Kit set ferrata: come sceglierlo? Consigli l’acquisto

Il kit set ferrata fa parte dell’attrezzatura standard di ogni bravo free climber. In particolare quest’insieme di oggetti da scalata ha la funzione di accompagnare l’atleta nel tragitto lungo una via ferrata. Ma non è tutto. Grazie al kit sarà possibile arrampicarsi sulla montagna anche nel caso in cui non si sia esattamente dei provetti Messner.

Ora, se da una parte ciò significa permettere a chiunque (o quasi) di vivere un’esperienza fantastica che diversamente gli sarebbe stata preclusa, dall’altra parte significa anche moltiplicare le possibilità di incappare in incidenti ad alta quota.

Purtroppo, lo sappiamo tutti, non sempre a quel punto si torna indietro a raccontare il brutto quarto d’ora che si è trascorso. Per questo motivo diventa necessaria la prudenza. Ancora per lo stesso motivo, sarebbe bene poi acquistare soltanto la giusta attrezzatura. Ecco allora i nostri consigli in proposito.

Kit set ferrata: scalare la montagna in tutta sicurezza

Primissimo consiglio in assoluto: non osate troppo e non correte rischi inutili. Soprattutto se non siete dei grandi esperti, cercate di farvi accompagnare nell’impresa da chi ne sa più di voi. Se poi le vostre condizioni fisiche non sono delle migliori accontentatevi di ammirare il profilo della montagna dalla valle o dal terrazzo di casa: meglio questo che ruzzolare da un dirupo. Detto ciò, passiamo al meno ovvio.

Che siate esperti conoscitori della montagna o che siate ancora dei dilettanti, non avventuratevi mai su una strada ferrata senza portare con voi un equipaggiamento completo e di buona qualità. Insomma: credete sì nelle vostre possibilità, ma non vi sopravvalutate. Un’altra abitudine poco sicura, purtroppo ancora molto diffusa tra gli appassionati di free climbing, è quella di mettere insieme il proprio kit set ferrata nel tempo, un po’ alla volta, tentando di non spendere grosse cifre nell’immediato. Si tratta di un modus operandi sbagliato e rischioso.

Ammesso anche che tutti i pezzi che comprerete nel tempo siano di ottima fattura, non è detto che appartengano alla stessa linea o che siano prodotti dalla stessa azienda. Questo significa che il rischio di un’incompatibilità di fondo tra tali oggetti è particolarmente elevato. Se i vari componenti del kit set ferrata non dovessero interagire correttamente tra loro voi correreste dei rischi, inutili peraltro.

Acquistare tutti gli attrezzi in una volta significa anche avere la certezza che qualcuno, sicuramente più esperto di noi, abbia testato a monte la compatibilità e la funzionalità di ciascuno di questi oggetti. Insomma: perché non ridurre al minimo le possibilità di incappare in qualche brutta sorpresa proprio mentre si sballonzola da una montagna?

Kit set ferrata: la normativa EN 958

Per quanto agli occhi di qualcuno il free climbing possa apparire semplice, piacevole ed affascinante, si tratta comunque di un’attività pericolosa, di un passatempo da scavezzacollo. Non è un caso perciò che, onde evitare incidenti più o meno gravi, gli organi competenti abbiano elaborato relativamente agli attrezzi da utilizzare una normativa di riferimento: la EN 958.

In particolare tale regolamento impone alle aziende che producono kit set ferrata di attenersi a determinati standard. Ad esempio, dal 2017 in poi, gli attrezzi immessi sul mercato vengono tarati su possibili utenti dal peso compreso tra i 50 e gli 80 chili. In poche parole alpinisti troppo leggeri (magari perché ancora bambini o minorenni) o in sovrappeso (e quindi meno agili sulla montagna), dovranno in teoria rimandare la loro scalata. Si è provveduto inoltre a fissare un limite massimo di scorrimento (120 centimetri) ed un valore tetto per la forza d’arresto (6 kilonewton).

Certo, fatta la legge e trovato l’inganno. Le normative di cui sopra infatti non proibiscono ai ragazzini, agli individui in sovrappeso o ai pesi piuma di scalare la montagna. Le aziende, attenendosi alle normative di cui sopra, non producono però attrezzature adatte a queste categorie di scalatori. Ciò significa che alcuni alpinisti sono “costretti” ad affrontare la montagna in condizioni di scarsa sicurezza.

In caso di caduta accidentale, per esempio, un ragazzino che pesasse meno di una cinquantina di chili subirebbe così un rinculo tale da poter seriamente danneggiare il suo corpo. Un adulto particolarmente pesante invece potrebbe rompere il suo kit set ferrata mettendo a rischio sé stesso ed i suoi compagni di viaggio.

Kit set ferrata: la normativa EN 958: 2017

La su citata normativa, abbastanza approssimativa a dire il vero, è stata quindi corretta ed integrata nel giro di qualche tempo. Con la EN 958: 2017 si è provveduto perciò ad ampliare il range delle tarature per gli attrezzi. Stavolta il ventaglio di possibilità entro cui è dato muoversi oscilla dai 40 ai 120 chili. Si badi bene che i 40 chili non sono comprensivi di attrezzatura, a differenza dei 120 chili.

Gli organi competenti hanno poi pensato di intervenire anche sull’allungamento massimo del dissipatore e sulla forza d’arresto. Nel primo caso le aziende sono autorizzate a raggiungere i 220 centimetri, nel secondo a muoversi tra i 3,5 e gli 8 kilonewton. Insomma: ora si ragiona.

Tuttavia, anche in questo caso, legge ed inganno camminano a braccetto. In poche parole chiunque fosse ancora in possesso di un vecchio kit set ferrata potrebbe tranquillamente utilizzarlo (a patto di non pesare di più o di meno rispetto agli standard previsti). Anzi, questi set “old style” vengono tutt’oggi prodotti e commercializzati.  Si tratta, intendiamoci, di un’attrezzatura sicura e ben congeniata, ma la cui fascia d’utenza è abbastanza limitata e non sempre disciplinata e ligia al dovere.

Altro inghippo: chi volesse arrampicarsi sulla montagna, pur non rientrando nei ranghi imposti dalla prima o dalla seconda normativa, potrebbe comunque farlo. Il tutto trovando un’imbragatura che regga ed assicurandosi grazie ad una corda piantata in alto. Insomma: per quante leggi ci possano essere in materia, senza il buon senso restano comunque sterili.

Com’è fatto un kit set ferrata?

La questione della sicurezza ci stava molto a cuore ed abbiamo provveduto a darvi tutte le informazioni del caso ancor prima di pensare alle  “presentazioni”. Per chi non fosse ferrato (è proprio il caso di dirlo) sull’argomento perciò provvediamo subito a descrivere il kit-tipo da scalata. Iniziamo col dire che si tratta di un set di svariati oggetti scelti in relazione alle proprie peculiarità fisiche (lo abbiamo appena visto) ed alle caratteristiche del percorso da affrontare. Il tutto senza perdere mai di vista ovviamente il fattore sicurezza.

In un set base troverete un caschetto, una cintura e dei moschettoni (meglio se a chiusura automatica). L’attrezzatura di un vero esperto o di chi non vuole lasciare niente al caso invece si comporrà anche di altri pezzi che, ovviamente, saranno acquistati in blocco insieme al resto del kit. A quali pezzi ci riferiamo? Lo scoprirete nel corso dei prossimi paragrafi.

Cos’è una via ferrata?

Altra presentazione d’obbligo: la via ferrata. Essa altro non è che un percorso montano attrezzato. Tale sentiero si contraddistingue per la presenza di cavi ed inserti in acciaio che permettano anche agli alpinisti dilettanti di eseguire delle arrampicate su rocce diversamente per loro inagibili. Una via ferrata si compone dei suddetti cavi metallici, ma anche di gradini o addirittura di scalette.

Scegliere un kit set ferrata: consigli e suggerimenti

Nei prossimi paragrafi vi daremo dei suggerimenti circa il modo di scegliere e valutare ciascuna delle componenti presenti all’interno di un set di attrezzi. Vi illustreremo inoltre anche altri parametri selettivi di una certa importanza. Tra poco insomma vi daremo qualche consiglio per gli acquisti: prestate perciò la massima attenzione.

Il carico di rottura

Lo abbiamo già tirato in ballo quando abbiamo analizzato la questione sicurezza e la questione normative. Adesso però vogliamo parlarvi in maniera un po’ più approfondita del carico di rottura. Esso è in fin dei conti il limite massimo di peso che l’imbragatura può tollerare. Un carico appena più elevato insomma finirebbe per danneggiare o addirittura per rompere il vostro kit set ferrata.

Il suggerimento che vi diamo è quello di non scendere mai al di sotto del range compreso tra i 30 ed i 40 kilonewton, questo almeno in linea di massima. Tale parametro infatti dipende in larga parte anche dal fattore peso: abbiamo messo in connessione i due elementi proprio ad inizio paragrafo. All’atto dell’acquisto perciò valutate se effettivamente tale ventaglio si adatti anche alla vostra corporatura ed eventualmente agite di conseguenza.

La facilità di trasporto

Darsi al free climbing significa scegliere uno sport abbastanza faticoso. Chiaro è che arrampicarsi per il pendio di una montagna richieda un certo sforzo fisico, sforzo accentuato dal carico che ci si porta dietro. Questo significa che meno zavorra inutile vi trascinerete dappresso e più l’impresa risulterà fattibile.

Scegliete perciò un kit set ferrata che non sia troppo ingombrante e neanche troppo pesante. Attenzione però: questo non significa che per sudare meno siate autorizzati ad acquistare dei set non completi o costruiti sfruttando ad esempio dei materiali inadeguati. Tra le migliori proposte sul mercato scegliete semmai la più leggera e maneggevole: nient’altro.

Facilità d’uso

Quando utilizzerete il vostro kit set ferrata sicuramente non sarete in un contesto comodo ed eccessivamente rilassato. La vostra attrezzatura dovrà obbedire però ai vostri comandi, per così dire, immediatamente e voi dovrete essere in grado di “impartire ordini” in qualsiasi momento. Scegliete perciò attrezzi che presuppongano un utilizzo semplice ed intuitivo, che siano pratici nonché facili da mettere e togliere, da agganciare e da sganciare.

L’imbragatura

Il compito delle imbragature è quello di attutire l’urto in caso di volo. Grazie a questo sistema la vostra caduta dovrà essere governabile, nel senso che potrete ritrovarvi sì a terra ma seduti (o quasi) e comunque con la testa rivolta verso l’alto. L’imbragatura può avvalersi di pezzi bassi, di pettorali o di un set completo di cinture.

Normalmente la prima soluzione meglio si adatta a chi è alla ricerca di tutte le garanzie del caso. Le imbragature complete invece sono suggerite a chi ha l’abitudine di spostarsi con zaini molto pesanti al seguito. Ciò perché in caso di caduta, si rischierebbe di precipitare a testa in giù, cosa sicuramente alquanto pericolosa.

Tuttavia, utilizzando questa soluzione e rimanendo vittime di un volo, potreste comunque incappare in  compressioni dell’aria pettorale ed in possibili problemi alla colonna vertebrale. Le imbragature basse sono sotto questo punto di vista molto meno traumatiche. Purtroppo però avvalendosene, soprattutto in presenza di un certo carico, il rischio di ribaltamento diventa particolarmente alto.

A prescindere dalla scelta che farete in tal senso, vi suggeriamo comunque di optare sempre per tessuti traspiranti e resistenti. Orientatevi anche su qualcosa che sia il più possibile leggero, proprio come vi consigliavamo di fare appena pochi paragrafi più in là. Ricordate anche che, per ovvi motivi, dovrete poter indossare l’imbragatura con una certa facilità e soprattutto senza che vi sia richiesto di togliere gli scarponi.

I moschettoni

Passiamo adesso ai moschettoni. Vi consigliamo di orientarvi su quelli di più moderna concezione, ovvero caratterizzati da un design piatto. Ciò perché, per tutta una serie di principi meccanici e fisici che non staremo qui ad elencare, sono i meno soggetti a rottura.

Tale affermazione si è dimostrata veritiera anche nel caso di incidenti o di sollecitazioni oltre che di urti imprevisti di una certa entità. I moschettoni così congeniati possono al massimo deformarsi, ma mai rompersi, cosa che dovrebbe tranquillizzarvi parecchio. Inoltre, elemento non trascurabile, essi sono i più pratici ed i più leggeri tra quelli offerti dal mercato.

In commercio esistono inoltre moschettoni K ed a ghiera. Queste diciture fanno più che altro riferimento al tipo di apertura del dispositivo. Nel primo caso, per agire, avrete bisogno di applicare una certa pressione sul dorso del moschettone. In poche parole sfrutterete un sistema di apertura a molla che non potrà attivarsi se non dietro vostro esplicito comando. Nel secondo caso invece vi basterà lavorare di dita, quasi come se voleste svitare qualcosa.

Entrambi i sistemi di apertura qui citati sono pratici e sicuri, i migliori sul mercato dato che vi daranno modo e tempo di agire in caso di volo. Ricordate infine che in linea di massima i moschettoni da ferrata hanno dimensioni maggiori rispetto a quelli utilizzati in fase di arrampicata. Ciò perché durante un’eventuale caduta potrete così arrestare più facilmente il vostro volo.

Il rinvio

Il rinvio è un aggeggino utile ma non indispensabile. Esso consente di riposarsi nel bel mezzo della scalata e persino laddove non ci siano poi molti appigli. Dato che alla fin fine non costa che pochi euro, vi consigliamo di comprarlo sempre. Non acquistate però dei prodotti di lunghezza inferiore ai 17 centimetri.

Il dissipatore

Un altro elemento importante del kit set ferrata è il dissipatore. Esso ha il compito di dissipare, per l’appunto, la forza di arresto agente sul vostro corpo nel malaugurato caso in cui foste vittime di un volo. Grazie a questo accorgimento non soltanto eviterete di farvi molto male, ma resterete in vita conservando anche le vostre facoltà fisiche e mentali. In commercio potrete trovare la variante a corda (o a piastrina) e quella a fettuccia.

La prima soluzione, ossia la più retrò, vi permetterà di riutilizzare l’apparecchiatura anche dopo essere stati protagonisti di un piccolo volo. Badate bene: le norme di sicurezza prescrivono che, qualora questa caduta non fosse proprio di entità insignificante, la parte in esame dovrebbe invece essere del tutto sostituita.

I set a fettuccia, contrariamente a quanto descritto poco sopra, “esplodono” ad ogni caduta, cosa che li rende impossibili da riutilizzare. Tale esplosione del resto fa sì che il sistema si apra del tutto dissipando le forze in gioco.

Il consiglio che vi diamo è quello di propendere sempre per il sistema a fettuccia. Ciò perché, per quanto l’altra variante consenta eventuali riutilizzi, è stato dimostrato che è sempre più saggio cambiare il dissipatore subito dopo essere rimasti vittime di un volo.

Inoltre tenete conto del fatto che le corde possono inspessirsi a causa della pioggia o dell’umidità. Il dissipatore quindi dovrà dominare un attrito maggiore e, nel caso delle piastrine, le suddette corde potrebbero anche non passare più per gli appositi fori. La tecnologia capace di garantirvi maggiori standard di sicurezza è quindi proprio quella della fettuccia.

Il caschetto

Non si può certo pensare di avventurarsi per la montagna senza equipaggiarsi di un bel caschetto. Grazie ad esso proteggerete la testa, parte delicatissima del corpo, da urti ed impatti. Inoltre, non dovrete preoccuparvi più di tanto di eventuali cadute di sassi o di altri oggetti proprio sul vostro capo. Questo elemento del kit set ferrata deve sempre essere leggero e caratterizzarsi per un buon sistema di chiusura.

Dovrete poter all’occorrenza poi regolare il casco senza perdere troppo tempo e dovrete anche poter godere della possibilità di montare sulla sua superficie delle lampadine da esplorazione. Ricordate infine che un buon casco, così come stabilito dalle normative di settore, deve anche essere corredato da prese di ventilazione.

I bracci di collegamento

I bracci di collegamento interagiscono ovviamente con i moschettoni. Questi elementi possono appartenere alla categoria dei prodotti a fettuccia rigida o a fettuccia elastica. Nel primo caso, quello più comune, tendono a penzolare dall’imbrago diventando alla lunga un po’ scomodi. Gli altri sono retrattili e quindi difficilmente sballonzoleranno dal vostro corpo.

Essi hanno però un’estensione inferiore rispetto alla variante rigida. Ciò si traduce nella necessità di garantirsi sempre una certa vicinanza al cavo in modo da poter utilizzare al meglio i moschettoni. I prodotti elastici inoltre sono tendenzialmente incompatibili con gli imbraghi alti dato che i bracci finiscono sempre per attorcigliarsi. Per evitare pericolosi incidenti perciò assicuratevi di comprare in aggiunta dei dispositivi giroscopici.

I guanti

Andare ad alta quota o inerpicarsi per rocce e sassi appuntiti senza l’aiuto di un paio di guanti non è esattamente una scelta saggia. Tra l’altro anche i cavi, soprattutto se realizzati in acciaio, possono essere pericolosi perché magari composti anche da parti sporgenti ed appuntite. Nel vostro kit set ferrata dovranno perciò essere compresi anche questi indumenti che, neanche a dirlo, sapranno distinguersi da capi d’abbigliamento di uso comune per la loro resistenza, per la loro capacità isolante e per la facilità estrema con cui li indosserete e li sfilerete.

Il costo

Quanto costa un kit set ferrata? Beh, si tratta di una domanda a cui è difficile rispondere in maniera precisa ed univoca. Ciò perché il mercato offre al momento svariate soluzioni adatte ora ad un contesto ora ad altre situazioni. Chiaramente un loro peso nella determinazione del prezzo hanno anche la fattura del prodotto, il numero e la tipologia di elementi inclusi nel kit, la marca o la scelta di acquistare in negozio o su internet.

Possiamo dirvi perciò che per un prodotto economico ma scarsamente affidabile spenderete tra le 50 e le 70 euro. Se non vi accontentate (ed in questo caso fate più che bene), preparatevi a raggiungere la vetta delle 150 euro.

Il suggerimento che vi diamo, dato che nella peggiore delle ipotesi non si tratta mai di cifre proibitive, è quello di spendere di più ma portarvi a casa un vero top di gamma. Non soltanto perché così non sarete costretti a rimpiazzare di continuo il vostro kit set ferrata, o peggio ancora, a sostituire gli elementi un po’ alla volta, ma anche per una questione di sicurezza.

Ricordate che chiunque pratichi free climbing ha l’obbligo morale di prendere delle decisioni che tutelino sé stesso e gli altri alpinisti. Comprare un set di attrezzature poco sicuro per amore di risparmio di certo non tiene fede a questo principio etico.

Cosa aggiungere al kit set ferrata

Chiaramente non potrete inerpicarvi sul fianco della montagna alla bell’e meglio. Il vostro corredo non potrà cioè comporsi soltanto dei pezzi che vi abbiamo sin qui presentato. Quelli sono imprescindibili, ma poi dovrete anche acquistare un abbigliamento tecnico adeguato alla situazione (scarponi ed occhiali compresi), uno zaino da alpinista, corde, bussole ed ovviamente torce e crema solare. Nel vostro bagaglio inoltre sarebbe il caso di mettere anche un cellulare a carica piena ed un power bank, un set  per il pronto soccorso, viveri ed un buon GPS.

Attrezzatura da arrampicata vs kit set ferrata

Qualcuno a questo punto si sta probabilmente chiedendo se una ferrata possa essere affrontata o meno avvalendosi della normale attrezzatura da arrampicata. La risposta che vi diamo è che sarebbe meglio non farlo. Ciò perché soltanto il kit set ferrata possiede il dissipatore e vi mette al riparo da voli di una certa entità. Stesso discorso vale per il tipo di moschettoni utilizzato che, nel caso del set da arrampicata, è sicuramente meno maneggevole e più complicato da aprire durante una caduta improvvisa.

La sicurezza in montagna

Diteci pure che siamo un po’ fissati, ma la prudenza in questi casi non è mai troppa. Prima di programmare la vostra prossima sessione di free climbing, soprattutto se siete dei dilettanti, è necessario che sappiate che agire durante la primavera e l’estate può essere pericoloso.

Ciò perché ad alta quota in questo periodo dell’anno sono frequenti i temporali. Data la presenza di molti materiali metallici lungo la ferrata, potreste trovarvi a dover addirittura schivare dei fulmini. In caso di maltempo insomma, se possibile, dovrete individuare un rifugio che vi protegga da qualsiasi tipo di rischio o quanto meno allontanarvi dalle parti metalliche. Il tutto senza minare ulteriormente la vostra sicurezza.

Sappiate poi che, in caso di necessità, potrete sempre rivolgervi al 112, numero unico europeo da utilizzare per tutte le emergenze ad alta quota. Ciò è vero in qualunque parte del continente vi troviate, ma non in Veneto dove eventualmente dovrete rivolgervi al 118. Ed infine: non percorrete mai questi sentieri, per quanto sicuri o semplici, senza del personale esperto o delle guide che possano scortarvi. La montagna è bellissima, ma sa anche essere crudele…

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