Pedana vibrante: recensioni, suggerimenti e consigli per comprare la migliore

La pedana vibrante: ecco un oggetto di cui hai spesso sentito parlare, che magari ti ha anche incuriosito, ma di cui all’atto pratico non puoi dire di sapere molto. Eppure la power plate, altro nome di questo gingillo, comincia a fare capolino sempre più spesso nelle palestre e, proprio l’altro giorno, la tua migliore amica ti ha detto di averne acquistato un esemplare.

E tu? Beh, a dirla tutta avresti qualche chiletto da smaltire, magari prima dell’estate. Stai a vedere che la pedana vibrante è proprio quello che fa per te. Per appurare la veridicità di questa tua intuizione continua a leggere il nostro articolo: acquisirai tutti gli strumenti di valutazione utili a prendere una decisione.

Pedana vibrante: le presentazioni

Prima di addentrarci nell’argomento vorremmo pensare alle presentazioni: del resto è così che si fa quando si impara a conoscere qualcuno (o qualcosa)! La pedana vibrante, nel caso tu non avessi le idee chiare sul suo conto, altro non è che una macchina la cui forma ricorda da vicino quella di una sorta di tapis roulant compatto o di una semplice piattaforma.

Tale piattaforma, rigorosamente motorizzata, può con le sue continue vibrazioni agire sul tuo corpo assottigliando qualche punto critico, tonificando determinate zone della silhouette, aiutandoti a scolpire la massa muscolare e persino a perdere un po’ di peso. In particolare utilizzando la pedana vibrante puoi lavorare sugli arti superiori ed inferiori, sui polpacci e sulle natiche.

Certo, qualunque negoziante dovesse venderti la tua futura power plate non allegherà alla confezione alcuna bacchetta magica. Morale della favola? Beh, rassegnati: chi bello vuole apparire un po’ deve soffrire. L’esercizio fisico, anche quello eseguito su pedana, dovrà sempre essere accompagnato da un regime alimentare sano ed equilibrato.

C’è poi da dire che, a seconda del tipo di risultato che desideri ottenere, la pedana vibrante sarà uno strumento di supporto e non un utensile risolutivo. Ciò vale soprattutto nel caso del potenziamento muscolare e del dimagrimento. In parole povere se la pedana può tornarti utile anche nell’ambito del modellamento corporeo, dovrai comunque affiancarla a qualche sessione di jogging, di nuoto o di qualunque altro sport ti venga in mente.

Il funzionamento della pedana vibrante

Ma come funziona una pedana vibrante? Beh, la pedana vibrante… vibra. Sin qui niente da eccepire. L’importante è sapere però che le suddette vibrazioni possono rientrare nel range compreso tra 1 e 60 Hertz. A tale intervallo di valori corrisponde un’oscillazione del corpo con conseguente stimolazione di un dato distretto muscolare.

Ciò perché il tuo fisico innanzitutto si muove per effetto di una sorta di ginnastica passiva e poi perché deve in qualche modo impegnarsi a mantenere l’equilibrio sollecitando alcune zone piuttosto che altre. Da qui l’importanza di assumere durante la sessione di allenamento determinate posizioni. Tali figure vengono in genere selezionate dai personal trainer o, scegliendo una macchina programmabile, riprodotte in maniera stilizzata da un apposito display.

Quali sono i vantaggi connessi all’uso di una pedana vibrante?

Ma come agisce una pedana vibrante sul corpo dell’atleta? Quali sono i benefici ricavabili dal suo utilizzo? Beh, tanto per cominciare è dimostrato che l’uso costante di questo gingillo stimola l’attività neuro muscolare. Ciò, per tutta una serie di ragioni che non staremo qui a spiegare, porta alla lunga al rassodamento del distretto coinvolto.

Per assurdo tale effetto sarà più visibile utilizzando programmi non troppo intensi piuttosto che tabelle di marcia a dir poco sfiancanti. Nell’arco di una ventina di giorni di allenamento su pedana sussultoria (vedremo meglio dopo di cosa si tratta) dovresti già apprezzare perciò qualche risultato. Tra l’altro il suddetto allenamento sarà limitato ad una decina di minuti al giorno ed a tre giorni a settimana. Basta così poco quindi? Sì, perché la pedana vibrante agisce stimolando i muscoli ad attivarsi e contrarsi, movimento notoriamente implicato nella tonificazione e nel rassodamento della parte: da qui la bontà dei risultati ottenibili.

Ma non è tutto. L’attività fisica in genere aiuta l’organismo a provare un diffuso senso di benessere spesso sconfinante addirittura nell’allegria. Ciò accade perché sudare, sgambettare ed entrare in competizione con gli altri può servire a stimolare la produzione dei cosiddetti ormoni del buonumore. La pedana vibrante, per quanto non basti da sola a mettere in piedi una vera e propria sessione di allenamento, non fa certo eccezione. C’è poi da dire anche che l’effetto prodotto da un uso moderato dell’oggetto è quello di una sensazione di generico relax. Perché? Beh, perché a seconda degli usi previsti, la pedana vibrante può in qualche modo illudere il corpo di essersi guadagnato un bel massaggio defaticante. Ottimo, no?

Ulteriori benefici

Una power plate inoltre, specialmente se di tipo sussultorio, può in qualche modo accelerare il metabolismo e contribuire al processo di lipolisi. Ciò dovrebbe tradursi in una progressiva diminuzione degli strati adiposi sotto pelle. Alcuni studi, nello specifico, dimostrano che utilizzando la pedana vibrante si stimola il corpo ad impiegare delle riserve di grasso aumentando quindi il metabolismo basale. Un esercizio prolungato potrebbe rendere quindi stabile nel tempo tale prassi aiutandoti a non mettere su ciccia tanto facilmente.

Utilizzando il congegno qui in esame si può assistere poi anche a qualche blando risultato in termini di miglioramento della circolazione sanguigna e di risoluzione dei problemi legati alla ritenzione idrica. Ciò perché le vibrazioni contribuiscono a capillarizzare meglio il sangue, ad innalzare la temperatura interna ed a ossigenare a dovere i tessuti. Le gambe, come se ancora non bastasse, dopo qualche minuto di vibrazione vengono in genere percepite come più leggere e meno gonfie.

L’esercizio su pedana vibrante tra l’altro aiuta a correggere eventuali squilibri posturali, a migliorare il senso dell’equilibrio ed a sviluppare una consapevolezza propriocettiva. Questo sistema, nell’arco di qualche mese, può anche contribuire ad aumentare e mantenere su valori salutari la densità ossea. Per tale ragione l’uso della pedana vibrante viene spesso raccomandato alle donne che si avvicinano alla menopausa ed ai non più giovanissimi in genere. Tuttavia, sebbene utile a mantenere uno stato di grazia, la power plate non può certo combattere l’osteoporosi.

Un piccolo chiarimento

A questo punto dobbiamo dire anche che non tutti concordano nell’attribuire all’uso della pedana vibrante i medesimi vantaggi qui elencati. Alcuni sostengono  infatti che l’attrezzo in questione sia capace di offrire molti benefici supplementari, altri che non vada oltre a quanto detto in questa sede.

Tanto per fare un esempio, c’è chi dice che questi utensili possono dare un grosso aiuto a chiunque abbia subito degli interventi chirurgici, affronti determinate patologie o i postumi di un incidente, a chi necessiti di riabilitarsi o di rimettere in sesto la colonna vertebrale e così via. C’è anche chi non concorda affatto su questa tesi e suggerisce perciò ai suoi pazienti tutt’altro tipo di approccio al problema.

Non ci sembra questa la sede per dibattere ulteriormente sull’argomento. Del resto quella dei campi d’applicazione della pedana vibrante è una questione ancora molto dibattuta in sede scientifica e su cui prima o poi verrà trovata una linea di condotta comune.

Nell’attesa che ciò accada però possiamo dirti che tutti gli addetti ai lavori affermano con convinzione che questo tipo di strumento ginnico ha scarso impatto traumatico sulle articolazioni e sui legamenti. Inoltre consente di apportare parecchie utili variazioni sul tema alle figure normalmente eseguite in una sessione di allenamento a corpo libero. Innegabile è peraltro la sua valenza in termini di riscaldamento muscolare e defaticamento post palestra et similia.

Molti studi hanno inoltre indagato sulla connessione esistente tra uso della pedana vibrante e salute del pavimento pelvico. Seppure ci si sia più che altro soffermati ad analizzare casi che coinvolgessero pazienti di sesso femminile, pare che l’attrezzo qui in uso abbia in qualche modo aiutato molti soggetti, uomini e donne, a recuperare una certa funzionalità della parte.

Nel dettaglio i benefici rilevati riguardano la cura dell’incontinenza urinaria da stress, dell’iperattività vescicale, del prolasso pelvico e della generica incontinenza. Insomma: la pedana vibrante è un oggetto utile, anzi, utilissimo. Basta solo adoperarlo correttamente e sapere quali risultati è possibile aspettarsi da un impiego costante.

Pedana vibrante e fisioterapia

Uno degli ambiti in cui la pedana vibrante trova maggiori applicazioni è il settore fisioterapico. In genere l’utilizzo di questo dispositivo è raccomandato a chiunque abbia subito determinate tipologie di traumi o di interventi chirurgici oppure ancora in caso di recupero post – infortunio, ma questo lo sai già.

Molti addetti ai lavori si affidano a tale marchingegno anche per migliorare le condizioni dei soggetti affetti da atrofia ed ipotonia, per venire incontro alle esigenze di chi patisce gli effetti nefasti di una pubalgia, di una sclerodermia, di una patologia a carico del tendine d’Achille o persino della sclerosi multipla.

Pedana vibrante: possibili controindicazioni

Per quanto appaia come uno strumento ginnico divertente ed innocuo, ci sono dei contesti in cui la pedana vibrante non dovrebbe mai essere utilizzata. Le controindicazioni in tal senso riguardano essenzialmente i soggetti affetti da problemi cardiaci o gli individui che cadono spesso preda di attacchi di emicrania. Mai salire sulla power plate poi se si è in stato interessante o in caso di conclamate patologie a carico delle articolazioni e della colonna vertebrale, se si è da poco subito un intervento, se si hanno delle protesi o se si è predisposti alla trombosi.

Meglio stare lontani da questo attrezzo anche in caso di ernia, se si portano dei pacemaker, se si è soggetti a vertigini o affetti da infiammazioni di ogni ordine e grado, reumatismi, febbre ed epilessia. Sconsigliato è poi l’uso di questo utile strumento anche a chi è purtroppo vittima di diabete, calcoli e, soprattutto, tumori.

Ma non è ancora finita. Quando si parla di pedana vibrante vale sempre e comunque la regola del consulto medico. In poche parole, ammesso anche che tu non ti riconosca in nessuno dei suddetti casi patologici ed ammesso poi che a farti soffrire sia qualche altra malattia non elencata in questa lista, prima di utilizzare l’attrezzo in esame faresti meglio a chiedere lumi al tuo medico.

Come scegliere una pedana vibrante

Le pedane vibranti non sono tutte uguali. Te ne sarai accorto guardando distrattamente gli spot in TV o frequentando una qualsiasi palestra. Ovviamente non parliamo qui soltanto di differenze estetiche, ma anche di diversità funzionali. Per questo motivo nel corso delle prossime righe ti illustreremo le caratteristiche che una buona power plate deve possedere, quelle stesse caratteristiche che insomma fanno la differenza e che possono farti rimpiangere o meno il denaro speso per acquistare quest’oggetto.

La tipologia

Le pedane vibranti possono appartenere a tre grandi famiglie di prodotti: da una parte abbiamo le piattaforme a movimento sussultorio, dall’altra quelle ad andamento basculante e dall’altra ancora le multidirezione dette anche pedane vibranti 3D. Nel primo caso la tua power plate si muoverà oscillando verso l’alto e verso il basso, eseguirà insomma un moto verticale. Nel secondo invece l’asse di spostamento sarà orientato su un piano orizzontale e, salendo sul macchinario, ti sembrerà quasi di camminare. Per quanto riguarda il terzo caso infine riuscirai a muoverti praticamente in tutte le direzioni.

Ora: i dispositivi a movimento sussultorio raggiungono in media i 60 Hertz di frequenza ed agiscono soprattutto stimolando la contrazione dei muscoli. In genere vengono consigliati a chi ha necessità di intervenire per migliorare la circolazione sanguigna e per velocizzare il metabolismo. Essi consentono inoltre di svolgere un’attività decisamente intensa.

I meccanismi basculanti invece hanno in media una frequenza compresa tra 1 e 30 Hertz. Stavolta la pedana vibrante correrà in aiuto di chi necessiti  di scolpire la sua silhouette. Tale tipologia di movimento va invece evitato come la peste nel caso in cui si soffrisse già di osteoporosi o di patologie a carico delle parti cartilaginee e delle articolazioni in genere. Inoltre questi movimenti non sono esattamente salutari per chi ha dei problemi posturali o è reduce da un evento traumatico.

Le multidirezione infine hanno una frequenza inscrivibile nel range dei 30/45 Hertz. Il loro impiego è consigliato soprattutto a chi necessiti di lavorare sul drenaggio linfatico e di rinforzare le ossa, ma anche a chi vorrebbe ottenere dei benefici relativi alla circolazione sanguigna ed all’accelerazione del metabolismo. Evidenti sono poi i risultati anche in termini di flessibilità, resistenza e reattività. I movimenti riproposti in questo caso sono spesso brevi ma intensi.

La frequenza

Abbiamo già tirato in ballo gli “Hertz” tante volte: vediamo allora di far chiarezza anche su questo punto. Tale unità di misura si riferisce alla frequenza con cui la pedana vibra. Un Hertz, in poche parole, corrisponde ad una oscillazione eseguita nell’arco temporale di un secondo. Ad ogni Hertz (Hz per gli amici), viene di solito associato un passo.

Una pedana vibrante avente una frequenza pari a 50 Hz quindi produrrà 3000 Hz al minuto. All’atto pratico sarebbe come se avessi camminato mettendo uno dietro l’altro ben 3000 passi, equivalenti su per giù ad un paio di chilometri di tragitto. Scegli perciò una macchina che possa simulare un chilometraggio adatto alle tue esigenze.

La potenza

La frequenza non va ovviamente confusa con la potenza. Questo valore del resto si riferisce alla forza, per così dire, del motore. Ad una potenza maggiore corrisponderà sempre una migliore qualità dell’oggetto. Tra l’altro un motore potente sarà in grado di sorreggere il tuo peso senza subire variazioni di frequenza e senza quindi alterare il tuo programma di allenamento. I modelli basic hanno in genere una potenza pari a circa 200 W. Se vuoi fare le cose per bene però ti consigliamo di orientarti su una pedana vibrante da 1000 W o giù di lì.

Il design

Una buona pedana vibrante è sempre dotata di piedini antiscivolo. Ciò perché, come ti sarà facile immaginare, una volta in uso il sistema perde ovviamente in stabilità e fermezza. Insomma: non vorrai iniziare ad allenarti in salotto e terminare in camera da letto, né tanto meno crollare miseramente al suolo alla prima vibrazione! Stesso identico discorso vale per la superficie d’appoggio della pedana. Essa sarà realizzata in materiale antiscivolo e possibilmente dotata di piccole increspature che migliorino il grip delle tue scarpe da ginnastica.

Una buona idea è poi quella di acquistare una pedana vibrante provvista di manubrio. In questo modo, soprattutto se il tuo problema di fondo è l’equilibrio, avrai sempre un appiglio. Non ti sopravvalutare però: ammesso anche che tu non abbia problemi in tal senso, il ruzzolone è sempre dietro l’angolo e sapere che in qualche modo potresti evitare il capitombolo ancorandoti al manubrio dovrebbe indurti ad optare comunque per questa scelta stilistica.

La forma e le dimensioni

La pedana vibrante può caratterizzarsi inoltre per forma e dimensione. In commercio esistono essenzialmente tre taglie, per così dire. Abbiamo quindi la mini, la media e la maxi. Nel primo caso la tua pedana vibrante sarà tendenzialmente molto economica ed avrà dimensioni pari a 50 cm x 30 cm x 12 cm. Nel secondo invece poggerai i piedi su una piattaforma da 80 cm x 45 cm x 15 cm. Optando per la misura più grande invece avrai a disposizione 70 cm x 80 cm x 130 cm di estensione. Cosa scegliere? Beh, sappi che ad una misura più ampia corrisponde sempre un costo maggiore, ma anche un livello di confort decisamente più alto. Stesso discorso vale per la sicurezza.

Relativamente alla forma sappi  infine che dovrai barcamenarti tra strutture singole e doppie. Nel primo caso entrambi i piedi poggeranno sulla stessa piattaforma, nel secondo disporrai ciascun arto su una pedana diversa. Le pedane più semplici sono in genere le più diffuse e consentono di affidarsi ad un buon livello di personalizzazione. Quelle doppie invece garantiscono un maggiore effetto ammortizzante utile a proteggere le articolazioni da un eccesso di sollecitazioni meccaniche.

Il peso

Ovvio è che più la pedana vibrante sarà ampia e maggiore sarà l’entità del peso. I prodotti in assoluto più leggeri sono quelli che pesano all’incirca una decina di chili. Si tratta però di oggetti poco prestazionali e spesso anche molto economici. Un buon articolo, stabile, solido e sicuro, non ha mai peso inferiore alla trentina di chili, anzi, spesso sconfina oltre questo limite. C’è da dire poi che una pedana vibrante meglio piantata in terra è di certo più adatta a sorreggere stazze di una certa entità.

I dispositivi da circa 30 chili sono tarati infatti per poter supportare utenti che raggiungano i 100 chili di peso. In commercio esistono inoltre anche modelli pensati per poter supportare utenti dalla corporatura più importante, magari pesanti circa una cinquantina di chili in più. Se il tuo peso fosse ancora superiore però dovresti rivolgerti ai rivenditori di attrezzature sportive specifiche, ovviamente dopo aver ricevuto l’ok da parte del medico per poter utilizzare una pedana vibrante.

Il sistema di alimentazione

La pedana vibrante può essere alimentata elettricamente o a pile. La soluzione più pratica, ma meno ecologica, prevede l’impiego delle batterie (preferibilmente ricaricabili). In questo modo sarai sempre libero, peso permettendo, di trasportare la tua pedana dove ti pare o di eseguire i tuoi esercizi anche se la corrente è saltata. Verifica a monte però quali  siano i tempi di ricarica preventivati. Accertati anche dell’autonomia prevista per la pila: non vorrai trovarti costretto ad interrompere un allenamento, no?

I programmi

Come abbiamo accennato più volte, una buona pedana vibrante deve darti la possibilità di scegliere tra diversi piani di allenamento. Alcuni dispositivi consentono di selezionare un certo numero di programmi automatici e manuali. La prima soluzione contempla chiaramente l’uso di schemi predefiniti volti ora al dimagrimento, ora al massaggio, ora al rilassamento muscolare e così via. La seconda invece permette di eseguire diverse tipologie di esercizi tarando però la sessione di allenamento su esigenze del tutto personali. Sceglierai tra l’una e l’altra opzione perciò tenendo conto delle tue necessità specifiche e delle tue competenze nel settore.

Le funzioni

La funzione imprescindibile per una qualsiasi pedana vibrante degna di nota è quella che consente di regolare le frequenze. I modelli più easy ti permetteranno di scegliere tra non più di tre livelli di velocità. Le power plates più performanti invece raggiungeranno tranquillamente il centinaio di opzioni. Inutile dirti che il nostro consiglio è quello di propendere per la seconda alternativa.

Gli accessori

C’è la possibilità di reperire nella confezione della pedana vibrante degli accessori utili a meglio eseguire l’allenamento? A quanto pare sì. Tra questi possiamo citare, per esempio, gli elastici con impugnature ergonomiche da alcuni detti anche cinture di trazione. Il loro scopo è quello di rendere più efficaci i piani di allenamento e di aumentare il numero di esercizi praticabili. Tra l’altro, grazie a questi utili accessori, ti sarà più facile mantenere l’equilibrio durante la riproposizione di figure particolarmente impegnative.

Importante è poi anche la presenza di un piccolo telecomando, preferibilmente del tipo wireless. In questo modo potrai regolare facilmente la pedana vibrante tarando i programmi, la frequenza e così via. Imprescindibile è inoltre il display LCD sul quale verranno di volta in volta visualizzate informazioni riguardanti la macchina e le tue condizioni fisiche, ma anche le figure che dovrai riprodurre in sede di allenamento. Scegli un apparecchio dotato di monitor molto grande e facilmente leggibile tanto per dimensione dei caratteri quanto per contrasto degli stessi sul fondo che, di norma, dovrebbe essere retroilluminato. Sì anche ad una simbologia chiara ed inequivocabile.

Infine, più per il piacere ed il mantenimento del buonumore che per altro, potresti comprare una pedana vibrante che includa nella confezione dei piccoli altoparlanti bluetooth. Potrai connettere così questi gioiellini alle tue periferiche preferite ed ascoltare quindi la radio o la musica mentre ti alleni. Anche questo serve a rendere più piacevole un momento altrimenti noioso della giornata…

Il prezzo

Partiamo da una necessaria premessa: ottenere qualche risultato utile lavorando su una pedana vibrante di fascia bassa, e quindi particolarmente economica, è utopia. Meglio sarebbe piuttosto dedicarsi ad uno sport vero e proprio, frequentare una palestra fornita di macchinari pro oppure ancora acquistare tutt’altra tipologia di utensile per l’home fitness.

Il consiglio che ti diamo quindi è quello di non comprare mai niente il cui prezzo sia pari o addirittura inferiore al centinaio di euro. Un buon attrezzo per uso domestico ha infatti un costo che in genere si aggira sui 300/500 euro. Il suggerimento che ti diamo inoltre è quello di orientarti su un apparecchio che sia il più possibile professionale, costasse anche qualcosa di più. Ciò perché ne va della tua sicurezza in primis e dell’effettivo ottenimento di risultati utili in secundis.

Pedana vibrante: chiariamoci bene

Per ottenere dei risultati degni di nota ed al contempo evitare di strafare, sappi che dovrai utilizzare la tua pedana vibrante non più di 4 volte nell’arco di una settimana. Come sai già, meglio sarebbe comunque se abbinassi queste sessioni di allenamento ad un po’ di running o ad altro tipo di sport. Inoltre, prima di portare a casa una power plate, ti consigliamo vivamente di frequentare un po’ la palestra. Il tuo istruttore ti insegnerà così quali posizioni assumere una volta salito sulla pedana, correggerà eventuali errori posturali e quant’altro. Utilizzare questo strumento ginnico con leggerezza potrebbe infatti determinare l’arrivo di qualche problema alla schiena o di una bella emicrania.

Ed a proposito di emicrania: le vibrazioni prodotte dalla power plate arrivano ovviamente alla testa. Proprio questa parte del corpo è quella che più ti dovrai impegnare a proteggere. Allo scopo limita l’esecuzione di esercizi da svolgere sedendo sulla pedana in funzione. Alla lunga infatti potresti arrecare danni alla vista ed all’udito, incappare in disturbi vestibolari o addirittura nel rischio di generare un’emorragia cerebrale. Meglio evitare, no?

Presta poi molta attenzione anche alla durata del tuo allenamento. Un eccesso di dedizione, per così dire, potrebbe portarti a soffrire spesso di nausea. Inoltre una permanenza troppo lunga “a bordo” potrebbe tradursi in un tracollo glucidico con successivo svenimento. Ciò anche perché, per ovvie ragioni, si raccomanda l’uso della pedana vibrante ben lontano dai pasti. Che non ti venga però in mente di impiegare questo attrezzo subito dopo colazione, pranzo o cena. La situazione non migliorerebbe di certo.

Ancora qualche consiglio

Verifica sempre che nelle vicinanze della pedana in uso non ci siano barriere ed ostacoli né tanto meno suppellettili fragili o pericolose. Ricorda inoltre che è meglio non poggiare mai la pancia sull’attrezzo, non scaricare troppa energia sugli arti superiori (soprattutto se distesi) ed evitare di piegare i polsi a macchina attiva. Se dovessi utilizzare l’oggetto da seduto poi abbi l’accortezza di poggiare il coccige, il sedere, laddove le vibrazioni siano decisamente minori. Ciò allo scopo di lavorare in sicurezza e di non arrecare danno alcuno alla tua salute.

Ricorda poi che ogni ciclo di esercizi non durerà mai più di un minuto. Per tutte le ragioni esposte sopra a questo lasso di tempo farai sempre seguire un altro minuto di riposo e di stasi. Gli esercizi che potrai eseguire sulla tua pedana vibrante rientrano nel gruppo degli squat, degli affondi e dei push up.

Ogni attrezzo ginnico viene in genere venduto con un libretto delle istruzioni in cui si specifica se le suddette tipologie di esercizi possano essere eseguiti o meno, si descrivono eventuali varianti sul tema e si consiglia un ideale piano d’approccio ad ogni tipo di utilizzo della macchina (cosa fare per riscaldarsi, cosa per tonificare, ecc.). Ricordati sempre perciò di consultare quest’opuscolo: non si sa mai…

Pedana vibrante: cenni storici e curiosità

Concludiamo questo nostro articolo sulle pedane vibranti con una piccola curiosità. A quanto pare i primi a sperimentare gli effetti di questo meccanismo furono gli scienziati Russi negli ormai lontani anni ’60. Soltanto un decennio dopo gli stessi scienziati sovietici, in accordo con le autorità militari, imposero l’uso dello strumento ginnico qui in esame ai loro astronauti.

Perché? Beh, semplicemente perché si era appurato che la pedana vibrante avrebbe reso trascurabili gli effetti nefasti che l’assenza di gravità produce sistematicamente sul corpo degli astronauti (fenomeno che si verifica a prescindere dal loro stato di salute e dalla loro generale forma fisica). L’uso costante del dispositivo in effetti, sin dal primo lancio di sperimentazione, intervenne positivamente sulla massa muscolare e la densità ossea dei soggetti coinvolti facendo sì che al ritorno dallo spazio non si osservassero i segni di declino fisico che normalmente seguono ad un viaggio tra le stelle.

In seguito alcuni laboratori americani testarono ulteriormente la macchina, ma stavolta usando delle cavie, dei topolini per l’esattezza. Il risultato fu praticamente il medesimo. Al giorno d’oggi, come del resto è facile intuire leggendo attentamente la nostra guida, sono ancora in corso degli esperimenti medici e scientifici che possano svelare o accertare presunte proprietà benefiche intuitivamente associate alla nostra bella pedana vibrante. Insomma: presto ne sapremo di più…

Clicca per votare questo articolo!
[ Totale voti: 0 Media: 0]