raffrescatore evaporativo migliore

Raffrescatore evaporativo: scegliere il migliore

Il raffrescatore evaporativo costituisce un’alternativa pratica, efficiente ed economica al climatizzatore. Certo, c’è da dire che la potenza di quest’ultimo non è sicuramente comparabile a quella dell’oggetto in esame. A ben guardare ciò non costituisce però un deterrente all’acquisto. Questo svantaggio viene infatti  presto “recuperato” su altri fronti.

In particolare possiamo dire che il raffrescatore opera senza nuocere alla salute, agisce rispettando maggiormente l’ambiente ed oltretutto migliora sensibilmente la qualità dell’aria. Quella qui proposta è comunque una soluzione che si colloca a metà strada tra un ventilatore ed un climatizzatore. Il raffrescatore assomma in sé tutte le caratteristiche positive dell’uno e dell’altro marchingegno. Ecco perché è il caso di dargli una chance.

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Raffrescatore evaporativo: come funziona?

Come funziona un raffrescatore evaporativo? Questo macchinario  per compiere il suo lavoro non ha bisogno di sfruttare chissà quali complicati principi della fisica. L’oggetto in esame infatti si limita a filtrare l’aria presente in un ambiente e, grazie ad un serbatoio interno in cui sono contenuti acqua e ghiaccio, a rinfrescarla. Quando l’aria incamerata viene nuovamente immessa nell’atmosfera essa è sicuramente più gradevole: il raffrescatore del resto ne avrà abbassato la temperatura di 6-10°.

La macchina inoltre immetterà nella stanza anche dell’acqua nebulizzata. Ciò significa che si genererà del vapore fresco che umidificherà la camera. Anche quest’aspetto è molto importante: il tasso di umidità dell’aria contribuisce infatti a farci percepire temperature più alte o più basse di quanto non siano effettivamente.

In inverno questo valore dovrebbe aggirarsi sul 40%, in estate sul 55%. C’è da dire inoltre che il livello di umidità, grazie a questo apparecchio, si manterrà costante nel tempo, altro aspetto utile a farci soffrire meno il caldo o il freddo intensi.

Raffrescatore evaporativo: le tipologie

Ad oggi sul mercato è possibile reperire due diverse tipologie di rinfrescatore. La prima variante si compone, tra le altre cose, di un pezzo di tessuto sintetico che la macchina provvede ad inumidire. Sul lembo di stoffa agisce una ventola che soffia via, per così dire, dell’acqua. Quest’ultima finisce nell’ambiente umidificandolo. La seconda variante al sistema appena descritto un complesso di spruzzatori i quali sono utili a potenziare ulteriormente l’azione della macchina.

Raffrescatore evaporativo o condizionatore?

Come accennavamo in precedenza, il raffrescatore d’aria è sicuramente meno potente rispetto ad un condizionatore. Tuttavia questo gap può essere colmato facilmente giocando sul tasso di umidità presente in  una stanza: abbiamo appena parlato anche di quest’aspetto del problema. Partendo da tali premesse possiamo affermare quindi che entrambi i macchinari sono comunque validi ed efficaci.

Ciò che vorremmo puntualizzare però è che rinfrescare eccessivamente l’aria dell’ambiente in cui si staziona alla lunga può rivelarsi nocivo per la salute. Con l’apparecchio qui in esame questo rischio è sensibilmente ridotto, quasi inesistente. Lo stesso pericolo invece sussiste privilegiando l’utilizzo del climatizzatore. In quanti dopo ore ed ore sotto al condizionatore possono dire di non avere dolorini sparsi per tutto il corpo?

Il raffrescatore necessita però di un periodico rifornimento del serbatoio del ghiaccio. Purtroppo questo significa che bisognerà agire manualmente e che si sarà chiamati ad assolvere a questo compito diverse volte nell’arco di poche ore. Ciò rende evidente che il macchinario qui in esame è meno autonomo rispetto ad un condizionatore. I modelli più evoluti comunque possono essere alimentati con delle speciali cartucce, utili a rendere meno fastidioso l’impiego del raffrescatore.

C’è da dire poi che quest’ultimo è sicuramente molto più economico rispetto ad un comune climatizzatore. Consuma meno, costa meno e sicuramente l’acqua ed il ghiaccio hanno un prezzo inferiore rispetto all’energia elettrica. L’apparecchio infine non consta di unità esterne di sorta o di tubi di scarico: è quindi meno ingombrante e più maneggevole rispetto al solito vecchio climatizzatore.

Raffrescatore evaporativo o ventilatore?

Un altro macchinario che viene spesso messo a confronto con il raffrescatore è il ventilatore. Diciamo sin da subito che il paragone non regge. Il ventilatore infatti, per quanto economico ed ecologico al pari dell’evaporatore, non fa altro che spostare l’aria calda presente nella stanza da un punto all’altro dell’ambiente.

Questo significa che la temperatura non scenderà mai più di tanto. Il raffrescatore invece, compiendo quest’operazione e contemporaneamente nebulizzando acqua, fa sì che la sensazione di freschezza sia nettamente superiore.

Rispetto ad un normale ventilatore poi il raffrescatore ci dà modo di giocare anche sul tasso di umidità presente nell’appartamento. Questo significa che la sua azione può tornare utile in diversi momenti dell’anno. Inoltre il ventilatore non potrà mai purificare l’aria presente nella stanza in cui agisce. Per questo motivo tra i due apparecchi l’evaporatore ci sembra quello più utile.

Quando comprare un raffrescatore evaporativo?

La domanda sorge spontanea: quando comprare un raffrescatore evaporativo? Innanzitutto, rispondiamo, quando si ha a che fare con piccoli ambienti. Del resto non potete di certo pensare di trarre giovamento da un unico apparecchio che agisca su superfici particolarmente estese: i raffrescatori non sono stati ideati per assolvere a tale funzione.

In secondo luogo il macchinario qui in esame non può essere utilizzato proficuamente in contesti eccessivamente ostili. Se nell’ambiente c’è davvero troppo caldo insomma, l’evaporatore faticherà alquanto a funzionare o a soddisfarvi del tutto.

L’apparecchio in compenso si adatterà benissimo alle esigenze di chi non ha modo di avviare delle opere murarie utili all’installazione di un climatizzatore. Stesso discorso vale per coloro i quali, per svariate ragioni, non possano forare i vetri al fine di utilizzare un condizionatore portatile. Il raffrescatore infine è consigliato a chi preferirebbe evitare di utilizzare prodotti chimici refrigeranti per poter sopravvivere all’afa estiva.

Raffrescatore evaporativo: attenzione a porte e finestre

Perché il raffrescatore faccia il suo dovere e perché voi possiate essere realmente soddisfatti del vostro acquisto, è necessario mettere in pratica dei piccoli accorgimenti. Innanzitutto perciò prestate sempre attenzione a porte e finestre. Queste dovranno rimanere ben chiuse durante le ore più calde della giornata. Se ne avete la possibilità abbassate anche le tapparelle in modo da tenere la casa in penombra. L’appartamento, così facendo,  si riscalderà un po’ di meno ed il raffrescatore farà meglio il suo lavoro.

Se, per un motivo o per un altro, non potete tenere porte e serrande ben chiuse e in casa dovesse già esserci molto caldo, utilizzate l’apparecchio aprendo invece gli infissi. La ventola infatti riuscirà in questo modo a spingere fuori dalla stanza un po’ di aria calda, mentre l’elettrodomestico metterà in circolo nell’ambiente dell’aria fresca. In questo modo vi sembrerà di percepire nella camera in cui sostate quasi il soffio di una brezza naturale.

Raffrescatore evaporativo: consigli utili

Vorremmo adesso ricordarvi che il raffrescatore evaporativo rilascia nell’aria dell’acqua nebulizzata, dell’umidità insomma. Si suggerisce perciò di non porlo a diretto contatto con oggetti che bagnandosi potrebbero in qualche modo danneggiarsi. Non puntatelo quindi sui mobili, sulla carta da parati o su oggetti elettrici ed elettronici.

Attenzione anche a non orientarlo sui muri: rischiereste la formazione di muffe e condense. Provvedete infine a svuotare il serbatoio ogni qualvolta terminerete di utilizzare la macchina. La vaschetta andrà inoltre asciugata con attenzione per evitare ancora una volta la formazione di muffe e per non produrre poi dei cattivi odori.

Raffrescatore evaporativo: guida all’acquisto

Adesso che conoscete un po’ meglio il raffrescatore evaporativo probabilmente state già pensando di acquistarne uno. Ma siete proprio sicuri di saper scegliere un modello adatto alle vostre esigenze? Nelle prossime righe, per fugare ogni dubbio, vi indicheremo quali caratteristiche deve avere un buon rinfrescatore.

La vaschetta

Come abbiamo precedentemente chiarito, ogni raffrescatore evaporativo si compone anche di un serbatoio in cui inserire acqua fresca e ghiaccio.  Sul mercato esistono prodotti la cui capacità oscilla dai 5 ai 12 litri. Chiaramente scegliendo un articolo con vaschetta abbastanza capiente aumenterete l’autonomia dell’apparecchio. Tuttavia sarebbe meglio orientarsi su un sistema a capacità ridotta nel caso in cui si tenesse in funzione l’elettrodomestico soltanto per poche ore al giorno.

Attenzione poi alla presenza sulla vaschetta degli indicatori di livello massimo e minimo. Il suggerimento è quello di acquistare un prodotto in cui i suddetti indicatori siano sempre ben visibili in modo sapere sempre con precisione se aggiungere o meno dell’acqua nel serbatoio. I modelli più evoluti comunque uniscono alla vaschetta graduata dei sensori che rilevino o segnalino il raggiungimento delle soglie di guardia. Tali sensori, se stimolati, produrranno dei segnali visivi o sonori.

Tenete presente poi che il serbatoio può essere progettato per ospitare anche dei blocchi di ghiaccio sintetico o per supportare soltanto l’uso di acqua demineralizzata. Prima di acquistare un raffrescatore insomma informatevi bene sulle generiche caratteristiche della vaschetta e non soltanto sulla capacità della stessa. Relativamente a questa parte dell’apparecchio è infine bene verificare che sia estraibile. In questo modo vi sarà più facile caricare il serbatoio o mantenerlo ben pulito.

Il consumo d’acqua

Chiaro è che i consumi d’acqua saranno direttamente proporzionali alla capienza del serbatoio ed all’utilizzo dell’oggetto. Acquistare un prodotto la cui vaschetta sia molto grande significa ovviamente utilizzare più acqua. Ciò è vero soprattutto se si accende l’apparecchio soltanto per poche ore al giorno. L’acqua rimasta nella vaschetta in quel caso verrà sprecata dato che riscaldandosi necessiterà di essere sostituita.

Tenete in considerazione comunque anche la modalità di funzionamento che sceglierete di azionare. Una bassa velocità consuma infatti non più di 0,8 litri di acqua in un’ora. L’alta velocità invece richiede anche 2 litri di acqua nello stesso lasso di tempo. Insomma: il parametro relativo al consumo d’acqua è abbastanza vago e come tale da non considerare un criterio selettivo su cui fare eccessivo affidamento.

Il wattaggio

Normalmente un rinfrescatore non raggiunge potenze particolarmente elevate. Questo significa che il suo wattaggio, e quindi il consumo legato all’impiego, è abbastanza basso. Sul mercato esistono prodotti di discreta efficacia che, tanto per farvi un’idea, non superano i 200W. Se dovete destinare l’apparecchio ad una stanza piccola potrete accontentarvi anche di una macchina da 90-100W.

Perché il vostro raffrescatore evaporativo consumi ancora meno, abbiate sempre la cura di utilizzare acqua già fredda. In questo modo la macchina non dovrà sprecare energia elettrica per rinfrescare il liquido da nebulizzare. Contrariamente a quanto accade con climatizzatori et similia quando controllerete la bolletta dell’energia elettrica sentirete poco e niente il peso di questo elettrodomestico.

Le componenti interne: il filtro ed il pannello evaporativo

All’interno della macchina sono presenti delle componenti le cui caratteristiche tecniche possono diventare ottimi criteri guida per la selezione del vostro futuro rinfrescatore. Abbiamo già detto che l’articolo lavora aspirando aria dall’ambiente e rimettendola poi in circolo una volta rinfrescata e sanificata.

Bene: per fare tutto questo serve ovviamente un filtro. Di solito esso è collocato nella parte posteriore del macchinario. Nel sistema è anche presente un pannello evaporativo. Esso ha di norma struttura a nido d’ape e consta di un tessuto più o meno spugnoso. Questa componente, in perenne contatto con l’acqua, serve ad assorbire il liquido che la macchina dovrà nebulizzare.

Tanto il filtro quanto il pannello, per ovvie ragioni, devono essere facilmente smontabili e pulibili. Si consiglia di lavare il filtro almeno una volta al mese utilizzando un semplice panno o, se preferite, un aspirapolvere. Il pannello invece va pulito con un po’ di sapone neutro e dell’acqua. Questa operazione può essere compiuta a cadenza stagionale. Si raccomanda comunque di inserire all’interno della macchina le suddette parti soltanto se ben asciutte. Accertatevi perciò che sia facile anche operare in tal senso.

Il cavo

Il rinfrescatore è un oggetto che potrete anche decidere di spostare per la stanza o addirittura per la casa. Per questo motivo torna sempre utile considerare anche la lunghezza del cavo in dotazione. L’apparecchio funziona infatti soltanto ad alimentazione elettrica. Soprattutto se la stanza a cui è destinata la macchina è molto grande o sprovvista di prese, non acquistate mai un raffrescatore il cui cavo abbia lunghezza inferiore ad 1,5 metri.

Cercate invece un prodotto munito di un filo un po’ più corto se sapete già di non doverlo spostare per casa o di doverlo utilizzare in ambienti molto piccoli. In questo caso infatti un cavo troppo lungo vi sarebbe soltanto d’impaccio.

Un consiglio: qualsiasi possa essere la dimensione del filo accertatevi sempre che la macchina sia dotata di dispositivo di avvolgimento e, possibilmente, di un alloggio in cui riporre il cavo. Quando il rinfrescatore non sarà in uso potrete così riporlo ordinatamente, potrete evitare di inciampare nel filo, di storcere o danneggiare il cavo e via discorrendo. Questo piccolo dispositivo serve a garantire lunga vita all’evaporatore ed ad evitarvi qualche incidente domestico nel caso in cui siate particolarmente sbadati.

Le funzionalità

Un raffrescatore evaporativo può in genere essere programmato in modo da garantirvi diverse funzionalità. Abbiamo di norma almeno tre modalità di impiego: la normale, la naturale e la notturna. Nel primo caso la macchina rilascerà nell’ambiente un flusso d’aria costante che vi permetterà di raggiungere una data temperatura e di continuare a percepirla senza variazioni di sorta per un dato monte ore.

Nel secondo invece l’apparecchio ricreerà un piacevole effetto brezza. Questo significa che il flusso d’aria fresca verrà rilasciato in camera in modo casuale. Il programma notturno, in ultimo, vi permetterà di godere di un flusso d’aria fresca costante. In questo caso la temperatura resterà impostata su valori minimi, mentre la macchina lavorerà nella maniera più silenziosa possibile.

Ma non è ancora tutto. Il raffrescatore, se adeguatamente programmato, potrà assolvere alla funzione di semplice ventilatore, di umidificatore e di ionizzatore. In quest’ultimo caso agirà purificando l’aria dagli allergeni (polline e polvere su tutti) e dagli odori sgradevoli. L’evaporare quindi è a ben vedere una macchina comunque più completa rispetto ad altre soluzioni economiche presenti sul mercato.

Le funzionalità accessorie

Esistono delle funzioni non sempre presenti in un raffrescatore ma capaci di fare la differenza tra un prodotto di bassa qualità ed un articolo di buona fattura. Tra queste annoveriamo il timer e l’autospegnimento. Nel primo caso, lo immaginate già di sicuro, abbiamo a che fare con un sistema che ci consente di impostare a priori il lasso di tempo in cui l’apparecchio resterà acceso ed operativo. Normalmente si può programmare la macchina su valori compresi tra i 30 minuti e le 8 ore (4 ore per gli apparecchi più piccoli).

Altri programmi invece servono ad impostare uno spegnimento automatico nel caso in cui non vogliate occuparvene personalmente. Un esempio classico è la funzione notturna o sleep che disattiva la macchina dopo un tot di tempo anche senza il vostro controllo. In questo modo potrete continuare a riposare indisturbati godendovi una sollevante frescura.

Il numero di giri al minuto

Chiaro è che in un apparecchio funzionante grazie ad un sistema di ventole, queste ultime debbano produrre un dato numero di rotazioni al minuto. Tale valore è in genere indicato sulla scheda tecnica del prodotto. Un buon articolo è normalmente capace di lavorare su tre diverse velocità: la bassa, la media e la alta.

Nel primo caso l’apparecchio non produrrà più di 900 giri al minuto. Nel secondo invece il numero di rotazioni salirà dalle 1000 alle 1200 unità. Nell’ultimo caso il raffrescatore evaporativo potrà toccare anche i 1500 giri al minuto. Considerate che ad una velocità più alta corrisponderà sempre un maggior fabbisogno idrico oltre che una ridotta silenziosità. Tuttavia optando per un range di giri al minuto un po’ più impegnativo svilupperete anche una potenza maggiore e sarete perciò in grado di raffreddare prima l’ambiente in cui vi trovate.

Il flusso d’aria

Un altro criterio selettivo che riveste una certa importanza nell’acquisto di un evaporatore è il flusso d’aria prodotto dalla macchina. I modelli più performanti si attestano su valori pari o superiori ai 1500 metri cubi orari. In poche parole sono capaci di agire rinfrescando velocemente anche ambienti discretamente estesi. I prodotti più piccoli o più scadenti non superano in genere i 500 metri cubi orari e vanno quindi impiegati in stanze non troppo grandi.

Le lamelle

La scocca dell’apparecchio è corredata anche da piccole alette da cui  fuoriesce il getto di aria fresca. Nei prodotti migliori queste alette sono anche orientabili così da poter direzionare a proprio piacimento nell’ambiente il flusso refrigerante. Alcune alette potranno essere mosse in senso orizzontale, altre seguendo un asse verticale.

I top di gamma sono inoltre congegnati in modo che, una volta finito di utilizzare il raffrescatore, le alette si richiudano su sé stesse. Questo piccolo accorgimento permette di evitare spiacevoli inconvenienti dovuti all’inevitabile accumulo di polvere all’interno del macchinario spento.

La presenza di alette regolabili è utile inoltre non soltanto a direzionare il getto d’aria fresca, ma anche a creare un effetto di ricircolo un po’ più naturale ed ad evitare che il getto d’aria diretto, magari puntato addosso, danneggi in qualche modo la salute.

Le rotelle

Come abbiamo più volte sottolineato, un raffrescatore evaporativo dovrebbe essere costruito in modo da poter essere facilmente trasportato da un ambiente all’altro. Questo significa, tra le tante cose, dotarlo di rotelle. Scegliete sempre un prodotto in cui queste ultime possano girare di 360° rendendo l’apparecchio maneggevole per chiunque.

Controllate inoltre che le ruote siano dotate di freno di bloccaggio, soprattutto se sapete già a priori che utilizzerete l’apparecchio in ambienti costruiti in pendenza, nelle vicinanze di scale o in presenza di bambini ed animali particolarmente discoli e movimentati.

Infine verificate che le ruote siano adatte a calpestare anche pavimenti di pregio o particolarmente delicati. Se così non fosse, valutate la possibilità di sostituire la parte in esame con delle ruote morbide e piroettanti che potrete tranquillamente acquistare in separata sede.

La maneggevolezza

Per poter essere facilmente trasportato da un ambiente all’altro della casa o dell’ufficio, non basta che l’evaporatore sia dotato di ruote. Serve infatti che la macchina non sia eccessivamente pesante, soprattutto se si intende spostarla percorrendo delle scale. I prodotti più leggeri pesano  mediamente non più di 5 chili, i più robusti invece sfiorano la soglia della quindicina di chili. Chiaramente questi valori si riferiscono ad un articolo il cui serbatoio sia ancora vuoto.

Un consiglio: se sapete già che sposterete di frequente il vostro raffrescatore orientatevi a priori su un modello munito di maniglie laterali. In questo modo vi sarà sicuramente più agevole percorrere lunghi tratti o anche farvi aiutare nel trasporto da una seconda persona.

La silenziosità

Al pari di molti altri elettrodomestici di uso comune, anche il raffrescatore deve essere il più silenzioso possibile, soprattutto se si intende piazzarlo in camera da letto durante le ore notturne. Torna utile acquistare una macchina poco rumorosa anche nel caso in cui essa dovesse essere destinata ad entrare in funzione durante momenti di studio o di lavoro, mentre si guarda la TV o si ascolta la radio ed in generale se si utilizza per parecchie ore al giorno.

Di solito un evaporatore programmato per lavorare sulla massima potenza dovrebbe produrre dai 50 ai 64 decibel. Si tratta quindi di un rumore bianco discretamente sopportabile. Durante le ore notturne invece i decibel prodotti non dovrebbero andare oltre le 40 unità. Prima di acquistare l’apparecchio premuratevi di verificare che corrisponda a queste caratteristiche: ne va della vostra salute mentale!

L’ingombro

Un raffrescatore è un oggetto discretamente compatto. Attualmente i prodotti presenti sul mercato hanno infatti un’altezza compresa tra i 60 ed i 90 centimetri. La loro larghezza, così come la loro profondità, si attesta invece sui 40/50 centimetri. L’ingombro è quindi in linea di massima abbastanza ridotto. Tenete comunque presente che le dimensioni dell’apparecchio dipendono per una buona percentuale dalla grandezza del suo serbatoio e quindi dalla sua potenza refrigerante.

Il display

Un buon raffrescatore è anche dotato di display. Su questo piccolo monitor si alterneranno tutte le informazioni relative alle impostazioni comunicate alla macchina e vi sarà possibile selezionare diversi programmi di funzionamento. A volte sul pannello di controllo appariranno anche dei tasti per l’accensione o lo spegnimento, altre volte questi dispositivi saranno collocati altrove. I prodotti migliori constano di un display led molto luminoso dotato di touchscreen e parecchio dettagliato.

Gli accessori

Tra gli accessori in dotazione verificate sempre che siano presenti le mattonelle refrigeranti ed il telecomando. Le prime somigliano ai blocchi di ghiaccio che tutti utilizziamo all’interno delle borse frigo. Esse vanno inserite nel serbatoio e possono essere incluse nel package o acquistate in separata sede.

Simili alle mattonelle sono i cosiddetti panetti refrigeranti i quali hanno in genere una maggiore durata. Il suggerimento è quello di riporre nel congelatore un discreto numero di mattonelle o panetti così da poter facilmente sostituire i pezzi presenti nella vaschetta ogni qualvolta diventi necessario.

Il telecomando invece è un accessorio quasi sempre incluso nella confezione del vostro evaporatore. Esso vi darà modo di accendere, spegnere e programmare l’apparecchio anche ad una certa distanza ed è quindi particolarmente comodo soprattutto quando si è a letto o non ci si vuole distrarre dal proprio lavoro.

I materiali

I materiali utilizzati per costruire un raffrescatore devono ovviamente essere solidi e resistenti. Sotto questo punto di vista comunque c’è poco da disquisire dato che le case produttrici sfrutteranno in genere lamine metalliche ed inserti in plastica rigida. Insomma: non avrete di certo l’imbarazzo della scelta ma dovrete comunque accertarvi della qualità dei suddetti materiali.

Il design

Gli evaporatori sono ormai diventati a tutti gli effetti degli oggetti che arredano la casa. In molti del resto tengono in funzione questi apparecchi praticamente tutto l’anno in modo da poter agire sui livelli di umidità presenti in casa o in ufficio.

Per questo motivo le aziende produttrici sono andate ben oltre il solito scatolone cilindrico e metallico. Al giorno d’oggi esistono infatti raffrescatori di tutti i colori e di tutte le forme, dal design semplice e minimalista o abbelliti da vari decori. Chiaramente su questo punto c’è poco da consigliare o da dibattere: ci rimettiamo al vostro gusto personale.

I costi

Ma quanto costa un raffrescatore evaporativo? Molto dipende ovviamente dalle caratteristiche intrinseche dell’articolo, dalla marca e dal modello prescelti. Inoltre il costo dello stesso identico prodotto potrebbe aumentare o diminuire a seconda della vostra decisione di acquistare in una bottega occasionalmente fornita di questo tipo di merce, in un centro specializzato oppure ancora online.

Detto questo, ci preme sottolineare che comunque quest’apparecchio non è poi così costoso. Si va infatti da un prezzo base che oscilla tra le 15 e le 20 euro (davvero irrisorio!) ad un costo massimo che si aggira sulle 200 euro o giù di lì. Si tratta perciò di un prodotto alla portata di tutti, il cui prezzo viene ulteriormente ammortizzato dai bassi consumi garantiti.

Una chicca: il raffrescatore evaporativo da scrivania

Concludiamo questa guida parlando di un raffrescatore sui generis: la variante da scrivania. Si tratta ovviamente di una versione oltremodo compatta del prodotto sin qui presentato. Essa lavora sfruttando gli stessi identici principi di funzionamento sinora descritti ed inoltre può essere scelta attenendosi ai medesimi criteri selettivi sopra esposti.

Quello che differenzia questo prodotto da un normale evaporatore è chiaramente la dimensione del serbatoio. In un mini air cooler questo non va oltre i 500 millilitri e, di conseguenza, i pannelli evaporativi sono anch’essi molto più piccoli del normale. Questi apparecchi sono sprovvisti di solito del filtro antipolvere e non consumano più di una trentina di watt all’ora.

Siamo quindi di fronte ad un prodotto portatile da utilizzare a distanza parecchio ridotta. Esso darà refrigerio agli utenti, ma difficilmente rinfrescherà un ambiente intero, specialmente se di vaste dimensioni. Un mini air cooler poi non purificherà l’aria e la sua alimentazione avverrà grazie a cavo elettrico o tramite porta USB. Si tratta insomma di un apparecchio easy, da utilizzare sporadicamente e nel caso in cui non si abbiano chissà quali particolari esigenze da soddisfare.

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