogni caso non lesinate mai più di tanto sul prezzo: potrebbe voler dire essere costretti a riacquistare il prodotto in un lasso di tempo tutt’altro che accettabile. Potrebbe anche voler dire ottenere prestazioni scadenti e mal di schiena memorabili. Se le vostre stirate tipo sono impegnative scegliete il meglio del meglio. Ciò significherà probabilmente orientarsi su un elettrodomestico più costoso. Sappiate comunque che l’esborso previsto può oscillare tra i 50 ed i 200 e più euro. Insomma: fate un po’ voi…

Ferro da stiro con caldaia: usarlo al meglio

Perché utilizzare il vostro ferro da stiro con caldaia vi regali qualche soddisfazione in più è bene adottare determinati accorgimenti. In primo luogo, se possibile, lavate i vostri panni con acqua tiepida (non oltre i 40°C per intenderci). Evitate anche la centrifuga, almeno quella particolarmente aggressiva. Per chiarirci: mantenetevi intorno ai 600/800 giri al minuto. Quando stendete invece strattonate bene la biancheria. Abbandonate inoltre l’abitudine di addossare i capi e di piazzarli in spazi angusti.

In questo modo si formeranno sicuramente meno pieghe. Inoltre, utilizzando acqua non proprio calda e “risparmiando” sulla centrifuga compenserete i consumi dei ferri da stiro più potenti ed aiuterete la natura. Ed a proposito di ecologia e di risparmio in bolletta: evitate di tarare l’apparecchio in modo che produca sempre il massimo del vapore possibile. Questo espediente vi permetterà di sprecare meno acqua e meno energia e, di conseguenza, di contare su una maggiore autonomia del ferro.

Sappiate anche che non utilizzare troppo vapore significa far sì che la biancheria stirata non resti umidiccia, cosa che vi costringerebbe a tenerla in giro per casa per un bel po’ prima di poterla riporre nei cassetti. Anche per questo motivo l’ultima ripassata va data sempre a secco. In questa manier, tra l’altro, eviterete la formazione di nuove pieghe.

Di tanto in tanto poi effettuate dei cicli di decalcificazione. Attenzione però: fatelo soltanto utilizzando dei prodotti specifici! In alternativa, pulite la caldaia semplicemente avvalendovi di acqua ed aceto bianco utilizzati in parti uguali. Come si fa? Beh, è molto semplice: inserite i liquidi nel serbatoio, portate ad ebollizione, lasciate quindi che la soluzione evapori e, una volta che il sistema si sarà raffreddato, svuotate la caldaia.

Pulite spesso anche la piastra, ovviamente quando è fredda. Allo scopo avvaletevi soltanto di un panno umido e mai di detergenti o di pezze abrasive. Dei graffi minerebbero infatti il funzionamento dell’apparecchio! Attenzione anche all’asse da stiro: è importante, per ovvie ragioni, che sia in grado di sopportare le alte temperature prodotte dal ferro e che non sia realizzato in materiale infiammabile.

E cosa fare se ci fossero delle macchie di amido proprio sulla piastra? Beh, vi basterebbe sfregare sulla parte prima una candela e quindi un po’ di carta assorbente. Per le macchie di bruciato invece usate del sale o, meglio ancora, una soluzione di aceto bianco e sale. Infine un ultimo consiglio: mai passare il ferro caldo sui bottoni o sulle cerniere. Alcune piastre, soprattutto quelle in alluminio, potrebbero in questo modo graffiarsi peggiorando, come sapete già, la loro resa.

Ancora qualche consiglio

Per evitare pasticci e brutte sorprese sarebbe sempre meglio verificare che i vostri capi di abbigliamento possano essere stirati ed eventualmente regolare di conseguenza la temperatura del ferro. I vestiti più delicati, per esempio quelli in lino, dovrebbero essere trattati dal rovescio ed esercitando una pressione minima.

Stesso discorso vale per il velluto, la lana e la seta. In questi casi però tra il vestito e la piastra del ferro frapporrete anche una pezzuola pulita di cotone. Quest’ultima fibra è più resistente e, per tutelarla al massimo, vi basterà stirare i panni dal rovescio.

Ferro da stiro con caldaia e… mal di schiena

Alzi la mano chi, dopo una stirata esemplare, non si è ritrovato a fare i conti con un mal di schiena altrettanto esemplare. Si tratta di una reazione fisica a dir poco comune: stare per molto tempo in piedi e con il capo chino non è esattamente un comportamento salutare ed i medici, dall’avvento degli smartphone ad oggi, non hanno fatto che ribadirlo.

Bene, tralasciando questo particolare, dobbiamo spezzare una lancia in favore del ferro da stiro: a volte sono i nostri atteggiamenti posturali e le nostre abitudini sbagliate ad accentuare il problema. Per prima cosa infatti, decidendo di stirare in piedi, bisognerebbe prendere l’abitudine di regolare l’asse da stiro in modo che arrivi quanto meno all’altezza dei fianchi. Così facendo collo e schiena non saranno costretti ad incurvarsi troppo.

I più alti tra voi potrebbero anche comprare una tavola da mettere sotto l’asse da stiro in modo da avvicinarlo ulteriormente all’altezza prescritta. Chiaramente il supporto che utilizzerete non dovrà minare la stabilità del sistema: si tratta, come capite bene, di una questione di sicurezza. Potrebbe tornarvi utile anche poggiare, a fasi alterne ovviamente, un piede sulla suddetta tavola: scaricherete meglio le forze. Se invece avete l’abitudine di stirare da seduti, fatelo avvalendovi di uno sgabello ergonomico che vi consenta di adottare una postura quasi verticale.

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