Pialla elettrica: scegliere la migliore. Guida all’acquisto

Cosa potrai fare grazie ad una buona pialla elettrica ? Beh, potrai lavorare il legno in modo da ottenere delle superfici perfettamente piane o, al contrario, realizzare sullo stesso tipo di supporto delle bombature e delle scanalature di diverse dimensioni. Potresti anche modellare degli spigoli, decorare degli oggetti, smerigliare, eliminare schegge e spuntoni, ridurre appena le dimensioni di un oggetto (per esempio di una porta) nonché rendere precisa e veloce la costruzione dei tuoi piccoli e grandi capolavori in legno.

Che tu sia un professionista o un semplice hobbista non potrai mai fare a meno di questo utile attrezzo. L’importante però è scegliere un buon prodotto, un articolo che non ti faccia pentire del tuo acquisto. Come fare? Come essere sicuri che tutto questo accada? Semplice: basta documentarsi per benino e quindi selezionare una buona pialla elettrica sulla base dei consigli che ti daremo nel corso di questo nostro breve articolo. Più facile di così!

Identikit della pialla elettrica

Prima di individuare dei criteri selettivi da utilizzare al momento dell’acquisto di una pialla elettrica è forse il caso di fare delle presentazioni. Insomma: non tutti i nostri lettori sono dei professionisti e, di conseguenza, qualcuno forse non ha ancora identificato correttamente l’oggetto di cui stiamo parlando. Per fugare ogni dubbio e per evitare inutili fraintendimenti perciò descriviamo brevemente questo utensile.

La nostra preziosissima pialla altro non è che l’ultima discendente di una lunga stirpe di attrezzi utilizzati per levigare il legno. A quanto pare degli esemplari nemmeno troppo rudimentali di questo oggetto venivano già adoperati dagli antichi Romani e persino dagli Egizi. La pialla si compone di svariate parti. Una di queste è il ceppo. Si tratta di una sorta di grande parallelepipedo realizzato in legno duro ed a volte persino pregiato.

Ci riferiamo nel dettaglio al faggio ed al leccio, ma anche al carpino, al palissandro ed addirittura all’ebano. Il ceppo, a ben vedere, costituisce il corpo macchina della pialla. Da qui infatti si dipanano le varie componenti operative che definiscono l’utensile.

Com’è facile intuire una pialla elettrica si compone anche di un’impugnatura, la quale è sempre saldamente ancorata al ceppo. Per quanto neofita tu possa essere crediamo che non sia il caso di dilungarci sulla descrizione di questa parte e quindi passiamo oltre, magari alla suola.

Quest’ultima altro non è che la porzione più bassa del ceppo e non è raro che sia realizzata in metallo. Sulla suola è presente una feritoia fissa o mobile, ossia una piccola spaccatura. Da qui viene fuori la cosiddetta bucca (detta pure ganascia) che si allunga per tutta la superficie del ceppo.

C’è poi il coltello, lo stesso che alcuni chiamano semplicemente ferro, che ovviamente si compone di una lama molto tagliente per l’appunto costruita in ferro o, in alternativa, in acciaio. Ma non è ancora tutto. Non dobbiamo dimenticarci infatti della bietta, chiamata anche cuneo o lardone. Essa serve più che altro a bloccare la bucca dentro la feritoia.

Completano la descrizione di una pialla elettrica standard il pulsante di blocco, il tasto per la regolazione della profondità di taglio, l’eventuale guida parallela, il grilletto per la regolazione della velocità e lo scivolo per la polvere che mei casi migliori, può anche essere orientabile. Tutto chiaro? Bene, allora adesso iniziamo ad entrare nel vivo della questione.

Scegliere una pialla elettrica: consigli per gli acquisti

Come ti avevamo promesso appena qualche riga più in là, cercheremo di guidarti nell’acquisto di una buona pialla elettrica. Per far ciò ti indicheremo degli utili criteri di selezione da tenere bene a mente una volta giunto al tuo negozio di riferimento o sul tuo e-commerce preferito. Sei pronto? Perfetto: ecco a cosa dovrai prestare particolare attenzione all’atto dell’acquisto dell’utensile in esame.

La tipologia

Le tipologie di pialla elettrica che potrai trovare in commercio sono davvero molte. Questi attrezzi si distinguono l’uno dall’altro soprattutto per la loro funzione. Se ben ricordi, in apertura, abbiamo detto infatti che grazie all’utensile qui in esame è possibile eseguire varie lavorazioni. Bene: non tutte queste lavorazioni possono sempre essere realizzate utilizzando lo stesso macchinario. Abbiamo così delle pialle per spianare, degli attrezzi utili a decorare il legno, dei prodotti da utilizzare per portare a termine delle sbozzature, dei multifunzione e così via.

Ma non è questo l’unico criterio che viene usato per raggruppare le pialle in una precisa famiglia di appartenenza. Ti tornerà utile sapere, ad esempio, che in commercio troverai dei prodotti ad uso manuale ed elettrico. Premesso che in questa sede ci occuperemo soltanto dell’ultima variante elencata, ci pare comunque il caso di spendere qualche parola anche sull’altra opzione.

Sappi allora che quella delle pialle manuali è forse la famiglia più numerosa in assoluto. Gli attrezzi in questo caso possono essere costruiti in metallo, in legno particolarmente duro o sfruttando un sapiente mix di questi elementi. Di tale categoria fanno parte gli sbozzini, i pialletti per finire, i pialloni, le pialle a lama dentata, le pialle da bottai e le sponderuole.

L’utilizzo di questo tipo di pialla è semplice ed intuitivo ed il costo dell’articolo è decisamente ridotto. Sebbene un prodotto ad esclusivo uso manuale sia in genere poco ingombrante, leggero e maneggevole, il suo utilizzo prolungato può dirsi estremamente stancante.

Le pialle elettriche, ovviamente diverse dalle precedenti perché dotate di motore, possono essere del tipo a filo o a spessore oppure ancora combinare le due varianti. Nel primo caso l’oggetto è costruito in ghisa o partendo dalla lavorazione di altri metalli. Esso consente di lavorare contemporaneamente su un piano superiore ed uno inferiore. Le pialle a filo constano di un numero variabile di coltelli, di solito 2 o 4, e possono agire su superfici lunghe dai 15 agli 80 centimetri.

Le pialle a spessore invece permettono di lavorare su un unico piano e si muovono seguendo il percorso individuato da apposite guide scorrevoli. Questo tipo di utensile serve più che altro a rendere perfettamente parallele la parti di una tavola di legno, limandola peraltro sintantoché non raggiunga la misura da te desiderata.

Esistono poi le pialle filo spessore elettriche, ossia dei sapienti mix dell’una e dell’altra variabile. Si tratta di macchine fisse discretamente ingombranti che, non a caso, vengono vendute in combo insieme a delle superfici di lavoro dedicate. Il numero di attività che potrai svolgere grazie ad un simile attrezzo è praticamente illimitato. Se a disposizione hai degli spazi adeguati e se sei un professionista ti consigliamo vivamente perciò di considerarne l’acquisto.

Ah, dimenticavamo la categoria bonus: quella delle pialle a mano elettriche. Tale variante sul tema ti permette di lavorare praticamente ovunque pur impiegando pochissima forza fisica. Non sarai insomma costretto ad utilizzare dei piani di appoggio ben definiti e non faticherai più di tanto a portare a termine una qualsiasi operazione.

Ti consigliamo di comprare anche questa versione del prodotto per poter eventualmente far fronte alla necessità di agire su porte o mobili che non intendi smontare o spostare dalla loro sede. Si tratta insomma di un oggetto che potrà ben completare il tuo corredo di utensili da bricolage.

L’impugnatura

L’impugnatura della tua futura pialla elettrica deve essere sempre facile da afferrare e da tenere ben salda tra le mani. Inoltre tali operazioni non devono affaticarti o costringerti ad un continuo lascia e prendi. Prestare attenzione a questi dettagli può essere fondamentale tanto per la tua sicurezza quanto per la buona riuscita dei lavori che prenderai in carico.

Per non avere problemi né nell’uno né nell’altro senso ti consigliamo vivamente di propendere sempre per un articolo dotato di impugnatura ergonomica e possibilmente rivestita in gomma o in plastica morbida. In questo modo non soltanto aumenterai il grip della presa, ma percepirai un po’ meno le fastidiose vibrazioni prodotte dalla macchina in uso. Fidati: non potresti desiderare di meglio…

Il wattaggio

Un elemento che riveste un’enorme importanza nella scelta della tua futura pialla elettrica è sicuramente la potenza del suo motore. Del resto un prodotto un po’ smorto, per così dire, non ti consentirebbe di eseguire in tempi accettabili alcun tipo di lavoro. Un articolo eccessivamente potente invece sarebbe un po’ più difficile da controllare, soprattutto nel momento in cui fossi chiamato a realizzare dei lavori di fino. Sappi allora che, in linea di massima, le pialle per uso hobbistico hanno una potenza pari a 1500 W o giù di lì, mentre quelle per uso professionale raggiungono i 2000 W.

Che tu sia un dilettante o un falegname per professione, ti consigliamo di non allontanarti troppo da questi valori e di rapportare la potenza dell’oggetto alle tue effettive necessità e capacità. Sappi comunque che ad una potenza maggiore corrisponde sempre un numero superiore di ore consecutive in cui l’attrezzo può rimanere in funzione. Inoltre a buoni wattaggi si accompagna anche la possibilità di lavorare tanto i legni normali quanto quelli duri. Nei limiti del possibile perciò cerca di non precluderti delle possibilità.

Il sistema di alimentazione

Come ti abbiamo detto già in questa breve guida ci occuperemo essenzialmente delle pialle elettriche. Tuttavia ciò non significa che i prodotti in esame siano sempre alimentati dalla corrente. Esistono infatti dei dispositivi in grado di funzionare solo e soltanto se attaccati ad una presa. Altri invece vengono effettivamente alimentati a batteria. La batteria in questi casi appartiene alla famiglia delle ricaricabili quindi, a fine lavoro, avrai comunque bisogno di una presa a cui attaccare la tua pialla elettrica.

Non possiamo dirti che in assoluto una soluzione sia in questo caso migliore rispetto all’altra. I prodotti a pile sono infatti più facili da trasportare ed anche un po’ meno limitanti per quanto riguarda il possibile raggio d’azione entro cui lavorare. Di contro però non raggiungono mai potenze particolarmente elevate.

Non solo: man mano che la carica si esaurisce tendono a perdere mordente, per così dire. In più l’aggiunta al corpo macchina di una bella batteria, magari di quelle che garantiscono lunga autonomia ed alte potenze, incide considerevolmente sul peso dell’utensile. Per inciso, perché l’uso della pialla elettrica non ti affatichi eccessivamente, sarebbe il caso che il peso dell’oggetto si mantenesse tra i 2 ed i 4 chili.

A prescindere da tutto questo, nel caso in cui tu optassi per la variante a pile, ti consigliamo di orientarti sempre su batterie al litio, più durature e performanti. Inoltre punta sempre su prodotti che includano una cartuccia di riserva da utilizzare nel caso in cui quella montata sulla pialla si esaurisca nel bel mezzo di un lavoro che, per un motivo o per un altro, vuoi assolutamente portare a termine.

Permettici adesso di spendere due parole anche sui modelli elettrici puri. Questi hanno il grosso limite di vincolarti ad una data area di lavoro la quale, ovviamente, dovrà essere collocata in prossimità di una presa elettrica. Certo, esistono comunque le prolunghe, ma spesso il loro impiego crea confusione e moltiplica i rischi di inciampare accidentalmente in cavi e fili.

Tuttavia i modelli elettrici puri sono molto più potenti rispetto alle varianti a pile, leggeri ed adatti a contesti professionali o semiprofessionali. Un consiglio? Se reputi utili entrambe le soluzioni, e su questo punto difficilmente potremmo darti torto, valuta la possibilità di acquistare entrambe le tipologie di pialla elettrica. In questo modo sarai sempre pronto ad affrontare qualsiasi tipo di evenienza.

Il piano di lavoro

I prodotti migliori, a filo o a spessore che siano, constano in genere di due diversi piani di lavoro. In questo modo avrai la possibilità di rendere un po’ più versatile l’oggetto il quale potrà tornarti utile tanto nel caso in cui dovessi modellare un supporto in legno tanto nel caso in cui dovessi invece appianarlo.

Insomma: la versatilità prima di tutto! A fare un’ulteriore differenza tra un prodotto di discreta qualità ed un top di gamma è però il materiale con cui sono realizzati i piani di lavoro. Opta sempre per l’alluminio o per la ghisa: questi due metalli infatti possono garantirti una solidità ed una stabilità che altre soluzioni non sono in grado di assicurarti.

Inoltre, è risaputo, tanto l’alluminio quanto la ghisa hanno una lunghissima aspettativa di vita. Meno risaputo è invece che entrambi i materiali riescono ad assorbire le vibrazioni inevitabilmente prodotte dalla macchina in funzione. Questo elemento ha una certa importanza: non soltanto un simile comportamento ridurrà sensibilmente la possibilità di errore, ma dopo un uso prolungato dell’utensile non avvertirai dolori e fastidi al tronco ed agli arti superiori. Ti sembra poco?

Ah, ulteriore chicca: alcuni piani di lavoro, a prescindere dal materiale di realizzo, sono costruiti in modo da potersi allungare o comunque da poter essere regolati basandosi sulle esigenze del momento. Inutile dire che ti consigliamo vivamente di acquistare un prodotto che ti offra questo tipo di possibilità. Insomma: pagherai qualche decina di euro in più, ma ne trarrai un enorme beneficio.

Le lame

La funzione delle lame è quella di ruotare di continuo ed eliminare così una porzione di legno dalla tavola in lavorazione. Solitamente la velocità raggiunta durante la fase di rotazione è molto alta, cosa che permette di lavorare in maniera rapida ed efficiente. Valori in tal senso più alti ti daranno anche la possibilità di agire su legni particolarmente duri. Ti suggeriamo perciò di orientarti su una pialla elettrica capace di compiere un numero di giri al minuto compresi tra le 10 mila e le 16 mila unità.

Delle buone lame poi sono di norma realizzate in acciaio, materiale resistente e performante. Non si tratta però di una soluzione da top di gamma. I prodotti migliori in assoluto sfruttano infatti lame realizzate in titanio o in tungsteno, mentre i più scadenti si avvalgono di lame in alluminio. La loro larghezza, a prescindere dal materiale di realizzo, sarà pari ad 82 millimetri almeno nel caso dei prodotti ad uso hobbistico, si spingerà fino ai 180 millimetri per le pialle professionali.

Importante è poi valutare in numero di lame di cui la pialla elettrica si compone. Il consiglio che ti diamo è di non scegliere mai un prodotto che abbia un’unica lama. Ciò perché un simile utensile difficilmente saprà ben accompagnarti nell’esecuzione di un lavoro appena più complesso della semplice levigatura. Del resto tra un monolama ed un bilama, prima scelta utile in tal senso, non sono apprezzabili nemmeno grandi differenze in termini di costo. Insomma: perché complicarsi la vita?

Le dimensioni massime di lavoro

Non tutte le pialle sono realizzate in modo da adattarsi alla lavorazione di lastre in legno di spessori e larghezze differenti. Scegli perciò degli articoli il più possibile versatili. Ti consigliamo comunque di orientarti su attrezzi che in una lavorazione a filo garantiscano una larghezza di taglio pari ad un massimo di 180 millimetri. Nel caso di una lavorazione a spessore invece verifica che l’altezza massima realizzabile sia pari a 90 millimetri.

La profondità di taglio

La profondità di taglio è una misura che in qualche modo quantifica la mole di materiale che la pialla elettrica è in grado di asportare a seguito di un’unica veloce passata sulla tavola in lavorazione. I prodotti che troverai in commercio oscillano entro un range compreso tra 1 e 5 millimetri.

Su questo criterio di selezione però possiamo dirti poco dato che la profondità di taglio del tuo prodotto sarà determinata a priori dalla potenza e dalle caratteristiche intrinseche della lama. In ogni caso comunque sappi che una pialla elettrica che non superi i 2 millimetri di taglio ti costringerà a lavorare la stessa porzione di asse in più passate.

Le funzioni di una pialla elettrica

Come ben saprai lavorare il legno significa produrre scarti e trucioli in quantità. Quando questo tipo di materiale si colloca tra l’oggetto in lavorazione e l’utensile in uso, può causare un bel po’ di problemi. Ecco perché è fondamentale che la pialla elettrica che deciderai di acquistare abbia una funzione di aspirazione.

In poche parole l’utensile sarà così in grado di eliminare tutto il materiale di scarto man mano che viene prodotto. Segatura e trucioli verranno, utilizzando espedienti diversi, convogliati infatti dentro un apposito sacchetto per la raccolta. Questo tipo di programma è presente con maggiore probabilità negli apparecchi ad alimentazione elettrica, non è escluso comunque che la funzione qui in esame sia contemplata anche in alcune (ottime) pialle manuali.

Un’altra funzione molto utile è quella che permette di agire sui bordi delle lastre in lavorazione. Ora: sappi che non tutte le pialle ti consentiranno di compiere questo tipo di azione. Ti consigliamo perciò di orientarti sempre su un modello equipaggiato con apposite scanalature a “V” che renderanno la tua macchina più completa e versatile.

Abbiamo poi il programma di funzionamento continuo. Questa opzione si rivelerà alla lunga molto comoda dato che ti permetterà di avviare la macchina e di tenerla in uso anche senza premere costantemente il tasto di accensione. Pigrizia? No: costringere mani e dita ad assumere una posizione scomoda ed innaturale potrebbe voler dire contrarre i muscoli ed andare quindi incontro a possibili movimenti a scatto delle parti interessate. Il risultato? Un bel pasticcio!

L’adattabilità

Caratteristica utile ma non sempre fondamentale è la predisposizione all’uso dell’apparecchio tanto da parte dei destrorsi quanto da parte dei mancini. Ovviamente la maggior parte dei prodotti in commercio sono concepiti per uso e consumo dei destrimani. Se non pensi di utilizzare prevalentemente la mano sinistra o di prestare l’apparecchio a colleghi ed amici che abbiano questa tendenza, non c’è ragione di ricercare un dispositivo double face.

Gli accessori

Quali accessori potrebbero accompagnarsi ad una buona pialla elettrica? Beh, si tratta di poca roba, ma fondamentale. Tra i pochi ma buoni citiamo senza dubbio il connettore aspirante ed una utilissima luce led. Il primo oggetto fa parte delle tecnologie impiegate per asportare dall’asse trucioli e polveri derivanti dalla lavorazione.

La luce led invece ti permetterà di agire di fino vedendo meglio piccole porzioni della tavola in lavorazione, magari proprio parti di intarsio. Utile potrebbe essere poi anche una valigetta per il trasporto, possibilmente dotata di apposito scompartimento per le lame. Un bel tamburo infine potrà trasformare la tua pialla in una vera e propria levigatrice.

La sicurezza

Una pialla elettrica può, se utilizzata in maniera distratta o inappropriata, diventare un oggetto molto pericoloso. Ricordati sempre infatti che le lame sono decisamente taglienti e che possono compiere anche 16 mila giri al minuto! Basta poco quindi per ferirsi. Ma il pericolo in questo caso non è rappresentato soltanto dal contatto accidentale con la pialla in funzione. Dato che i prodotti migliori constano di lame sfilabili, rimolabili e quindi rimontabili, degli incidenti potrebbero verificarsi anche eseguendo male la suddetta procedura. Sei già entrato nel panico? Stai riconsiderando l’idea di comprare una pialla elettrica? Tranquillo: basta solo stare molto attenti.

In ogni caso sappi poi che le aziende produttrici hanno pensato di dotare le loro pialle di un’apposita copertura sulla lama che limiti le possibilità di incidente. Insomma: hanno pensato a proteggere gli eterni distratti.  Ma non è ancora tutto. Dato che i pericoli sono sempre dietro l’angolo, in molti casi potrai contare su sistemi di incastro fatti in modo che difficilmente possa verificarsi un montaggio errato. Molti apparecchi tra l’altro sono concepiti per non entrare in funzione nel caso in cui qualcosa non venisse ricollocato al posto giusto. Ti sei un po’ rasserenato?

Bene: sappi che rientrano ancora nel novero dei dispositivi volti a garantire la tua sicurezza anche gli interruttori di spegnimento istantaneo. In questo modo potrai interrompere subito la lavorazione nel caso in cui si verificasse una situazione di potenziale pericolo. Sarà invece la macchina a smettere di funzionare se dovesse registrare un sovraccarico. Utile ai fini della sicurezza è infine lo spingipezzo, un attrezzino corredato da manico e supporti antiscivolo che ti permetterà di muovere la legna da lavorare senza però avvicinare le mani alle lame. Comodo, no?

I costi

Il costo di una pialla elettrica può variare sensibilmente in rapporto alla marca ed al modello dell’oggetto. Determinante sotto questo punto di vista è anche la scelta dei materiali utilizzati per costruire le varie parti. Non sono da sottovalutare poi il numero di funzioni assicurate e la decisione di acquistare in negozi dedicati oppure online.

In ogni caso il range entro cui dovresti spaziare va, più o meno dalle 30 alle 300 euro. Stavolta però non possiamo dire che un prodotto che costi poco sia necessariamente scadente né che un articolo dispendioso sia per forza di cose di ottima qualità. Il consiglio che possiamo darti perciò è di acquistare il prodotto che più si adatti alle tue esigenze badando il meno possibile al fattore prezzo che, in questo caso, non ha alcuna funzione indicativa.

Impariamo ad utilizzare una pialla elettrica

Hai finalmente comprato la pialla elettrica che tanto desideravi. Ma sapresti anche utilizzarla? Se sei un professionista di certo non avrai remore ad iniziare sin subito un nuovo lavoro. Un dilettante o un hobbista invece potrebbe avere qualche perplessità. Nessun problema: siamo qui anche per questo. Ecco allora qualche dritta.

Inizia preparando il legno da lavorare. Mettilo a faccia in su su un piano da lavoro adeguato e fai in modo che quest’ultimo abbia un’altezza tale da non costringerti a mantenere posizioni stancanti ed innaturali. Piazza quindi la pialla sull’asse e simula dei movimenti in direzione delle venature. Se la macchina non incontra intoppi accendila, diversamente cambia verso di lavorazione. Congratulazioni: hai appena imparato un utile trucco del mestiere! In questo modo infatti il legno non potrà rovinarsi durante la lavorazione.

Accesa la macchina, manovrala avendo sempre cura di non allontanare il pollice dal tasto di blocco. Il tuo dito indice invece dovrà rimanere sul pulsante di accensione. Muoviti quindi sull’asse compiendo dei gesti delicati e leggeri. Regola inoltre l’altezza di lavorazione in modo da assecondare le caratteristiche del materiale e da non asportare troppo legno con un’unica passata. La pressione applicata andrà in ogni caso ridotta in prossimità della fine della tavola in lavorazione. Usa un po’ di forza in più invece per uniformare la levigatura del legno.

Se fosse necessario poi tratta l’asse con della paraffina: diventerà un po’ più liscio e malleabile. Segna a matita tra l’altro i contorni che dovrai modellare. In questo modo eviterai di commettere errori. Ricordati infine di lavorare sempre in posizione orizzontale e di piazzare le mani sull’impugnatura e sulla parte posteriore della pialla. Facile, no?

Pialla elettrica: come affilare o sostituire le lame

Affilare le lame è importante. Questo tipo di operazione andrebbe eseguita ad ogni utilizzo dell’attrezzo. Ciò vale anche nel caso delle pialle ancora nuove. Si tratta ovviamente di un’azione pericolosa che non dovrai affidare agli ultimi arrivati in falegnameria né tanto meno a bambini o a soggetti che non godano di un perfetto equilibrio mentale.

Detto ciò, rimuovi la lama utilizzando tutte le accortezze del caso. Munisciti quindi di una carta vetrata la cui grana sia pari a 220 grammi. Procedi nelle operazioni di affilamento fino a quando la lama non produrrà il primo truciolo e fai in modo che essa resti in una posizione tale per cui possa formare con la superficie di lavoro un angolo di circa 30°. Superati questi step, monta il dischetto precedentemente estratto dal corpo macchina. Concludi quindi regolandolo sino ad ottenere la giusta angolazione.

In caso di sostituzione invece inizia svitando la brugola di tenuta. Quindi, ancora una volta facendo moltissima attenzione, sfila il coltello. Cambialo o, se la tua pialla elettrica ti offre questa possibilità, gira la lama. Stringi quindi la brugola avvalendoti della chiave in dotazione. Anche stavolta, ovviamente, agirai soltanto a macchina spenta ed indossando le opportune protezioni.

Pialla elettrica: ancora qualche consiglio

La pialla elettrica, per quanto di marca, ad uso professionale o costosa è e sarà sempre un oggetto rumoroso. Il consiglio che ti diamo perciò è quello di utilizzare insieme al tuo attrezzo per la levigatura anche delle cuffie da lavoro che possano proteggere il tuo udito. Rispetta questo suggerimento soprattutto nel caso in cui tu sia solito eseguire lunghe e meticolose lavorazioni sul legno.

A prescindere dal grado di rumorosità dell’utensile sarà poi necessario bardarsi a dovere per evitare che altre parti del corpo riportino dei danni a seguito dell’uso della pialla elettrica. In particolare ti ricordiamo di indossare gli occhiali e la mascherina. I primi serviranno a proteggerti nel caso in cui qualche scheggia dovesse casualmente finirti in viso: potresti addirittura perdere la vista se ciò accadesse!

Le mascherine avranno invece la funzione di non farti inalare polveri sottili, cosa che alla fine potrebbe compromettere gravemente la salute dei tuoi polmoni. Non sarebbe male aggiungere al kit anche delle scarpe antinfortunistiche: non si sa mai…

Prima di iniziare qualsiasi tipo di lavorazione poi verifica sempre che il cavo elettrico non sia arrotolato. Se così non fosse staccalo dalla presa, sbroglia il filo rigorosamente a macchina spenta e quindi inizia a lavorare alla tua opera d’arte. Ti suggeriamo di farlo utilizzando sempre sia la mano destra che la sinistra: in questo modo avrai un controllo maggiore della macchina e ridurrai il rischio di incappare in spiacevoli incidenti.

Ed a proposito di incidenti: abbiamo detto che è possibile sostituire le lame in dotazione alla pialla elettrica o semplicemente rimolarle. Bene: se te la senti fallo pure. L’importante è però che per svolgere questa operazione possa indossare dei guanti protettivi. Ciò non ti esime comunque dal prestare la massima attenzione possibile a quello che fai ed a quello che tocchi: evita perciò mosse avventate e comportamenti rischiosi.

Clicca per votare questo articolo!
[ Totale voti: 0 Media: 0]