Lavatappeti: come scegliere il migliore

Il lavatappeti è un elettrodomestico di indubbia utilità, soprattutto quando in casa si hanno decine di tappeti. Questi ultimi, se puliti e ben curati, possono dare all’ambiente un tocco di brio, di eleganza o semplicemente di colore. Ma cosa succede quando se ne trascura la pulizia?

Beh, i tappeti, poco alla volta, perdono la loro lucentezza e, cosa in assoluto peggiore, si trasformano in un covo di acari e batteri. Ciò significa non solo trascurare l’igiene della casa, ma anche esporre voi stessi al pericolo di sviluppare o acuire delle allergie.

Però diciamoci la verità: pulire un tappeto non è facile. Almeno una volta a settimana bisognerebbe prenderlo, arrotolarlo, portarlo nel balcone o in terrazza, scuoterlo un po’ manualmente, percuoterlo con il battipanni, lasciargli prendere dell’aria e quindi riportarlo dentro e stenderlo correttamente a terra.

Ovviamente più tappeti si hanno in casa e più quest’operazione porterebbe via del tempo e costerebbe fatica. Per questo in molti tendono a procrastinare. Per questo e perché non hanno ancora acquistato un bel lavatappeti…

Lavatappeti vs sistemi di pulizia tradizionale

Per decenni si è provveduto a pulire i tappeti come appena descritto. Facendo appello a tutte le loro forze, i tappeti pesano parecchio, le donne di casa hanno percosso con forza scendiletti, zerbini, passatoie e chi più ne ha più ne metta. Hanno respirato, volta dopo volta, tutta la polvere che si alzava dai tessuti e più lavoravano di battipanni e più le fibre del tappeto liberavano nell’aria o sui loro vestiti pulviscolo e sporcizia.

Il dramma, per così dire, stava nel fatto che per quanta foga e per quanto tempo si potesse dedicare all’operazione i tappeti non potevano mai venir fuori lindi e puliti al 100%. Per questo motivo, con notevole dispendio di forza e di denaro, si provvedeva periodicamente a portarli alla lavasecco.

In poche parole insomma si faceva una gran fatica, di sicuro non si faceva del bene alla propria salute e poi, nonostante tutto, si spendeva parecchio per ottenere un risultato ottimale che sarebbe durato appena qualche giorno. Per questo possiamo dire che i sistemi di pulizia tradizionali non funzionano e che andrebbero quindi archiviati.

I lavatappeti rappresentano il nuovo (ed il buono) che avanza. Questi oggetti sono in grado di garantire infatti alti standard prestazionali dal punto vista igienico, di ridurre considerevolmente la fatica ed anche di ottenere, sul lungo periodo ovviamente, un certo risparmio. La cifra necessaria ad acquistare l’apparecchio verrà infatti ammortizzata con una certa facilità dato che non sarà più necessario ricorrere di continuo alla lavalampo. Più tappeti si hanno in casa e più questo processo sarà veloce.

Aspirapolvere o lavatappeti?

Qualcuno potrebbe obiettare che il battipanni è ormai un oggetto desueto e che un buon aspirapolvere può arrivare laddove non arriverebbe questo rudimentale attrezzo per la pulizia. Vero, anzi, verissimo. Il problema è che un aspirapolvere non può arrivare laddove arriva un lavatappeti. Come vedremo a breve, ci sono degli esemplari di questa macchina che ricordano da vicino gli aspirapolvere, tuttavia la loro efficacia è decisamente superiore.

Ciò perché i lavatappeti, in qualunque variante ed in qualunque versione, puliscono i tessuti utilizzando acqua o detergenti oppure una combinazione di questi due elementi. In poche parole, optando per la macchina in esame, il vostro tappetto verrà lavato, risciacquato, rilavato, asciugato e quindi pulito in profondità. Insomma: non c’è proprio paragone!

Lavatappeti: guida alla scelta

Ma quali sono le caratteristiche che distinguono un lavatappeti di buona qualità da un prodotto scadente? A cosa dovreste prestare particolare attenzione acquistando uno di questi elettrodomestici? Nei prossimi paragrafi risponderemo a tutte queste domande: a voi il compito di passare al vaglio i lavatappeti in cui vi imbatterete.

Le tipologie di lavatappeti

Iniziamo con un qualcosa che indubbiamente ha una sua importanza: la tipologia del vostro futuro lavatappeti. In commercio esistono ben 3 varianti di questo prodotto: il modello a secco, quello ad acqua e la versione a vapore. Nel primo caso comprerete un oggetto che ricorda parecchio un normalissimo aspirapolvere.

A differenza di quest’ultimo comunque il vostro dispositivo potrebbe offrirvi livelli di potenza particolarmente elevati. I cosiddetti battitappeto senza filo sono di norma corredati da spazzoline che rimandano ancora una volta alle appendici utilizzate nel caso dell’aspirapolvere. Nuovamente però dobbiamo dirvi che i lavatappeti offrono in ogni caso prestazioni migliori rispetto a qualsiasi altro elettrodomestico. Delle tre versioni qui proposte, quella a secco è la più veloce e la meno efficace.

Il lavatappeti ad acqua ha un design molto compatto e può essere trasportato manualmente o su ruote. In genere questo elettrodomestico si avvale di acqua calda, di spazzole e di solventi specifici. In molti sostengono che sia utile ed efficiente più della variante a vapore. Tanti altri invece sono convinti del contrario. Ciò perché il dispositivo a vapore è innanzitutto più specifico.

In secondo luogo perché l’acqua nebulizzata, come molti sanno, ha un altissimo potere igienizzante. Tra l’altro, avvalendovi di un lavatappeti a vapore, non avrete bisogno di utilizzare anche dei detergenti chimici, o quanto meno, di optare per prodotti particolarmente aggressivi.

Il nostro suggerimento? Beh, in condizioni ideali vi diremmo di propendere per un lavatappeti a vapore o ad acqua: costerà un po’ di più ma ne sarà valsa la pena. Se però casa vostra è umida o male esposta vi suggeriamo di optare per la prima soluzione, ossia per un elettrodomestico capace di lavorare a secco. In questo modo infatti sarete sicuri di non avere a che fare prima o poi con muffe e residui di umidità.

Il tubo ed il manico

Molti lavatappeti sono dotati di tubo grazie al quale è possibile orientare il getto d’acqua, d’aria o di vapore nella giusta direzione. Dato che questi apparecchi possono, almeno nel caso dei top di gamma, servire a pulire tutto il comparto tessile casalingo, sarebbe bene che il tubo fosse molto lungo in modo da poter raggiungere ad esempio le tende.

A prescindere da ciò, seguendo il nostro suggerimento, avrete modo di spostare il corpo macchina il meno possibile risparmiando così tempo e fatica. Stesso identico discorso vale per i prodotti dotati di manico. Optate in questi frangenti per elettrodomestici a tecnologia telescopica.

Il primo serbatoio

Uno degli elementi di maggiore importanza nell’economia del funzionamento di un lavatappeti è il serbatoio. Innanzitutto valutatelo dal punto di vista della capienza. Perché? Beh, più il serbatoio sarà capace e più agevoli saranno le operazioni di pulizia. Non sarete tenuti infatti a riempire la caldaia di continuo né tanto meno ad aspettare che l’acqua torni a riscaldarsi. Certo, ovviamente più il serbatoio sarà grande e pieno e più l’apparecchio sarà pesante. Fate voi insomma le vostre valutazioni a tal riguardo.

Quello che vi suggeriamo è di optare comunque per una caldaia che possa sempre essere rimossa con estrema facilità dato che dovrete spesso provvedere al suo riempimento ed alla sua scrupolosa pulizia. Per darvi dei parametri di riferimento aggiungiamo che i prodotti più compatti constano in genere di un serbatoio da 500 ml, i più grandi arrivano sino ai 2 litri di capacità.

Un ultimo particolare: alcuni modelli prevedono l’immissione nel serbatoio di acqua e detergente. I prodotti più intelligenti constano di una suddivisione interna. In questo modo, esaurendosi uno dei due elementi, non sarete costretti a miscelare nuovamente acqua e sapone secondo le dosi indicate dal produttore. Si tratta insomma di una soluzione più pratica e veloce.

Il secondo serbatoio

Come vedremo meglio in seguito, alcune macchine sono provviste di un secondo serbatoio in cui viene momentaneamente riposta la sporcizia eliminata dai tessuti o in cui viene convogliata l’acqua aspirata dal tappeto in fase di asciugatura. Questo recipiente in molti casi avrà una capienza inferiore rispetto al primo contenitore dato che, ci si augura, la mole di elementi da ospitare sarà quasi sicuramente inferiore. Anche in questo caso però accertatevi che il serbatoio sia semplice da rimuovere e da lavare. Tali operazioni del resto andranno eseguite praticamente dopo ogni utilizzo.

La regolazione delle temperature

Temperature troppo alte o troppo basse potrebbero rispettivamente danneggiare i tessuti o regalarvi una pulizia a dir poco blanda del tappeto. Per questo motivo è importante acquistare un elettrodomestico che vi dia la possibilità di regolare di volta in volta questo parametro adattando l’azione della macchina alle qualità specifiche del vostro tappeto o dei tessuti da trattare.

Gli accessori

Ricordate: più accessori troverete nella confezione del vostro lavatappeti e meglio sarà. I prodotti di una certa qualità infatti vengono sempre venduti con un ricco corredo di spazzole e testine pensate per potersi adattare a svariati tessuti o a vari contesti spaziali. Inoltre non possono mancare nel package la bocchetta e la lancia, parti che utilizzerete per rimuovere macchie ed aloni.

Piccolo consiglio: non valutate soltanto il numero di accessori presente all’interno della confezione. Questo dato è sicuramente importante perché vi consente di acquistare un prodotto versatile, poliedrico e capace di assolvere egregiamente ad ogni suo compito. Tuttavia tenete presente anche che in molti casi le aziende che commercializzano questo tipo di elettrodomestico preferiscono dare ai clienti la possibilità di arricchire o costruire il loro corredo di accessori scegliendo tra pezzi venduti in separata sede.

Quello che vogliamo dire è che alla fin fine è importante che possiate reperire questi oggetti anche per un eventuale ricambio di parti usurate o danneggiate senza per questo dover necessariamente passare dal negoziante o dal servizio assistenza clienti. Inoltre dovrete poter scegliere di sfruttare un numero più o meno alto di funzionalità garantitevi dall’apparecchio. Una chicca: alcuni prodotti si prestano anche alla pulizia dei tessili presenti in auto. Essi sono dotati spesso di un kit a sé stante di spazzoline utili allo scopo.

Le funzioni ed i programmi

Anche in questo caso vale un po’ lo stesso principio enunciato nel paragrafo precedente: più programmi avrete a disposizione e meglio sarà. I prodotti migliori sono in questo senso molto completi. Semplicemente cambiando spazzole, bocchette e quant’altro (da qui l’importanza del corredo accessori), potrete pulire anche i pavimenti, le tende, i divani e così via.

Molti articoli tra l’altro sono programmati per potervi segnalare mediante spie acustiche o luminose che è arrivato il momento di svuotare i serbatoi, che l’attrezzo è correttamente in funzione o che qualcosa non va come dovrebbe. Tra le segnalazioni di malfunzionamento troverete spesso quella che indica l’esaurimento o il quasi esaurimento di acqua all’interno del serbatoio.

Questa funzione è molto importante perché evita alla macchina di lavorare sotto sforzo peraltro senza concludere granché e rischiando persino la rottura. Voi invece non sarete così tenuti a controllare di continuo il livello dell’acqua e quindi a perdere tempo.

La facilità di manutenzione

Se volete garantire al vostro lavatappeti una lunga vita dovete provvedere alla sua manutenzione. Se non volete che questo sia un deterrente al suo utilizzo dovete scegliere un prodotto che possa essere pulito con estrema facilità. E già, la manutenzione di un lavatappeti consiste essenzialmente in questo.

Dopo ogni utilizzo perciò dovrete lavare con cura i serbatoi e quindi controllare i filtri. Questi ultimi andrebbero puliti se non ad ogni impiego quanto meno con una certa frequenza. Di tanto in tanto poi vi premurerete anche di sostituirli.

La potenza

Il wattaggio di questo genere di apparecchi può variare molto a seconda del modello scelto e delle caratteristiche intrinseche del prodotto. Gli articoli un po’ meno efficienti hanno un motore da 500 W circa, mentre i più potenti raggiungono anche i 2000 W. Tenete presente che ad una forza minore corrispondono sempre prestazioni inferiori oltre che una ridotta capacità di aspirazione ed una più blanda diffusione del getto di vapore. I prodotti più potenti, anche se più costosi e più impegnativi dal punto di vista dei consumi, garantiscono sempre una pulizia più profonda.

Il costo

Un po’ come accade con tutti gli altri elettrodomestici che popolano le nostre case, anche il lavatappeti può avere un range di costi abbastanza ampio. Molto dipende chiaramente dalla qualità intrinseca dell’oggetto, ma anche dalla marca, dal numero di funzioni, dalla tecnologia utilizzata e così via.

Sappiate perciò che sugli scaffali o tra i vari link proposti dal vostro e-commerce preferito, potrete trovare prodotti da una settantina di euro a stento ed altri da 800 e più euro. Il suggerimento che vi diamo è di orientarvi sempre su un articolo che rientri quanto meno nella fascia media delle proposte di mercato.

Certo, al costo del lavatappeti in sé e per sé dovrete in qualche modo rapportare il numero ed il valore dei tappeti che avete in casa. Altro è dover pulire un paio di scendiletto di fattura mediocre ed altro è dover pulire una decina di tappeti persiani. In quest’ultimo caso investite parecchio sulla qualità della macchina dato che il rischio sarebbe quello di rovinare un oggetto di valore e di sicuro pregio artistico.

Come usare un lavatappeti?

Come abbiamo visto esistono essenzialmente 3 varianti di lavatappeti. Nel caso in cui optaste per la versione a secco dovreste utilizzarla esattamente come fareste con un normale aspirapolvere: né più e né meno. L’unica differenza risiede nel fatto che prima di azionare la macchina vi sarà chiesto di versare sulla superficie da trattare una miscela di solventi. Questa, lasciata in posa per non più di 5 minuti, assorbirà buona parte dello sporco ingabbiato nelle fibre.

La versione a vapore, così come quella ad acqua, richiede invece un minimo di istruzioni per l’uso. Iniziate riempiendo il serbatoio con acqua e detergenti specifici o soltanto con la prima sostanza. Aspettate quindi che il sistema riscaldi i liquidi qui contenuti sino a formare del vapore o sino a raggiungere la temperatura desiderata.

Ovviamente sotto questo punto di vista molto dipende dal tipo di tecnologia che utilizzerete e dalle scelte compiute in materia di detersione. Superato questo step comunque potrete iniziare a trattare il tappeto (o la moquette dato che i materiali di realizzo sono affini). Tutta la sporcizia raccolta verrà convogliata in un serbatoio secondario che, ovviamente, provvederete a svuotare e ripulire una volta finite le operazioni.

Sia che abbiate scelto di acquistare un lavatappeti a secco sia che abbiate optato per la variante a vapore o per quella ad acqua ricordate che prima di iniziare il trattamento dovrete sempre dare una spazzata al tappeto in modo da eliminare una maggiore quantità di polvere oltre che eventuali residui di cibo e rifiuti solidi. Procedete in questa maniera soprattutto se per voi la manutenzione dei tappeti rientra un po’ nelle misure straordinarie di pulizia domestica.

Notizie, informazioni e curiosità

Prima informazione di servizio: per quanto efficace e potente possa essere il vostro lavatappeti mettetevi l’anima in pace e portatelo almeno una volta all’anno in una lavasecco. Il potere degli elettrodomestici pensati esclusivamente per un uso casalingo non potrà mai eguagliare quello di marchingegni professionali. Questo non significa però che non valga la pena di acquistare un lavatappeti: semplicemente tenete presente che ogni tanto serve anche un trattamento pro.

Ma passiamo ad altro. Cosa fareste se in casa aveste una moquette macchiata? Sì, sbraitereste contro chi gli ha versato su il vino o ha lasciato cadere il panino imburrato, ma poi? Poi potreste provare a pulire utilizzando una soluzione di acqua, detersivo per piatti ed aceto bianco: otterrete risultati inaspettati!

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