Palestrina per neonato: scegliere la migliore.

La palestrina per neonato è uno di quei giochi educativi destinati alla primissima infanzia che tutti i bebè dovrebbero possedere. Di solito si compone di un tappeto morbido su cui penzolano dei giochini attaccati ad una struttura sospesa a mezz’aria.

Ciascuno di questi giochini, oltre ad attirare l’attenzione del neonato per via delle forme, della consistenza e dei colori, catturerà l’interesse del bimbo perché capace di emettere suoni o delle rassicuranti lucine. Non è raro poi che la palestrina si rifaccia ad un argomento chiave: la giungla, la fattoria, il mare e chi più ne ha più ne metta.

Come vedremo meglio in seguito, il giocattolo in questione ha una certa importanza dal punto di vista educativo e cognitivo. Esso inoltre rappresenta un’ottima valvola di sfogo per tutti i bimbi un po’ più irrequieti della media, per i curiosi nati e per i bebè sempre avidi di stimoli. Vediamo insieme perciò cosa c’è da sapere in proposito: vostro figlio sarà ben felice di poter giocare con la migliore palestrina per neonato reperibile in commercio!

Palestrina per neonato: l’età giusta

Molte palestrine sono pensate per accompagnare il piccolo da 0 a 3 anni di vita. C’è da dire però che sino al compimento del terzo mese, il bambino non riuscirà a sfruttare sino in fondo le potenzialità del suo nuovo giochino. Ciò perché, sino a quel momento della fase evolutiva, non sarà ancora in grado di percepire bene i colori né tanto meno di distinguere gli oggetti.

Per lui insomma la palestrina rappresenterà per qualche tempo soltanto una forma di intrattenimento molto vago. A rendere appena più interessante la sua interazione con il giocattolo contribuiranno semmai gli stimoli sonori da esso provenienti.

Sebbene la palestrina per neonato si adatti più ai bimbi che abbiano raggiunto il terzo mese di vita, non è comunque sbagliato lasciare che ci giochino anche i più piccoli. La mente dei bambini, soprattutto a quell’età, necessita infatti di stimoli. Sin tanto che questi stimoli possono intrattenerlo senza rendere frustrante la sua esperienza di gioco ben vengano.

Ma torniamo alla palestrina. I frugoletti più grandicelli, quelli che hanno già compiuto il sesto mese di vita, non giocheranno più soltanto sdraiati sul dorso. In questa fase della crescita infatti avranno imparato a star seduti ed anche a gattonare. Avranno inoltre compiuto molti progressi anche dal punto di vista psichico ed emotivo. La loro palestrina ideale dovrà perciò essere meglio attrezzata, divertente ed educativa. Poco per volta poi i marmocchi di quest’età impareranno anche ad apprezzare il tappetino colorato o a giocare in piedi.

Adattando la palestrina alle varie fasi di sviluppo psicofisico del neonato potete stare certi che essa resterà una delle forme di intrattenimento più apprezzate dal cucciolo di casa, almeno sino al compimento del terzo anno di età. Ne sarà contento lui, ed anche voi dato che riuscirete così a conquistare qualche attimo di meritato relax.

Palestrina per neonato: un giocattolo che aiuta lo sviluppo psicofisico del bebè

Imparare divertendosi: è quello che farà il vostro pargolo interagendo con una palestrina per neonato. I cuccioli di casa grazie a questo giochino possono infatti sviluppare parecchie abilità motorie, psichiche e cognitive. Come? Beh, pensate di adagiare il piccolino sul tappeto in modo che la schiena tocchi il pavimento.

Il neonato vedrà penzolare gli oggetti dall’alto e cercherà in qualche modo di afferrarli. Per riuscirci però dovrà imparare a coordinare lo stimolo visivo ed il movimento. Braccia, occhi, gambette e mani dovranno insomma collaborare ed obbedire ad un unico input sensoriale. Il premio? Un morbido peluche o qualsiasi altro giochino faticosamente agguantato!

A partire dai tre mesi di vita, sempre sotto vostra strettissima vigilanza, potrete anche lasciare che il neonato stia sul tappetino a pancia in giù. In questo modo per arrivare a toccare i suoi giochini dovrà sviluppare e rafforzare i muscoli della colonna vertebrale e del collo.

Inoltre i giocattolini sospesi a mezz’aria lo stimoleranno a girare di continuo la testa. Anche questo serve a sviluppare la muscolatura. Soltanto dopo questo step il marmocchio potrà imparare a sedersi, a gattonare e quindi a correre e camminare. Ricordatevi però che per i più piccoli la posizione prona può essere molto pericolosa. Supervisionate perciò il gioco del neonato senza allontanarvi dalla palestrina nemmeno per un attimo.

Dopo i 5 mesi poi il piccolo riuscirà a girarsi da solo ed assumerà la posizione prona o supina a suo piacimento. Il raggiungimento di questo traguardo si deve in parte anche all’uso assiduo della palestrina per neonato. Attenzione però: il fatto che il frugoletto riesca a rotolare implica anche che potrebbe finire fuori dal perimetro del tappetino e magari farsi male. La supervisione da parte vostra è quindi ancora fondamentale.

Nient’altro da dire sulla palestrina per neonato?

Sì, c’è ancora qualcosa da dire. Per esempio sappiate che se il vostro pargolo ha dei fratellini, delle sorelline o dei cuginetti di età paragonabile, il tappetino potrà diventare un gioco condiviso. Ciò significa che i cuccioli dovranno imparare ad interagire. Si tratta di una prassi decisamente educativa dato che, poco alla volta, insegnerete a vostro figlio non soltanto a socializzare ma anche a vivere un rapporto sano con i suoi simili.

C’è poi da dire che una palestrina per neonato è in effetti una sorta di microcosmo. In questo contesto vostro figlio, poco alla volta, inizierà ad affezionarsi al cagnolino penzolante dall’archetto o all’orsacchiotto ritratto sul tappetino. Ciò gli permetterà di sviluppare l’affettività. In poche parole, grazie anche ad un giocattolo, proverà dei sentimenti nuovi.

Se i giochi che pendono dall’archetto hanno forme e colori ben precisi poi fareste bene a giocare con il piccolo insegnandogli i nomi delle cose e le diverse tonalità cromatiche. Il bimbo imparerà così a distinguere il cavallo dalla giraffa, a riconoscere un cagnolino, il blu, il giallo, il verde e così via. Questo espediente servirà ovviamente ad imparare cose nuove, ma anche a sviluppare le facoltà mnemoniche del cucciolo di casa.

Ancora qualche dettaglio

La presenza di accessori quali i libriccini in tessuto, gli specchi e le palline potrebbero rispettivamente essere utili ad accrescere l’emotività del bambino, ad imparare a percepire sé stesso nello spazio ed a sviluppare delle abilità mimiche e motorie. Sappiate inoltre che i peluches morbidi, così come i giocattolini costruiti in legno o in plastica ed i pupazzetti che vibrano servono nello specifico a sviluppare le capacità tattili. I sonaglini invece dovrebbero produrre tutti dei suoni diversi in modo da affinare le percezioni uditive.

Premere un pulsante e sentire una musichetta, sgambettare e vedere l’orsacchiotto dondolare sull’archetto e mille attività di questo tipo possibili grazie ad una palestrina per neonato ben accessoriata servono anche ad abituare il piccolo al principio di causa-effetto. Fissare un giochino prima di afferrarlo o comunque di compiere una qualsiasi azione che lo coinvolga infine permetterà al bambino di sviluppare le sue doti cognitive ed in particolare la capacità di concentrazione. Che altro pretendere da un umile giocattolo?

Palestrina per neonato: consigli per gli acquisti

La perfetta palestrina per neonato esiste, bisogna soltanto individuarla. Si tratta di un compito all’apparenza semplice, ma in realtà le cose non stanno esattamente così. Per essere certi di far felici i vostri pargoli allora dovrete imparare a distinguere tra un buon prodotto ed un giocattolo di scarsa qualità. Ecco perciò una lista dei criteri di selezione che potrete utilizzare all’atto dell’acquisto.

Il tappeto

Come sapete già la palestrina per neonato si compone anche di un tappetino. Tale parte del giocattolo riveste una certa importanza sotto parecchi punti di vista. Per prima cosa, dato che il piccolo giocherà sdraiato o seduto sul tappeto, è importante che quest’ultimo sia ben imbottito. Ciò perché in questo modo eviterete il contatto diretto con il pavimento, spesso molto freddo.

Inoltre una buona imbottitura potrà prevenire piccoli e grandi incidenti nonché piccoli e grandi momenti di panico da parte vostra. Certo, per quanto imbottito possa essere il tappeto dovrete comunque supervisionare il gioco del vostro cucciolo senza lasciarlo mai da solo. Tuttavia potrete fare ciò con un bagaglio di ansie e paure abbastanza ridotto. Ottimo, no?

Sappiate poi che alcune varianti del prodotto si compongono di tappetini con bordi rialzati, perfetti per evitare che giochini e pupazzetti invadano spazi che non siano di loro competenza. Anche i più piccoli, grazie a questi bordi rialzati, potranno evitare di rotolare fuori dal tappetino. Si tratta quindi di una soluzione pratica, comoda e sicura per grandi e piccini. I suddetti bordi rialzati tra l’altro faranno sentire i pargoli al sicuro. A volte basterà questo per tranquillizzarli un po’…

Scegliete inoltre un tappetino colorato e decorato con fantasie allegre e divertenti. Come abbiamo detto ad un certo punto della sua crescita il piccolo sarà in grado di interagire anche con il tappetino. Un orsetto tenerone, un micio dispettoso o un grosso cagnolone buffo che fanno capolino dal pavimento potrebbero quindi rassicurarlo, divertirlo o addirittura fungere da stimolo. Optate inoltre per tappetini che offrano a loro volta degli input ludici. Alcuni, ad esempio, si compongono di inserti in stoffa che si aprono e si chiudono tirando delle linguette: un gioco dentro al gioco insomma…

La struttura arcuata

Un’altra parte di cui si compone la palestrina per neonato è la struttura arcuata superiore, la stessa da cui penzolano pupazzetti di ogni tipo. A volte essa consta di un solo arco, altre volte di due semicerchi che si intersecano. A prescindere da questo, se siete degli amanti del 2 in 1 o se avete poco spazio in casa, sappiate che spesso gli archetti possono essere staccati e montati sulle cullette trasformandosi in una di quelle giostrine sospese a mezz’aria che tanto piacciono ai più piccoli. In questo caso però accertatevi che dall’archetto pendano soltanto elementi adeguati al contesto: non troppo pesanti e soprattutto pensati per non causare problemi di soffocamento.

La possibilità di rimuovere l’archetto è importante  poi anche sotto un altro punto di vista: vi permetterà di pulire adeguatamente il tappetino. Vi sembra un particolare di poco conto? Beh, vi accorgerete presto che si tratta di tutto fuorché di un dettaglio! Sappiate infine che esistono anche degli archetti regolabili. Essi possono essere utili a rendere il giochino fruibile ai bimbi più grandi che riescono già a star seduti o in piedi. Inoltre evitano che i pupazzetti si avvicinino troppo al bebè. Basterebbe questo per rendere il gioco meno stimolante ed educativo.

I pupazzi ed i giochini

Dall’arco, ormai lo sapete bene, penzolano svariati giochini. Si tratta di elementi con cui il piccolo potrà interagire manualmente. In alcuni casi però essi constano anche di componenti elettroniche. L’ideale sarebbe che la palestrina per neonato possedesse entrambe le varianti di gioco in modo da garantire al cucciolo di casa un buon numero di stimoli.

Nel calderone ci dovranno essere quindi dei giochini utili per fare esperienze tattili, visive ed uditive. Sì perciò ad una sapiente alternanza di forme, consistenze e parti in rilievo. Sì anche ai colori ed alle lucine, ai sonaglini morbidi ed ai giochini con carillon attivabili mediante pulsanti.

Attenzione a quest’ultimo proposito a distinguere tra giochi sonori complessi e semplici musichette. I primi presuppongono un’interazione tra il neonato ed il giocattolo. Questo significa che vostro figlio, poco alla volta, imparerà a distinguere dei suoni o delle melodie e quindi ad attivare le canzoncine, i versi di animali o i rumori che più lo divertono o che più gli piacciono.

I giochi che invece ripropongono una musichetta standard, sempre la stessa, implicano un ascolto passivo. Sono quindi meno stimolanti per la mente del bambino. Ciò non toglie comunque che possano far parte della vostra palestrina per neonato, ma chiaramente in misura ridotta rispetto ai giochi sonori con scopo didattico.

Tutto qui? No, l’argomento giochini a questo punto non è ancora chiuso. Molto importante è ad esempio verificare sempre che essi siano distribuiti sull’arco in modo da non essere troppo vicini né troppo lontani dal bimbo. Soltanto così il piccolo potrà giocare e crescere in tutta sicurezza. Verificate anche che il numero di gadget fissato alla struttura non sia eccessivo. Va bene stimolare il piccolo, ma mai bombardarlo di input!

Un ultimo consiglio: alcuni giochini, soprattutto quelli capaci di emettere luci, suoni e melodie, potrebbero essere alimentati da pile. Prima di acquistare il prodotto verificate sempre quante e quali batterie saranno necessarie per mantenere in funzione il pupazzo in questione. Il rischio potrebbe essere quello di avere a che fare con prodotti di ricambio difficilmente reperibili o eccessivamente costosi. Immaginate già il musetto triste del vostro pargolo che, convinto di poter sentire la sua musichetta preferita, premerà a vuoto tasti e pulsanti della sua palestrina? Ne immaginate anche i pianti? Bene: meglio evitare…

La custodia

La palestrina per neonato è un giochino che presuppone un certo grado di contatto fisico con il bambino. Abbiamo detto anche che è importante curarne l’igiene. Tra l’altro il vostro piccolo svilupperà probabilmente un amore sviscerato per questo giocattolo e difficilmente potrete fargli accettare l’idea di trascorrere una giornata dai nonni o un weekend fuori casa senza la sua palestrina a disposizione.

E poi alcuni modelli sono decisamente ingombranti e ad un certo punto del giorno sentirete la necessità di farli sparire dalla circolazione. Per tutti questi motivi vi tornerà utile una custodia su misura pensata per mantenere il gioco pulito una volta lavato, per agevolarne il trasporto e per rassettare la casa in maniera facile e veloce.

Le dimensioni

Le dimensioni della palestrina per neonato sono in genere abbastanza contenute quando il giocattolo è destinato solo ed esclusivamente ai primi mesi di vita del bebè. Del resto il piccolo a quell’età non è ancora in grado di muoversi molto e quindi può benissimo accontentarsi di qualcosa che crei il minimo ingombro. Tuttavia, soprattutto se pensate di adattare lo stesso giochino alle varie fasi della crescita del neonato, fareste meglio ad optare per dimensioni un po’ più rilevanti. Tutto ciò, ovviamente, spazi domestici permettendo. Stesso identico discorso vale poi per i prodotti destinati a coppie di gemellini.

Le palestrine più ingombranti sono in genere anche un po’ più complete. Ciò significa che hanno la capacità di intrattenere ed incuriosire i bimbi più cresciutelli e, ovviamente, che possono essere più stimolanti dal punto di vista dell’apprendimento. Insomma: soluzioni del genere vi faranno compagnia per molto tempo.

Per darvi dei riferimenti diremo perciò che prodotti da 50 x 50 centimetri (o giù di lì) potranno essere utilizzati dal neonato soltanto fino al compimento del quarto mese di vita, ossia quando il piccolo prediligerà ancora la posizione supina e non sarà in grado di muoversi troppo. Optare per prodotti che raggiungano il metro di larghezza ed il metro di lunghezza (o simili) significa scegliere articoli più versatili e duraturi. A voi tutte le valutazioni del caso.

L’aspettativa di vita

Come abbiamo detto la palestrina per neonato può accompagnare il piccolo di casa in varie fasi della sua crescita. Perché ciò accada è necessario che il giocattolo sia costruito in modo da permettere al bambino di interagire con il prodotto tanto in posizione supina, quanto in posizione prona, quanto ancora da seduto ed in posizione eretta.

Questo significa che i giocattoli dovranno avere livelli diversi di complessità e potranno essere sostituiti man mano che il piccolo cresce. Molti di questi saranno pensati per essere utilizzati a seconda della posizione assunta dal bambino. Anche le dimensioni del tappetino rivestono in tal senso una certa importanza così come la possibilità di regolare gli archetti. Ma tutto questo lo sapete già.

La facilità di pulizia

Quando si ha a che fare con bimbi tanto piccoli bisogna mettere sempre in conto la necessità di pulire ed igienizzare di continuo tutto ciò che fa parte della loro quotidianità. La palestrina per neonato non fa certo eccezione. Verificate perciò di comprare un prodotto rivestito da tessuti impermeabili o comodamente lavabile in lavatrice. Soprattutto in quest’ultimo caso però diventa fondamentale verificare che gli archetti possano essere rimossi dalla struttura.

La connettività

Una delle funzioni extra in assoluto più apprezzate nel caso della palestrina per neonato è la connettività USB. Molti giocattoli di ultima generazione sono pensati per consentire ai genitori di collegare lo smartphone, il tablet o altri dispositivi elettronici. In questo modo il piccolo potrà sentire delle canzoncine diverse da quelle inserite di default nei giochini che fanno parte della palestrina. Fidatevi, sarete contenti anche voi di poter usufruire di questa opzione: ve ne accorgerete dopo il centesimo ascolto a ripetizione dello stesso identico motivetto.

La sicurezza

Un giocattolo, specialmente se destinato a bambini così piccoli, deve essere sicuro oltre ogni ragionevole dubbio. Questo, nel caso della palestrina per neonato, significa innanzitutto che il prodotto dovrà sempre essere brandizzato. Ciò perché le componenti elettroniche, utili ma potenzialmente pericolose, saranno messe in sicurezza secondo quanto dettato dalle normative CE.

Accertatevi sempre della presenza del suddetto marchio: rappresenta un’enorme garanzia di sicurezza. Verificate poi la generale stabilità della palestrina così come la possibilità di fissare saldamente nel loro alloggio archetti eventualmente rimovibili. Fondamentale è inoltre constatare che materiali e colori utilizzati siano del tutto atossici. Anche in questo caso la presenza del marchio CE potrebbe rassicurarvi parecchio.

Volete saperne di più su questo citatissimo marchio CE? Bene, siamo qui anche per questo. Tale certificazione, in questo caso almeno, viene rilasciata ai prodotti che si attengano ai dettami imposti dalla Direttiva dell’Unione Europea 2009/48/CE. Essa sancisce l’obbligo per le case produttrici di indicare sempre l’età ideale per utilizzare il giocattolo.

Impone inoltre alle fabbriche l’obbligo di prendere tutte le precauzioni possibili contro il rischio di soffocamento. I prodotti costruiti a norma infine non hanno parti metalliche, inserti in vetro e design spigoloso. Ciò non toglie comunque che il giocattolo del vostro piccolo dovrà sempre essere controllato prima di ogni utilizzo. Inoltre dovrete in ogni caso supervisionare le attività ludiche del bambino.

I materiali

Abbiamo detto che innanzitutto i materiali di cui si compone la palestrina per neonato devono essere atossici, facili da pulire e morbidi. Verissimo, cerchiamo adesso di capire nello specifico cosa faccia al caso vostro. Una buona soluzione potrebbe essere il cotone. Si tratta di un tessuto anallergico e traspirante, altre caratteristiche importantissime per un articolo destinato alla prima infanzia. C’è da dire però che è abbastanza difficile trovare una palestrina per neonato realizzata grazie alla lavorazione di questo materiale.

Decisamente più reperibili sono i prodotti in PVC. Si tratta di una scelta sicuramente ideale dal punto di vista della facilità di pulizia. Inoltre molte plastiche vengono trattate in modo da risultare atossiche e possono essere imbottite sino a diventare particolarmente morbide e piacevoli al tatto.

Il problema è che questo materiale è poco traspirante. Il piccolo insomma potrebbe patire il caldo o rimanere fastidiosamente appiccicato al tappetino non appena inizierà a sudare. Si tratta in entrambi i casi di situazioni poco piacevoli. Il rischio sarebbe quello di sviluppare delle irritazioni cutanee o una certa antipatia per la palestrina.

Il PVC inoltre non è un materiale indicato per i bimbi che soffrano di allergia. Qualora voleste comunque acquistare una palestrina costruita in plastica ricordate di non esporla mai al sole. I disegnini ed i colori, essi stessi parti del gioco e del mondo fantastico di vostro figlio, potrebbero sbiadirsi irrimediabilmente. Inoltre alcune plastiche, una volta a contatto con fonti di calore, sprigionano sostanze tossiche. Meglio non rischiare, no?

Il costo

Quanto costa una palestrina per neonato? Beh, molto dipende dalle sue caratteristiche strutturali. Chiaro è ad esempio che più il giocattolo è accessoriato e maggiore sarà il prezzo di vendita. Il range entro cui vi muoverete comunque sarà compreso tra i  30 e gli 80/100 euro.

Come potete vedere non si tratta mai di cifre proibitive perciò, nei limiti del possibile, vi consigliamo sempre di optare per un articolo divertente e stimolante al punto giusto. Ciò anche perché comprando una palestrina molto accessoriata il giochino sarà in grado di attirare l’attenzione del piccolo sino ai 2/3 anni di vita aggiungendo sempre nuovi tasselli alla sua formazione psicofisica. Insomma: si tratterebbe di un buon investimento, fidatevi!

Palestrina per neonato: qualche suggerimento

La palestrina per neonato, lo abbiamo ripetuto in svariate occasioni, è un gioco finalizzato all’intrattenimento ed all’apprendimento. I piccoli però crescono molto velocemente e necessitano sempre di nuovi stimoli. Il suggerimento che vi diamo, man mano che il bebè cresce, è di rendere il giocattolo in esame un po’ meno presente nella sua quotidianità.

Soprattutto una volta che avrà imparato a gattonare ed a camminare, ad usare il girello o ad affezionarsi ad altri giochini, fate in modo che la palestrina non finisca per diventare un freno alla sua curiosità ed al naturale processo di apprendimento. Lasciatela quindi a disposizione del piccolo, ma toglietela di mezzo se vedete che continua a giocare soltanto con quella evitando magari di gattonare o di svolgere attività più consone alla sua età.

Ma non è ancora tutto. Accertatevi, dopo ogni utilizzo, che non ci siano giochini rotti o lineati. In questo modo eviterete a monte il rischio che il piccolo si ferisca o, peggio ancora, che metta in bocca degli oggetti potenzialmente molto pericolosi, soprattutto se ingoiati. Verificate anche che tutti gli accessori che pendono dall’archetto siano sempre saldamente attaccati al supporto.

Quelli più pesanti, se così non fosse, potrebbero cadere sulla testa o sul viso del bebè e fargli male. Evitate poi di collocare in posizione centrale uno o più giocattoli. Per forza di cose saranno i più utilizzati. Ciò significa che il vostro bimbo non sentirà il bisogno di cercare altri pupazzetti ed acquisirà meno competenze psicomotorie. Inoltre svilupperà una certa tendenza alla pigrizia che in futuro vi farà penare un bel po’…

Palestrina per neonato: che fare se il piccolo si annoia?

Quando si ha a che fare con i bimbi i consigli sembrano non bastare mai. Vorremmo perciò fornirvi ancora degli spunti di riflessione. Iniziamo dalla noia. Può capitare, anche se raramente, che il piccolino non apprezzi la sua palestrina per neonato.

Può capitare anche che perda progressivamente ogni interesse per il giocattolo. Ciò può dipendere da diverse cause scatenanti. I giochini proposti, per esempio, potrebbero non essere più adatti alla sua età. In quel caso vi basterà sostituirli per attirare l’attenzione del bebè. Abbiate cura però di non scegliere prodotti troppo simili e ripetitivi.

Una scarsa interazione con il giocattolo può poi dipendere dall’abitudine di “posteggiare” il neonato sul tappetino per un quantitativo di tempo davvero eccessivo. Ricordate che il bambino ha bisogno di cure, attenzioni e stimoli variegati. Lasciarlo giocare con la palestrina per più di 30 minuti al giorno è quindi controproducente, anche da un punto di vista psichico, emotivo e fisico.

A questo punto serve poi una precisazione. A giocare una buona mezzoretta con il prodotto in esame saranno soltanto i bimbi più grandi, quelli che abbiano raggiunto almeno i 2 anni e mezzo di età. I più piccoli invece dovranno cambiare aria già dopo una decina di minuti.

Perché? Beh, innanzitutto per non sforzarne troppo la muscolatura. In secondo luogo perché il pargolo potrebbe sviluppare la tendenza a stare in una posizione supina per troppo tempo. Ciò significa esercitare un’eccessiva e prolungata pressione sulla nuca. Essa potrebbe degenerare nella sindrome della testa piatta. Non è il caso perciò di esagerare. Chiusa parentesi.

E se ancora non bastasse?

Nonostante tutto vostro figlio non vuole ancora saperne della sua nuova palestrina per neonato? Beh, sappiate che un’altra causa di disinteresse potrebbe essere imputata all’eccesso di stimoli. Fu addirittura Maria Montessori a provare che il bombardamento sensoriale inibisce il normale percorso evolutivo del bambino. Se pensate che il problema possa essere questo eliminate qualche giochino dall’archetto. In ogni caso non forzate mai il bebè ad utilizzare l’oggetto in esame. Ricordate: i divertimenti non devono mai essere imposti.

E poi passiamo all’ovvio: il neonato vuole sentire la vostra presenza. Per quanto possa essere importante lasciarlo godere di una certa autonomia di gioco, è bene che ogni tanto partecipiate alle sue attività. Insomma: ecco la scusa perfetta per tirare fuori il vostro bambino interiore! In questi momenti di interazione spingete il piccolo a provare nuove esperienze sensoriali. Mostrategli inoltre come funzionano i giochini che tende un po’ ad evitare.

Un consiglio: fate giocare con la palestrina i vostri bimbi  quando avranno pancia piena e poco sonno. Perché? Beh, in questi momenti sono tendenzialmente più ricettivi e pronti a sfruttare gli input provenienti dall’ambiente circostante per acquisire nuove competenze. Concludiamo infine suggerendovi di non acquistare mai una palestrina per neonato che limiti troppo i movimenti del bimbo. Ricordate il discorso sulla pigrizia? Ecco: si applica anche a questo caso. In più, alla lunga, un giocattolo limitante diventa anche noioso.

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