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Pannolino neonato: scegliere il migliore e consigli per l’uso

Pannolino neonato“: quante volte avete digitato queste due parole su un qualsiasi motore di ricerca, magari nella speranza di trovare dei suggerimenti utili per la scelta o l’utilizzo di questi oggetti? Tante, anzi, tantissime. E non importa che stiate ancora aspettando il vostro primo figlio o che abbiate già messo al mondo una nidiata di pargoli: continuerete a farlo.

Questo perché scegliere il pannolino giusto per il vostro bebè è importante, e voi lo sapete bene. Non sbagliare potrebbe voler dire infatti garantire al piccolo tutto il confort e la salute possibili. Anche il portafoglio poi potrebbe trarre immensi vantaggi dalle decisioni consapevoli.

I più attenti all’ambiente infine staranno già valutando se sia il caso di cedere a qualche compromesso comprando i soliti pannolini tradizionali, o se optare per soluzioni alternative. Insomma: di dubbi sui pannolini ne avrete sicuramente molti e noi, nel corso delle prossime righe, cercheremo di chiarirveli tutti.

Pannolino neonato: cos’è?

Anche se ci pare veramente difficile che qualcuno non abbia ben chiaro il concetto di “pannolino”, preferiamo comunque iniziare dall’ABC, dalle presentazioni insomma. Il pannolino, detto anche mutandina assorbente, è un oggetto da utilizzare per contenere, entro certi limiti chiaramente, le urine e le feci prodotte dai neonati.

I bambini del resto non sono ancora in grado di controllare i loro stimoli corporei: evacuano ed urinano infatti quando ne sentono la necessità (ed il momento scelto il più delle volte coincide con quello meno opportuno dal punto di vista di mamma e papà).

Quest’oggetto vi permetterà di avere una certa autonomia: il piccolo insomma potrà fare i suoi bisogni e voi, soprattutto se fuori casa o vittime di un sonno profondo perché notte inoltrata, potrete intervenire dopo qualche tempo, senza ovviamente esagerare.

Sappiate che, per circa tre anni, il vostro bebè avrà necessità di indossare il pannolino. Questo significa che in commercio esistono prodotti di diverse taglie. Verissimo, ma come vedremo a breve, non è questa l’unica discriminante di cui dovrete tener conto all’atto dell’acquisto.

Pannolino neonato: modelli e tipologie: i modelli tradizionali

Una grossa, grossissima variante di cui preoccuparsi è infatti la tipologia di appartenenza del pannolino. In molti forse non ne sono a conoscenza, ma il mercato in tal senso pone i genitori davanti ad un’ampia scelta di varianti. Esaminiamole tutte. Partiamo dalla tipologia in assoluto più conosciuta ed utilizzata: il pannolino usa e getta.

Esso rappresenta senza dubbio un approccio pratico e veloce al problema ma, purtroppo, c’è anche il rovescio della medaglia: tale soluzione è tutto fuorché economica o rispettosa dell’ambiente. Nella maggior parte dei casi infatti questi prodotti sono realizzati partendo dalla lavorazione di materie prime non biodegradabili e quindi difficili da smaltire. Studi recenti testimoniano che servono addirittura 500 anni perché un pannolino usa e getta si decomponga del tutto.

Qualcosa però sembrerebbe muoversi anche sotto questo punto di vista: molte aziende stanno iniziando infatti a produrre dei pannolini monouso in fibra naturale di mais. Questo significa che il prodotto, una volta inservibile, potrà essere gettato tra i rifiuti umidi.

Si tratta sicuramente di una scelta molto più ecologica ma che fa ancora storcere il naso agli ambientalisti, preoccupati del sovraffollamento delle nostre discariche. Nella famiglia degli usa e getta includiamo delle sottocategorie di prodotti: i modelli a mutandina, i pannolini da notte ed addirittura quelli acquatici.

Pannolino neonato: modelli e tipologie: i modelli attenti all’ambiente

Ma passiamo ai pannolini ecologici in tessuto. Essi sono concepiti per essere utilizzati, lavati e quindi impiegati nuovamente. Si tratta insomma di una sorta di loop green. Sia chiaro: ad un certo punto anche i pannolini ecologici finiranno nella spazzatura, ma la mole di rifiuti prodotta sarà sicuramente meno ingente rispetto a quanto non accada privilegiando altre soluzioni.

Inoltre la stoffa è sicuramente meno nociva per l’ambiente di quanto non sia la plastica trattata con agenti chimici ed impiegata per produrre gli usa e getta. Tale affermazione resta vera pur considerando le risorse necessarie alla continua pulizia dei cosiddetti ciripà.

Optare per la variante ecologica del prodotto significa proteggere l’ambiente, ma anche compiere una scelta intelligente dal punto di vista economico dato che la stoffa può spesso adattarsi a varie fasi di crescita del neonato.

Niente vieta tra l’altro di conservare il ciripà per un futuro fratellino o per dei cuginetti in arrivo. Attenzione però: per quanto virtuoso il pannolino ecologico è spesso abbastanza impegnativo da gestire. Di contro, alcuni recenti studi testimoniano la naturale tendenza dei bimbi che utilizzano la mutandina ecologica ad avvalersi prima degli altri di vasino e WC.

I pannolini lavabili possono a loro volta appartenere a tre diverse categorie. Abbiamo così la variante a tasca, il tutto in uno ed il tutto in due. Nel primo caso saremo di fronte a vere e proprie mutandine impermeabili.

Sul pannolino è spesso visibile una tasca all’interno della quale collocherete degli appositi inserti assorbenti. Il tutto in uno è in genere una versione un po’ più easy rispetto alla precedente. Al suo interno si è già provveduto infatti a cucire del materiale assorbente. Il due in uno infine è un po’ un misto di queste due categorie.

Ma come si lava un pannolino ecologico? Iniziate sciacquando la stoffa sotto l’acqua corrente. Procedete poi con un bell’ammollo ma evitando l’uso di saponi profumati ed ammorbidenti: rischiereste di irritare la pelle del bimbo e di rendere l’articolo meno assorbente. Avvaletevi invece di detergenti anallergici. Procedete infine ad un secondo lavaggio in lavatrice utilizzando stavolta soltanto dell’acqua calda (40°/60°).

Pannolino neonato: modelli e tipologie: fuori categoria

Ciascuna delle varianti sin qui presentate può essere concepita per adattarsi all’anatomia di un bimbo o di una bimba. Sebbene non tutti sembrino badarci, la diceria che vorrebbe gli uomini provenienti da Marte e le donne da Venere è vera anche in tenerissima età. Un prodotto pensato per le bambine, per ovvie ragioni, avrà bisogno infatti di un rinforzo più consistente nella zona centrale del pannolino.

Il discorso cambia per i maschietti che invece avranno bisogno di un supporto in più sulla parte anteriore della mutandina assorbente. Informazione di servizio: questa differenza, per quanto comunque esistente sin da subito, può essere trascurata soltanto nei primissimi mesi di vita del bebè. Il corpo, in quella fase almeno, è talmente piccolo che differenziare i pannolini servirebbe a poco.

Ed eccoci arrivati al pannolino anallergico ed atossico. Si tratta di un prodotto concepito in modo da non irritare la delicata pelle del neonato e da non nuocergli in maniera indiretta utilizzando dei materiali tossici che inevitabilmente saranno sempre a diretto contatto con la cute del piccolo.

Questi prodotti possono appartenere tanto alla categoria degli usa e getta quanto a quella dei riutilizzabili. Non è raro comunque che le ditte produttrici privilegino l’uso di materiali naturali. Nella maggior parte dei casi quindi si tratta di articoli del tutto biodegradabili. Tuttavia, lo abbiamo appena detto, sul mercato esistono anche variabili usa e getta non riciclabili.  Sta quindi a voi ovviamente scegliere e verificare.

Pannolino neonato: scegliere quello giusto

Ed eccoci arrivati ad un momento cruciale: scegliere il pannolino giusto per il vostro piccolino. Gli aspetti di cui tener conto in questo caso sono tanti, ve lo avevamo già anticipato. Tuttavia generazioni e generazioni di mamme e papà più o meno inesperti nel settore hanno trovato il modo di andare avanti pur senza disporre di consigli utili provenienti da terzi.

In molti casi non c’era nemmeno dove digitare le famose parole chiave utili a fugare ogni dubbio (“pannolino neonato” per intenderci). Voi avete internet ed i nostri suggerimenti: insomma andrà tutto bene.

La tipologia

Ci sembra ovvio che la prima scelta da compiere in tal senso sia quella relativa alla tipologia di pannolino da acquistare. Ecologici o usa e getta? Anallergici o unisex? Abbiamo già parlato delle differenze esistenti tra tali categorie e, state tranquilli, non ci ripeteremo in questa sede. Volevamo soltanto ricordarvi però di inserire il “fattore tipologia” nella lista dei criteri selettivi utili all’acquisto.

Il grado di assorbenza

Uno degli elementi che distingue un buon prodotto da un articolo dozzinale è senza dubbio il grado di assorbenza garantito. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: quei piccoli corpicini teneri ed indifesi sono in grado di produrre quantitativi spropositati di feci ed urine. Se non volete sostituire di continuo lenzuola, tutine e quant’altro state quindi molto attenti a questo parametro.

A fare la differenza in tal senso è il numero di filtri presenti nel prodotto. Questa informazione viene solitamente specificata sulla confezione. Più il valore è alto e più grande sarà ovviamente la capacità del pannolino di incamerare urina e feci liquide per dirottarle poi negli strati più bassi della mutandina. Inoltre, onde evitare problemi, è bene verificare che siano presenti sul pannolino anche delle protezioni laterali utili ad impedire delle fastidiose fuoriuscite.

Sia chiaro però: questo meccanismo eviterà che il piccolo macchi la tutina o che possa lasciarvi sgraditi aloni sui vestiti (in molti frangenti, ma non sempre). In ogni caso dovrete comunque cambiare spesso il pannolino. Ciò allo scopo di evitare la formazione di piccole e grandi irritazioni e di curare adeguatamente l’igiene del pargolo.

E poi, per quanto assorbente, un pannolino non potrà di certo far magie: per quanto in misura ridotta gli odori poco gradevoli provenienti dalla mutandina assorbente si spanderanno lo stesso nell’aria non appena il bebè avrà “prodotto”. Insomma: prevenite prima di curare (o di soccombere).

La struttura (nel caso dei pannolini usa e getta)

Strettamente connessa al punto precedente è la valutazione della struttura. Normalmente un pannolino usa e getta, poniamo il caso che optiate per questa soluzione, si compone di almeno tre strati. Abbiamo così un filtro interno, uno assorbente ed uno esterno.

Il primo strato resta in perenne contatto con la cute del piccolino ed è necessario quindi che sia morbido, atossico ed in generale di buona qualità. Il suo compito principale comunque è quello di veicolare la “produzione” verso il filtro assorbente.

Quest’ultimo, posto nel bel mezzo del pannolino, si compone in genere di cellulosa e gel chimici di varia natura sbrigativamente etichettati sotto la voce “SAP”. Chiaramente questo strato eviterà la fuoriuscita di “materiale” o il contatto diretto di feci ed urina con la pelle del bambino.

Lo strato esterno infine si compone di materiali impermeabili e rappresenta un’ulteriore protezione contro le fuoriuscite. Un prodotto di qualità medio-alta consta sempre di questi tre strati. Gli articoli di più recente concezione aggiungono però a quelli appena descritti ulteriori livelli. Questi ultimi possono contenere sostanze lenitive, profumi, reagenti chimici che fungano da indicatori di bagnato e quant’altro.

La giusta taglia

Un po’ come accade nel caso delle normali mutandine, anche i pannolini possono avere taglie differenti. Si tratta di una cosa normalissima: i nostri marmocchi crescono a vista d’occhio! Al giorno d’oggi il mercato vi offre la possibilità di scegliere da un ventaglio ben nutrito di soluzioni: potrete spaziare dalla prima alla sesta taglia.

In genere la misura più piccola si adatta ai neonati, a quei bimbi che insomma non abbiano ancora superato i 5 chili di peso. I veterani, per così dire, indosseranno invece una taglia 5 0 6 adatta a pargoli il cui peso oscilli tra gli 11 ed i 25 chili. Notizie più dettagliate in merito sono comunque reperibili sulla confezione del prodotto.

Sono tre i suggerimenti che vi diamo a questo proposito: innanzitutto sappiate che il concetto di taglia potrebbe variare leggermente da una casa produttrice all’altra. Questo significa che dovrete più che altro scegliere basandovi sul peso del neonato.

In secondo luogo sappiate che una misura troppo stretta potrebbe lasciare sul corpicino del piccolo dei segni: provvedete in quel caso a comprare dei pannolini di taglia adeguata. Vi consigliamo infine di optare sempre per una misura in più a prescindere: in questo modo sarà meno probabile che le feci fuoriescano…

Gli indicatori di bagnato

“Quando cambiare pannolino neonato“: queste quattro parole sono tra le più digitate online. Dobbiamo dirvi a tal proposito che approfondiremo meglio l’argomento nelle prossime righe. In questa sezione dell’articolo però ci interessa parlarvi dei cosiddetti indicatori di bagnato.

I prodotti in assoluto migliori sono quelli che vi consentono di conoscere lo “stato di usura” della mutandina senza dover necessariamente per questo aprire ed esplorare. Questi articoli sono infatti trattati con una speciale sostanza chimica la quale fa sì che il pannolino cambi colore quando è ormai arrivato il momento di sostituirlo.

Uno dei maggiori rischi che si corrono acquistando un prodotto eccessivamente assorbente è infatti quello di non essere in grado di capire quando il piccolo ha “prodotto” qualcosa. Ciò rischia di fuorviare mamma e papà che effettueranno così un numero ridotto di cambi ritrovandosi loro malgrado a dover pulire tutto quello su cui è stato appoggiato il bebè o correndo preoccupati dal pediatra per raccontargli che il pargolo non urina a sufficienza. Insomma: un indicatore di bagnato eviterà inutili stati d’ansia, irritazioni alla delicata pelle del bambino e… piccoli incidenti di percorso.

La comodità

Inutile dire che il piccolo deve trovare un certo confort nell’uso del pannolino: dovrà indossarlo notte e giorno per almeno due anni della sua vita! Questo significa che  la mutandina assorbente deve sì essere proporzionata alla stazza del bimbo, ma deve anche lasciargli la possibilità di muoversi adeguatamente e comunque non deve metterlo a disagio o causargli sofferenze.

State attenti perciò a scegliere una taglia che non comprima l’addome o che lo costringa ad adottare una posizione innaturale delle gambette. Inoltre i materiali devono sempre essere morbidi, in particolar modo se destinati a coprire la zona dell’interno coscia. Le bande elastiche infine, per quanto resistenti e relativamente aderenti, non devono costringere il piccolo.

I materiali

I materiali utilizzati per produrre pannolini sono, come abbiamo già visto, plastiche, amido di mais, cellulosa e fibre naturali in genere. Per quanto riguarda quest’ultima opzione la scelta è molto vasta. Potrete orientarvi ad esempio su cotone e flanella.

Questi materiali sono comodi e resistenti ed inoltre, grandissimo vantaggio, si asciugano con una certa velocità. Simile è il discorso per quanto riguarda la microfibra che però sacrifica un po’ di confort al maggiore potere assorbente.

La canapa invece è capace di garantire ottimi risultati in tal senso e, per giunta, è davvero resistentissima. Il problema è che ci impiega un bel po’ ad asciugarsi. Se preferite questa soluzione perciò dovrete comprare un ricco corredo di pannolini in modo da non incappare mai in alcun tipo di problema. Infine è molto utilizzato anche il bambù. Quest’ultimo si caratterizza per il suo potere antibatterico e per l’altissima assorbenza. In più comunica alla pelle una piacevole sensazione di freschezza.

Più che su queste informazioni comunque ci interessa richiamare la vostra attenzione su una sorta di corollario. Alcuni prodotti possono essere realizzati partendo dalla lavorazione di elementi tossici o comunque dannosi per la salute del bambino. Evitate perciò pannolini decorati: molte volte questi abbellimenti nascondono la presenza di coloranti chimici non esattamente sicuri.

Il cloro invece viene utilizzato per sbiancare lo strato più esterno del pannolino. Tale materiale però rilascia diossina, una sostanza che nuoce, ed anche pesantemente, alla salute del piccolo. Non meno preoccupante è la presenza di ftalati, composti chimici utilizzati per ammorbidire le plastiche.

Infine attenzione agli strati contenenti profumi: potrebbero irritare la pelle del bimbo. Scegliete quindi sempre dei materiali atossici e traspiranti, morbidi ed assorbenti al punto giusto, ma verificate che essi godano di tutte le certificazioni del caso.

La praticità d’uso

Ve ne accorgerete da soli: in molti casi mentre cambiate il pannolino vi farebbe comodo disporre di due o tre mani in più. Dato che questo non è possibile, scegliete sempre dei prodotti che siano facili da togliere e da mettere oltre che da regolare. Prima o poi imparerete a far tutto anche con una sola mano, fidatevi, ma perché ciò accada è necessario che il sistema sia già stato esemplificato a priori…

Pannolino neonato: prevenire irritazioni, arrossamenti e dermatiti

Pannolino neonato ed arrossamento sederino”: ecco altre quattro parole molto presenti sui motori di ricerca o sui forum gestiti da neomamme. La mutandina assorbente, lo sappiamo tutti, può causare ai più piccoli parecchi problemi, soprattutto a livello cutaneo. Ma come fare ad evitare che ciò accada?

Beh, basta un po’ di tempo e di attenzione. Per prima cosa tenete sempre in considerazione il fatto che la cute di un bambino è infinitamente più delicata rispetto a quella di un adulto. Ciò che insomma a voi non tange o non tangerebbe più di tanto al piccolo potrebbe nuocere, ed anche in una certa misura.

Detto ciò, sappiate che per quanto filtrante ed assorbente possa essere un pannolino, quando si sporca andrebbe cambiato subito. Le feci e le urine incamerate creano infatti una certa umidità all’interno del prodotto. Ciò basta a dar vita a delle irritazioni che, se trascurate, possono degenerare in problemi più gravi. Anche un semplice sfogo poi causa al neonato una certa sofferenza. Ricordate cosa dicevamo a proposito della cute dei piccoli e degli adulti? Perfetto, è uno di quei casi.

Ah, un’ultima informazione utile a prevenire fastidi ed irritazioni: paradossalmente in molti casi i pannolini ecologici possono prevenire ogni tipo di problema cutaneo semplicemente perché traspiranti. Diverso è invece il caso dei bimbi allergici. A volte i più piccoli possono sviluppare delle reazioni dovute alla presenza di un reagente chimico contenuto nella mutandina assorbente.

In questo caso avete tre diverse opzioni tra cui scegliere: orientarvi a priori sui ciripà, comprare dei prodotti anallergici o testare varie marche sino a trovare quella giusta, ossia quella che impiega materiali non contenenti allergeni a cui vostro figlio sia sensibile. Attenzione però: lo stesso prodotto potrebbe non essere ben tollerato da altri neonati.

Cosa non fare in caso di eritemi da pannolino?

In caso di eritemi da pannolino vi suggeriamo di non lasciarvi prendere dal panico. Evitate innanzitutto perciò di prendere iniziative. Questo significa non utilizzare pomate contenenti delle sostanze antibatteriche o degli agenti cortisonici senza aver prima ottenuto il benestare del pediatra.  Fate a meno poi di sfregare sulla pelle del bambino: per asciugarla vi basterà tamponarla delicatamente. Questa, a dire il vero, dovrebbe essere la prassi anche in assenza di eritemi e dermatiti.

Pannolino neonato: consigli sul momento del cambio

Abbiamo appena detto che dovrete cambiare spesso il pannolino del vostro bambino, ma non vi abbiamo detto come fare. Rimediamo subito. Aprite innanzitutto il pannolino e verificate quale sia la situazione.

Nel caso in cui fosse necessario effettuare il cambio, pulite il piccolo utilizzando soltanto dell’acqua tiepida e tuttalpiù dei saponi molto delicati, pensati proprio per la pelle dei neonati.  Agite aiutandovi con un dischetto di cotone e poi con una spugnetta da prima infanzia.

Asciugate quindi con cura la zona trattata insistendo soprattutto in prossimità di eventuali piccole pieghe della pelle. Applicate poi sulla parti intime una cremina idratante. Questa non solo darà sollievo alla cute, ma costituirà un’ulteriore barriera tra le parti intime del neonato e la sporcizia incamerata nel pannolino.

A questo punto procuratevi una nuova mutandina assorbente. Apritela, alzate delicatamente entrambe le gambette del piccolo e sistemate l’oggetto proprio sotto il sederino del neonato. Allargate il pannolino quanto basta, chiudete poi le fascette cercando di non comprimere troppo l’addome. Per verificare di aver fatto bene lasciate scivolare delicatamente il vostro indice oltre il bordo superiore della mutandina. Se riuscirete a sfiorare l’ombelico avrete fatto bene il vostro lavoro. Non dimenticate infine di sistemare al meglio le cuciture esterne ed il retro del pannolino: fuoriuscite e disagi non sono i benvenuti!

Ah, un suggerimento pratico: prima di iniziare l’operazione di cambio, assicuratevi sempre di avere a portata di mano tutto l’occorrente. In più date al vostro bimbo un giochino con cui distrarsi mentre procedete nell’impresa: vi sarà molto utile! Canticchiate anche una rasserenante canzoncina e cercate di sbrigarvi: i piccoli spesso non amano stare sul fasciatoio…

Infine sappiate che per nessun motivo al mondo dovrete allontanarvi dal bebè durante il cambio pannolino. Anche i più piccoli, quelli che sulla carta non sono ancora capaci di muoversi, potrebbero cadere, ingerire corpi estranei o farsi male durante la vostra assenza. Del resto, si sa, i piccoli hanno una naturale predisposizione a combinare pasticci…

Pannolino neonato: le diverse attenzioni da riservare a maschietti e femminucce

Non c’è proprio niente da fare: le esigenze di maschi e femmine sono diverse sin da subito, sin quasi dal primo vagito. Vi abbiamo spiegato come, in linea di massima, dovrete procedere per cambiare un pannolino. Quello che non vi abbiamo detto è che nel caso di un neonato di sesso maschile potrete adottare questa tecnica standard senza incappare in fastidi di sorta.

L’unica accortezza che dovrete avere sarà quella di pulire con maggiore attenzione intorno ai genitali. State attenti inoltre a non stirare verso dietro il prepuzio del bebè. Anche nel caso in cui fosse molto stretto, e quindi un po’ più difficile da pulire, col tempo la pelle cederà da sé, rendendo le cose un po’ più semplici.

Le bimbe invece sono un po’ più delicate. Innanzitutto dovrete sempre procedere pulendo in modo da spostarvi dal davanti al didietro. In questo modo eviterete che germi e batteri possano causare delle brutte infezioni agli organi genitali. Capita inoltre che sul pannolino delle neonate si osservino delle secrezioni vaginali di colore rossastro.

Inutile dire che la vostra prima reazione sarà di paura. Tuttavia sappiate che nella maggior parte dei casi, quando il fenomeno si limita ai giorni immediatamente successivi alla nascita, non c’è proprio niente di cui preoccuparsi: la bimba sta semplicemente espellendo un eccesso di ormoni ricevuti dalla mamma. In ogni caso, dato che con i pargoli la prudenza non è mai troppa, parlate del fenomeno con il pediatra.

Pannolino neonato: quanti cambi in un giorno?

Quante volte in un giorno sarete chiamati ad occuparvi di pannolini? Beh, rassegnatevi: soprattutto inizialmente vi sembrerà di non dover fare altro nella vostra vita! Il piccolino infatti, almeno durante i primissimi mesi della sua vita, sporcherà circa una dozzina di pannolini al giorno. Man mano che cresce però le proporzioni saranno praticamente dimezzate.

Certo, i nostri sono solo dati statistici: potrebbe capitare che un bimbo “produca” di più o di meno. Verificate comunque se il di meno o il di più sia eccessivo ed eventualmente parlatene subito con il pediatra. Una produzione anomala di feci ed urina potrebbe indicare infatti una malattia o un disturbo a cui sia necessario far fronte nell’immediato. Non sottovalutate mai insomma l’importanza di cacca e pipì.

In ogni caso tenete conto del dato appena fornito anche nel momento in cui deciderete il budget da destinare all’acquisto dei prodotti in esame. Sul mercato esistono infatti articoli più o meno economici ma, ovviamente, non ha senso sacrificare il confort o l’assorbenza della mutandina alla prospettiva di un risparmio più o meno esiguo.

In entrambi i casi finirete alla fin fine per buttare via del denaro: o dovrete cambiare il pannolino molto spesso perché poco “contenitivo” o i pianti ininterrotti del vostro bimbo vi costringeranno a migrare verso altri lidi un po’ più costosi buttando i pannolini di cui avete già fatto incetta.

Ed a proposito di questo particolare: evitate di mettervi in casa grosse scorte di materiale: i piccoli crescono ad un ritmo forsennato e, con buona probabilità, sarete costretti a buttare o a regalare ad altri il vostro acquisto. Se proprio volete risparmiare perciò, come vi avevamo anticipato, scegliete i ciripà. Diversamente evitate di lesinare troppo sul costo del prodotto e comunque acquistate con cautela.

Pannolino neonato: ancora qualche consiglio utile e qualche informazione anti-panico

Sicuramente ve ne parleranno anche i pediatri o le ostetriche, ma è meglio essere certi che sappiate. Nei primi giorni di vita del bambino sul pannolino troverete perlopiù del mecomio. Si tratta di una sostanza molto scura e dalla consistenza vischiosa che non manca di allarmare tutte le neomamme.

Bene, si tratta di una normalissima secrezione dell’intestino che presto, per fortuna, non vedrete più. Il problema è che essa è difficile da pulire. Utilizzate ancora una volta dell’acqua tiepida e dei dischetti di cotone ed armatevi di santa pazienza. In ogni caso comunque siate molto delicati.

Nei giorni successivi, terminata la produzione di mecomio, il piccolo inizierà ad espellere delle feci molto liquide. Tranquilli: non si tratta di diarrea. Inizialmente infatti non è possibile per l’apparato gastrointestinale del bambino produrre escrementi duri.

La situazione si regolarizzerà però con l’andare dei giorni. In ogni caso, per fugare ogni possibile dubbio, parlate con il pediatra. Sarà lui a dirvi fino a che punto questa condizione rientri nella normalità e quando invece dovrete iniziare a preoccuparvi.

Permettete un consiglio anche sul corredo da toilette del bimbo? Bene, partiamo da una premessa. In molti casi irritazioni e dermatiti vengono imputati all’uso del pannolino. Sappiamo che ciò può accadere, ma il sederino del vostro bambino potrebbe diventare rosso e pustoloso anche per altri motivi. Uno di questi motivi è che i prodotti presenti nel suo corredo da toilette sono inadeguati.

Per evitare problemi perciò scegliete sempre saponi specifici ed in cui non siano stati aggiunti profumi. Questi ultimi contengono infatti degli alti quantitativi di alcool. Voi mettereste mai dell’alcool sulle vostre parti intime? Figuratevi il bimbo!

Se preferite evitare il più possibile i prodotti chimici avvaletevi di dischetti in cotone o di garze da intridere con dell’olio evo. Usate inoltre la crema allo zinco soltanto in caso di irritazione e siate sempre discretamente parsimoniosi sulle quantità.

Evitate del tutto invece l’impiego di talco che potrebbe rivelarsi pericoloso per la salute del bambino. Dopo tutto questo parlare siamo sicuri di una sola cosa: “Eliminare pannolino neonato & spannolinamento”: ecco quali saranno le vostre prossime ricerche online!

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