Lavatesta portatile: consigli per l’uso e l’acquisto

Il lavatesta portatile è un oggetto iconico del mondo dei saloni di bellezza. Non esiste hair stylist che non ne abbia una nutrita schiera a disposizione, in uso o in attesa davanti ai lavabi , pronti ad accogliere teste e chiome più o meno fluenti. Ma chi l’ha detto che questo strumento può essere utilizzato soltanto dai parrucchieri o nei saloni di bellezza? Forse ti sembrerà strano, ma sono davvero parecchie le persone che acquistano un lavatesta portatile per adoperarlo nella privacy delle mura domestiche.

Se l’idea ti attira e hai già preso il telefono in mano per chiedere alla tua parrucchiera di fiducia dove abbia comprato i suoi attrezzi del mestiere però frena un attimo l’entusiasmo: questo tipo di prodotto non può essere acquistato a cuor leggero. Si tratta infatti di un oggetto che i non addetti ai lavori sono abituati a vedere soltanto di sfuggita. Probabilmente sarebbe anche la prima volta in assoluto che ne acquisteresti uno.

Insomma: dato che forse non sei ferratissima sull’argomento sarebbe il caso di documentarsi un po’ prima di concludere la tua sessione di shopping. Il nostro breve articolo ha proprio questo scopo. Se avrai la pazienza di leggerlo tutto per intero potrai effettuare il tuo acquisto avendo ben più di un’idea vaga ed indefinita di ciò che stai per portarti a casa. In sintesi: ecco come fare per non comprare ad occhi chiusi…

Perché comprare un lavatesta portatile?

Comprare un lavatesta portatile per usarlo in casa: per quale motivo alcuni compiono questa scelta? Beh, purtroppo non tutti hanno la possibilità di frequentare regolarmente parrucchieri e saloni di bellezza. No, il nostro non è soltanto un discorso in qualche modo legato al potere economico di ciascuno di noi.

Esistono infatti casi in cui, malauguratamente, si è costretti a trascorrere le giornate in casa per settimane, mesi o addirittura anni. Questa lunga quarantena potrebbe essere legata a malattie e lunghe convalescenze, ma anche ad una vecchiaia malvissuta o a mille altri fattori destabilizzanti.

In altri casi invece il problema potrebbe essere una semplice influenza che ci blocca a casa proprio quando il bisogno di fare uno shampoo e dare un’aggiustatina ai capelli è ormai innegabile. Ci sono poi i bimbi che, come sappiamo, non sono mai troppo felici di sottoporsi a tale genere di trattamento. In questo modo almeno non si lamenteranno per lo shampoo che puntualmente va a finire nei loro occhi, ovvia conseguenza del continuo dimenarsi dell’ “esemplare medio” di pargolo.

Pensa: potrai anche convincere tua figlia a sottoporsi a questo rito settimanale con una certa facilità: basterà dirle che vuoi giocare con lei “al salone di bellezza”. Magari rimedierai anche tu uno shampoo rilassante, proprio dalle sue piccole mani delicate.

E se invece dovessi prenderti cura di una persona anziana e disabile? E se, per svariate ragioni, preferissi affidare la tua chioma ad un parrucchiere che offra anche il servizio a domicilio? Pure in questi casi un lavatesta portatile potrebbe sicuramente esserti d’aiuto. Insomma: abbiamo appurato che un simile oggetto può rivelarsi fondamentale in svariati contesti.

Non abbiamo ancora detto però una cosa di notevole importanza: acquistandolo i pavimenti del tuo bagno o della tua lavanderia potranno avere vita serena dopo ogni shampoo. A prescindere da chi lavi la testa a chi a terra non troverai litri di acqua ad attenderti. Non rischierai di scivolare, non sporcherai tutto intorno al lavandino e non andrai in giro per casa lasciando i segni del tuo passaggio sui pavimenti appena lavati. Dillo: già questa prospettiva basta da sola a convincerti dell’utilità di un buon lavatesta portatile! Vediamo allora cos’altro c’è da sapere su questo attrezzo.

Com’è fatto un lavatesta portatile?

Sicuramente, recandoti nel salone del tuo parrucchiere  di fiducia, avrai visto il lavatesta portatile mille e più volte. Nel dubbio e per evitare fraintendimenti però cerchiamo di descriverlo brevemente. Quest’oggetto si compone innanzitutto di un catino concavo dalle dimensioni generalmente abbastanza ampie.

Tanto per renderti meglio conto, tieni presente che lì dentro deve entrarci comodamente la testa, una parte del collo e qualsiasi tipo di chioma. Questo catino è ancorato ad un’asta, a sua volta collegata ad un sistema di rotelle. Non mancano poi ovviamente tubi di scarico e drenaggio. Ecco tracciato brevemente l’identikit di un modello standard di lavatesta.

La maggior parte dei prodotti in commercio è pensata per ancorarsi alle sedie o ai normali lavandini. Altri articoli però, proprio perché a volte si sceglie di acquistare un lavatesta portatile a seguito di una lunga degenza a letto, sono concepiti per permettere a chi non può lasciare il suo giaciglio di godere di uno shampoo ristoratore nonché di curare al meglio la sua igiene personale e la sua immagine.

Questi ultimi modelli hanno in genere un aspetto un po’ diverso rispetto a quanto descritto in precedenza. Essi infatti si compongono di poggiatesta gonfiabili, meglio se a doppio bordo, e tubi di scarico. Ci soffermeremo meglio comunque sulle varie tipologie di lavatesta reperibili in commercio nel corso delle prossime righe.

Scegliere un lavatesta portatile: consigli utili

Scegliere bene il lavatesta portatile da tenere in casa è a dir poco fondamentale. Sono tante però le caratteristiche che un buon prodotto deve necessariamente possedere e non sempre esse possono dirsi facili da intuire, soprattutto per i non addetti ai lavori. Tranquilla: nelle prossime righe troverai una serie di informazioni da utilizzare come criteri selettivi in vista del tuo prossimo acquisto.

Con un po’ di attenzione potrai portare a casa tua così un oggetto professionale, durevole nel tempo e capace di garantirti davvero degli ottimi risultati. Ecco allora a cosa dovrai prestare maggiore attenzione una volta giunta in negozio.

I materiali

Uno dei primi aspetti da tenere in considerazione quando si compra questo tipo di prodotto è l’insieme dei materiali utilizzati per realizzare il lavatesta portatile. Sappi che di solito la bacinella viene lavorata in plastica. Controlla che questo elemento offra le adeguate garanzie di resistenza e solidità (le plastiche non sono tutte uguali!) ma che al contempo sia anche abbastanza leggero.

Ricorda infatti che l’oggetto che intendi acquistare è, quasi per definizione, pensato per essere spesso spostato da una stanza all’altra dell’appartamento e quindi dovrà essere anche facile da trasportare. Un ottimo compromesso perciò diventa anche il silicone a patto che non sia del tipo eccessivamente molle.

Ti suggeriamo inoltre di considerare anche i materiali utilizzati per un eventuale rivestimento dei bordi della bacinella. L’ideale stavolta sarebbe proprio il silicone morbido o, in alternativa, una gomma piacevole al tatto. L’importante è che comunque questa parte sia adeguatamente rivestita: a nessuno piace la sensazione di un materiale ruvido e spigoloso che sfrega sulla pelle!

Relativamente ai tubi invece potrai scegliere tra plastica ed acciaio. In entrambi i casi ti troverai davanti ad un prodotto decisamente leggero e pensato comunque per potersi flettere ed allungare senza grossi problemi. Certo, il metallo è di norma più resistente e durevole del PVC a patto però che sia trattato per resistere all’azione dell’acqua.

Per quanto riguarda l’asta e la base del lavatesta portatile infine non è che ci siano molte opzioni tra cui scegliere. Di solito infatti sono sempre realizzate in un mix di plastica e metallo (prevalentemente ferro o acciaio). L’unica cosa che possiamo consigliarti quindi è di verificare, ancora una volta, la qualità, la resistenza e l’efficienza dei materiali utilizzati per costruire questa porzione dell’oggetto.

La regolazione dell’altezza

Un buon lavatesta portatile consta sempre di un’asta telescopica. Ciò perché non tutti i mobili hanno la medesima altezza: non è detto insomma che le sedie o le poltrone di casa tua abbiano dimensioni identiche rispetto a quelle di un altro utente. C’è anche da dire che alcuni decideranno di installare il dispositivo su una sedia, altri sul letto e chi più ne ha più ne metta. E poi bisogna considerare anche che l’anatomia umana non prevede misure standard. Insomma: è fondamentale che il lavatesta portatile sia regolabile in modo da andare incontro ad ogni tipo di esigenza ed ad ogni tipo di fisicità. Ovvio no?

A questo punto ci sembra utile però darti anche un parametro di riferimento, un range entro cui muoverti. Benissimo: ti consigliamo di opzionare modelli la cui asta abbia un’estensibilità che vada dai 78 ai 120 centimetri. Le nostre però sono chiaramente indicazioni approssimative: se dovessi trovare qualcosa che raggiunge i 75/118 centimetri andrebbe bene comunque.

L’importante è non discostarsi troppo dal ventaglio di lunghezze appena consigliato. Più che altro verifica anche che allungandosi al massimo la struttura resti comunque stabile e ben piantata a terra. Diversamente rischieresti di rimanere davvero insoddisfatto del tuo acquisto…

La regolazione dell’inclinazione

Un discorso pressoché identico vale per l’inclinazione della vaschetta. Un buon margine di regolazione è fondamentale infatti tanto in termini di confort e comodità quanto dal punto di vista della praticità d’uso e della versatilità del prodotto. Se la bacinella si inclinasse appena o non si inclinasse affatto, sottoporsi allo shampoo potrebbe voler dire accusare dolori cervicali, non riuscire fisicamente a trovare una posizione che consenta di lavar bene i capelli alla persona assistita o finire per sporcare a terra.

Regolare l’inclinazione (ed anche l’altezza) del lavatesta poi può significare avere modo di utilizzare il prodotto tanto per lavare i capelli alla nonna un po’ acciaccata quanto al nipotino ancora molto piccolo. Insomma: un oggetto che non sia statico potrebbe rivelarsi più utile di quanto credi, soprattutto se hai deciso di acquistarlo per intraprendere la professione di parrucchiere o per offrire un servizio a domicilio.

La tipologia

Come abbiamo già accennato altrove, esistono essenzialmente due tipi di lavatesta portatile. Il primo è quello che un po’ tutti siamo abituati a vedere nei saloni di bellezza, l’altro è quello gonfiabile. La variante standard, per così dire, va bene quasi in tutti i casi e, data la possibilità di regolarne l’inclinazione e l’altezza, può adattarsi a svariati contesti.

Questa variante di lavatesta portatile consta di due sottocategorie. Abbiamo infatti gli apparecchi che poggiano su un’asta (preferibilmente telescopica) e quelli che constano invece solo e soltanto di una vaschetta. Della prima versione abbiamo già parlato parecchio e sai benissimo quindi a cosa ci riferiamo. La sua variazione sul tema merita invece qualche parola di chiarimento.

Si tratta sicuramente di una soluzione molto pratica, facilissima da muovere e da spostare. Il suo impiego è comunque consigliato in casi sporadici. Essa va semplicemente appoggiata al lavandino dato che spesso è priva di tubi di scarico. A volte questa tipologia di lavatesta portatile può essere confusa con la variante gonfiabile. Esistono infatti modelli pensati per essere gonfiati e sgonfiati secondo le necessità del momento.

La differenza principale tra le due versioni risiede comunque nella collocazione da riservare loro. Se il lavatesta portatile senza piedistallo va installato sul lavandino, l’altra opzione va utilizzata solo nel caso in cui la persona che necessiti del prodotto sia costretta a letto e, per giunta, possa stare soltanto in posizione supina. C’è da dire poi che quest’ultima versione non sempre è dotata di scarichi, cosa che ovviamente rende un po’ più complesso l’uso di tale categoria di lavatesta portatile.

C’è poi una variante sul tema che in pochi tengono in considerazione per l’uso domestico: il lavandino portatile. Si tratta infatti di un prodotto quasi ad esclusivo uso e consumo dei professionisti. Niente vieta però che se l’idea ti piace, possa acquistarne uno anche tu. Insomma: compralo se sei un hair stylist che lavora a domicilio, valuta se acquistarlo o meno se sei un semplice privato.

Questo tipo di lavatesta consta di un serbatoio che rende l’oggetto utilizzabile in qualsiasi luogo, anche fuori casa. All’interno del serbatoio è contenuta dell’acqua pulita. Il recipiente è posto in comunicazione con l’esterno mediante dei tubi. Il sistema consta inoltre di un piccolo scaldaacqua. L’aspetto del lavandino portatile ricorda da vicino quello di un carrello: ci sono persino ruote e freni!

La presenza di tubi di scarico e doccetta

Tubi di scarico e doccetta possono o meno essere contemplati nel design del tuo futuro lavatesta portatile. Si tratta indubbiamente di due grosse, anzi, grossissime comodità. I tubi infatti ti permettono di utilizzare il dispositivo collocandolo un po’ ovunque e non per forza a ridosso del lavandino. Certo, ci saranno più pezzi da montare ed eventualmente da smontare ad ogni utilizzo, ma in genere l’assemblaggio di questi prodotti è semplice ed intuitivo. Insomma: il gioco vale decisamente la candela.

Relativamente ai tubi di scarico ti consigliamo di tenere ben presente anche un altro piccolo particolare: la lunghezza. Come abbiamo già detto non è proprio ovvio che tu o chi per te utilizziate il dispositivo in prossimità del lavandino.

Per questo motivo è bene che i tubi di scarico siano abbastanza lunghi da permetterti di collegarti al lavabo pur rimanendo fuori dal bagno o dalla lavanderia. Stesso discorso vale per la flessibilità. Scegli perciò elementi che raggiungano almeno i due metri di dimensione e che possano essere “piegati” alle tue esigenze. Inoltre orientati su tubi corredati da apposito sistema di bloccaggio: non si sa mai…

Relativamente alla doccetta dobbiamo dirti che il discorso è abbastanza simile. Anche in questo caso infatti la presenza di tale accessorio ti consentirà di agire pur allontanandoti dal lavandino di riferimento. Avrai a disposizione infatti una sorta di prolunga che ti faciliterà non poco i compiti. Immagina ad esempio di avere a che fare con qualcuno costretto su una sedia a rotelle e che la porta del bagno o della lavanderia sia troppo stretta per permettergli di avvicinarsi al lavabo. Tubi di scarico e doccetta saranno la vostra salvezza!

La vaschetta

La vaschetta, l’abbiamo già detto, deve essere resistente, comoda e basculante. Le sue dimensioni, e questo tassello ancora ti mancava, saranno particolarmente grandi se dovessi utilizzare il dispositivo in presenza di una chioma che non passa inosservata tanto è lunga e folta. Valuta comunque con una certa attenzione la necessità di ricorrere a bacinelle tanto grandi. Considera infatti che prodotti un po’ troppo impegnativi ed ingombranti potrebbero richiederti qualche sacrificio in più in termini di maneggevolezza e spazio.

Orientati in linea di massima invece su bordi alti che ti permetteranno di evitare ancor di più che gli schizzi finiscano sul pavimento e che quest’ultimo venga chiazzato da macchie ed impronte di suole. Scegli invece dei contorni un po’ meno imponenti se la persona per cui acquisti il lavatesta è costretta su una sedia a rotelle. Essi, in questo caso almeno, potrebbero infatti limitare le possibilità di utilizzo del prodotto.

Attenzione poi anche al colore della vaschetta. Perché? Beh, perché questa parte del lavatesta portatile potrebbe servire anche nel caso in cui si decidesse di sottoporsi in casa ad un trattamento colorante per capelli. Tanto la plastica quanto il silicone, materiali con cui le aziende tendono a realizzare le bacinelle, potrebbero macchiarsi indelebilmente.

Sebbene gli articoli migliori vengano sottoposti ad un trattamento antimacchia, ti consigliamo comunque di scegliere dei colori scuri nel caso in cui tu preferisca utilizzare nuances che vadano dal nero al bruno, tendenti al giallo se ami le chiome bionde ed ovviamente al rosso se preferisci che i tuoi capelli assumano tale colorazione. Certo, questo non significa che non dovrai comunque tentare di rimuovere le macchie dalla vaschetta, ma in caso di insuccesso il tuo lavatesta portatile avrà comunque un aspetto un po’ più decoroso.

La base

Inutile dire che la base del tuo futuro lavatesta portatile deve essere stabile e pensata per evitare ogni rischio di ribaltamento. Ricorda che basta applicare troppa pressione su uno dei lati della bacinella perché un prodotto scadente lasci cadere a terra acqua e sapone, ferisca chi si sta sottoponendo al trattamento e ti metta a rischio di scivolare qui e là.  Una base ben congeniata è molto larga e dotata di una raggiera particolarmente ricca. Tale raggiera è ovviamente completata da un sistema di rotelle che agevola il trasporto del prodotto.

Il costo

Diciamo subito che il lavatesta portatile è un oggetto abbastanza economico. Certo, sul mercato esistono prodotti più o meno costosi ma non si raggiungono mai cifre da capogiro. Ti consigliamo vivamente perciò di non fare del costo il tuo principale criterio di selezione del prodotto. In genere poi gli articoli troppo economici sono costruiti sfruttando materiali scadenti. In poche parole, lesinando sul prezzo, potresti trovarti costretto a sostituire il tuo acquisto già entro alcuni mesi.

All’atto pratico quindi spenderesti sicuramente di più di quanto non faresti orientandoti direttamente su un lavatesta portatile di fascia medio-alta. Sappi che un prodotto di media qualità ha un costo pari a circa una quarantina di euro. Investendo appena qualcosina in più potresti portarti a casa un vero e proprio top di gamma, un oggetto che ti farà compagnia per molto, moltissimo tempo.

Lavatesta portatile: è facile montarlo?

Hai finalmente acquistato il tuo lavatesta portatile ma non sei un esperto di bricolage? Hai qualche dubbio sulle modalità di montaggio? Tranquillo: assemblare quest’oggetto non è per niente difficile. In ogni caso nelle prossime righe cercheremo di darti qualche dritta in proposito.

Cominciamo subito dall’ovvio: per prima cosa, aprendo la confezione, dovrai verificare la presenza di tutte le parti del prodotto. In secondo luogo prepara l’occorrente per il montaggio su un piano d’appoggio. Fai in modo insomma di non doverti spostare da una stanza all’altra per cercare cacciaviti o altri utensili: è proprio questo tipo di comportamento a determinare la perdita di piccoli pezzi utili.

Relativamente all’assemblaggio vero e proprio, sia chiaro, non possiamo darti indicazioni molto precise dato che ogni azienda presuppone un iter di montaggio diverso. In ogni caso proveremo comunque a darti delle informazioni di massima. Ci teniamo a precisare però che dovrai seguire fedelmente le istruzioni riportate sul libretto di accompagno al prodotto e che in genere, a prescindere dalla variabilità dei consigli che potrai ricevere, quella che eseguirai non sarà mai un’operazione eccessivamente complessa. Insomma: niente panico.

Detto ciò, sappi che in linea di massima, ma non è sempre così, dovrai procedere inserendo dapprima le razze negli alloggi previsti sulla base, quindi collocherai l’asta nell’apposito foro bloccandola nella sua sede. Aggiungerai poi la parte telescopica (se presente), le rotelline per la regolazione ed infine raccordo, snodo e vaschetta.

Alla fine dell’operazione farai bene a verificare l’effettiva capacità di movimento delle parti non fisse. Se previsti, a questo punto, usa i collegamenti obbligati per installare anche il tubo di scarico ed il doccino. Verifica infine che tutto vada bene aprendo i rubinetti e lasciando defluire l’acqua.

Ed usarlo?

E per quanto riguarda l’impiego di quest’utile oggetto? Bisognerà eseguire procedure complesse o fastidiose? Stai tranquillo: non c’è niente di più semplice! Fai sedere la persona che deve sottoporsi al trattamento su una poltrona che sia comoda e non troppo rigida. Per agevolare un po’ le cose magari usa anche qualche cuscino.

A questo punto posiziona il lavatesta portatile subito dietro la sedia, regolalo in altezza ed inclina opportunamente la vaschetta. Una volta trovato l’assetto migliore, blocca la bacinella mediante i fermi in dotazione. Collega quindi la doccetta al rubinetto e fai in modo che il tubo di scarico raggiunga il lavandino o la vasca da bagno.

Se disponibile un sistema di bloccaggio usalo: non te ne pentirai. Nel caso in cui la persona in questione sia costretta a letto non dovrai nemmeno seguire quest’iter: ti basterà semplicemente piazzare il lavatesta gonfiabile sul cuscino o in sostituzione dello stesso e procedere poi al lavaggio vero e proprio. Più semplice di così!

La manutenzione del lavatesta portatile

La manutenzione del lavatesta portatile passa essenzialmente dalla pulizia della bacinella. Ricordati quindi di sciacquarla accuratamente dopo ogni utilizzo e soprattutto dopo aver fatto ricorso a tinture e prodotti chimici. Se necessario poi insapona la vaschetta più di una volta. Infine asciuga sempre con estrema attenzione e riponi il tutto in un luogo in cui non arrivino i raggi diretti del sole. Tutto qui. Facile, no?

0 / 5. voti 0

Nessun voto finora! Sii il primo a votare questo post.