Padella per friggere

Una buona padella per friggere può regalare a chi la possiede infinite soddisfazioni. Che si tratti di preparare una semplice frittata o di portare in tavola un invitante mucchietto di patatine, che tu voglia cuocere del pesce o qualche verdura in pastella, un arnese di qualità può davvero fare la differenza. Grazie a questo “strumento del mestiere” potresti infatti cucinare una lunga sfilza di manicaretti che poco e niente avrebbero da invidiare alle migliori preparazioni servite nei ristoranti.

Insomma: vuoi prendere per la gola tuo marito? Vuoi convincere i bimbi di casa ad assaggiare il pesce? Vuoi stupire amici e parenti con le tue doti culinarie? Bene: allora devi prima di tutto prendere confidenza con il mondo delle padelle per friggere. Come? Pensi di saperne già abbastanza? Beh, lo pensano tutti, ma in realtà  a tal riguardo c’è un mondo da scoprire. Benissimo: scopriamolo insieme.

Identikit della perfetta padella per friggere

Comprare una padella per friggere non è facile come credi. Non basta infatti recarsi in un negozio specializzato o digitare l’indirizzo del tuo e-commerce preferito e mettere in carrello l’oggetto più conveniente o più carino. Una padella per friggere deve del resto possedere determinate qualità per permetterti di portare in tavola dei manicaretti degni di uno chef pentastellato.

Tra l’altro scegliere a casaccio la stoviglia che ti aiuterà nell’impresa potrebbe significare anche esporre te e la tua famiglia a molti rischi per la salute. Insomma: vuoi comprare una padella per friggere che faccia bene il suo lavoro e che non ti esponga ad alcun tipo di pericolo? Bene, ecco una lista di tutte le qualità che dovrai ricercare nel tuo tegame: tienile bene a mente all’atto dell’acquisto.

Il manico

Una padella per friggere sprovvista di manico è una padella da scartare a priori. Partendo da questo assunto, possiamo dire anche che non basta che questa parte sia presente per essere sicuri di acquistare un oggetto di qualità. I tegami migliori infatti sono corredati da manici rivestiti con materiali che abbiano comprovate proprietà isolanti ed ignifughe. Ciò perché quando si frigge qualcosa, lo sai bene se sei un habitué di patatine e dintorni, il rischio di scottarsi è sempre dietro l’angolo.

Non solo: l’olio bollente schizza ovunque ed a volte riesce persino a raggiungere la fiamma del fornello. Tale alimento, essendo tra le altre cose un ottimo combustibile, potrebbe in simili circostanze produrre una bella fiammata sbrindellando il manico di cui sopra. Si tratterebbe di un incidente di non poco conto: tu rischieresti l’ustione, la padella sarebbe pronta per il sacco dell’immondizia ed il cibo diventerebbe irrecuperabile.

Per evitare scenari catastrofici faresti bene inoltre a verificare che il manico abbia una lunghezza tale da permetterti di allontanarti il più possibile dal fornello rendendo ancora meno probabile il rischio di scottature. Infine un buon manico sarà sempre progettato secondo le regole base dell’ergonomia: questo significa innanzitutto che sarà facilmente impugnabile. Esso poi presenterà incavi o rilievi utili ad aumentare il grip delle dita sull’oggetto e quindi ad evitare che la pentola, ancora piena di olio bollente, ti scivoli dalle mani producendo danni a cose e persone.

A tale scopo i top di gamma si avvalgono di manico e contromanico. Il primo ti servirà ad afferrare la padella per friggere durante la fase di cottura limitandone i movimenti ed evitando che essa vada a zonzo sui fornelli. Il secondo, utilizzato in combo con il manico vero e proprio, ti servirà invece per spostare il tegame a tavola o dentro il lavandino.

La tua presa così sarà infatti più salda e la stoviglia viaggerà, per così dire, senza inclinarsi pericolosamente da un lato o dall’altro. Ciò è importante, soprattutto se la pentola in questione è grande e pesante. In questo modo ridurrai ulteriormente il rischio di incappare in spiacevoli incidenti. Attenzione anche nel caso del contromanico a verificare che esso sia realizzato con materiali sicuri.

Sappi comunque che in alternativa al contromanico potresti trovare pure due manigliette che si accompagnino al manico vero e proprio. Anche in questo caso valgono tutte le dritte ed i suggerimenti letti sin qua: accertati che esse siano realizzate partendo dalla lavorazione di materiali ignifughi ed isolanti. Assicurati anche che abbiano un design ergonomico.

I bordi

I bordi del tegame in questo caso devono essere abbastanza alti e, chiaramente, retti. Ciò perché, con buona pace di salutisti e nutrizionisti, quando si frigge qualcosa bisogna sempre utilizzare discreti quantitativi di olio. Ad essere precisi anzi, piccolo trucchetto del mestiere, sarebbe bene versare in pentola tanto olio quanto basta per immergere almeno la metà dell’alimento in lavorazione.

Se insomma la ciambellina dolce che stai preparando è alta all’incirca un paio di centimetri, dovrai mettere in padella un quantitativo di olio che ti permetta di lambire almeno un centimetro di impasto. Successivamente girerai il dolcetto in modo che si possa cuocere anche l’altra metà. I bordi altri inoltre servono anche a proteggerti ulteriormente dagli schizzi bollenti. Certo, si tratta di una misura di sicurezza un po’ blanda, ma meglio poterne usufruire che non goderne affatto!

Una precisazione: i bordi alti sono in assoluto i più utili dietro ai fornelli. Tuttavia sarebbe bene che tu acquistassi anche qualche padella per friggere caratterizzata dalla presenza di bordi più bassi. Ciò ti tornerà utile per preparare degli alimenti che necessitino di poco olio e che, una volta cotti, potrai far scivolare sul piatto da portata o sul piatto dei commensali senza schizzare olio o rischiare di rovinare la presentazione della portata (anche l’occhio vuole la sua parte!). Pensa al caso della frittata: un bordo basso potrebbe tornarti veramente utile!

I materiali

Relativamente ai materiali con cui può essere realizzata una padella per friggere abbiamo davvero molto da dire. Innanzitutto ti informiamo che ad oggi è possibile scegliere tra una gran varietà di proposte: si va dal rame alla pietra, dal ferro alla ghisa, passando ancora per l’acciaio, l’alluminio ed i rivestimenti antiaderenti in genere.

Dal punto di vista strettamente culinario è importante scegliere un materiale capace di riscaldarsi in maniera rapida ed uniforme. Questo significa che sarebbe bene prediligere sempre i metalli in quanto generalmente considerati dei buoni conduttori. C’è poi da dire che bisognerebbe optare anche per dei metalli dotati di un’altissima resistenza al calore. Durante il processo di frittura si raggiungono infatti temperature molto più alte rispetto a quelle richieste da altri tipi di cottura. Alla luce di queste informazioni, possiamo dirti a priori che i prodotti migliori sono quelli realizzati in alluminio, in acciaio, in rame, in ferro o in ghisa.

Se però volessi cucinare le tue pietanze evitando di utilizzare troppi grassi di cottura, potresti orientarti su un tegame corredato da rivestimento antiaderente. Solitamente tale rivestimento è realizzato in ceramica oppure in teflon. Si tratta di una soluzione perfetta per tenere a bada la linea ed anche per velocizzare le operazioni di pulizia della stoviglia dato che sul fondo della stessa non resteranno attaccati dei residui di cibo.

Peccato però che molti studiosi e molti addetti ai lavori abbiano recentemente sollevato dei dubbi circa la salubrità delle pentole antiaderenti, in pietra e smaltate in genere. Pare infatti che i materiali utilizzati (teflon su tutti) o i fissativi impiegati per attaccare uno strato antiaderente ad una pentola realizzata in altro materiale siano tossici, addirittura cancerogeni.

La questione è ad oggi molto controversa, tanto che abbiamo pensato di dedicare a questo aspetto del problema una sezione a sé stante della nostra guida. Intanto ti consigliamo di documentarti a tua volta su questo argomento in modo da sviluppare un tuo personale punto di vista sulla faccenda. Se non hai tempo e modo di proseguire nella lettura della nostra guida o di reperire tutte le informazioni di cui sopra ti anticipiamo che la scelta in assoluto migliore relativamente al materiale di realizzo di una buona padella per friggere è il ferro.

La capienza

In commercio esistono ormai tegami di ogni forma e dimensione. In tal senso non possiamo affermare che una scelta sia più giusta rispetto alle altre: comprerai una pentola più grande o più piccola in relazione al numero di commensali da servire, alle tue abitudini alimentari e così via. Tieni comunque presente che la padella dovrà ospitare comodamente tutto ciò che introdurrai al suo interno dandoti persino modo di rigirare di continuo gli alimenti. Ciò però non significa che i cibi debbano letteralmente fluttuare nel vuoto o nell’olio: i bordi devono infatti rimanere relativamente vicini agli ingredienti in cottura.

Relativamente alle forme invece sappi che nella maggior parte dei casi avrai a che fare con tegami rotondi. Esistono comunque in commercio anche pentole ovali, adatte magari alla cottura di determinate varianti di pesce. Considera in ogni caso che una scelta del genere ti creerà qualche problema in più nel momento in cui dovrai conservare nei pensili la tua pentola. Le forme ovali infatti non sempre sono facili da gestire.

Per poter far fronte a tutte le situazioni ed a tutte le necessità ti consigliamo perciò di orientarti su un set di padelle tonde aventi diametri tra loro diversi. Sappi comunque che in questo set non dovranno mancare tegami dal diametro di 24, 28  e 32 centimetri. Si tratta infatti delle misure mediamente più utilizzate in famiglia e di quelle che possono aiutarti anche a cuocere dei pesci discretamente grandi senza ricorrere al design ovale di cui sopra.

Nel tuo set poi potresti anche includere un bel wok. Esso viene da molti considerato alla stregua di una padella per friggere. Le cose, a dirla tutta, non stanno esattamente così. Tuttavia questa stoviglia può essere utilizzata per preparare delle fritture particolarmente abbondanti. Il suo impiego è consigliato soprattutto quando ci si trova a badare ad alimenti da rimestare di continuo, in più si tratta di una pentola estremamente versatile. Insomma: meglio averla che non averla!

Gli accessori

Due sono gli accessori che potresti trovare nella stessa confezione della tua nuova padella per friggere: il cestello ed il coperchio. Il primo elemento si trova soltanto quando più che padelle vere e proprie si acquistano delle pentole per friggere. Il supporto traforato viene quindi inserito all’interno della casseruola, i cui bordi sono ovviamente molto più alti rispetto allo standard, e fissato sulla stoviglia.

Gli alimenti da friggere verranno così posti al suo interno, mentre l’olio introdotto nella pentola avvilupperà i cibi garantendo una cottura rapida ed uniforme. Pronta la pietanza, potrai sganciare il cestello, sollevarlo all’interno della stessa padella e lasciare quindi colare l’olio in eccesso. In questo modo eviterai di sporcare tutto intorno.

Il coperchio invece serve esclusivamente a ridurre i rischi derivanti dai continui schizzi di olio. Tuttavia, una volta sollevato per controllare lo stato di cottura dei cibi, si potrebbero avere delle brutte sorprese. In ogni caso è sempre meglio scegliere una padella per friggere dotata di coperchio, non fosse altro che per la possibilità di coprire gli alimenti che consumerai a distanza di qualche minuto. In questo modo potrai proteggerli da mosche, polvere e quant’altro.

Degli accessori che raramente troverai inclusi nella confezione ma che eventualmente potresti acquistare anche in separata sede sono poi la schiumarola, le pinze, i mestoli e le palette. Essi sono a dir poco fondamentali quando si frigge. Ti permettono infatti di afferrare, rigirare e rimestare le pietanze nonché di lasciar cadere l’olio in eccesso. Scegli sempre degli attrezzi che non trasmettano il calore alla mano e, soprattutto se hai in casa una padella per friggere a rivestimento antiaderente, realizzati con materiali morbidi ed aventi un design non spigoloso.

Il piano cottura

Tenere bene a mente il tipo di piano cottura che si ha in casa, o che si ha intenzione di acquistare alla prima occasione, è sempre utile. Come ben saprai infatti nel caso di piani ad induzione sarà necessario equipaggiarsi con delle pentole specifiche realizzate in metallo. Il consiglio che ti diamo, visto anche quanto affermato sin qua, è di scegliere comunque qualcosa in ferro: se un domani volessi sostituire i tuoi vecchi fornelli con un piano cottura ad induzione ti troveresti avvantaggiata. Se anche non fosse così avresti comprato in ogni caso un ottimo prodotto, un articolo capace di garantirti qualità e salubrità degli alimenti. Che altro pretendere da una semplice padella per friggere?

I prezzi

Il prezzo di una padella per friggere può variare parecchio a seconda della dimensione del prodotto, della marca che si sceglie di acquistare e delle caratteristiche tecniche del tegame. Un buon articolo costa in genere 40/50 euro, 60/70 euro se si preferisce il modello con cestello. Il suggerimento che possiamo darti è di non acquistare mai niente di eccessivamente economico. Ciò perché i materiali utilizzati per realizzare la padella per friggere potrebbero in questi casi non essere dei migliori.

Scegli inoltre qualcosa di brandizzato e certificato in modo da avere qualche certezza in più in termini di resa e salubrità. Questo significherà sicuramente spendere qualche euro extra, ma si tratta di una spesa una tantum, di un investimento che può darti la possibilità di portare a casa una pentola che ti accompagni per anni ed anni. E poi si sa: la salute non ha prezzo!

Padella per friggere: consigli per l’uso

Adesso che hai imparato ad individuare tra le tante proposte presenti sul mercato la padella per friggere più performante e sicura, magari vorrai capire anche come utilizzarla al meglio. Bene, ti sveliamo un piccolo trucco: aiutandoti con un termometro da cucina, verifica sempre che l’olio si riscaldi fino a raggiungere una temperatura compresa tra i 140 ed i 180 °C. Attenzione a non superare mai questa soglia limite, detta anche punto di fumo. Una temperatura più alta potrebbe infatti non soltanto rendere poco piacevole il sapore della pietanza, ma anche risultare nociva per la salute.

Sappi inoltre che ogni tipo di olio (per frittura, evo, ai semi di girasole, ecc.) ha un suo punto di fumo ben specifico. Tale valore, può variare anche in relazione alla marca del prodotto utilizzato. Detto ciò, ti consigliamo di scegliere sempre dell’olio evo: è sicuramente più salubre di quello per fritti. Prima di immergere gli alimenti nell’olio lascia poi che questo si riscaldi per qualche minuto.

Cerca quindi di cuocere le tue pietanze a fiamma medio-bassa in modo da evitare gli schizzi, da non raggiungere subito il punto di fumo e da non trasformare in pochi minuti il tuo olio preferito in qualcosa che somigli all’olio motore della macchina. Unica eccezione alla regola è la cottura di cibi che desideri rendere particolarmente croccanti. Ricorda inoltre che gli alimenti dalle dimensioni più consistenti vanno sempre cotti a fiamma bassissima, viceversa quelli più compatti necessitano di una fiamma un po’ più alta. A fine cottura piazza tutto su una griglia di raffreddamento, a sua volta posta su un recipiente. Elimina inoltre l’olio in eccesso tamponando delicatamente la pietanza con della carta assorbente.

Tutto qui? Non ancora. Ti consigliamo anche di cucinare sempre le giuste quantità di cibo, o quanto meno, di non sovraccaricare la pentola: rischieresti di ottenere una cottura poco uniforme. Ricordati poi di condire il tutto con spezie ed aromi ma soltanto qualche secondo prima di spegnere i fornelli in modo da evitare che le erbette utilizzate si carbonizzino.

Infine un consiglio sulla sicurezza: qualora qualcosa dovesse iniziare a bruciare o, peggio ancora, se la padella per friggere dovesse prendere fuoco, abbi la prontezza di spirito di coprirla subito con un coperchio. In questo modo il piccolo incendio si spegnerà quasi subito perché la fiamma non verrà più alimentata dall’ossigeno.

Pulizia e manutenzione della padella per friggere

Quando dovrai pulire la tua padella per friggere procedi eliminando parte dei residui con un foglio di carta da cucina assorbente. L’importante è non utilizzare niente di particolarmente aggressivo né tanto meno spugnette abrasive. Ciò vale soprattutto nel caso in cui tu abbia optato per una pentola a fondo antiaderente.

Diversamente, in presenza di residui grassi difficili da rimuovere, riempi la tua stoviglia con dell’acqua, poni la padella per friggere sul fornello e lascia che l’acqua di cui sopra inizi a bollire. A quel punto aggiungi un po’ di aceto. Poco alla volta il grasso più ostinato si staccherà dalla pentola e tenderà a salire in superficie. Procedi quindi al lavaggio in acqua calda con sapone per piatti.

Se nonostante tutto il grasso non dovesse essere del tutto sparito, prepara un composto di acqua e bicarbonato. Lascia agire sulla pentola e quindi rimuovi il tutto. Ripeti la bollitura con aceto e poi provvedi al normale lavaggio. Queste tecniche di manutenzione non possono essere utilizzate con i tegami in ferro che invece vanno solo strofinati con il sale. Ammesso anche che tu voglia lavarli sotto il getto d’acqua corrente ti consigliamo di asciugarli subito e scrupolosamente. Tanto le pentole in acciaio quanto quelle in ferro o ghisa, dopo essere state lavate normalmente o sfregate con il sale, andrebbero infine lucidate con dell’olio.

Focus sui materiali di realizzo della padella per friggere: gli antiaderenti

Come ti abbiamo promesso dedicheremo alla questione “materiali” un paragrafo a sé stante. Si tratta infatti di un argomento molto importante e su cui bisogna soffermarsi a riflettere parecchio prima di prendere una qualsiasi decisione. Iniziamo dai materiali antiaderenti. Il teflon, re della categoria, altro non è che un polimero sintetico spesso indicato con la sigla PTFE. Una pentola così rivestita tende nel tempo a perdere parti di teflon che finiscono inevitabilmente per essere ingerite o “cotte” in padella. In entrambi i casi il risultato è tutt’altro che salutare.

Del resto basti pensare che il semplice contatto con le fonti di calore può, a prescindere dall’avvenuto distacco dal fondo della padella, generare fumi tossici. Basta insomma raggiungere i 290°C, corrispondenti in questo caso ad un periodo di utilizzo compreso tra i 2 ed i 5 minuti, perché tutto ciò accada. I fumi sprigionati in questa occasione, assurdo ma vero, possono addirittura uccidere quasi istantaneamente dei piccoli animali (per esempio degli uccellini). L’uomo riporta invece conseguenze nel lungo termine, anch’esse letali.

Attenzione poi alle pentole PTFE free. Sulla carta dovrebbero assicurare un livello di salubrità decisamente superiore, quanto meno rispetto a quelle in teflon. A detta degli esperti però le cose non stanno esattamente così. Ciò perché la lega sostitutiva utilizzata in questi casi è ancora poco conosciuta in ambiente scientifico e qualcuno sospetta addirittura che possa contenere elementi ancora più dannosi del teflon. Meglio evitare, no?

A questo punto dobbiamo dedicarci anche alle pentole con rivestimento in pietra, in smalto ed in ceramica. Pure stavolta il responso è praticamente lo stesso. In ciascuno di questi casi infatti ad un’anima realizzata in vari materiali si associa un rivestimento antiaderente di varia natura. Il problema è che i collanti utilizzati per ottenere il prodotto finito rilasciano in fase di cottura delle sostanze tossiche, delle polveri sottili e delle parti di vernice. Insomma: non ci vuole un genio per capire per quale motivo tali stoviglie destino tanta preoccupazione.

Focus sui materiali di realizzo della padella per friggere: i metalli

Passiamo adesso all’alluminio. Anche questo materiale è potenzialmente tossico ed è quindi importante utilizzarlo mettendo in pratica determinati accorgimenti. Innanzitutto sarà bene perciò accertarsi che il prodotto in questione sia conforme alle normative europee in materia. In secondo luogo si farebbe meglio ad utilizzare pentole in alluminio puro soltanto per cotture lente ed a fiamma medio-bassa. Inoltre è consigliato ungere la stoviglia al suo primo impiego. L’alluminio, tra l’altro, non si adatta alla cottura ed alla conservazione di cibi acidi o particolarmente salati in quanto potrebbe verificarsi in questi casi un passaggio di molecole metalliche sugli alimenti.

Si tratta quindi di un materiale da evitare? No, anche perché possiede delle indubbie qualità culinarie. Esso, per esempio, è molto leggero, capace di assicurare una cottura uniforme e veloce nonché di garantire anche un certo risparmio energetico. Pratico da utilizzare, economico e performante è spesso scelto anche dagli chef professionisti ed un motivo dovrà pur esserci…

Il rame invece si presta bene alla realizzazione di piatti che richiedano una cottura molto lenta e tendenzialmente controllata. Anche in questo caso le proprietà di conduzione del calore sono ottime ed anche in questo caso ciò basta a garantire un certo risparmio energetico. Resistente e piacevole alla vista, il rame richiede però molte attenzioni ed una certa manutenzione. L’ideale sarebbe scegliere dei tegami ristagnati, molto costosi. In ogni caso dopo qualche tempo il materiale qui in esame si ossida formando il cosiddetto verderame, un materiale tossico. A quel punto, è evidente, la stoviglia andrà sostituita.

Padella per friggere: i materiali migliori

L’acciaio inossidabile è uno dei materiali più sicuri in assoluto tanto in termini salutistici quanto dal punto di vista della resa culinaria. In questo caso si raccomanda di scegliere quanto meno un 18/0, perfetto per garantirsi un certo livello qualitativo. C’è da dire però che l’acciaio inox è una lega. Tra i materiali che compongono tale lega troviamo anche il nichel. Per questo motivo chiunque fosse allergico a tale sostanza dovrebbe evitare di utilizzare tegami in acciaio. Per completezza di informazione comunque ci teniamo a precisare che questo materiale ci mette un po’ di più a riscaldarsi, in compenso però è davvero molto resistente. Insomma: ecco un buon compromesso.

Se volessi fare un bel salto di qualità dovrai scegliere la ghisa. Essa è a detta degli esperti del settore non soltanto sicura, ma anche salutare nonché capace di cuocere e friggere al meglio gli alimenti senza disperdere nelle pietanze particelle nocive alla salute. Sebbene conduca il calore in maniera meno rapida ed uniforme rispetto agli altri materiali, essa è in grado di tenere in caldo gli alimenti per qualche tempo. Perché possa dare il meglio di sé però è bene riscaldare la padella pochi minuti prima di porre il cibo a cuocere.

Il ferro infine è la scelta ideale tanto per le pentole normali quanto nel caso della padella per friggere: del resto te lo avevamo anticipato. Tale materiale, un po’ come l’alluminio, non va utilizzato per conservare i cibi né per cuocere alimenti acidi. Tende poi ad arrugginirsi e per questo motivo non va lavato in acqua. Sappi inoltre che le pentole così costruite vanno di tanto in tanto trattate con una leggera patina di olio.

Il ferro però si riscalda immediatamente ed è praticamente indistruttibile. La resa è anche in questo caso perfetta tanto in termini di salute quanto in termini di riuscita del piatto. Molti addetti ai lavori, non a caso, scelgono questo genere di materiale per preparare i loro manicaretti. Perché non dovresti farlo anche tu?

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