Libro per imparare l’inglese: quale scegliere? Comprare il migliore

Un buon libro per imparare l’inglese: ecco quello che ti ci vuole. Lo hai pensato mille volte, ma alla fine non ti sei mai messo d’impegno a cercarlo o, magari l’hai comprato ma hai studiato svogliatamente non ottenendo pressoché nulla. Ogni giorno che passa però ti rendi conto che la tua scarsa capacità di capire e parlare l’inglese ti taglia un po’ fuori dal mondo.

Per esempio non sai mai che pesci prendere quando compri qualcosa e sul libretto delle istruzioni ci sono soltanto informazioni in inglese ed in coreano. Inoltre non riesci mai a trovare online i tuoi giochi preferiti se non in inglese e anche molte locuzioni ormai di uso comune sono mutuate da questa misteriosa lingua d’oltremare.

E vogliamo parlare di quella sera al karaoke, quando hai scelto di cantare un pezzo in inglese ma la tua pessima pronuncia ha fatto ridere gli amici per tutta la durata della vostra reunion? E delle vacanze che vorresti trascorrere a Londra?

Insomma: sebbene sia sempre consigliabile parlare il più possibile la propria lingua in modo da essere certi di capire e farsi capire, è impossibile al giorno d’oggi non masticare un po’ di inglese. Per questo motivo, se effettivamente riconosci di avere qualche lacuna in tal senso, sarebbe bene rimediare quanto prima.

Per far ciò sarà ovviamente necessario studiare. Un buon libro per imparare l’inglese è quindi veramente quello che ti ci vuole: vediamo allora come scegliere il migliore, che poi è quello che meglio si adatta a te ed al tuo modo di imparare…

Frequentare un corso o comprare un libro per imparare l’inglese?

Se veramente ti sei convinto della necessità di imparare un po’ di inglese, probabilmente ti stai già ponendo questa domanda da un bel po’. Sicuramente le accademie, i corsi dedicati, i seminari hanno una loro valenza, ci mancherebbe. C’è da dire però che, soprattutto se hai ormai superato l’età scolastica e le tue giornate sembrano non bastare mai, scegliere di iscriversi ad un percorso di studi mirato è spesso equivalente ad intraprendere una strada fallimentare.

La mente di un adulto, a differenza di quella di un ragazzo, fatica molto di più ad apprendere nozioni ed informazioni. Del resto “i grandi” lavorano tutto il giorno, hanno mille responsabilità, devono pagare le bollette e vorrebbero anche trovare del tempo per sé stessi, per la loro famiglia e per i loro hobbies. Insomma: hanno raggiunto la fase dell’addio alla spensieratezza adolescenziale.

Questo piccolo particolare incide di per sé parecchio sulla possibilità di imparare una nuova lingua. Anche l’idea di sedere dietro ad un banco, magari dopo una giornata frenetica e piena di stress, non è che sia proprio allettante. Per non parlare poi della necessità di raggiungere la sede fisica del corso, cosa che non sempre può dirsi semplice ed immediata. Una volta a casa inoltre, tra una cena da preparare ed un figlio da accudire, bisogna anche trovare il tempo per studiare.

Ma non è ancora tutto. La minore elasticità della mente adulta si trova, andando a scuola o seguendo corsi dedicati,  a fare i conti con un metodo di insegnamento che non è necessariamente tarato sui propri bisogni. C’è insomma chi apprende dopo aver seguito delle lezioni, chi esercitandosi, chi leggendo a voce alta e chi dopo un po’ si stufa e lascia perdere. Con questo non vogliamo di certo dire che i corsi accademici o dedicati non siano utili, anzi. Quello che vogliamo dire è però che in molti casi, probabilmente, da questo tipo di lezioni non si possono ottenere i risultati sperati.

Se non appartieni alla categoria degli alunni che per apprendere necessita di un insegnante particolarmente motivante ma ti riconosci nel quadretto sopra descritto, prima di tentare la strada scolastica faresti meglio perciò a provare con l’autoapprendimento. Avresti così modo di organizzare al meglio il tuo tempo, di svolgere le tue attività quotidiane e di studiare a mente un po’ più serena. Questo significherebbe avere qualche chances in più di imparare, non procurarsi inutili frustrazioni e magari raggiungere finalmente il tuo obiettivo.

Un buon libro per imparare l’inglese ed un buon metodo per studiare

Hai deciso di seguire il nostro suggerimento? Benissimo: non te ne pentirai. L’importante è però trovare il metodo di studio che più si adatti a te, alle tue modalità di apprendimento, ai tempi che hai a disposizione ed alle tue conoscenze pregresse. A questo punto però urge una precisazione: non esiste un metodo di studio universalmente valido. Lo abbiamo già detto prima e lo ribadiamo adesso: ognuno impara un po’ a modo suo.

Sono molti gli studi dedicati a questo argomento. Online tra l’altro potrai facilmente scovare test volti ad individuare l’approccio didattico più adatto a te nonché svariati tutorial ricchi di consigli pratici utili a rimettersi sui libri dopo anni di assenza da scuola.

Vista la facile reperibilità di materiale utile in tal senso e vista la vastità del problema, preferiamo non suggerirti in questa sede alcuna metodologia di studio. Nelle prossime righe perciò affronteremo la questione dell’apprendimento linguistico sotto altri punti di vista. Una volta intrapreso questo percorso poi sarà più facile per te intuire quale sia il libro per imparare l’inglese più adatto alle tue esigenze.

Cosa fare prima di comprare un libro per imparare l’inglese?

Come sai abbiamo scelto di non indirizzarti verso alcun metodo di studio in particolare: si tratta di scelte eccessivamente personali. Uno dei pochi consigli che vogliamo darti in questo senso però è quello di non sottovalutare il problema e di non comprare libri di testo senza prima aver individuato il tipo di approccio allo studio per te più indicato.

Vogliamo anche suggerirti di porti sempre degli obiettivi. Questi obiettivi dovranno essere raggiungibili con pochi sforzi. Ciò ovviamente non significa che non dovrai impegnarti o che dovrai procedere svogliatamente. Individuare delle mete didattiche raggiungibili senza troppi sforzi è un buon metodo per evitare inutili frustrazioni e per incitare sé stessi a continuare sulla strada dell’apprendimento senza però annoiarsi. Mai pretendere troppo insomma e mai pretendere troppo poco.

Ma torniamo agli obiettivi. Perché essi possano dirsi adeguati dovrai prima valutare le tue conoscenze. A quel punto potrai cercare un libro per imparare l’inglese che rispetti le tue esigenze e che si riveli “masticabile”. Fatto ciò, dovrai stilare un piano di studi abbastanza dettagliato.

Infine, magari ogni settimana, verificherai i tuoi progressi mediante i test che trovi già nel libro oppure tramite apposite app liberamente scaricabili sui tuoi devices preferiti. Organizzati quindi in modo da avere le idee chiare su te stesso e da procurarti tutti gli strumenti utili all’apprendimento già prima di acquistare il libro che ti aiuterà a conoscere meglio questa diffusissima lingua straniera.

Quanto conosci l’inglese?

La scelta di un buon libro per imparare l’inglese passa indubbiamente dall’esame delle proprie conoscenze pregresse: l’abbiamo già detto più volte. Sappi che per ottenere delle valutazioni obiettive potrai ricorrere ad uno dei tanti test sparsi per la rete. Alcuni sono stati pubblicati dagli stessi enti che potrebbero rilasciarti in futuro un attestato di competenza. Ti consigliamo vivamente di affidarti a questo genere di questionari piuttosto che ad altre varianti. Troverai così un punto di partenza “ben tarato” e su cui potrai basarti per stilare un valido programma di studio.

Considera anche che se un giorno volessi conseguire delle certificazioni dovresti prepararti sulla base del materiale rilasciato da questi enti e quindi tanto varrebbe cercare direttamente le domande ufficiali proposte dalla Cambridge University piuttosto che orientarsi su altro. Ma non è tutto. L’esito di queste verifiche ti collocherà in una precisa fascia di utenza, utenza che ha sviluppato delle competenze linguistiche di livello A1, A2, B1, B2, C1 o C2. Che cosa significano tutte queste sigle? Te lo spieghiamo subito.

Il livello A1, detto non a caso anche “Elementary”, corrisponde ad una conoscenza della lingua alquanto semplicistica. Chi appartiene a questo gruppo mastica appena qualche parola ed esprime a stento concetti base. In linea di massima perciò saprebbe dare ad un londinese indicazioni circa il suo stesso nome, la sua abitazione, la sua età, ma non saprebbe fare molto di più. La comunicazione verbale in questo caso dovrà peraltro avvenire molto lentamente, scandendo le parole ed utilizzando una terminologia povera, quasi fanciullesca.

Il livello A2, ovviamente, presuppone già una maggiore padronanza della lingua. Il cosiddetto “Lower Intermediate” permette di scambiare delle battute relative ad argomenti generici. Si ha insomma la capacità di descrivere brevemente il proprio lavoro, di provvedere a bisogni basilari o di parlare del tempo. Anche in questo caso comunque la comunicazione non è mai fluidissima.

Passiamo adesso al B1. Tutte le insicurezze tipiche dei livelli precedenti sono parecchio attenuate. Con l’ “Intermediate B1” si è acquisita infatti la capacità di articolare brevi discorsi inerenti svariati argomenti, di chiedere indicazioni quando si è in viaggio e persino di scrivere dei testi sintetici in lingua. Non solo: la conoscenza dell’inglese sin qui maturata permette anche di esprimere pensieri astratti, di descrivere sensazioni, di illustrare progetti ed insomma di andare oltre il classico “what’s your name?”.

Il B2, alias “Upper Intermediate”, si ha quando invece si comincia ad acquisire la capacità di affrontare testi complessi, magari manuali didattici in lingua o relazioni tecniche. Parlare ed ascoltare diventa così una faccenda immediata e sicuramente non più tanto faticosa come lo era all’inizio. Si riesce a scrivere argomentando dei testi ed insomma si “mastica” finalmente l’inglese ad un buon livello.

Ed il C1? Beh, il livello “Advanced” amplia e migliora le conoscenze già acquisite, ma ti dà modo anche di distinguere delle sfumature di significato nascoste tra le righe. Potrai afferrare così l’implicito, padroneggerai la lingua e riuscirai ad esprimere il tuo pensiero ed il tuo sapere con una certa fluidità. In poche parole ti sentirai decisamente meno impacciato all’interno di una conversazione e potrai sfoggiare tutta la tua arguzia ed il tuo senso dell’humor. Bello, vero?

Con il livello C2 infine, il cosiddetto “Proficiency”, sarai praticamente equiparabile ad un madrelingua. Parlerai e scriverai quindi in maniera fluida e precisa, coglierai facilmente delle sfumature di significato e saprai anche destreggiarti in situazioni linguistiche complesse. Inutile dire peraltro che conoscerai a menadito tutte le regole grammaticali e le coniugazioni verbali. Sarai inoltre in grado di capire anche le frasi idiomatiche utilizzate da un qualsiasi parlante inglese. Insomma: “What else?”.

Scegliere un libro per imparare l’inglese

Fatto il test? Le tue conoscenze ti collocano in uno dei gruppi sopra descritti? Benissimo: adesso puoi finalmente compiere il passo successivo, ossia scegliere un libro per imparare l’inglese che faccia al caso tuo. Ma come fare, tra le tante proposte presenti sul mercato, ad individuare quella giusta?

Beh, stavolta siamo pronti a suggerirti dei buoni criteri di selezione e d’acquisto. Ti basterà seguire i nostri consigli per venire finalmente a capo della questione e conquistare, passo dopo passo, una perfetta conoscenza della lingua inglese. Ecco allora quali caratteristiche dovrà possedere il tuo futuro libro.

L’adeguatezza al tuo livello di conoscenza della lingua

Come abbiamo detto, il primo criterio utile per selezionare un libro per imparare l’inglese è conoscere il proprio livello di preparazione. Chiaro è insomma che appartenendo ad un A1 o ad un A2, dovrai orientarti su un manuale di grammatica strutturato in maniera semplice ed intuitiva. Dovrai tra l’altro acquistare anche un buon vocabolario: opta sin da subito per un bilingue a cui pian piano affiancherai un monolingue.

Se poi la tua conoscenza dell’inglese è ancora ad uno stato embrionale, potrebbero tornarti utili dei libri in cui siano presenti dei semplici giochi di enigmistica o magari testi a cui sia allegato un supporto audio-video all’interno del quale siano presenti delle scenette utili a memorizzare nuovi termini o, perché no, i classici giochini da casual gamer (hai presente le stanze disordinate e caotiche in cui cercare “the cat”, “the book”, “the apple”? Ecco, esattamente quelli).

Qualora dovessi appartenere già ad un livello B1 o B2 potresti orientarti ancora su un libro di grammatica, ma stavolta concepito in maniera tale da andare oltre le prime regolette basilari della lingua. Punta molto invece sui testi che abbiano dei supporti audio e comincia a leggere anche qualche opera di narrativa strutturata magari in maniera ancora molto semplice.

I livelli più avanzati, ovviamente, non necessitano più di acquistare libri di grammatica ma piuttosto di esercitare lingua e comprensione. In questo caso scegli perciò di leggere dei romanzi di un certo spessore o dei saggi oppure ancora dei lavori di settore in cui viene utilizzato un linguaggio tecnico, lo stesso che i manuali di grammatica non ti hanno ancora insegnato.

In ogni caso, a prescindere dal livello di partenza, munisciti di validi eserciziari. Meglio sarebbe tra l’altro scegliere dei libri in cui siano rivelate le soluzioni di test e quesiti. In questo modo sarai sempre certo di poter apprendere anche da autodidatta. Ovviamente però dovrai resistere alla fortissima tentazione di dare delle sbirciatine poco oneste al fondo del libro…

Il formato

Come accennavamo già prima, un libro per imparare l’inglese non è un prodotto standardizzato o standardizzabile. Esistono manuali concepiti per offrirti soltanto un’informazione cartacea, altri dotati invece di supporti multimediali ed altri ancora ideati in modo da accantonare del tutto il libro old style (conosci questi termini?) e basarsi soltanto sull’uso di materiale informatico.

Il consiglio che ti diamo in questo senso è quello di propendere sempre per un testo completo. Dato che nella vita di tutti i giorni potrebbe capitarti di dover leggere e comprendere, di produrre testi scritti o di interagire verbalmente con qualcuno, sarebbe meglio orientarsi su un libro per imparare l’inglese che contempli tanto il supporto multimediale quanto quello cartaceo.

Tra l’altro potrai alternare così lo studio della grammatica vera e propria, sicuramente non il massimo del divertimento, all’apprendimento della pronuncia. Da una parte quindi ti servirà avere qualcosa di scritto su cui basarti, dall’altra sarà necessario ascoltare delle letture, delle canzoni o magari vedere dei piccoli spezzoni di film in lingua originale.

I contenuti

Ti serve imparare l’inglese ma non ami studiare? Beh, allora diventa fondamentale stuzzicare un po’ la curiosità. Opta sempre in questi casi per testi completi e variegati che alternino varie forme di apprendimento e che magari ti offrano la possibilità di vedere degli spezzoni dei film che più ti piacciono direttamente in lingua madre. Questa soluzione catturerà sicuramente di più la tua attenzione rispetto a quanto farebbe un supporto audio – video che ti riproponga le solite scenette insipide recitate in inglese.

Se ami l’arte cerca poi un testo che descriva dei quadri o delle statue, se ti appassiona la letteratura scegli invece qualcosa che abbia una sezione antologica e se sei un ingegnere individua magari dei manuali un po’ più tecnici. Stimola insomma te stesso orientandoti su qualcosa che alla lunga non finisca per annoiarti; anche questo aspetto dell’apprendimento è davvero molto importante.

Le certificazioni

Potresti anche avere già una discreta conoscenza dell’inglese e magari decidere di studiare per conseguire una certificazione. Sappi che in questo caso esistono dei testi specifici, rilasciati proprio dall’ente che ti esaminerà per concederti l’eventuale attestato di cui sopra.

Hai presente i manualetti da studiare per superare l’esame di accesso alla facoltà di medicina? O quei piccoli corsi cartacei a cui si fa riferimento prima di prendere parte ad un concorso? Beh, si tratta un po’ della stessa cosa. Se il tuo obiettivo ultimo è il conseguimento del PET, del TOEFL o quant’altro studia da uno di questi testi: otterrai sicuramente risultati migliori.

La data di pubblicazione

La lingua è materia viva. Come avrai avuto modo di notare, magari in italiano più che in inglese, determinate parole finiscono per cadere spesso in disuso, altre invece vengono coniate ed iniziano a diffondersi tra i parlanti. Lo stesso vale per alcune regole ortografiche, per la pronuncia di certi vocaboli o per la costruzione della frase.

Un discorso simile infine può applicarsi anche all’uso dei verbi. Insomma: sapresti coniugare correttamente il trapassato remoto di una qualsiasi voce verbale? Parli adoperando congiuntivi e condizionali o ti limiti ad adoperare l’indicativo? E poi: utilizzi spesso dei forestierismi o ti esprimi avvalendoti di una lingua regionale?

Ciascuno di noi assume sotto questi punti di vista diversi comportamenti. Tali comportamenti poi possono variare a seconda del contesto in cui ci si trova a comunicare. Quello che accade nella nostra lingua accade anche agli utenti di altri idiomi. Per questo motivo è fondamentale acquistare un libro per imparare l’inglese che sia stato pubblicato di recente. La lingua che apprenderai così sarà comprensibile non soltanto agli ottuagenari ma un po’ a chiunque…

Al di là del libro per imparare l’inglese: tutte le certificazioni ottenibili

Se ricordi, qualche paragrafo più in là, abbiamo parlato di certificazioni conseguibili mediante uno studio più o meno approfondito della lingua inglese. Queste certificazioni possono esserti utili ai fini lavorativi o semplicemente essere motivo di orgoglio personale. Quale che sia la ragione che ti spinga ad ottenerne una (o più di una) è importante sapere con precisione quello che offre il mercato, per così dire. Permettici allora di venire in tuo aiuto ancora una volta.

Iniziamo dal KET, ossia dal Key English Test. Questo tipo di certificazione è più che altro pensato per i neofiti della lingua. Chi possiede un KET insomma sa ufficialmente cavarsela in situazioni semplici ed elementari. In poche parole ti verrà riconosciuta a livello internazionale una competenza A2, grazie alla quale sarai ufficialmente in grado di comprendere e produrre testi scritti ed orali che vertano su situazioni familiari o che riguardino informazioni basilari.

Abbiamo poi il PET, cioè il Preliminary English Test. Anche stavolta si tratta di una certificazione internazionale. Il tuo livello di inglese adesso è pari ad un bel B1. Come sai già ciò significa che sarai in grado di padroneggiare la lingua in modo da affrontare la quotidianità.

Saprai interagire con un madrelingua ed esprimerti in modo tendenzialmente corretto. Inoltre non avrai bisogno che ti si parli in maniera semplicistica o lentamente. Questo tipo di certificazione è spesso richiestissima sul posto di lavoro, anche in ambiti in cui non ci si aspetterebbe di dover essere in possesso di alcun tipo di attestazione linguistica.

Passiamo poi al cosiddetto FCE, alias il First Certificate in English. In questo caso, ancora una volta a livello internazionale, verrai riconosciuto come un parlante in grado di utilizzare la lingua in modo da inserirsi a pieno titolo nel gruppo dei B2. Conosci quindi l’inglese al punto da poterlo utilizzare tanto nella quotidianità quanto in ambito lavorativo o didattico.

C’è poi il Certificate of Advanced in English, per gli amici CAE. Indovina un po’? Questa volta il tuo livello di conoscenza della lingua, livello riconosciuto tanto in Italia quanto all’estero, sarà pari al C1. In poche parole, come già sai, qualcuno certificherà la tua capacità di conversare, di leggere e di scrivere fluentemente nonché le tue possibilità di interagire con gli altri tanto nella quotidianità quanto in ambiti un po’ più tecnici.

Abbiamo quindi il CPE, ossia il Certificate of Proficiency in English. Stavolta verrà riconosciuta la tua piena padronanza della lingua, padronanza che ti colloca ad un livello di competenza pari al C2. Tutte le certificazioni sin qui elencate vengono dette anche esami Cambridge. In generale, per ottenerle, dovrai sostenere dei test. Ti sarà necessario in sede di verifica rispondere correttamente al 60% delle domande proposte: soltanto in questo modo potrai ottenere una promozione e quindi l’attestato di conoscenza della lingua.

Tutto qui? Non ci sono altre certificazioni da poter conseguire? Le cose non stanno esattamente così. Abbiamo infatti i TOEFL (Test of English as a Foreign Language) e gli IELTS (International English Language Testing System). Si tratta di certificazioni destinate soltanto a chi ha ormai acquisito un livello di competenza particolarmente avanzato. In questo caso nessuno viene promosso oppure bocciato.

Chi ottiene un TOEFL o uno IELTS però stringe tra le mani un certificato in cui si mostra la percentuale di comprensione della lingua studiata. Tale dato è ricavabile dalle risposte fornite in sede d’esame. In poche parole si avrà un diplomino che attesti la capacità di padroneggiare una lingua sicuramente colta nell’80%, 90% o 100% dei casi. Il TOEFL prevede un tipo di esame abbastanza moderno, interamente svolto al PC. Lo IELTS invece si avvale ancora di carta e penna.

Attenzione adesso ad una serie di piccoli particolari. Innanzitutto sappi che per sostenere l’esame che possa farti conseguire una qualsiasi di queste certificazioni potrai sì studiare da privatista, ma in molti casi dovrai comunque appoggiarti ad una scuola o ad un’accademia sborsando anche un obolo per l’iscrizione al test. In secondo luogo tieni presente che non tutte queste certificazioni riguardano l’inglese britannico. In alcuni casi infatti studierai un’inglese americano che differisce in parte dalla lingua madre.

Infine tieni presente che tutte le certificazioni Cambridge, una volta ottenute, resteranno in tuo possesso al pari di un diploma o di una laurea. Le altre certificazioni invece potrebbero essere soggette a periodico rinnovo. Dato che in questo ambito si susseguono frequentemente regole e proposte volte a svecchiare il metodo di apprendimento e di conseguimento dei diplomi, ti consigliamo vivamente di procurarti notizie aggiornate circa ciascuno dei tre punti appena illustrati.

Ancora qualche consiglio pratico

Imparare una lingua può diventare un gioco da ragazzi, in tutti i sensi. La cosa importante è abbinare lo studio della grammatica alla vita pratica, ai contesti che tutti affrontiamo quotidianamente. Cerca perciò di leggere molti testi in lingua e, nei tempi morti, pensa in inglese. Sei sul treno in attesa della tua fermata?

Inganna il tempo traducendo quello che senti dire ai tuoi compagni di viaggio. Hai un pomeriggio libero? Guarda una sit-com americana senza doppiaggio (ma con i sottotitoli). Ti piace stare in mezzo alla gente? Benissimo: sappi che esistono delle chat multilingua pensate per poter mettere in contatto utenti provenienti da paesi diversi e che hanno interesse l’uno per la lingua dell’altro.

In questo modo, oltretutto, imparerai a distinguere degli accenti differenti e migliorerai la tua comprensione della lingua. Pensa ad uno straniero che sentisse pronunciare la stessa parola da un siciliano e poi da un toscano e quindi da un piemontese: faticherebbe alquanto a riconoscerla! Lo stesso succederà a te sentendo parlare un americano, un londinese o un parlante anglofono proveniente da qualsiasi altra latitudine. Da qui l’importanza di interloquire con qualcuno, di ascoltare delle canzoni per poi magari tradurle oppure ancora di vedere dei film non doppiati.

E poi un consiglio: non vergognarti di parlare in inglese. Alcuni, consapevoli di avere una pronuncia ancora troppo legata alla loro cadenza regionale o di avere una certa propensione ad “italianizzare” i suoni stranieri, biascicano le parole tra i denti o evitano proprio di parlare. Così facendo non si supererà mai questo tipo di scoglio. L’ideale invece è ascoltare dei suoni e riprodurli a voce alta in modo da imprimerli nella memoria e quindi interiorizzarli.

Altro punto nodale: è impossibile imparare una nuova lingua, o quanto meno parlarla ad alti livelli, se si sconosce la grammatica del proprio paese di origine. Se insomma dovessimo dirti che il genitivo sassone corrisponde ad un complemento di specificazione ti sarebbe difficile capire cosa intendiamo senza avere una buona conoscenza della grammatica italiana. Se pensi di avere delle lacune anche in questo ambito ritagliati perciò del tempo per effettuare un bel ripasso. Di sicuro ne trarrai giovamento!

Infine una dritta: hai presente quelle sit-com in cui si fa riferimento ai calendari che ti insegnano una nuova parola ad ogni pagina? Comprane uno: sfruttando internet non ti sarà difficile reperirlo. In questo modo imparerai un termine nuovo ogni giorno. Masticalo, cercalo sul vocabolario bilingue e poi su quello monolingue: senza accorgertene arricchirai la tua capacità espressiva in tempi ultrarapidi! That’s all, goodbye friend.

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