Piastra teppanyaki: scegliere la migliore. Consigli, opinioni e recensioni

La piastra teppanyaki è un arnese da cucina capace di regalarci degli ottimi pasti. La conosciamo un po’ tutti, probabilmente anche chi sostiene di non avere la minima idea di cosa sia. Non ne siete convinti? Beh, se avete consumato un pasto in un ristorante giapponese sicuramente avrete visto lo chef armeggiare dietro una griglia un po’ particolare, una piastra teppanyaki per l’appunto.

In quell’occasione avrete visto magari anche delle acrobazie ai fornelli, dei gesti che uniscono il sapere antico e l’esigenza di spettacolarizzare l’arte della cucina, gesti che vi consigliamo vivamente di non replicare. Se invece siete degli appassionati di anime e manga… beh, l’avrete vista mille volte soltanto che non avete saputo identificarla. Ma tornando a noi: vi attira l’idea di acquistare una piastra teppanyaki?

Avreste voluto farlo già da tempo, ma non sapete quali siano le caratteristiche standard del prodotto? Siamo qui per questo: nelle prossime righe troverete tutte le informazioni che cercate o che avete sempre cercato. Saremo un po’ presuntuosi, ma pensiamo che potranno esservi davvero di grande aiuto.

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Piastra teppanyaki: di cosa si tratta esattamente?

Magari qualcuno di voi sa già cosa sia, qualcun altro l’ha intuito leggendo le poche righe del paragrafo precedente, altri ancora infine continuano a brancolare nel buio. Perfetto: iniziamo allora a dare delle definizioni chiare ed univoche del prodotto.

La piastra teppanyaki altro non è che una normalissima piastra da tavolo per cui sia però possibile regolare e controllare le temperature di cottura. L’attrezzo può essere utile per cuocere praticamente di tutto: dalla carne al pesce passando per le verdure, le uova ed addirittura i formaggi ed il riso. Su questo singolare grill poi è anche possibile riscaldare gli alimenti, ad esempio il pane.

Ma il bello deve ancora venire. In molti casi avrete infatti modo, molto dipende però dal prodotto acquistato, di cucinare senza utilizzare grassi. In altri casi invece vi sarà necessario ungere parecchio questo particolare tipo di stoviglia. Ciò perché le piastre su cui appoggerete gli alimenti saranno a dir poco roventi e gli oli o il burro utilizzati evaporeranno in larga parte.

Questo basta comunque a fare del nostro attrezzo da cucina un prodotto più che indicato per chi ha la necessità di correggere il tiro circa le sue abitudini alimentari. La piastra teppanyaki infine, l’avrete intuito già da un po’, è un arnese ormai parecchio diffuso anche alle nostre latitudini ma di chiara origine orientale.

La piastra teppanyaki e la cottura teppan

Chiariamo subito una cosa: più che di piastra teppanyaki si dovrebbe parlare di cottura teppan. In oriente, in Giappone per essere più precisi, tanto l’oggetto di cui ci stiamo occupando quanto lo stile di cottura legato al suo impiego, prendono infatti questo nome. Avete presente la griglia? In Italia con questa parola indichiamo sia la piastra su cui avviene la cottura che la tecnica di preparazione di un dato alimento (p.es. “Ho cotto il pollo sulla griglia” e “Petto di pollo alla griglia”).

Perfetto: in Giappone avviene praticamente la stessa cosa. Curiosamente dobbiamo dire che anche il tipo di cottura presa ad esempio, la grigliata, somiglia un po’ alla preparazione teppan. La piastra qui in esame, lo vedremo meglio in seguito, è in genere costruita in metallo (ma non solo), e può essere riscaldata da tizzoni ardenti, gas o, nelle sue versioni più evolute, da corrente elettrica. Pensate che ne esistono addirittura dei modelli ad induzione.

A differenza della nostra griglia il piano di lavoro della teppanyaki è spesso privo di scanalature. Tutti i residui ed i liquidi rilasciati dagli alimenti vengono convogliati quindi in un’unica fessura oblunga posta ai lati o sul bordo inferiore del grill.

Adesso che conosciamo meglio la piastra teppanyaki e che tutti hanno finalmente avuto modo di identificarla, vediamo di approfondire un po’ il concetto di cottura teppan. Qualcuno inventò questa pratica subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Si armò allora di teppan, ossia di una piastra metallica trovata da qualche parte in maniera quasi fortuita, prese del cibo e lo sottopose allo yaki, ossia alla grigliatura o alla frittura. Teppanyaki significa quindi letteralmente “cibo fritto o grigliato su piastra metallica”. Attenzione: un errore comune è quello di confondere questo tipo di cottura con il barbecue hibachi. Si tratta di qualcosa di simile, ma non della stessa cosa.

Usare una piastra teppanyaki: permetteteci qualche consiglio

La piastra teppanyaki in genere è dotata anche di manici isolati termicamente. L’usanza vorrebbe che la griglia venisse portata a tavola in modo che ognuno abbia la possibilità di provvedere al proprio pasto o, se tutto è già pronto, di mantenerlo al caldo il più a lungo possibile. Ma come si usa una piastra teppanyaki? Tranquilli: non si tratta di niente di complicato, l’importante è mettere in pratica alcuni semplici accorgimenti.

Primo step: riscaldare il grill. Qualunque Giapponese vi suggerirebbe di non tentare nemmeno di cuocere qualcosa se non si è già provveduto ad innalzare la temperatura del piano di lavoro. Tanta pazienza, fidatevi, verrà ricompensata da un miglior sapore delle pietanze. Del resto, trattandosi essenzialmente di una lastra in metallo, la temperatura ideale verrà raggiunta in pochissimo tempo.

Per accelerare il tutto regolate la griglia su fuoco medio, o meglio ancora su fuoco alto, per circa 5/10 minuti. Trascorso questo lasso di tempo, la piastra teppanyaki si sarà riscaldata al punto da toccare i 180/220° C quindi occhio alle mani. Ovviamente le tempistiche indicate possono subire leggere variazioni dipendenti dalle condizioni ambientali in cui deciderete di cucinare.

Un consiglio: sfruttate questi pochi minuti di attesa per tagliare a tocchetti carni, pesce, verdure o qualsiasi altro alimento avete deciso di servire in tavola. Vi suggeriamo caldamente (è proprio il caso di dirlo) di non compiere mai quest’operazione direttamente sulla piastra perché potrebbe danneggiarsi irrimediabilmente.

Passiamo adesso alla fase di cottura vera e propria. Stavolta regolate il livello della fiamma su valori medio-bassi, ovviamente salvo diverse necessità. In questo modo preserverete la griglia ed otterrete risultati migliori. Ungete, se necessario, il grill e disponete sopra gli alimenti.

Se deciderete di usare dell’olio utilizzatene non più di una trentina di millilitri e magari spargetelo con l’aiuto di un panno morbido un po’ su tutta la superficie della griglia. Attenzione però alle mani. A questo punto dobbiamo dirvi una cosa di cui probabilmente non vi siete ancora accorti: l’oggetto qui in esame ha nella sua parte centrale una specie di piccolissima conca. Ciò ha lo scopo di trattenere e quindi rilasciare gradualmente olii e salse da cottura.

Detto questo, vi raccomandiamo di prestare molta attenzione agli alimenti. In particolare sarà meglio non allontanarsi mai dai fornelli. Qualunque cosa ci mettiate su necessiterà infatti di essere rimestato di continuo. Un suggerimento: divertitevi a giocare con gli spessori della carne o delle verdure dato che il risultato che otterrete in termini di gusto sarà di volta in volta differente. Attenzione però agli spessori più esigui: basta distrarsi un attimo per trasformare l’alimento in carbonella!

Cura e manutenzione della piastra teppanyaki

Avete cucinato un ottimo secondo con contorno, avete portato in tavola la vostra griglia ed avete finalmente gustato il vostro pranzetto ideale. Perfetto: adesso arrivano le dolenti note. Mentre tutto il resto della vostra famiglia si sarà puntualmente (ed abilmente) defilato, a voi spetterà di pulire e rassettare la cucina. “Nessun problema, è prassi! ” probabilmente starete pensando. Sarà, ma non è prassi pulire una piastra teppanyaki, almeno per un occidentale. Ecco allora qualche suggerimento pratico.

Ovviamente non fate niente fintantoché la griglia non avrà raggiunto temperature modeste ma agite comunque a piastra ancora calda. La prima cosa da fare è armarsi di spugna non abrasiva o di spatolina metallica e cominciare a grattar via tutti i residui di cibo. Attenzione: questa è la procedura standard, ma molti oggetti di più moderna concezione sono rivestiti da materiali antiaderenti. In questo caso potrete passare perciò direttamente allo step successivo: il lavaggio.

Usate acqua calda e detergenti delicati. No assoluto all’impiego di saponi con cristalli o particelle abrasive. Risciacquate con cura e quindi asciugate con altrettanta dedizione. I prodotti migliori sono in genere dotati di vassoio estraibile: la parte in assoluto più soggetta ad assorbire lo sporco potrà essere così scorporata dal resto dell’elettrodomestico (che andrà comunque lavato) e pulita un po’ meglio dato che si avrà una maggiore libertà di movimento. In nessun caso però, a prescindere dai materiali di realizzo, la piastra teppanyaki potrà però essere lavata in lavastoviglie. Inoltre è sempre bene non esagerare con lo strofinio della spugna o della spatola.

Detto ciò, ricordatevi di ungere la griglia periodicamente, anche se non avete in programma di adoperarla. In questo modo potrete salvaguardare a lungo la tempratura dell’oggetto. Inoltre sappiate che la piastra teppanyaki non può essere riposta negli sportelli se ancora umidiccia. L’ideale sarebbe addirittura lasciarla ad asciugare all’aria per un giorno intero!

Per conservarla poi sceglietele un posto poco soggetto ad umidità e magari usate anche l’apposita borsa per il trasporto. In questo caso però non chiudete del tutto la cerniera: l’aerazione sarà così migliore ed il rischio che si formi della ruggine verrà del tutto scongiurato. Provare per credere!

Cosa è possibile cucinare con una piastra teppanyaki?

Per sommi capi vi abbiamo un po’ anticipato questa risposta: praticamente di tutto. Dobbiamo dire però che alcuni alimenti si prestano molto più di altri. Un esempio? Le salsicce, gli spiedini, le bistecche, il kebab e gli hamburger. Non vengono male nemmeno i pancakes o le frittelle in generale. Se poi vi piace unire tendenze, usanze e culture beh, che ne dite di preparare un toast alla francese o una colazione in perfetto stile americano?

Nel primo caso non dovrete far altro che sbattere un uovo, unire del latte, insaporire con sale e pepe, se volete aggiungere noce moscata o in alternativa della cannella, e poi bagnare il toast in quest’amalgama. Procedete immergendo le fettine di pane in modo da non inzupparle del tutto. Quindi riponete il vostro pasto sulla griglia tarata a fuoco medio e tostate su entrambe le parti.

Riguardo alla colazione all’americana una combo abbastanza diffusa è quella uovo e pancetta. A volte, negli USA evidentemente hanno lo stomaco forte, a questo sostanzioso piatto uniscono delle patatine fritte e del pomodoro. Attenzione però a regolarsi al meglio con i tempi di cottura: la pancetta può diventare appena rosolata o croccante, le uova invece possono friggersi o scottarsi appena, il pomodoro ammorbidirsi o addirittura grigliarsi e le patatine? Beh, le patatine sono buone in tutti i modi: forse non vi porrete nemmeno il problema!

Altri suggerimenti? Subito! Provate a preparare una buonissima insalata di asparagi condita con uova e feta. Vi basterà allo scopo grigliare dei tocchetti di formaggio su fuoco medio. Tostate leggermente invece gli altri ingredienti. Completate quindi con un po’ di limone e mandorle a foglie. Provate anche i panini imburrati e poi tostati sulla piastra teppanyaki, oppure ancora il riso fritto e le raclette.

Questi due ultimi piatti si prestano a così tante variazioni sul tema che farete bene a cercare su internet quelle che più incontrino i vostri gusti. Approfittatene per scovare anche delle ricette a base di frutti di mare o gamberi, cipolle o altri ortaggi, passando ancora per i germogli di soia e l’okonomiyaki.

Ci siamo un po’ dilungati sull’argomento perché ci premeva sottolineare l’estrema versatilità di quest’oggetto. Acquistare una piastra teppanyaki non equivale insomma a mettersi in casa un doppione della solita griglia che tutti possediamo già. Non è neanche uno sfizio da amante dei cibi etnici, uno sfizio che puntualmente si traduce in un inutilizzo dell’oggetto una volta passata l’euforia iniziale. Insomma: una piastra teppanyaki è per sempre…

Ma perché comprare una piastra teppanyaki?

Se l’estrema versatilità di cui sopra non dovesse ancora bastare a convincervi dell’utilità di una piastra teppanyaki, abbiamo altre ragioni che possono in qualche modo farvi cambiare idea. Sia chiaro: non ci interessa vendervi niente o farvi comprare nulla, soltanto vorremmo che imparaste a conoscere un po’ meglio questa griglia proveniente dal Paese del Sol Levante. Bene: riflettete innanzitutto sull’aspetto prettamente nutrizionale del problema. Una piastra teppanyaki in genere assicura delle cotture molto veloci.

Questo è già di per sé un bel vantaggio, soprattutto se appartenete a quella categoria di persone destinate ad andare sempre di fretta. Dal punto di vista alimentare inoltre ciò significa che i cibi non devono cuocere tanto da perdere la gran parte delle loro sostanze nutritive. In poche parole la vostra dieta sarà un po’ più ricca di minerali e vitamine. Inoltre, utilizzando la variante con fondo antiaderente, potrete evitare anche di abbondare nell’uso dei grassi di cottura, abitudine che in fin dei conti non sarebbe poi tanto male perdere.

Considerate poi anche quelle situazioni un po’ al limite, in cui non sapete mai se il cibo che avete pensato di preparare basterà a sfamare tutti i commensali. Grazie a questa bella piastra potrete eventualmente rimediare al volo ad un errore di calcolo o comunque non far sentire a disagio ospiti che ad occhio e croce sembra che non mangino da un mese o giù di lì. La griglia qui in esame ben si presta tra l’altro ad essere trasportata all’aperto. Potrete cucinare così nel balcone per evitare che in casa si formino fumi ed odori, in giardino se siete in compagnia di amici e non possedete un barbecue e persino in aree campeggio ben attrezzate. Niente male, no?

C’è poi un altro aspetto da considerare: grazie al design di quest’oggetto vi sarà possibile preparare contemporaneamente diverse pietanze. Questo significa che potrete cuocervi un pasto completo o accontentare le esigenze particolari di tutti i vostri commensali sporcando soltanto una delle vostre stoviglie. In questo modo saranno tutti soddisfatti e voi non vi ritroverete a fine pasto con i piatti sporchi accatastati nel lavandino e prossimi a raggiungere in altezza gli sportelli della cucina.

Tra l’altro, lo accennavamo già prima, i cibi adagiati sulla piastra resteranno caldi per un bel po’ una volta ultimata la cottura. Anche questo è un grosso vantaggio, soprattutto se avete preparato un pasto completo a vostro esclusivo uso e consumo e non volete più saperne di rimestare e riscaldare o se, come da tradizione, per radunare le truppe a tavola passa tanto di quel tempo che tutto si fredda nel piatto!

Come scegliere una piastra teppanyaki?

A questo punto avrete già deciso se acquistare o meno una piastra teppanyaki. Molto probabilmente propendete per il sì: diversamente non stareste leggendo queste righe. Prima di correre in un negozio specializzato o di cliccare su “Metti nel carrello”, sarebbe bene però documentarsi sulle caratteristiche che il vostro oggetto deve possedere di default.

Non sarebbe male poi imparare anche a distinguere tra un prodotto di buona fattura ed una griglia usa e getta o comunque adatta a chi ha davvero poche pretese. Nelle prossime righe, proprio con questo fine ultimo, troverete dei criteri selettivi da tenere in considerazione all’atto dell’acquisto: vi torneranno sicuramente utili.

Il materiale

In origine il teppan era esclusivamente realizzato in ferro. Al giorno d’oggi si predilige piuttosto l’alluminio o, meglio ancora, l’acciaio inossidabile. Quest’ultimo, quando il prodotto è di buona qualità, è spesso temprato e spazzolato. Di solito comunque i veri top di gamma sono realizzati in acciaio inox AISI 304 che è un materiale leggermente diverso da quello che tutti conosciamo ed abbiamo imparato ad amare. Il fondo esterno della piastra teppanyaki è poi realizzata in cromo duro lucidato o, in alternativa, dello stesso materiale con cui è costruita la restante parte dell’oggetto.

In molti casi, lo abbiamo già accennato prima, la griglia può anche essere rivestita con materiali antiaderenti. Diciamo subito che questa variazione sul tema rende un po’ meno “tradizionale” la cottura teppan: non sono molti infatti gli chef giapponesi che mostrano di gradire la soluzione. Tuttavia, come sapete bene, optare per questa scelta significherebbe ridurre l’uso di olio e burro nonché velocizzare le operazioni di pulizia.

Attenzione però: i rivestimenti antiaderenti devono sempre essere maneggiati con cura onde evitare di graffiare le superfici. Basta questo perché la pentola o qualsiasi altra stoviglia si deteriori. In realtà un fondo antiaderente graffiato dovrebbe addirittura indurvi a buttare la padella. Ma passiamo ad altro.

I manici della piastra invece dovranno, per ovvie ragioni, essere sempre rivestiti di materiale isolante. In questo senso le opzioni sono davvero parecchie. Tuttavia, nel caso in cui doveste convincervi per la plastica, accertatevi che sia quanto meno una BPA free. Il suggerimento che vi diamo è quello di orientarvi comunque sulla gomma: spesso è trattata per aumentare il livello di grip, è ergonomica e tendenzialmente meno soggetta a conservare le macchie causate da eventuali schizzi.

Vi raccomandiamo infine di fare molta attenzione alla scelta dei materiali e non soltanto per un discorso qualitativo. In relazione alle loro caratteristiche fisiche essi possono condurre il calore in maniera più o meno veloce e riscaldare la piastra in maniera omogenea oppure no. Tutto ciò ha un suo valore: non per niente abbiamo visto quanto nello stile teppan sia importante la velocità di cottura e sappiamo tutti quanto il riscaldamento della piastra in maniera capillare possa essere utile.

La potenza

Difficilmente qualcuno di voi opterà per una piastra teppanyaki alimentata a gas o a carbone. Del resto fatichereste non poco a trovarne una del genere in commercio. Diamo perciò per scontato che la vostra scelta ricadrà su una variante elettrica del prodotto. Bene: come avrete sicuramente fatto anche per tutti gli altri elettrodomestici che avete in casa, valutatene la potenza.

Vi suggeriamo di non scendere mai al di sotto dei 1800 W. Sappiate comunque che sul mercato esistono anche degli articoli da 2200 W ed oltre. Per operare una scelta valida in tal senso dovrete tenere conto delle vostre esigenze in termini di tempo e di consumi, ma anche delle vostre abitudini alimentari. In linea di massima un articolo più potente consumerà ovviamente più energia elettrica e si riscalderà in tempi molto rapidi.

La dimensione

Per quanto riguarda il concetto di dimensione applicato ad una piastra teppanyaki andiamo un po’ sul soggettivo. Chiaro è insomma che se in casa siete in molti o se sapete già che utilizzerete puntualmente il piccolo elettrodomestico per stupire gli amici ed i parenti in visita, dovreste optare per qualcosa di discretamente ingombrante.

Se invece abitate da soli, andate sempre di fretta ed utilizzerete sporadicamente la vostra piastra teppanyaki, orientatevi su qualcosa di più compatto, soprattutto se in casa non ci sono poi grandi spazi da destinare alle stoviglie. Vi ricordiamo infatti che questo particolare tipo di griglia è abbastanza delicato e che sarebbe meglio evitare di collocare su di essa pile di padelle e pentoloni.

Il termostato

Non acquistate mai una piastra teppanyaki sprovvista di termostato. Grazie a questo marchingegno potrete sempre regolare la temperatura della griglia, gesto che ovviamente in fase di cottura ha una certa importanza. Sappiate poi che i top di gamma sono in genere corredati da più termostati. Questo per permettervi di gestire diverse zone della piastra in maniera del tutto indipendente. Ciò vi darà modo di lavorare su spessori o alimenti differenti e quindi di velocizzare i tempi di cottura e variegare il più possibile il pasto.

La vasca per la raccolta dei liquidi

Ovviamente, man mano che griglierete carni, pesce e verdure, si formeranno dei liquidi oleosi che non è proprio il caso di tenere a contatto con gli alimenti né tanto meno di lasciar seccare sulla griglia mentre viene ultimata la cottura. I prodotti migliori, a tale scopo, sono corredati da una piccola scanalatura in cui tutti questi succhi finiscono per defluire.

La suddetta scanalatura è in diretta comunicazione con una sorta di cassettino. Qui dentro, una volta finito di utilizzare la vostra piastra teppanyaki, troverete i residui rilasciati dagli alimenti. Inutile dire che la stoviglia andrà pulita comunque, ma questa operazione risulterà un po’ meno complessa. Dedicate in ogni caso parecchia attenzione al cassettino di cui sopra: una pulizia superficiale potrebbe notevolmente abbassare gli standard di sicurezza della vostra cucina, più di quanto siate disposti ad immaginare…

Gli accessori

Una buona piastra teppanyaki è corredata da una serie di accessori che possono realmente fare la differenza. Primi tra tutti i piedini. Quando porterete in tavola la vostra griglia dovrete ovviamente appoggiarla in maniera da non sciogliere eventuali tovaglie di plastica e comunque da non danneggiare i mobili.

Vi ricordiamo che questo gingillo raggiunge e supera tranquillamente i 200°C di temperatura e quindi non sarebbe esattamente una buona idea appoggiarlo con non chalance sul tavolo buono della stanza da pranzo o sulla tovaglia di lino che un tempo fece parte del corredo di nozze della bisnonna.

I famosi piedini di cui sopra saranno ovviamente realizzati in materiale termoisolante capace di garantire un certo grip sulle superfici in modo che non ci sia pericolo di assistere a crolli rovinosi. Fondamentali sono poi spatoline e raschietti, soprattutto se la vostra piastra teppanyaki è realizzata partendo dalla lavorazione di materie prime particolari e se non tutti gli utensili di uso comune posso entrare in contatto con la griglia senza danneggiarla. Infine cercate di acquistare sempre prodotti provvisti di sacca da trasporto.

Prezzi

Il costo di una piastra teppanyaki non è per niente proibitivo, anzi. In molti casi troverete qualcosa già per una trentina di euro o giù di lì. Si tratta però di prodotti molto compatti o, in alcuni casi, per niente funzionali. Certo, i top di gamma, soprattutto se ad uso professionale e di grandi dimensioni, possono raggiungere e superare abbondantemente i 250 euro di costo.

Si tratta chiaramente di una cifra che non tutti spenderebbero a cuor leggero. Tuttavia l’utente medio potrà orientarsi serenamente anche su prodotti un po’ più economici. Insomma: non dovreste spendere più di 50/100 euro per assaporare (in tutti i sensi) le gioie che soltanto una buona piastra teppanyaki saprà garantirvi…

Qualche consiglio pratico

Prestate davvero molta attenzione alla pulizia della vostra piastra teppanyaki. Vi abbiamo già descritto quali procedure adottare a tale scopo e non vogliamo ripeterci. Quello che vogliamo sottolineare però è che una detersione superficiale o sporadica della griglia o di alcune sue parti (per esempio il cassettino) non soltanto produrrà sulla piastra una bella colonia di batteri che, in maniera del tutto spassionata, vi suggeriremmo di non avvicinare ai cibi, ma potrebbe minare la funzionalità dell’oggetto in esame.

Per quale motivo diciamo ciò? Beh, sappiate che questi residui, eventualmente non rimossi, poco alla volta si trasformerebbero in agglomerati gommosi o in crosticine che impedirebbero alla piastra di diffondere radialmente il calore e quindi di regalarvi quella gioia del palato che avete imparato a conoscere ed amare.

Altra regoletta d’oro: mai utilizzare sulla griglia prodotti antiruggine. Questi detergenti infatti impregnano le piastre. Insomma: potrete lavare e rilavare quanto volete ma finirete per ingerirli. A lungo andare potreste addirittura avvelenarvi! Per prevenire la formazione di ruggine, oltre a quanto vi abbiamo già suggerito di fare, vi consigliamo perciò un trucchetto semplice ed immediato. Vi sembrerà strano ma, dopo aver ben pulito la griglia, dovrete stendere un leggerissimo strato di olio evo e quindi asciugare il tutto. Basterà questo per non avere problemi.

Volete sapere un’altra cosa davvero molto interessante? Utilizzando la piastra teppanyaki potrete anche risparmiare qualcosa sull’acquisto dei detersivi per i piatti oltre che aiutare l’ambiente. A quanto pare per pulire efficacemente la griglia dovreste utilizzare infatti soltanto acqua e limone. Così almeno vorrebbe la tradizione. Decidete voi se rispettarla o meno. In ogni caso: buon appetito!

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