Minipimer (frullatore a immersione): guida alla scelta

Alzi la mano chi non ha mai utilizzato un minipimer (frullatore a immersione). Chi ha alzato la mano probabilmente non si è mai occupato di preparare un pasto in vita sua. Questo elettrodomestico da cucina è infatti un validissimo aiuto, un oggetto irrinunciabile per chiunque ami portare in tavola qualcosa che non sia un cibo precotto.

Se appartenete alla categoria dei buongustai e dei provetti cuochi o se siete in cerca di un minipimer che faccia bene il suo dovere siamo qui per aiutarvi nella scelta del vostro futuro elettrodomestico. Ecco allora tutto quello che c’è da sapere su un frullatore a immersione (di qualità).

Minipimer (frullatore a immersione): di cosa si tratta esattamente?

Cos’è un minipimer? Alcuni, magari gli stessi che poco fa hanno alzato la mano, potrebbero non averne la più pallida idea. Perché la nostra guida sia chiara e comprensibile a chiunque è quindi necessario spendere qualche parola per descrivere il minipimer (frullatore a immersione). Cominciamo dall’aspetto: il mixer ad immersione, altro nome dell’elettrodomestico, si caratterizza per una forma allungata e sottile. Ciò perché per frullare cibi e pietanze (sì, è questa la sua funzione principale) viene di solito immerso in pentole, recipienti et similia.

Nella parte inferiore dell’oggetto è presente un blocco lame incastrato peraltro all’interno di una sorta di prolunga spesso rimovibile detta piede o gamba. La parte superiore dell’oggetto invece contiene il motore e, all’esterno, funge da impugnatura ed alloggio per i pulsanti di controllo. Solitamente questo attrezzo da cucina è leggero e maneggevole. Il suo impiego non richiede grandi competenze culinarie o ingegneristiche ma è invece semplice ed intuitivo.

Un buon minipimer può frullare alimenti molli, semiduri e duri senza grossi problemi. Se dotato di tutti gli accessori del caso poi può assolvere ad un gran numero di compiti e funzioni accessorie (di cui ci occuperemo meglio in seguito). Questo piccolo elettrodomestico, oltre che per la sua innegabile utilità e per la praticità di impiego, viene molto apprezzato da chi si occupa di preparare pasti e manicaretti perché per nulla ingombrante. Insomma: stavolta alzi la mano chi può dire di avere degli sportelli vuoti in cucina…

Minipimer (frullatore a immersione): a cosa serve?

Ma, all’atto pratico, a cosa serve un minipimer (frullatore a immersione)? Sicuramente a frullare degli ingredienti, lo accennavamo già poco fa. Il suo compito però non finisce qui. Grazie a questo pratico gingillo da cucina potrete infatti preparare delle emulsioni, delle creme, degli ottimi frullati che convincano finalmente i vostri figli ad introdurre in corpo un po’ di frutta, oppure ancora delle salse.

Un buon mixer ad immersione vi aiuterà anche quando preparerete in casa la maionese, quando monterete la panna o gli albumi, se deciderete di cucinare delle pappe home made e persino a realizzare passati di verdure e stuzzicanti mousse. Insomma: dire che un minipimer serve solo per frullare i cibi è un po’ riduttivo…

Minipimer (frullatore a immersione) vs frullatore

A questo punto qualcuno si starà sicuramente chiedendo in cosa un minipimer (frullatore a immersione) si differenzi da un comune frullatore. Beh, la prima differenza plateale, lo accennavamo già prima, risiede nella possibilità di trattare gli alimenti mentre si trovano in pentola o dentro un recipiente. Questo significa che sporcherete qualche stoviglia in meno dato che, frullato il tutto, pulirete soltanto le lame dell’apparecchio e non un intero mixer. Accennavamo poi all’ingombro, sicuramente ridotto rispetto a quello di un comune robot da cucina. Ma c’è dell’altro.

Tendenzialmente il frullatore vero e proprio viene utilizzato per lavorare su grossi volumi. Esso inoltre è in genere più potente e quindi capace di tritare anche alimenti particolarmente duri. Questa maggiore potenza poi è sintomo di un motore decisamente più prestazionale. Ciò significa che un frullatore di buona qualità può restare in funzione per tempi relativamente lunghi senza subire danni di sorta. Le stesse caratteristiche non sempre sono presenti in un comune minipimer.

Si tratta insomma di strumenti affini, ma non uguali. Pratico e maneggevole l’uno, potente e versatile l’altro. In cucina, questo è il nostro suggerimento, farete bene a poter disporre tanto del minipimer quanto del frullatore. In questo modo sarete sicuri di poter far fronte a tutte le vostre necessità.

Minipimer (frullatore a immersione) vs centrifughe ed estrattori

Un altro confronto spesso istintivo è quello tra il minipimer e le centrifughe oppure ancora tra il mixer ad immersione e gli estrattori. Anche in questo caso dobbiamo parlare di apparecchi affini perché capaci di tritare determinati ingredienti, ma comunque diversi nella resa finale. La principale differenza stavolta risiede nel fatto che, lavorando su ortaggi e frutta, otterremo in un caso delle polpe o tuttalpiù delle vellutate, nell’altro delle vere e proprie bevande.

Ciò perché estrattori e centrifughe constano spesso di sistemi atti a separare in appositi contenitori i rifiuti solidi, le parti dure ed il succo vero e proprio. Si tratta insomma di qualcosa di diverso rispetto ad una normale tritatura. Dato che difficilmente, per quanto liquida possa essere, qualcuno riuscirebbe a bere una vellutata e che nessuno mangerebbe un succo, il confronto in questo caso non regge proprio.

E quindi cosa trita un minipimer (frullatore a immersione)?

A questo punto la domanda sorge spontanea: cos’è in grado di tritare un buon minipimer? Come vedremo meglio in seguito, per rispondere con precisione bisognerebbe conoscere le caratteristiche tecniche del prodotto. In ogni caso comunque possiamo garantirvi che un frullatore ad immersione sarà sempre in grado di trattare con determinati alimenti.

Tra questi citiamo i legumi, i liquidi in genere, gli impasti poco densi, le creme e gli ortaggi. La consistenza accettata per questi ultimi però può essere variabile. Magari avvalendovi di un prodotto molto easy, per così dire, non potrete sminuzzare le patate crude. Potrete sicuramente lavorare però su quelle cotte e preparare quindi un purè da leccarsi i baffi.

Scegliere un minipimer (frullatore a immersione)

Detto ciò, è arrivato il momento di scegliere il vostro nuovo minipimer (frullatore a immersione). Come fare? Beh, diciamo subito che l’operazione potrebbe rivelarsi più complicata del previsto. Ciò perché sul mercato esistono ormai tante di quelle proposte che anche un esperto dei fornelli può andare incontro a tentennamenti. Nelle prossime righe comunque elencheremo tutte le caratteristiche che un prodotto di qualità deve necessariamente possedere. Una volta decisi all’acquisto, ricordatevi della nostra breve lista: siamo certi che vi tornerà utile.

L’alimentazione (elettrica)

Sino a qualche anno fa i minipimer erano progettati per poter funzionare solo e soltanto dopo aver inserito la spina nella presa. Il sistema standard di alimentazione era insomma quello elettrico. Ma i tempi cambiano e, al giorno d’oggi, è possibile imbattersi in una versione standard del prodotto ed in una opzione senza filo, alimentata ovviamente a batterie. Quale scegliere? Beh, in questo caso non possiamo dire che una soluzione sia in assoluto preferibile rispetto all’altra: entrambe le opzioni infatti presentano vantaggi e svantaggi in egual misura. Spetterà a voi quindi individuare la proposta più adatta a soddisfarvi.

Per aiutarvi a decidere possiamo semplicemente dirvi che un’alimentazione elettrica presuppone sempre una maggiore potenza della macchina. Questo significa che potrete tritare e frullare con una certa facilità un discreto numero di alimenti, probabilmente anche il ghiaccio. A tanta versatilità corrisponde però un piccolo handicap: la necessità di lavorare vicino ad una presa di corrente o, peggio ancora, di ricorrere all’aiuto di una prolunga.

Sappiamo bene quanto in cucina fili e cavi possano essere pericolosi: potrebbero farci inciampare, bruciarsi o tagliuzzarsi accidentalmente e via discorrendo. Per limitare un po’ i danni in questo caso sarebbe meglio scegliere un prodotto il cui cavo sia lungo almeno un metro e mezzo: vi risparmierete almeno l’uso della prolunga. Purtroppo però potreste avere qualche problema nel momento in cui sarete chiamati a riavvolgere il filo ed a riporre il tutto negli sportelli. In più non potrete utilizzare il vostro minipimer nel caso in cui mancasse la corrente.

L’alimentazione (a pile)

Un prodotto alimentato a pile presenta vantaggi e svantaggi diametralmente opposti rispetto a quelli appena descritti. Sicuramente potrete godere di una maggiore libertà di movimento dettata dalla totale assenza di fili. Diciamo anche che sarete un po’ più sicuri di non incappare in incidenti di sorta e di non avere grossi problemi di ingombro negli sportelli. In più non sarete vincolati a cucinare nelle immediate vicinanze di una presa elettrica.

C’è da dire però che potrete contare su una potenza spesso ridotta e quindi su un’altrettanto ridotta versatilità del prodotto. Inoltre, ancor prima di iniziare a preparare i vostri manicaretti, dovrete sincerarvi del livello di carica dell’apparecchio. Insomma: che fareste se vi piantasse in asso nel bel mezzo della vostra performance culinaria? A voi la scelta.

La vostra modalità d’uso

Siete dei cuochi provetti? Fate del vostro meglio per portare in tavola un pasto decente ma non siete dei maghi dei fornelli? Sappiate che, prima di acquistare un minipimer, dovreste rispondere in tutta sincerità a queste domande. Ciò perché un professionista necessiterà sempre di un articolo avente una grossa potenza e soprattutto dotato di parecchi accessori.

Un comune mortale invece potrebbe accontentarsi anche di una versione basic dell’articolo. Chiaramente un minipimer full optional avrà un costo diverso rispetto ad un frullatore domestico di scarse pretese. Insomma: passatevi la mano sulla coscienza e comprate qualcosa che si adatti alle vostre effettive doti culinarie.

L’impugnatura

Un buon minipimer ha sempre un’impugnatura ergonomica. Su questo punto non siate mai disposti a cedere. Poter contare su un manico rivestito in gomma antiscivolo e su una silhouette che ricalchi un po’ la forma della mano chiusa significa garantirsi una presa ben salda ed evitare ogni tipo di spiacevole incidente. Attenzione poi ad un altro piccolo particolare: tutti i pulsanti di controllo devono essere disposti sul corpo dell’oggetto in maniera che possiate raggiungerli con facilità.

Considerate peraltro che il tasto di avvio spesso dovrà essere tenuto schiacciato durante l’intero processo di lavorazione. Su questo aspetto è necessario aprire qui una piccolissima parentesi. Non cercate mai, probabilmente nemmeno li trovereste, dei minipimer che obbediscano ad un diverso principio di funzionamento. Il disattivarsi dell’elettrodomestico che segue alla mancata pressione delle dita sul tasto di accensione è infatti un modo come un altro per garantirsi una certa sicurezza in cucina. Il frullatore potrà infatti essere poggiato sul piano di lavoro a lame ferme. Ciò, tra le altre cose, eviterà anche schizzi su maioliche e sportelli.

Ma torniamo all’impugnatura del vostro minipimer (frullatore a immersione). I pulsanti dovranno sempre essere rivestiti in materiale morbido, ad esempio gomma, e garantirvi un certo isolamento dalla parte elettrica. Purtroppo in cucina può sempre capitare infatti di avere le mani umidicce e con l’elettricità è meglio non rischiare. La presenza di gomma sul corpo macchina inoltre servirà anche ad attutire le vibrazioni prodotte dall’oggetto in uso. Fidatevi: si tratta di un particolare che può fare la differenza tra una impugnatura qualsiasi ed una impugnatura professionale.

La maneggevolezza

Badate anche alla generale maneggevolezza del prodotto: da essa dipenderà in parte la buona riuscita dei vostri manicaretti. Solitamente i minipimer sono molto leggeri. Tuttavia sul mercato esistono ormai davvero molte variazioni sul tema. Un consiglio? Provate ad impugnare il prodotto già in negozio. Vi accorgerete così di cosa effettivamente faccia al caso vostro e di cosa invece è per voi meglio evitare. Sappiate comunque che l’ideale è scegliere un dispositivo il cui peso si aggiri sui 900 grammi.

Il wattaggio

Altro elemento da considerare nell’acquisto di un minipimer (frullatore a immersione) è la sua potenza. Abbiamo detto infatti che da questo parametro possono dipendere le prestazioni dell’utensile. Bene: sappiate che un prodotto destinato ad un uso professionale non avrà mai potenza inferiore agli 800 W, anzi. Un articolo per uso domestico invece potrà anche avere un wattaggio decisamente inferiore.

Il suggerimento che vi diamo in questo caso è comunque quello di non scendere mai al di sotto dei 400 W. Se poi volete essere sicuri di non mettere dei limiti al vostro estro creativo acquistate un 1000/1200 W. Si tratta di un prodotto decisamente destinato ai professionisti, ma se avete il pallino dell’alta cucina potrebbe regalarvi davvero molte soddisfazioni!

Il motore

Il motore di un minipimer (frullatore a immersione) può appartenere alla famiglia dei dispositivi a corrente continua o a quella dei congegni a corrente alternata. I motori CC, quelli rientranti nella prima categoria, sono senza dubbio i più diffusi sugli scaffali dei negozi dedicati. Gli AC invece sono perlopiù destinati a far parte della collezione di nicchia.

Ma cosa cambia all’atto pratico? Beh, i motori a corrente continua offrono agli utenti la possibilità di scegliere tra mixer capaci di raggiungere wattaggi diversi. I motori a corrente alternata invece di solito non superano i 300 W di potenza. Nel primo caso è più facile che si verifichi un episodio di surriscaldamento ed è quindi prassi utilizzare il congegno lavorando sull’alternanza di fasi di attività e di fasi di riposo. Nel secondo caso invece non sarà necessario operare ad intermittenza. Spesso, lo accennavamo poco prima, la vostra scelta sarà forzata. Ciò per via della maggiore reperibilità dei CC. In ogni caso tenete presente che questa variante sul tema è forse quella più utile quando si ha a che fare con preparazioni culinarie comuni.

La velocità

Wattaggio e velocità sono due elementi che camminano di pari passo. Un motore capace di assicurare una certa potenza infatti sarà in grado di lavorare a velocità sostenute. Il consiglio che vi diamo comunque è quello di propendere sempre per l’acquisto di un prodotto che vi offra diverse opzioni di regolazione. Utilizzerete così le basse velocità per lavorare su composti cremosi o magari su preparazioni particolarmente delicate e contraddistinte da una certa morbidezza. Le alte velocità invece vi permetteranno di lavorare su ingredienti più duri o di realizzare dei piatti un po’ più “rudi”.

Ora: i prodotti più diffusi vi daranno modo di scegliere tra 2 o 3 programmi standard. Quelli più prestazionali, in questo molto simili a veri e propri robot da cucina, metteranno a vostra disposizione fino ad una ventina di livelli di velocità selezionabili. Chiaro è quindi che, nel caso di un apparecchio tanto complesso, potrebbe cambiare un po’ il design della pulsantiera.

Vi potreste trovare di fronte infatti ad un bottone che, premuto in maniera più o meno vigorosa, agirà a velocità differenti. Questo sistema di determinazione della velocità però ci appare parecchio approssimativo. Gli elettrodomestici in tal senso più facili da tarare constano invece di un’apposita ghiera selettrice in cui compaiono, uno per uno, tutti i programmi a vostra disposizione. Alla ghiera, ovviamente, si accompagnerà un tasto di accensione e spegnimento.

La rumorosità

I frullatori ad immersione fanno rumore? Sì. Per quanto non raggiungano i livelli dei mixer veri e propri possono comunque risultare abbastanza fastidiosi. Certo, c’è da dire che questo tipo di apparecchio viene utilizzato al massimo per qualche minuto. Si tratta però di quel tanto che basta ad un motore particolarmente potente per farvi esplodere un bel mal di testa.

Cercate allora sulla confezione o sul libretto delle istruzioni di reperire delle notizie sul numero di decibel prodotti dalla macchina in uso. Il consiglio che vi diamo comunque è di non fare della silenziosità il vostro principale criterio selettivo. Insomma: chiaro è che a parità di prestazioni sceglierete il mixer ad immersione meno rumoroso. Non sacrificate però la versatilità e l’utilità del congegno ai decibel: ve ne pentireste.

Il blocco lame (materiale)

Chiaro è che un minipimer (frullatore a immersione) di buona qualità possieda anche un blocco lame di un certo tipo. Questa parte del congegno è quella che “scende in campo” e come tale è più delle altre esposta al contatto con gli alimenti. Dovrà quindi essere in grado di resistere all’immersione in ambienti particolarmente caldi o di uscire indenne dalla triturazione di cibi decisamente duri o ancora crudi.

A quanto pare la differenza sotto questo punto di vista possono farla i materiali utilizzati per la realizzazione del blocco lame. Alcuni prodotti sono interamente costruiti in plastica: di PVC è fatta la scocca esterna del prodotto, di PVC è realizzato il piede ed ancora in PVC sono lavorate le lame. Inutile dire che si tratta della soluzione da evitare.

Sebbene questo tipo di articolo sia decisamente economico, può anche dirsi scarsamente performante. Non tutte le plastiche infatti resistono al contatto con il calore. Inoltre, cosa ancora più importante, molte qualità di PVC se avvicinate ad oggetti e pietanze calde sprigionano delle sostanze cancerogene. Dove andrebbero a finire queste sostanze? Beh, ovviamente nel vostro pasto. E poi c’è la questione prestazioni. Un minipimer interamente realizzato in plastica non sarà mai in grado di soddisfare tutte le vostre esigenze.

Meglio optare allora per un prodotto che con il PVC abbia a che fare soltanto in relazione alla scocca esterna. Gli articoli migliori hanno infatti piede e blocco lame interamente realizzati in metallo. Spesso si tratta di alluminio, nei casi migliori di acciaio inossidabile. Tale soluzione è ovviamente appena più costosa rispetto all’altra ma decisamente più duratura e prestazionale oltre che più salubre. Verificate comunque che le parti in metallo siano state trattate per non arrugginire al contatto con acqua e liquidi.

Il blocco lame (il numero e l’angolazione)

Attenzione anche al numero delle lame. Nella maggior parte dei casi si limita a 2, ma negli ultimi tempi sembrerebbe più facile reperire dei prodotti dotati di ben 4 lame. Inutile dire che quest’ultima soluzione permette una maggiore libertà di movimento ed una buona versatilità. Relativamente all’angolazione del blocco poi scegliete sempre un apparecchio che sia abbastanza “eclettico”. Delle lame che agiscono su un unico piano hanno infatti un’efficacia alquanto limitata, quando invece tagliano, tritano e affettano a diverse inclinazioni il risultato è decisamente migliore.

Il piede

Il piede del minipimer (frullatore a immersione) può essere sganciabile dal corpo macchina o formare con questo un pezzo unico. Nel primo caso il sistema potrebbe un po’ peccare in solidità e stabilità, ma sarebbe sicuramente più semplice da pulire. Nel secondo invece sarete sicuri di ottenere qualche garanzia in più in termini di saldezza del dispositivo e, nelle versioni migliori almeno, disporrete di un prodotto interamente impermeabilizzato.

Il piede sganciabile, qualora optaste comunque per questa soluzione, può essere controllato da un tasto singolo o da un tasto doppio. Il tasto singolo si avvale di un sistema di aggancio a pressione. Lo sganciamento con doppio tasto invece avviene premendo contemporaneamente due pulsanti.

Anche in questo caso il principio di funzionamento è ancora quello dell’incastro a pressione. Questa soluzione però è in assoluto la meno stabile, soprattutto in presenza di meccanismi a molla. Meglio propendere eventualmente quindi per un sistema ad avvitamento: il meccanismo così concepito non consta di parti mobili ed è quindi tendenzialmente meno fragile.

Il blocco di sicurezza

Il fatto che il piede possa essere staccato dal corpo macchina ha posto le aziende nella necessità di rendere ancora più sicuro l’uso del dispositivo. Ciò si traduce nel ricorso al blocco di sicurezza. I migliori prodotti, se montati malamente, non riescono ad azionarsi. Grazie a questo espediente non si spezzeranno lame, giunture e parti a random dell’apparecchio. Esistono poi dei blocchi di sicurezza funzionanti esattamente nella stessa maniera ma pensati per proteggere l’apparecchio da surriscaldamento, cortocircuito ed oscillazioni di tensione.

La campana

La campana è la parte del piede che avvolge le lame. Di solito ha una forma semisferica. La sua funzione è quella di parare un certo quantitativo di schizzi evitando noiose operazioni di pulizia della cucina. Molto importante è osservare il design di questa parte dell’oggetto, soprattutto internamente. La campana, detta anche cupola, dovrà sempre essere corredata da piccole e grandi aperture e da qualche linea ondulata alla base.

In questo modo il flusso degli ingredienti in lavorazione sarà costante e gli alimenti non rimarranno in gran parte attaccati alle lame o all’interno della campana. Attenzione anche all’effettiva possibilità di pulire a dovere gli spazi interni della cupola. Ne va della funzionalità dell’apparecchio, ma anche dell’igiene in cucina e quindi della vostra salute.

La facilità di manutenzione

La manutenzione di un minipimer (frullatore a immersione) passa essenzialmente dall’abitudine di pulire l’apparecchio dopo ogni utilizzo. Ora: in certi casi sarà facile provvedere a questa esigenza, in altri no. Sicuramente migliori sotto questo punto di vista sono gli apparecchi smontabili in più parti e lavabili quindi, a seconda delle indicazioni fornite, a mano o in lavastoviglie. Chiaro è che la parte in cui è contenuto il motore non potrà subire lo stesso trattamento: accontentatevi perciò di ripulirla con un po’ di carta da cucina o con un panno quasi del tutto asciutto.

Alcuni modelli, i più evoluti sotto questo punto di vista, constano di funzione risciacquo. Si tratta di un programma pensato per avviare una prima pulizia sommaria dell’apparecchio rimuovendo pezzi di cibo attaccati sulle lame o sotto la campana. Nei casi più difficili, soprattutto se il suddetto programma non dovesse essere contemplato, potrete riempire un bicchiere di acqua e lasciare che il frullatore operi all’interno del recipiente. Tranquilli: non farete un buco nell’acqua ma otterrete un po’ lo stesso risultato descritto sopra. Dopo la pulizia, qualunque tecnica abbiate adoperato, ricordate sempre di asciugare alla perfezione tutte le parti del prodotto.

Trucchetto utile: quando il vostro minipimer, nonostante i ripetuti lavaggi, continua ad emanare odori sgradevoli, immergete le parti lavabili in una bacinella ricolma di alcool. Dopo qualche minuto di posa, strofinate l’apparecchio sulla buccia di un limone e quindi lavatelo nuovamente. Le macchie su plastica invece potrebbero (se siete fortunati) andar via lavando la parte in una soluzione di acqua ed aceto di mele.

Gli accessori

Ricordate quello che dicevamo poco fa circa la vostra possibile modalità d’uso del prodotto? Perfetto: è arrivato il momento di descrivere il corredo di un minipimer di battaglia e quello di un articolo professionale. Nel primo caso nella confezione troverete a stento il libretto delle istruzioni. Nel secondo caso invece, in un crescendo di assortimento in relazione alla qualità del prodotto, troverete un gran numero di gadget.

Potrete rintracciare nel pacco, tanto per fare degli esempi, dei bicchieri graduati, delle fruste intercambiabili, degli attrezzi per polverizzare gli alimenti o per tritare il ghiaccio e persino degli schiacciapatate. A volte nell’imballaggio sono presenti anche dei ricettari o delle piccole custodie per l’attrezzo ed i suoi pezzi di ricambio. Ovviamente più il prodotto sarà accessoriato e maggiore sarà la sua versatilità. A voi la scelta.

Il brand

Acquistare un minipimer (frullatore a immersione) che non dia troppi problemi significa spesso comprare un prodotto di marca. Se è vero insomma che anche le grandi aziende immettono sul mercato articoli di fascia bassa è anche vero che seguono il cliente nel post vendita. In ogni caso quindi disporrete di una buona garanzia e non faticherete a trovare eventuali pezzi di ricambio o ancora oggetti da aggiungere al corredo iniziale del prodotto. Il suggerimento che vi diamo, visti anche i costi esigui di alcune categorie di minipimer, è perciò quello di scegliere sempre un marchio noto, non importa quale.

Prezzi

Definire un range entro cui collocare un buon minipimer (frullatore a immersione) è abbastanza complicato. In commercio esistono ormai tante di quelle soluzioni che la forbice dei prezzi è parecchio ampia. Ci limiteremo a dire quindi che un prodotto di fascia bassa, seppure di marca, potrebbe richiedere l’esborso massimo di un paio di decine di euro. Attenzione però: con la locuzione “fascia bassa” non intendiamo necessariamente un articolo scadente. Questa possibilità è contemplata, per carità, ma ci riferiamo anche a quei prodotti brandizzati che non hanno grosse pretese e che si rivolgono ad un pubblico pressoché dilettante.

Un articolo di qualità appena più elevata, un prodotto di fascia media insomma, potrebbe avere un costo compreso tra le 50 e le 100 euro. Molto dipende in questo caso dalla scelta dei materiali, dal numero di funzioni contemplate e quindi dal corredo di accessori reperibile nella confezione. Un minipimer (frullatore a immersione) di alto livello invece, spesso interamente costruito in acciaio e ricchissimo di gadget, può richiedere un esborso discretamente alto che vada dal centinaio di euro in su.

Il consiglio che vi diamo è quello di non lasciarvi guidare troppo dal parametro qui in esame. Ancora una volta fareste bene, almeno in questo caso, a valutare le vostre effettive necessità e le vostre competenze culinarie. Dopo un attento esame di coscienza comprereste così un oggetto che sia adatto a voi.

Insomma: inutile spendere una fortuna se al massimo il vostro frullatore ad immersione servirà per preparare un passato di verdure. Altrettanto improponibile è comprare un prodotto basic per tritare il ghiaccio o per preparare manicaretti da chef pentastellato. In poche parole meditate gente, meditate (sui vostri acquisti)…

Come si usa un minipimer (frullatore a immersione)?

Utilizzare un minipimer è molto semplice. Diciamo subito però che potrebbe non trattarsi di un processo standard e che quindi è sempre bene cercare conferma nel libretto di istruzioni a quello che vi diremo nelle prossime righe. In ogni caso, almeno in linea di massima, non dovrete far altro che immergere il piede del mixer nel bicchiere che avete trovato incluso nella confezione o nella pentola che usate per cuocere determinati ingredienti. Selezionate quindi la velocità più adatta agli alimenti con cui avete a che fare ed azionate il sistema. Tutto qui.

I trucchi del mestiere

Passiamo adesso ai trucchi del mestiere. Quando frullate qualcosa direttamente in pentola dovete sempre stare attenti a muovere l’apparecchio in modo da descrivere dei cerchi. Ciò perché le posizioni statiche non giovano alla preparazione dei vostri manicaretti. Accompagnare dolcemente il minipimer con un movimento di polso e lasciare che percorra il perimetro del recipiente vuol dire infatti evitare che nella vostra pietanza restino grumi, pezzi non tritati o parti peggio lavorate.

Non dimenticate comunque che potrete comportarvi in questa maniera soltanto se la pentola in questione lo consente. Per poter frullare nella casseruola degli alimenti è necessario che quest’ultima sia realizzata in acciaio, in alluminio o comunque in metallo. Altre tipologie di materiali infatti potrebbero scheggiarsi e rovinarsi definitivamente. Esistono anche delle superfici che, una volta graffiate, diventano inadatte alla cottura di alimenti perché potenzialmente nocive alla salute. Fate quindi parecchia attenzione!

Secondo trucco del mestiere: evitare di sporcare. Quando si usa il minipimer può sempre capitare che gli schizzi vadano qui e là per la cucina. Se però si riuscisse a fare a meno di perpetrare questa spiacevole consuetudine sarebbe meglio. Bene: perché ciò accada basterà tenere sempre il piede ben immerso all’interno del recipiente. Chiaramente poi anche la velocità ha un suo peso nella faccenda. Meglio, laddove sia possibile, evitare di selezionare programmi particolarmente sprint. Qualora non possiate fare a meno delle alte velocità invece avvaletevi sempre di contenitori molto alti.

I prodotti migliori poi sono equipaggiati con delle gambe antischizzo. Se il vostro frullatore non fosse corredato da questo utile dispositivo potete cercare di acquistarlo in separata sede. In alternativa potreste comprare anche uno di quei coperchi forati al centro pensati proprio per non schizzare il cibo sulle pareti di casa. Si tratta di dispositivi spesso realizzati in plastica e capaci di adattarsi a contenitori di varie forme e grandezze. Al centro, nel buco di cui sopra, introdurrete il mixer che, nella peggiore delle ipotesi, schizzerà gli ingredienti sulla parte interna del coperchio. Comodo, no?

Minipimer (frullatore a immersione): usi alternativi

Forse non lo sapete, ma il minipimer potrebbe tornarvi utile anche per delle preparazioni non alimentari. Grazie a questo prodotto, per esempio, potrete dedicarvi alla produzione di saponi e detersivi home made. Potrete anche preparare una lunga sequela di prodotti per la cura della bellezza e della persona. Non mancano a tal riguardo idee facilmente reperibili online e, a dirla tutta, nemmeno tutorial più o meno illuminanti.

L’unico suggerimento che vi diamo in proposito è quello di acquistare un minipimer da destinare alla cucina ed un apparecchio da assegnare eventualmente alle preparazioni alternative. Ciò perché molto spesso i materiali tendono ad “assorbire” dei sapori o, nel caso della plastica, a macchiarsi indelebilmente una volta entrati in  contatto con determinati ingredienti. Inoltre alcune componenti di saponi e detersivi sono tossiche se ingerite. Per quanto possiate lavare il vostro frullatore ad immersione sarebbe quindi saggio non mischiare sfera culinaria e sfera hobbistica.

Minipimer (frullatore a immersione): come preparare dei frullati buoni come quelli del bar

Volete servirvi del vostro minipimer per preparare dei frullati buoni come quelli che vi propinano al bar? Potrete farlo tranquillamente, ma adottando le dovute precauzioni. Per prima cosa, come abbiamo visto, non tutti i dispositivi sono pensati per poter tritare il ghiaccio. Evitate di scoprire le potenzialità nascoste del vostro apparecchio lanciandovi all’avventura: meglio è semmai cercare lumi in proposito sul libretto delle istruzioni o sulla confezione del prodotto.

Ignorando questo consiglio rischiereste di bruciare il motore o di danneggiare le lame del mixer. Qualora doveste apprendere che il vostro elettrodomestico non è stato progettato per tritare il ghiaccio non perdetevi d’animo. Vi basterà per sopperire a questa lacuna utilizzare della frutta che abbia trascorso le ultime tre ore della giornata negli scompartimenti più refrigerati del frigorifero. Procedete amalgamando la vostra frutta con lo zucchero e quindi con un po’ di latte. Il risultato sarà ottimo.

Minipimer (frullatore a immersione): una curiosità

Abbiamo deciso di concludere questa guida con una simaptica curiosità sul minipimer (frullatore a immersione). A quanto pare la primissima versione del prodotto risale al 1959. Il suo progettista, tale Gabriel Lluelles, decise di battezzare il fortunato prodotto pimer in omaggio all’azienda per cui lavorava (la Pequenas Industrias Mecanico Electricas Reunidas). Il “mini” venne un po’ dopo, man mano che l’elettrodomestico acquisiva dimensioni via via più ridotte.

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