Paranco elettrico: come scegliere il migliore? Consigli pratici e recensioni

Un paranco elettrico è un oggetto utilizzato per aiutare coloro i quali devono, per lavoro o necessità, sollevare degli oggetti pesanti. Tale congegno meccanico è stato infatti concepito per imbracciare, issare o spostare carichi più o meno grossi. Durante queste operazioni voi, ed è qui che viene il bello, non dovrete muovere un dito.

Non è difficile immaginare quanti e quali siano i campi di applicazione per questa utile invenzione: dall’edilizia ai traslochi passando dallo scarico merci nei magazzini o nelle falegnamerie. Il nostro elenco si potrebbe prolungare pressoché all’infinito dato che la maggior parte delle attività artigianali e commerciali necessita di scaricare in magazzino vagonate di merce e di materie prime da lavorare.

Ma c’è un aspetto interessante della questione che ancora non è venuto a galla. Il paranco elettrico, soprattutto negli ultimi anni, ha trovato ampio seguito anche tra i non professionisti. C’è insomma una nutrita schiera di semplici privati che ha individuato per l’argano, un campo d’applicazione squisitamente domestico.

Volete degli esempi? Beh, pensate a quelle case di una volta, quelle in cui l’ascensore non c’è mai stato e mai ci sarà. Un piccolo paranco elettrico potrebbe servire alla vecchietta dell’ultimo piano per portare su la sua spesa settimanale. E che dire dei disabili? Purtroppo il trasporto a mano di determinati oggetti per loro non è sempre facile ed ogni tanto servirebbe un aiuto.

Insomma: vista la versatilità di quest’oggetto e la sua indiscutibile utilità, è forse il caso di documentarsi un po’ sul suo conto. Magari non avete mai pensato di averne bisogno, magari invece state cercando delle idee per gestire al meglio, in sicurezza e senza grossi sforzi il vostro esercizio commerciale. Quale che sia la necessità primaria che vi anima sappiate che nelle prossime righe troverete sul conto del paranco elettrico tutte le informazioni che desiderate.

Scegliere un paranco elettrico: guida all’acquisto e consigli pratici

Sì, acquistare un paranco elettrico in determinati contesti può rivelarsi una scelta saggia, ma ancora più saggia è la scelta di non acquistare mai a scatola chiusa. A meno che non vi sia capitato già più e più volte di avere a che fare con argani et similia, probabilmente non avete gli strumenti per poter distinguere un buon prodotto da un articolo un po’ meno efficiente.

A prescindere dalla qualità dell’utensile poi sarebbe anche il caso di individuare un modello che possa rispondere a precise esigenze individuali. Insomma: una cosa è acquistare un paranco per trasportare pianoforti ed una cosa è comprare un oggetto che funga più che altro da montacarichi per la spesa. Nelle prossime righe troverete una lista di criteri utili all’acquisto del vostro argano: utilizzateli per fare delle scelte consapevoli.

La capacità di carico

La capacità di carico è senza dubbio una delle caratteristiche più importanti tra quelle che dovrete tenere in considerazione prima di acquistare un paranco elettrico. Per poter scegliere tra le varie proposte presenti sul mercato è innanzitutto necessario però definire la destinazione d’uso dell’articolo. Del resto, lo dicevamo già prima, le esigenze del privato non possono dirsi uguali a quelle di un traslocatore. Il range entro cui spaziare poi è in questo caso davvero molto ampio: si va dai 125 chili a numeri che superano i 10000 chili di carico.

Ora: chiaro è che se al massimo solleverete la bici, qualche confezione di acqua, la spesa o la legna per il camino potrebbe andarvi bene una capacità di carico compresa tra i 125 ed i 250 chili. Se invece siete dei traslocatori professionisti o magari lavorate in un’officina meccanica potrete orientarvi sui 500/1000 (e più) chili.

Per conoscere la capacità di carico del paranco elettrico che avete deciso di acquistare vi basterà dare una semplice sbirciata alla scheda tecnica del prodotto. Sappiate comunque che tale parametro ha ed avrà sempre un legame molto profondo con altri due elementi di cui ci occuperemo a breve: le caratteristiche tecniche del cavo e quelle del motore.

Un’ultima chicca: il paranco elettrico svolge il suo lavoro grazie anche ad un complesso sistema di carrucole. Attraverso questi marchingegni possono passare anche dei cavi in doppia linea. In questo modo la capacità di carico risulterà sempre potenziata. Vi potrete imbattere perciò in schede tecniche che alla voce “capacità di carico” vi segnalino 600 chili con cavo singolo e 1200 con cavo doppio. Ecco svelato l’arcano.

Il cavo: lunghezza e spessore

Come promesso ecco qualche notizia utile anche sul cavo. Di solito si tratta di una fune davvero molto resistente ormai realizzata soprattutto in acciaio. I prodotti migliori comunque, in luogo di cavi e funi, utilizzano delle catene, elementi sicuramente più solidi e resistenti. Relativamente a questa parte della macchina, a prescindere dal fatto che optiate per funi, catene o cavi in acciaio, dovrete tenere in considerazione una serie di criteri di valutazione.

Iniziamo dalla lunghezza della corda. Qualora vi interessasse acquistare un prodotto ad uso e consumo domestico sappiate che vi verranno perlopiù proposte macchine il cui cavo abbia una lunghezza che si aggiri sui 12 metri. Secondo quanto detto prima, potrete utilizzare il dispositivo per sollevare dai 125 ai 250 chili: basta soltanto decidere se avvalersi di cavo singolo o in doppio.

Quello che non vi abbiamo ancora detto però è che questa decisione determinerà l’altezza di sollevamento massima consentita. In poche parole sappiate che optando per il cavo in singolo potrete sollevare il vostro carico per 12 metri di altezza. Scegliendo il cavo in doppio invece non arriverete oltre i 6 metri. Ciò perché ovviamente in questa maniera dimezzerete la lunghezza della fune.

Considerate poi un altro elemento molto importante, ossia lo spessore del cavo. Come abbiamo detto questo parametro ha un legame molto stretto con la potenza del motore e la capacità di carico. Perché? Beh, voi leghereste mai un pianoforte ad un filo di nylon mosso dal motorino del frullatore?

Ecco: esattamente per questo motivo. Sappiate che le misure dello spessore del cavo sono in qualche modo standardizzate: andiamo dai 3 millimetri per i prodotti basic agli 8 millimetri per i più efficienti con un ampio ventaglio di possibilità intermedie tra questi due estremi. Un consiglio? Mantenendovi sempre su valori alti lasciando da parte gli spessori più esigui.

Il cavo: resistenza e sistema antirotazione

Per quanto riguarda i cavi è tutto qui? Vi abbiamo già detto tutto ciò che vi serve sapere? Non proprio: in relazione alle funi ci sono infatti da considerare ancora caratteristiche tecniche quali la resistenza e la proprietà antirotazione. Per quanto riguarda il primo elemento diciamo che si tende a confonderlo spesso con la capacità di carico.

Si tratta invece di concetti diversi dato che quest’ultimo indica il peso massimo raggiungibile dalla merce trasportata mentre la resistenza indica la mole di carico massimo che il cavo riesce a sopportare prima di spezzarsi. In poche parole pensate che la fune deve reggere sì la merce che deciderete di caricare o scaricare, ma anche il peso delle eventuali basi d’appoggio, dei ganci, delle carrucole e via discorrendo. Può tranquillamente succedere perciò di avere una resistenza di 2500 chili ma una capacità di carico pari ad appena 1000 chili. Tranquilli: nessuna anomalia.

Per quanto riguarda il sistema antirotazione invece abbiamo poco da dirvi: dovrete semplicemente accertarvi che esso sia stato contemplato dai progettisti. Perché? Beh, considerate che un cavo che rotea e si avvolge su sé stesso oscilla, ed oscilla anche parecchio. Questo significa che la merce sollevata potrebbe cadere ferendo (o addirittura uccidendo) qualche ignaro passante o un operaio oppure ancora provocando danni materiali di una certa rilevanza. Insomma: perché rischiare e stare con il patema d’animo?

Il motore

Ed ecco l’altro elemento principe del paranco elettrico: il motore. Chiaramente un congegno più potente sarà in grado di fare sforzi via via più rilevanti. Ma non deve essere solo quest’informazione a guidarvi all’acquisto di un prodotto anziché di un altro. Sappiate, ad esempio, che un motore potente sarà anche utilizzabile con una certa continuità, un elemento meno prestazionale necessiterà invece di alternare periodi di lavoro a periodi di stasi all’interno della stessa operazione.

Avete mai avuto a che fare con quei frullatori di emergenza il cui motore è veramente poco potente? Per evitare che l’elettrodomestico si surriscaldi e si rompa in quei casi dovete avviare il macchinario per un paio di minuti, quindi lasciarlo riposare alcuni secondi e poi riprendere il vostro lavoro. Immaginate una situazione del genere in un contesto in cui magari state effettuando un trasloco per un cliente che vi ha riempito di scatoloni 2 o 3 camion. Non finireste in un paio di giorni!

Detto ciò, sappiate che un paranco elettrico di buona qualità ha sempre un motore da almeno un migliaio di Watt. Inoltre in questi casi tale parte della macchina è corredata da dispositivi che evitino il sovraccarico, che proteggano il congegno da sbalzi di tensione e che allontanino il rischio di un surriscaldamento.

Un segreto del mestiere: mettetevi sempre in sicurezza. Ciò vuol dire acquistare modelli che possano sollevare anche pesi maggiori rispetto a quelle che sono le vostre effettive necessità. Certo, non è necessario abbondare più di tanto, ma comunque non fate mai il calcolo al milligrammo. Un’ultima informazione utile: i prodotti migliori constano di un motore con avvolgimento in serie. Si tratta di un espediente che fa un po’ salire il costo del congegno, ma che elimina sul nascere ogni problema legato al surriscaldamento del paranco.

La velocità

Vi ricordate l’esempio del frullatore di fortuna? Beh, una situazione del genere può essere evitata scegliendo un buon motore, ma anche prestando particolare attenzione alla velocità di sollevamento. Questo parametro viene in genere quantizzato in metri al minuto. I prodotti attualmente più diffusi in commercio sono in grado di coprire un ventaglio di soluzioni che va dai 4 ai 10 metri al minuto. Chiaramente a valori più alti corrisponderà, in linea di principio almeno, la possibilità di concludere prima le operazioni.

Attenzione però: per quanto il prodotto che avete acquistato possa rientrare in un determinato standard, sappiate che altezza di sollevamento e mole del carico influiranno sulla velocità del paranco elettrico. Chiaro è insomma che in condizioni estreme il vostro macchinario faticherà alquanto ad offrirvi un certo tipo di prestazioni. Insomma: un mulo carico correrà sempre meno speditamente rispetto ad un mulo che non abbia zavorre sulle spalle…

Il grado di protezione

Per quanto si sia comunemente abituati ad associare l’immagine del paranco elettrico ad un’idea di forza e vigore, questo macchinario è comunque vulnerabile agli agenti atmosferici. Essi potrebbero infatti incepparne gli ingranaggi o rovinarne i meccanismi.

Poco importa che la kriptonite in questione sia la polvere, l’umidità, la pioggia o qualche generico corpo estraneo presente nell’atmosfera. Per sapere quanto il vostro futuro paranco elettrico sia delicato, controllate un parametro chiamato “grado di protezione”. Tale scala misura la resistenza dell’oggetto a tutti i possibili elementi destabilizzanti presenti nell’aria. La resistenza del vostro paranco verrà quantificata in IP.

Facciamo allora degli esempi. Un paranco elettrico IP 40, IP 41, IP 42, IP 43 o IP 44, può sopportare l’azione di corpi estranei il cui diametro massimo sia pari a circa 1 millimetro. Un IP 50, un IP 68 e tutti i numeri che possiamo collocare tra l’uno e l’altro estremo, sopportano tranquillamente invece l’azione della polvere e possono quindi trovare spazio nei cantieri o nelle falegnamerie.

Inoltre sappiate che tutti i valori terminanti con il numero “3”, andiamo perciò dall’IP 23 all’IP 63, sono capaci di tollerare eventuali gocce d’acqua. Tutti quelli che terminano con il “4” (in questo caso IP 24, IP 34, IP 44 ed IP 54), resistono invece a degli spruzzi. I prodotti la cui sigla termini con il “5” infine possono sopportare vere e proprie ondate.

Il grado di protezione è un parametro più utile di quanto si sia comunemente portati a credere. Esso vi servirà infatti a stabilire quale sia la migliore collocazione per il vostro paranco elettrico. Sappiate che il valore qui in esame dipenderà sempre dalla qualità dei materiali utilizzati per la costruzione dell’utensile nonché dal tipo di copertura concessa in dotazione.

La classe di isolamento

Un discorso molto simile a quello che avete letto a proposito del grado di protezione vale anche per la resistenza alle temperature ambientali nonché al calore sviluppato proprio dal motore del paranco elettrico. La classe di isolamento serve proprio a quantificare la robustezza del prodotto in tal senso. Di solito gli apparecchi domestici più diffusi appartengono alla classe B e resistono ad una quarantina di gradi di temperatura ambientale ed a 130° C per quanto riguarda il calore prodotto dal motore. Chiaramente dei congegni professionali necessitano di ben altre garanzie.

La sicurezza

Il paranco elettrico è un oggetto che sgrava e velocizza parecchio il lavoro dell’uomo. Tuttavia, non è difficile immaginarlo, si tratta anche di un congegno potenzialmente molto pericoloso. Per questo motivo un buon prodotto è sempre dotato di sistemi di sicurezza volti a ridurre drasticamente la possibilità di incappare in spiacevoli incidenti.

In tal senso è ad esempio molto importante il telecomando. Esso può essere di tipo wireless o analogico. Utilizzando questo congegno potrete pilotare il vostro paranco elettrico togliendovi dalla zona in cui il carico viene sollevato e quindi eliminando il pericolo di restare feriti se per qualsiasi ragione parte del carico dovesse cadere o la fune dovesse cedere.

Sul telecomando poi troverete un pulsante da utilizzare per l’arresto di emergenza. Premendolo eviterete che il dispositivo continui a salire o a scendere. Tale funzione può essere utile, tanto per fare degli esempi, quando il carico è sistemato male e si muove pericolosamente o se la fune inizia ad avvolgersi esattamente dove non dovrebbe.

Fondamentale è poi anche il freno del motore. Il dispositivo permette di rallentare la discesa eccessivamente veloce di un carico o di evitare evitare la caduta della merce a seguito di un eventuale blackout. Il freno di finecorsa infine farà sì che la merce, una volta arrivata a pochi centimetri da terra o in alto, cominci a dondolare minacciosamente. Ricordate: i prodotti scadenti ed eccessivamente economici montano spesso sistemi di frenaggio non troppo affidabili. Non è il caso quindi di lesinare sulla qualità e sui costi, nemmeno quando si acquista un paranco elettrico ad uso domestico.

Le tipologie di paranco elettrico

In linea di massima il paranco è un sistema di carrucole attraversato da funi o catene e culminante in un gancio che ha il compito di trasportare un carico in una precisa direzione. Per quanto il principio di funzionamento sia sempre lo stesso, in commercio esistono diversi tipi di argani.

Abbiamo così la variante manuale, quella elettrica, quella pneumatica, quella idraulica e quella da balcone. La prima tipologia di paranco, chiaramente, funziona grazie all’impiego della forza manuale dell’utente. Le carrucole in questo caso alleggeriscono sì il carico, ed anche notevolmente, ma dopo un po’ la stanchezza si farà comunque sentire.

Sicuramente più pratico è il sistema elettrico di cui abbiamo ampiamente discusso. Aggiungiamo a tutte le informazioni fin qui fornite perciò soltanto un piccolo corollario. Sappiate che fanno parte della categoria sia i cosiddetti sistemi fissi sia i sistemi mobili.

Nel primo caso il carico potrà essere sollevato dal basso per raggiungere una determinata altezza o muoversi dall’alto per toccare il suolo. Nel secondo invece il paranco elettrico riuscirà a traslare anche orizzontalmente grazie all’innesto di un verricello. Immaginate ancora una volta il solito trasloco: il massimo sarebbe poter scaricare il  pianoforte direttamente in salotto, il letto già nella stanzetta dei ragazzi e così via.

Ma passiamo al paranco pneumatico. Esso non ha niente di diverso rispetto al modello precedente a parte un innesco ad aria compressa. In poche parole per attivare il motore serve proprio un’azione pneumatica. Un discorso molto simile vale per la variante ad acqua che, per l’appunto, sostituisce l’aria compressa con la forza idraulica. Il paranco da balcone invece è tarato, lo abbiamo già visto, per accontentare dei bisogni limitati e non può essere utilizzato per scopi prettamente professionali. Esso può comunque appartenere alla famiglia dei congegni manuali o elettrici.

Il costo

Quanto può costare un paranco elettrico? Beh, sicuramente non si tratta di un acquisto da qualche euro ma, a meno che non vogliate mettere su un vero e proprio cantiere, non dovreste nemmeno sborsare cifre astronomiche. Un buon prodotto potrebbe avere un prezzo compreso tra le 80 e le 500 euro tanto per intenderci. Certo, si tratta di un bel range, ma dovete considerare che portata, modello, caratteristiche tecniche e generica qualità del paranco elettrico possono incidere considerevolmente sul prezzo finale del congegno.

Vi consigliamo di non andare comunque troppo al risparmio e, non soltanto di non acquistare niente il cui prezzo sia inferiore agli 80 euro, ma se possibile di puntare a qualcosa che costi un pelino di più ovviamente in proporzione alle vostre esigenze. Come abbiamo visto infatti prodotti troppo economici sono in genere poco sicuri.

Paranco elettrico: parliamo ancora di sicurezza

Come ben sapete e come potete facilmente immaginare, lavorare maneggiando dei carichi pesanti può esporre ad una lunga serie di pericoli. Abbiamo visto che un buon paranco elettrico è dotato di svariati sistemi di sicurezza, ma a volte purtroppo tutto questo non basta. Per ridurre ulteriormente rischi di sorta perciò fareste bene a valutare con attenzione la collocazione temporanea o persistente del vostro argano. Inutile dire che ponteggi e muri di ancoraggio dovranno sempre essere solidi e ben piantati.

Prima di procedere con il montaggio ed il carico, valutate anche quali potrebbero essere le conseguenze nel caso di un’eventuale caduta della merce trasportata. Insomma: meglio evitare di installare un paranco elettrico laddove ci sia un continuo viavai di persone o proprio in corrispondenza di un posteggio auto. Sappiate poi che non tenere in considerazione elementi quali la classe di isolamento ed il grado di protezione potrebbe indebolire il congegno causando incidenti e disguidi di varia natura.

Ma le raccomandazioni non sono ancora finite: valutate con attenzione pure il corretto posizionamento del gancio che non deve mai aver modo di sfilarsi e cadere. Inoltre non utilizzate il paranco elettrico senza aver acquistato anche dei contenitori adatti alla sistemazione del carico. Benché in alcuni contesti sia un’abitudine purtroppo abbastanza diffusa fate in modo poi di non avvalervi dell’argano per trasportare delle persone. Per quello ci sono già gli ascensori…

Attenzione quindi alla fase di installazione. Soprattutto se il vostro è un paranco elettrico ad uso domestico sarà molto semplice e sbrigativa, ma è comunque importante che seguiate con un certo scrupolo tutti i passaggi descritti dalla casa produttrice. Per ragioni di sicurezza vi raccomandiamo inoltre, laddove sia necessario, di corredare il prodotto di una solida base di sostegno e di non forzare mai il vostro argano.

In ultimo vi suggeriamo anche di utilizzare il dispositivo munendovi di guanti protettivi e di procedere ad una lubrificazione mensile degli ingranaggi. Non soltanto in questo modo eviterete ustioni alla pelle e prolungherete considerevolmente l’aspettativa di vita del vostro paranco elettrico, ma accantonerete definitivamente la possibilità di incappare in una buona percentuale di incidenti ed intoppi.

Verricello elettrico e paranco elettrico: sinonimi o utensili differenti?

Il verricello elettrico ed il paranco elettrico sono degli utensili affini. Non è raro infatti sentire adoperare i due sostantivi quasi come se fossero dei sinonimi. In realtà però, per quanto somiglianti siano, questi attrezzi hanno una loro precisa identità.

Tanto per cominciare differiscono infatti per il sistema di frenatura. I verricelli si avvalgono a tale scopo di una tecnologia dinamica. Questo significa che il carico si arresta in una determinata posizione per effetto della resistenza che agisce sugli ingranaggi del sistema. Il paranco elettrico sfrutta invece un sistema di frenatura meccanica a disco che può dirsi decisamente più sicuro.

Per quanto riguarda lo spooling dobbiamo dire che i verricelli sono meno sofisticati rispetto ai loro cugini. In particolare questi utensili, a differenza dei paranchi, non sono in grado di rilevare per tempo un eventuale eccesso di carico. Ciò, non è difficile capirlo, rende meno sicuro e più limitante il loro impiego.

In linea di massima poi i verricelli si muovono in senso orizzontale mentre il paranco elettrico segue una linea di moto che va dall’alto al basso e viceversa. Tuttavia, come abbiamo già visto altrove, il prodotto qui in esame è anche in grado di spostarsi su un asse che sia parallelo al suolo. Insomma: in caso di un’eventuale dubbio vi consiglieremmo vivamente di propendere per il paranco elettrico.

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