Panno in microfibra: come scegliere il migliore

Panno in microfibra: in quanti possono dire di non averne mai usato uno? In quanti possono affermare che nell’armadietto della lavanderia, quello dove sono custoditi tutti i detersivi e le pezze, non ce ne sia almeno qualche esemplare? Probabilmente in pochi se non addirittura nessuno. Del resto quest’oggetto è pratico ed economico, versatile al punto giusto e persino (moderatamente) green.

E poi guardiamoci intorno: ormai gli scaffali dei supermercati e dei negozi di casalinghi sono pieni di panni, stracci e canovacci da cucina rigorosamente realizzati in microfibra. Un motivo dovrà pur esserci, no? Ma siete proprio sicuri di saper scegliere, tra le tante proposte presenti sul mercato quella che più si adatti alle vostre esigenze? Insomma: i panni in microfibra non sono tutti uguali anche se il consumatore medio è portato a credere il contrario. Ecco allora cosa c’è da sapere in proposito.

Perché comprare un panno in microfibra?

La microfibra trattiene le particelle di sporco, evita che la polvere venga spostata da un punto all’altro della casa, agisce sulle incrostazioni ed in più permette alle superfici di rimanere ben asciutte e sempre brillanti. Si tratta poi, a ben vedere, anche di un prodotto per certi versi ecologico dato che è capace di agire efficacemente pur non utilizzando alcun detergente chimico a supporto. Ma non solo.

I panni in microfibra, almeno quelli migliori, permettono di ottenere ottimi risultati in un’unica passata. Anche questo è importante: avrete finalmente un po’ di tempo in più da dedicare a voi stessi o ad attività un po’ più piacevoli. Pulire tanto facilmente e tanto velocemente vi darà modo tra l’altro di portare a termine questo rituale tutti i giorni (o quasi) anche se lavorate o avete mille impegni. Ne va quindi della vostra salute, soprattutto se in casa con voi vivono anche dei soggetti allergici alla polvere.

C’è inoltre da dire che in genere queste pezze hanno una lunghissima aspettativa di vita, richiedono una minima manutenzione, sono semplici da pulire e funzionano a meraviglia anche su superfici tradizionalmente ostiche (p.es. i vetri). Riassumendo perciò siamo dinnanzi ad un prodotto che vi consentirà di ridurre gli sprechi e di moderare l’impatto ambientale, di avere la casa sempre ben pulita e di risparmiare tempo, fatica e denaro. Che altro desiderare da una semplice pezza?

Scegliere un panno in microfibra: criteri selettivi

Come accennavamo già in apertura, l’offerta commerciale in materia di panni in microfibra è davvero considerevole. Questo significa che esistono prodotti di ogni tipo e di ogni qualità, capaci di garantire o meno un buon servizio, durevoli nel tempo o poco più resistenti di un foglio di carta. Insomma: per quanto il panno in microfibra sia un oggetto economico ed apparentemente di poco conto, sarebbe meglio imparare a distinguere le varianti più prestazionali dalle altre. Ecco allora una serie di elementi a cui, all’atto dell’acquisto, bisognerebbe sempre prestare una certa attenzione.

La grandezza

Com’è giusto che sia, le case produttrici immettono sul mercato varianti di diverse dimensioni. Abbiamo così piccole pezze pensate per agire su superfici altrettanto piccole, come per esempio le lenti degli occhiali. Abbiamo poi dei formati medi e grandi adatti ovviamente a tutt’altro genere di operazione.

Chiaro è che non esiste in questo senso una variante migliore rispetto alle altre: molto dipende infatti dalla destinazione d’uso del prodotto. Se insomma compraste un panno in microfibra per pulire lo schermo del tablet potreste accontentarvi di un piccolo formato, se invece ve ne serviste per spolverare tutti i mobili di casa sarebbe meglio orientarsi su qualcosa di un po’ più ingombrante.

Sappiate comunque che il formato più comune, e forse anche quello un po’ più versatile, è il 30 x 40 centimetri. Il suggerimento che vi diamo, visto anche il costo esiguo dell’oggetto, è quello di assortire un po’ le pezze che deciderete di acquistare: in questo modo sarete sempre pronti ad ogni evenienza. Diversamente orientatevi quanto meno su un prodotto di media grandezza, per esempio il 30 x 40 di cui sopra.

I materiali

La microfibra, almeno nel migliore dei casi, si compone di poliammide, poliuretano e poliestere. Queste tre sostanze, tutte sintetiche, hanno il potere di ingabbiare tra le loro fibre tanto il grasso quanto l’acqua, tanto la polvere quanto ogni possibile residuo di sporcizia sparso per la casa. Una pezza  composta da poliammide, poliuretano e poliestere è senza dubbio un top di gamma. Le fibre di questi tessuti sono infatti talmente sottili, si stima che mediamente un capello sia più spesso, che ogni granello di polvere incontrato e catturato non può più venir fuori da quel reticolo di stoffa.

Ciò accadrà soltanto lavando il panno, quando l’immersione prolungata in acqua farà sì che le pezze perdano momentaneamente parte della loro consistenza. Del resto di tale caratteristica è in qualche modo indicativo anche il nome del prodotto: micro – fibre, piccolissimi (meno di dieci micrometri) reticoli di stoffa.

Ma accennavamo anche alla possibilità di acquistare dei panni più scadenti e di diversa composizione. Essi vengono perlopiù realizzati partendo dalla lavorazione di altre fibre sintetiche trattate per poter contrastare efficacemente sporco e polvere. In termini di efficacia e durevolezza questi oggetti, nonostante non siano definibili come deludenti, sono sicuramente collocabili su un altro livello. C’è inoltre da dire che il trio poliestere – poliuretano – poliammide garantisce una maggiore delicatezza sulle superfici.

La versatilità

La stragrande maggioranza dei panni in microfibra appartiene alla categoria degli stracci multiuso. Questo significa che potrete tranquillamente avvalervene su un gran numero di superfici e materiali ottenendo sempre gli stessi meravigliosi risultati. Attenzione però: esistono anche delle microfibre specifiche per il trattamento dell’auto o dei mobili, dei vetri o dei pavimenti. Verificate perciò sulla confezione le caratteristiche del prodotto e scegliete in relazione alle vostre esigenze.

La tipologia

Abbiamo detto che un panno in microfibra di buona qualità è tendenzialmente universale, adatto cioè ad ogni tipo di impiego e di superficie. Può capitare però che, per ragioni che non staremo qui ad indagare, si preferisca acquistare dei prodotti specifici per l’auto o per i vetri, per i mobili o per i pavimenti. Vediamo allora cosa differenzia queste diverse soluzioni. Iniziamo dal panno per auto.

Esso è pensato per agire indifferentemente sui vetri e sul cruscotto nonché sulle parti in plastica in genere. Se adoperato sugli inserti in metallo questi risulteranno sempre lucidi e brillanti. Un panno di questo tipo è solitamente molto delicato ed al contempo abbastanza resistente da poter sopportare ripetuti lavaggi in lavatrice.

Per quanto riguarda i vetri invece il prodotto ideale non soltanto rimuove la polvere, ma elimina macchie ed aloni derivanti dall’azione dell’acqua o causati da una cattiva pulizia. Il panno in microfibra può in questo caso essere utilizzato anche soltanto per asciugare delle lastre bagnate.

Dovrà quindi avere un buon potere assorbente ed essere delicato sulle superfici in modo da non graffiarle. Stesso discorso vale nel caso in cui i vetri in questione fossero più che altro dei cristalli o delle ceramiche. I canovacci da cucina in microfibra hanno infatti le stesse identiche caratteristiche dei panni appena descritti.

Gli articoli specifici per la pulizia dei mobili sono anch’essi molto resistenti ai lavaggi ed in più capaci di svolgere egregiamente la loro funzione tanto a secco quanto inumidendoli appena con un po’ di acqua. Le microfibre in questo caso devono essere davvero microscopiche in modo da trattenere tutta la polvere senza mai depositarla altrove. Relativamente ai pavimenti diremo invece che i panni ideali hanno in genere dimensioni considerevoli e pensati per poter agire indifferentemente tanto sulle superfici dure quanto su quelle delicate.

Panno in microfibra: una variante sul tema

Esistono infine delle microfibre a doppia azione. Esse sono pensate per poter trattenere lo sporco da una parte e per poter lucidare le superfici dall’altra. Spesso, onde evitare confusione, le due sezioni della spugna sono colorate diversamente. Si tratta di soluzioni efficaci, da tenere in considerazione nel momento in cui si volesse risparmiare spazio o evitare di portarsi dietro più pezze.

La confezione

In alcune confezioni troverete soltanto un panno, in altre più pezze della stessa dimensione ma magari di colori diversi, in altre ancora un piccolo assortimento di straccetti di varia grandezza. Sicuramente i package in cui siano contenuti più pezzi colorati sono in assoluto i più pratici: avrete modo di garantirvi così dei ricambi ed in più potrete differenziare i panni utilizzati in casa da quelli adoperati invece per pulire la macchina, tanto per fare un esempio. Sappiate che mediamente le confezioni più piccole contengono dai 3 ai 6 pezzi, i pacchetti maxi arrivano invece alla bellezza di una ventina o poco più di unità.

Lo spessore

Magari vi sembrerà strano, ma acquistando un panno in microfibra dovrete anche valutarne lo spessore. Le pezze più consistenti possono essere impiegate infatti per svolgere lavori di una certa entità. Grazie ad esse, per esempio, potrete pulire i vetri o lavare le vostre vetture. Un bordo un po’ meno consistente invece vi darà modo di spolverare i mobili, uno ancora meno pronunciato di lavorare sui piccoli oggetti. Anche in questo caso il suggerimento che vi diamo è quello di assortire il più possibile il vostro “parco pezze”.

La capacità di assorbimento

Un buon panno in microfibra tende ad assorbire molto bene i liquidi. Questa caratteristica si può rivelare parecchio utile, soprattutto se utilizzerete tale  materiale per asciugare delle superfici precedentemente lavate e quindi ancora bagnate o umidicce. Non è un caso che molti straccetti da cucina, quelli adoperati per asciugare i piatti, siano realizzati proprio in microfibra.

Il pelo

Il panno in microfibra può avere pelo corto, medio o lungo. Nel primo caso siamo davanti ad una soluzione pensata per poter pulire praticamente ogni tipo di superficie ma, in maniera particolare, le più robuste e quelle che non hanno bisogno di trattamento lucidante. La fibra a pelo medio si presta invece a trattare al meglio tutte quelle superfici che possono essere lavate con dell’acqua pura e che necessitano anche di essere lucidate. La sua durezza è variabile ed in alcuni casi è paragonabile a quella di uno scamosciato. Le fibre a pelo lungo infine vanno utilizzate soltanto per lucidare ed asciugare.

La trama

Per quanto riguarda i panni in microfibra esistono essenzialmente due diverse tipologie di trama. La cosiddetta cialda è adattabile a qualsiasi superficie ma è indicata soprattutto nel caso di vetri, monitor, specchi, occhiali et similia. La trama per applicatore si usa in genere quando ci si occupa di superfici delicate a cui è necessario dare la cera. Non è un caso che normalmente questa tipologia di texture venga utilizzata da chi lava e lucida la propria macchina.

I colori

Come accennavamo poco prima, è importante acquistare sempre dei panni in microfibra di diversi colori. In questo modo ad ogni tinta assocerete una diversa funzione e magari eviterete di utilizzare la stessa pezza per pulire prima il bagno e poi la cucina. In più potrete anche decidere di adoperare soltanto lo straccetto di un dato colore fintantoché non finirà per danneggiarsi. Nel frattempo tutte le altre pezze resteranno ancora in uno stato ottimale sino a quando non si renderà necessaria una sostituzione.

C’è poi da dire che fareste bene a destinare i colori scuri alla pulizia di superfici particolarmente sporche o che possano macchiare indelebilmente il panno. I colori più chiari invece andrebbero destinati ad aree un po’ più semplici da mantenere pulite. Il nostro suggerimento è perciò quello di evitare l’acquisto di confezioni in cui siano contenuti più articoli del medesimo colore. Poco importa che ci sia una convenienza economica nel comprarle: si tratta di una soluzione poco pratica e poco igienica.

Prezzi

Come vi abbiamo accennato, e come del resto si poteva facilmente intuire, un panno in microfibra ha un costo esiguo. Ciò sarebbe vero anche nel caso in cui decideste di acquistare il meglio del meglio. In commercio troverete confezioni il cui prezzo si aggira sulle 5 euro ed altre da una ventina di euro o giù di lì.

Certo, nel definire il prezzo del prodotto ha ovviamente una sua importanza la marca del panno, il formato, la presenza di più pezze in un’unica confezione nonché la qualità intrinseca dell’articolo. Dato che in ogni caso non si tratta di cifre proibitive, vi suggeriamo di optare sempre per straccetti di fascia alta se non addirittura per i top di gamma.

Panno in microfibra: cura e manutenzione

Il panno in microfibra non richiede chissà quali attenzioni. Per essere sicuri che duri nel tempo è infatti necessario soltanto pulirlo dopo ogni utilizzo. La stragrande maggioranza delle varianti in commercio può tranquillamente sopportare un lavaggio in lavatrice. Ciò, ovviamente, facilita non poco le cose.

Attenzione comunque a non lavare la pezzuola ad alte temperature, a non utilizzare l’asciugatrice e ad evitare i lavaggi in combo con capi in cotone. Questi ultimi infatti, durante il trattamento, perdono pelucchi e piccole fibre, puntualmente incamerate dai canovacci qui in esame. Evitate inoltre di aggiungere in vaschetta degli ammorbidenti: ostruirebbero i pori delle pezze riducendone le prestazioni.

In alternativa comunque potete sempre lasciare questi particolari panni in ammollo in acqua fredda o tiepida. Dopo qualche minuto di immersione iniziate a scuotere lo straccetto in modo da agevolare la dispersione delle particelle di sporco. Cambiate quindi bacinella e, aggiungendo un po’ di sapone o, se proprio volete, del detersivo per la biancheria, eliminate eventuali macchie residue. Volendo, allo stesso scopo, potrete usare anche un po’ di aceto bianco distillato.

In ogni caso lasciate asciugare il tutto all’aria aperta. Sappiate in ultimo che, magari a causa di un cattivo utilizzo o di una pessima manutenzione, il panno in microfibra potrebbe perdere potere assorbente. Se volete recuperare tutte le funzionalità della pezza provate a bollirla in acqua. Basterà il vapore sprigionato per liberarne i pori.

Panno in microfibra: qualche consiglio per l’auto

Come abbiamo già detto il panno in microfibra è perfetto anche per prendersi cura di auto, moto, bici, monopattini ed affini. Tuttavia vorremmo darvi qualche consiglio in più sull’argomento. Nel vostro garage, iniziamo da qui, predisponete tre piccoli contenitori a tenuta stagna in cui conservare altrettanti tipi di panni.

Attenzione: è importante che non sovrapponiate le pezze ammassandole magari in un unico scatolo. I risultati finali, grazie a questo piccolo accorgimento, saranno decisamente migliori. Tornando ai contenitori, nel primo terrete dei panni nuovi che farete in modo di utilizzare soltanto sulle superfici più delicate. Ci riferiamo in particolare alla vernice esterna, alla strumentazione di bordo, magari al navigatore e così via.

Il secondo blocco invece, ancora in buone condizioni ma non più nuovo e fresco di scatola, andrà bene per la cura dei vetri, delle pelli e degli interni in generale. Nel terzo contenitore metterete infine soltanto i panni più trasandati, magari anche un po’ macchiati. Com’è facile intuire vi serviranno per pulire parti che di per sé non saranno mai linde al 100%. Un esempio? Le giunture delle portiere oppure ancora gli scarichi. Ovviamente eseguirete queste operazioni rimuovendo etichette ed affini in modo da non graffiare la vettura.

Panno in microfibra: cosa ne pensano gli ecologisti?

Molti ecologisti sono favorevoli all’impiego dei panni in microfibra. Ciò perché, come detto altrove, essi permettono di pulire casa evitando di utilizzare detersivi e soluzioni chimiche di ogni ordine e grado. In tal senso perciò tali prodotti possono dirsi ecologici. Anche la loro lunghissima durata in qualche modo contribuisce a creare meno inquinamento: le discariche non si riempiono a velocità allarmanti ed i ritmi di fabbricazione sono giocoforza un po’ più soft di quanto non accadrebbe diversamente.

Il problema è però che queste pezze rilasciano ad ogni lavaggio delle microplastiche, sostanze che sappiamo bene danneggiare l’ambiente ed in particolare le nostre acque. Ora: se è vero che in molti casi queste microplastiche vengono comunque trattenute dai filtri della lavatrice, è anche vero che alcune hanno diametri talmente esigui da superare questo scoglio e raggiungere comunque mari, laghi e fiumi.

Molti ecologisti, pur riconoscendo l’utilità e la moderata sostenibilità di questi panni scelgono quindi di avvalersi di pezze in cotone a cui comunque dovranno sempre aggiungere dei detergenti, magari ecologici, per poter ottenere dei validi risultati. Altri ambientalisti invece preferiscono l’uso dei cosiddetti strofinacci svedesi, ossia di panni del tutto compostabili ottenuti utilizzando parti di carta e parti di microfibra. A voi la scelta e tutte le valutazioni del caso.

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