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Omogeneizzatore: quale scegliere? Consigli ed opinioni

Se stai compilando la lista nascita per il tuo bebè non dimenticate di includere nell’elenco anche l’omogeneizzatore: ne avrai bisogno e ne farai frequentemente uso.  Grazie a questo attrezzo da cucina infatti potrai preparare senza grosse difficoltà delle pappe home made per il tuo piccolo assicurandoti così che segua sin da subito una dieta bilanciata e che si nutra il più possibile di alimenti sani e genuini.

Sin qui tutto lineare, ma come fare ad essere certi che l’elettrodomestico acquistato o incluso nella lista nascita sia proprio quello che faccia al caso tuo? A guardarli gli omogeneizzatori sembrano tutti uguali! In realtà però le cose non stanno proprio così: ecco perché nelle prossime righe individueremo insieme degli utili criteri di selezione.

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Perché comprare un omogeneizzatore?

Un omogeneizzatore è un apparecchio utile a preparare delle pappe sane e nutrienti destinate ai cuccioli d’uomo: avevamo accennato a questa sua funzione già poco prima.

Quello che non abbiamo detto è che l’apparecchio confeziona questi pasti lavorando sul cibo in modo da sminuzzarlo in porzioni davvero piccolissime, talmente piccole che alla fine dell’operazione otterrai una vellutata o tuttalpiù una crema.

Si potrebbe obiettare che, in linea di massima almeno, lo stesso risultato sarebbe raggiungibile grazie ad un comune frullatore. Sbagliato: l’omogeneizzatore rispetto agli altri elettrodomestici aventi funzioni affini ha il pregio di evitare che l’alimento lavorato assorba aria. Ciò, lo sanno bene i genitori che hanno già avuto a che fare con un bebè in preda alle coliche notturne, rappresenta sicuramente un grosso vantaggio.

Abbiamo individuato così la prima ragione valida per acquistare un omogeneizzatore. Passiamo alle altre. I prodotti industriali destinati all’infanzia dovrebbero, almeno teoricamente, offrire qualche garanzia in più in termini di salubrità. Le pubblicità di settore, non a caso, battono spesso su questo punto. Purtroppo però non sempre è possibile fidarsi degli spot.

Preparare una pappa in casa significa quindi tutelare la salute dei più piccoli. Ma non è ancora tutto. Basta fare un giro tra gli scaffali del supermercato per rendersi conto che un omogeneizzato industriale ha un costo abbastanza elevato. Se si pensa al fabbisogno medio di un neonato è facile giungere alla conclusione che l’acquisto di questi prodotti incide pesantemente sul bilancio mensile.

Ecco quindi un’altra valida ragione per preparare in casa le pappe del bimbo: si risparmia e si risparmia davvero parecchio. L’ultimo importante vantaggio legato all’acquisto di un omogeneizzatore è che questo apparecchio permette di ridurre sensibilmente l’inquinamento ambientale. Cucinare in autonomia la pappa infatti significa evitare la produzione di una discreta mole di rifiuti. Insomma: ci stai ancora pensando su?

Omogeneizzatore, frullatore e cuocipappa: quali sono le differenze?

I meno esperti nel settore tendono a fondere ed a confondere le funzioni di questi tre utilissimi elettrodomestici. In realtà però essi assolvono a compiti diversi e ti spieghiamo subito il perché. Partiamo dal cuocipappa. Questo strumento, anch’esso molto gettonato nelle liste nascita, ha un’aspettativa di vita più lunga rispetto all’omogeneizzatore. Esso infatti accompagnerà la crescita del bambino anche dopo il suo completo svezzamento.

Ciò accade perché il cuocipappa, oltre a svolgere le stesse identiche funzioni dell’omogeneizzatore, si presta ad essere utilizzato anche come frullatore, oppure come scaldabiberon, o ancora come sterilizzatore e marchingegno utile a cuocere gli alimenti al vapore.

Si tratta insomma di un prodotto più completo, adatto a chi ha modo e tempo di dedicare molte cure all’alimentazione del bebè. Chiariamoci: sul mercato esistono degli omogeneizzatori aventi parecchie funzioni extra. Questi prodotti somigliano da vicino ad un cuocipappa, ma offrono comunque un numero inferiore di possibilità.

Per quanto riguarda il frullatore abbiamo già accennato al motivo per il quale non può sostituire l’oggetto in esame. Abbiamo detto infatti che pur sminuzzando comunque gli ingredienti, il suo meccanismo  fa sì che il preparato inglobi aria, cosa poco indicata nel caso dei bebè.

A questa informazione dobbiamo aggiungere la consapevolezza che la consistenza degli alimenti trattati non sarà mai quella di una vellutata e, nel malaugurato caso in cui all’interno della pappa dovessero rimanere degli ingredienti a pezzi, un omogeneizzato preparato con l’ausilio di un frullatore potrebbe rivelarsi molto pericoloso.

Scegliere un omogeneizzatore: consigli utili

Dopo tutte queste premesse, possiamo finalmente stabilire insieme quali siano i criteri guida utili a scegliere un buon omogeneizzatore. Si tratta di pochi e semplici input da tenere sempre ben presenti  in quanto capaci di fare la differenza tra un prodotto di buona fattura ed un oggetto non esattamente di qualità. Iniziamo subito.

Gruppo di appartenenza

Non tutti gli omogeneizzatori possono dirsi uguali. Alcuni offrono agli utenti la possibilità di accedere ad un ventaglio di funzioni semplici ed elementari, altri sono un po’ più accessoriati e quindi capaci di garantire più processi di lavorazione.

Nel primo caso l’elettrodomestico servirà essenzialmente ad omogeneizzare degli ingredienti. Gli apparecchi così concepiti, i classici intramontabili per intenderci, si caratterizzano di norma per le loro dimensioni compatte, per la conseguente maneggevolezza, per l’indiscutibile facilità di impiego e per il poco spazio occupato una volta riposti all’interno dei pensili.

I cosiddetti multifunzione invece non si limitano a frullare e tritare, ma possono anche lessare o scongelare degli alimenti. Questo strumento si adatta quindi a seguire lo svezzamento del bambino in tutte le sue fasi e permette a mamma e papà di arrangiarsi nel più breve tempo possibile nel caso in cui siano costretti ad approntare un pranzo di fortuna per il loro piccolo.

Utilizzando un omogeneizzatore multifunzione tra l’altro è possibile preparare la pappa del bebè senza sporcare la cucina e comunque evitando di lordare un numero eccessivo di stoviglie. Ultima chicca: questa tipologia di apparecchio può essere utilizzata anche per preparare dei pasti per bimbi un po’ più cresciutelli o persino per gli adulti.

Detto ciò, dobbiamo specificare che l’omogeneizzatore multifunzione non è da ritenersi migliore rispetto alla sua variante classica né tanto meno è vero il contrario. Quello che vogliamo dire è che ciascuno dei due apparecchi si presta a soddisfare esigenze diverse e che prima di optare per l’una o per l’altra soluzione sarà bene considerare quale utilizzo si farà dell’elettrodomestico in questione.

Consistenza degli alimenti

Una pappa preparata con l’omogeneizzatore potrà raggiungere diversi livelli di cremosità. Bisognerà badare a questo dettaglio con una certa attenzione, soprattutto quando i piccoli destinatari dei tuoi manicaretti home made non hanno ancora i dentini.

In linea di massima per una primissima fase dello svezzamento si consiglia infatti di accertarsi sempre che la pappa possa essere molto cremosa e, soltanto successivamente, che diventi un po’ più solida. Con l’arrivo dei dentini infatti il piccolo dovrà imparare anche a masticare.

Il suggerimento in questo caso è quello di comprare un apparecchio che sia in grado di lavorare gli ingredienti in modo da ottenere per il prodotto finito diverse consistenze . In questa maniera non sarà necessario comprare nuovi elettrodomestici quando il piccolo di casa sarà un po’ più cresciutello e, soprattutto, non si creeranno spiacevoli intasamenti negli sportelli della cucina…

Dimensione e caratteristiche del contenitore

Gli omogeneizzatori presenti attualmente sul mercato differiscono anche per capacità. Esistono infatti delle varianti molto compatte ed altre un po’ più voluminose. Anche in questo caso bisogna dire che manca una soluzione in assoluto migliore rispetto all’altra: molto dipende infatti dalle esigenze di chi compra.

Ovviamente un prodotto più ingombrante meglio si presterà a soddisfare le necessità di chi ha in casa più bambini o di chi, magari avendo a disposizione poco tempo, prepara una gran quantità di pappa tutta in una volta per poi congelare svariate porzioni di omogeneizzato. Chi invece ha poco spazio ma tanto tempo a disposizione e preferisce cucinare quotidianamente il pasto del bebè potrebbe accontentarsi di un prodotto dalle dimensioni ridotte.

Ma parliamo anche delle caratteristiche generiche del contenitore. Esso deve sempre essere realizzato in materiale trasparente che possa dar modo all’adulto di turno di verificare costantemente lo stato di preparazione dell’omogeneizzato oppure ancora il livello di riempimento del bicchiere. Esso, tra l’altro, deve anche essere graduato in modo da poter meglio dosare gli ingredienti.

I materiali migliori

Anche i materiali hanno un ruolo di una certa importanza nella scelta dell’omogeneizzatore. In linea di massima per quanto riguarda il corpo macchina avrai a che fare con la plastica rigida. Quest’ultima è senza dubbio una buona soluzione dato che tale materiale può essere pulito con facilità ed è discretamente resistente ad urti e graffi.

Il contenitore potrà essere realizzato anch’esso in plastica rigida o, in alternativa, in vetro. Nel primo caso l’apparecchio avrà un costo sicuramente più contenuto, potrà essere facilmente lavato e resisterà ancora una volta ad ogni tipo di sollecitazione esterna o caduta. Il vetro, chiaramente, è molto più fragile e costoso, ma è di certo un materiale preferibile sotto altri punti di vista.

In particolare negli ultimi anni si è scoperto che il PVC, se esposto a fonti di calore, può rilasciare delle sostanze nocive, potenzialmente responsabili dello sviluppo di masse tumorali. Più sicure sono le plastiche BPA free, trattate cioè per ridurre sensibilmente la possibilità che tali sostanze si sprigionino nell’ambiente, o peggio, all’interno degli alimenti.

Ricordiamo che il processo di omogeneizzazione genera all’interno della macchina un certo livello di calore. Il problema si pone quindi anche nel caso di questo piccolo elettrodomestico. Ci preme allora sottolineare che l’unico materiale in grado di offrire garanzie effettive in tal senso è il vetro.

La manutenzione

L’omogeneizzatore è un elettrodomestico in perenne utilizzo: i piccolini del resto mangiano più spesso degli adulti anche se le loro porzioni sono in confronto molto ridotte. Non è difficile quindi intuire che una caratteristica da tenere in viva considerazione quando si acquista un simile apparecchio è la facilità di manutenzione e pulizia che lo contraddistingue.

Il suggerimento in questo caso è quello di orientarsi su modelli che permettano all’utente di smontare in più parti l’elettrodomestico: in questo modo sarà più facile pulire meglio l’oggetto in questione. Attenzione poi alla possibilità di lavare in lavastoviglie le varie componenti dell’omogeneizzatore: non è detto che sia sempre contemplata dalle case produttrici!

Le componenti e gli accessori

Utile è infine tenere in considerazione anche le caratteristiche delle componenti presenti nell’apparecchio e porre attenzione agli accessori in dotazione. Iniziamo dalla lama che dovrà essere sempre presente e che renderà il cibo più o meno vellutato e cremoso in funzione della sua stessa qualità.

Non dovrebbe mancare poi un sistema per la chiusura di sicurezza utile ad evitare fuoriuscite di liquido e soprattutto spiacevoli incidenti. Completano il pacchetto un kit di vasetti salva-freschezza ed un buon manuale delle istruzioni.

Omogeneizzatore: come si usa?

E se mancasse all’appello proprio il manuale illustrativo? Niente paura: ti daremo modo di capire come utilizzare comunque un omogeneizzatore. Attenzione però: le nostre sono delle istruzioni generiche che potrebbero rivelarsi più o meno precise in funzione del prodotto acquistato.

Iniziamo col dire che all’interno dell’omogeneizzatore è possibile introdurre la stragrande maggioranza degli ingredienti che compongono l’alimentazione base di un bambino. Sì quindi alla carne ed al pesce, alla frutta, agli ortaggi ed alle verdure.

Attenzione però: alcuni cibi, per esempio le carni, richiedono un processo di lavorazione più lungo in modo da non risultare indigesti. Si suggerisce poi  di preparare le pappe del piccolino utilizzando sempre degli ingredienti freschi o dei prodotti di stagione: che senso avrebbe altrimenti confezionare in casa i pasti del bambino?

Detto ciò, passiamo agli step da eseguire per mettere in funzione l’elettrodomestico. La prima cosa da fare è quella di versare dell’acqua all’interno della caldaia. Essa sarà sempre rigorosamente minerale. Perché? Beh, anche se quella corrente fosse potabile passerebbe per le tubature di casa che non sempre sono linde ed integre come crediamo.

Una volta introdotta l’acqua nella caldaia, si aggiungeranno gli ingredienti della preparazione e si lascerà che essi cuociano a vapore nel cestello. A quel punto il macchinario dovrà frullare il composto sino a che non sarà rimasta traccia di alimenti solidi. Attenzione a questo passaggio: come abbiamo detto i bimbi ancora senza denti in presenza di residui solidi potrebbero soffocarsi.

A questo punto una parte della pappa potrà essere consumata nell’immediato e la restante parte conservata per il futuro (ovviamente non eccessivamente lontano). Sarà possibile infatti realizzare un sottovuoto che assicuri al piccolo l’approvvigionamento per i prossimi giorni o, in alternativa, congelare le eccedenze per un periodo di tempo appena un po’ più lungo.

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