Reggisella telescopici: perché comprarli? Come acquistare il migliore?

Se siete dei patiti di ciclismo e sport affini sicuramente avete già fatto conoscenza dei reggisella telescopici. Se invece vi siete appena avvicinati a questo mondo oppure lo guardate ancora da lontano in attesa di decidere se e quanto vi possa intrigare, probabilmente vorrete qualche chiarimento in merito. Benissimo: siamo qui anche per questo. L’oggetto a cui dedicheremo la nostra breve guida altro non è che un normalissimo reggisella corredato però da un sistema di regolazione.

Tale sistema di regolazione può basarsi su un principio di funzionamento meccanico, pneumatico oppure ancora di tipo idraulico. Questa componente della bici, che per essere ancora più chiari altro non è che il tubo in metallo o in fibra di carbonio che unisce il telaio al sellino, va ovviamente regolata tenendo conto delle esigenze e delle fattezze di chi guida il velocipede. Nel caso dei reggisella telescopici ciò è possibile grazie ad un sistema di leve o mediante un telecomando.

La regolazione che il sistema consente prevede un innalzamento o un abbassamento del sedile. Il dispositivo si muove quindi, tranne casi particolari, soltanto in senso verticale. Per la cronaca: sarà possibile alzare o abbassare il sellino di 50/200 millimetri rispetto alla posizione standard. Se volete saperne di più sull’argomento, abbiate la pazienza di leggere anche le prossime righe. Vi accorgerete, forse anche un po’ a sorpresa, di quanto questa piccola componente della bicicletta possa essere importante.

Reggisella telescopici: un’invenzione comoda

Chi per primo partorì l’idea di corredare la propria bicicletta di un reggisella telescopico lo fece innanzitutto per avere meno disagi pratici sulla sua due ruote. L’idea di fondo è infatti quella che la posizione standard del sedile, quella elevata che in teoria dovrebbe consentire una spinta migliore sui pedali, non fosse poi così vantaggiosa.

Un sellino così posizionato infatti, soprattutto lungo un’eventuale discesa, rende problematica la cosiddetta manovra del fuorisella. In poche parole alzarsi sui pedali e portare il baricentro del corpo un po’ più indietro ed un po’ più in basso, diventa arduo. Ciò, tradotto per i meno esperti, significa avere un minor controllo della bicicletta e quindi, in una certa misura, rischiare di prendere qualche brutta botta.

L’alternativa ante reggisella telescopici? Beh, in prossimità di una discesa, impegnativa o meno che fosse, si smontava dalla bici, si regolava manualmente il sellino, si tornava in groppa alla due ruote e, finita la discesa, si procedeva con una nuova taratura della parte.

Immaginate quanto potesse essere fastidioso percorrere dei tratti in pendenza intervallati spesso da superfici pianeggianti! Immaginate anche quanto potesse essere fastidioso inforcare la bicicletta per eseguire un certo tipo di allenamento o di competizione! Insomma: meno male che a qualcuno è venuta in mente l’idea del reggisella!

I primi bikers a prendere confidenza con i reggisella telescopici

Piccola curiosità: i reggisella telescopici sono figli di tempi relativamente moderni. I primi ciclisti che si trovarono a fare i conti con tale invenzione, sulla carta e senza provarla, decisero di bocciarla a priori. Essi pensarono infatti che questo piccolo tubo non servisse ad altro che ad aumentare il peso del velocipede rendendolo un po’ meno veloce e prestazionale.

Inoltre videro nell’oggetto in esame l’ennesimo espediente utile ad alzare i costi, già di per sé non proprio contenuti, di una bicicletta di un certo livello. Poi qualcuno decise di dar fiducia a questa piccola grande innovazione tecnologica. Il risultato? Beh, poco alla volta, il popolo dei bikers iniziò a cambiare idea. Al giorno d’oggi così difficilmente potreste incontrare un ciclista disposto a fare a meno del suo reggisella! E chi l’avrebbe mai detto?!

Utilizzare i reggisella telescopici: quali sono i vantaggi?

Tutto quello detto sin qua ci porta, si tratta quasi di un percorso obbligato, ad analizzare i possibili vantaggi connessi all’uso dei reggisella telescopici. Bene: la praticità e la maggiore versatilità della bicicletta sono i più evidenti. Nessuno dovrà più scendere dalla sua due ruote per regolare il sellino in funzione del tratto di strada che si ritrova davanti e nessuno dovrà rischiare di rompersi il collo perché per qualche motivo ha dimenticato o evitato di compiere questa operazione. Ma tutto questo lo sapete già.

C’è poi da dire che grazie al dispositivo in esame le biciclette tendono a diventare un po’ meno “veicoli della domenica”. Ciò perché anche un mezzo non esattamente da biker professionista può così permettersi di affrontare speditamente e senza grossi problemi dei tratti stradali relativamente tecnici.

Certo, molto dipende dal velocipede e dalla sue caratteristiche intrinseche nonché dalle doti ciclistiche del biker di cui sopra, ma diciamo che quanto meno il ventaglio delle possibilità si allarga un po’ per tutti. Sapete cosa significa questo? Prendere sempre più confidenza con il proprio mezzo, sentirsi sempre più sicuri quando si inforca una bicicletta. Vi pare poco?

Ed a proposito di sicurezza: la presenza di reggisella telescopici sicuramente rende un po’ più immediato e veloce toccare terra con i piedi, non si sa mai ce ne fosse bisogno. Esempio pratico: dovete affrontare una salita, magari su un sentiero di montagna.

Innanzitutto una sella più bassa vi consentirà di percorrere questo tratto non proprio in scioltezza ma con meno difficoltà rispetto a quanto vi avrebbe consentito di fare un velocipede old style. Poi se qui o là doveste imbattervi improvvisamente in qualche roccia insidiosa, cosa alquanto probabile in montagna, non dovrete far altro che allungare un piede e tutto finirebbe lì. Insomma: un reggisella telescopico può sempre far la differenza!

Ma quant’è complicato utilizzare i reggisella telescopici?

Praticamente nessuna complicazione. Dell’azionamento tramite telecomando o leve, anche se per sommi capi, abbiamo già parlato. Adesso però vogliamo sottolineare che il funzionamento dei reggisella telescopici è tutto sommato abbastanza intuitivo. Non bisogna insomma essere dei fisici nucleari per capire che, una volta azionato il comando che regola l’altezza del sellino, grazie al proprio peso, questo se posto in alto recupererà la posizione iniziale.

Toccando nuovamente i comandi ed ergendosi sui pedali quando il sedile è invece collocato più in basso, la sella si sposterà verso l’alto. Insomma: semplice, intuitivo, sicuro e prestazionale. Adesso siamo noi a farvi una domanda: perché mai non montare un reggisella telescopico anche sulla vostra bici?

Reggisella telescopici: pagare lo scotto

Sia chiaro: non vogliamo convincervi a tutti i costi ad acquistare un reggisella telescopico. A riprova di ciò vi diciamo, senza grosse difficoltà peraltro, che l’utilizzo di questo dispositivo comporta anche qualche svantaggio. Per illustrarvi i disagi legati all’impiego di un reggisella telescopico dobbiamo dirvi che sul mercato esistono delle varianti fisse di questo prodotto.

Tali varianti sono sicuramente un po’ meno adattabili a persone e situazioni, ma costano decisamente di meno.  In molti casi poi sono anche più leggere, parecchio più leggere. Il reggisella telescopico tra l’altro, a forza di andare continuamente su e giù tende ad usurarsi con maggiore difficoltà.

Si tratta insomma dello scotto da pagare per avere una bicicletta un po’ più funzionale e prestazionale. Dobbiamo comunque dire che, soprattutto in questi ultimi anni, le aziende produttrici sono riuscite ad immettere sul mercato varianti telescopiche più economiche e leggere rispetto al passato. Stesso discorso vale per la facilità di usura che, in confronto a modelli ormai datati, risulta sicuramente inferiore.

Insomma: un reggisella fisso, se paragonato ad un reggisella telescopico di ultima generazione, potrebbe comunque non rappresentare un affare a tutto tondo. Del resto se un tempo questo il dispositivo regolabile veniva considerato come una componente di serie soltanto nelle bici professionali, MTB ed Enduro, mentre oggi inizia a diffondersi anche nelle bici da cross country e nelle cosiddette XC, un motivo dovrà pur esserci…

Consigli pratici sezione 1: quando alzare e quando abbassare la sella

Per rendersi conto ancora meglio dell’utilità dei reggisella telescopici è forse bene dare a chi legge, soprattutto ai principianti, qualche delucidazione in più circa la necessità di alzare o abbassare il sellino. Insomma: quando è effettivamente utile compiere queste operazioni? Come avrete ormai capito, il reggisella andrebbe mantenuto in posizione allungata durante le salite, in modalità compatta in fase di discesa. Questo almeno in generale.

Può capitare infatti che alcuni particolari tratti stradali vi costringano ad agire in maniera diametralmente opposta. Esempio pratico: state percorrendo una discesa facile e scorrevole. In questo caso fareste bene a tenere alta la sella. Perché? Beh, evitereste di stancare le gambe o di farle girare a vuoto sui pedali.

Stesso identico discorso vale per i falso piani, a meno che non vi faccia piacere rimanere ben dritti sui pedali per tanto, tanto tempo. Il telescopio abbassato invece andrebbe preferito nel caso in cui vi si presentasse davanti una bella (si fa per dire) salita tecnica, possibilmente piena di gradoni. In questo modo avrete maggiore libertà di movimento e regolerete sul momento la posizione del vostro baricentro.

Reggisella telescopici: attenzione alla quota di svettamento

Una cosa di cui dovrete tener conto utilizzando un reggisella telescopico è la quota di svettamento. Di cosa si tratta? Beh, è semplice: dello spazio presente tra la sella e l’innesto con il cosiddetto tubo piantone. Tale porzione del dispositivo influisce ovviamente sull’altezza massima raggiungibile dal sellino. Questo significa che, se non si sta attenti, ci si può ritrovare a pilotare la propria due ruote dal “primo piano”, cosa non esattamente consigliabile…

Consigli pratici sezione 2:  accorgimenti da adottare

Quando, stanchi ed affaticati tornerete a casa, assicuratevi di appendere letteralmente al chiodo la vostra bicicletta. Fatelo in modo che la parte agganciata ad un qualsiasi fermo sia quella del tubo del piantone o del tubo orizzontale. Il reggisella telescopico, per l’occasione, avrà raggiunto la sua massima quota di svettamento. In questo modo l’aria non entrerà all’interno del dispositivo, cosa che potrebbe in qualche modo danneggiare le varianti idrauliche del prodotto. Il problema però non si pone con le versioni meccaniche e pneumatiche.

Il reggisella dovrà “ergersi fiero” in tutta la sua altezza anche nel caso in cui possiate permettervi il lusso di lasciare la bici poggiata al muro. Ovviamente ci riferiamo all’eventualità in cui il posteggio della due ruote non sia temporaneo, ma si tratti invece di un fermo di qualche giorno. In questo modo preserverete al meglio le guarnizioni. Vero è che rischierete qualche graffio, ma non avrete da rinunciare a niente in termini di elasticità del prodotto. Vi rendete conto da soli perciò che il gioco vale la candela.

Il reggisella dovrà essere invece compattato al massimo nel caso in cui trasportiate a piedi o in auto la vostra fidata compagna di pedalate su strada. In questo modo sarete sicuri di non danneggiare il piccolo dispositivo qui in esame che, per inciso, una volta rotto non potrà mai più “ritornare in vita”. Insomma: meglio evitare di dover ricomprare il meccanismo, di rimontarlo, e… soprattutto di buttare soldi a cuor leggero.

In ultimo: quando, e prima o poi capiterà, porterete la vostra bici da un meccanico avvertitelo sempre dell’eventuale presenza del reggisella telescopico. Questo dispositivo, rispetto alla variante fissa, è infatti un po’ più “suscettibile” e qualche manovra sbagliata o poco delicata da parte del tecnico rischierebbe di rompere la parte. Prevenire quindi è meglio che curare…

Reggisella telescopici: guida all’acquisto

Detto ciò, magari vorrete sapere come procedere per acquistare dei reggisella telescopici che possano soddisfare tutte le vostre necessità. Per quanto esperti possiate essere in questo settore abbiate l’umiltà di accettare l’idea che non smetterete mai di imparare. Se invece siete proprio dei neofiti… beh, avete ancora molto da scoprire in materia di due ruote! Sia nell’uno che nell’altro caso, vi consigliamo di dare una sbirciatina ai criteri guida per l’acquisto che troverete subito in calce: siamo sicuri che potranno in qualche modo aiutarvi a compiere una scelta oculata.

La versatilità

Partiamo da un presupposto: non tutte le bici nascono predisposte per l’installazione di un reggisella. In alcuni casi, ad esempio, potrebbe non esserci spazio a sufficienza per ospitare all’interno del telaio i cavi di cui il dispositivo si compone. Cosa fare in questa eventualità? Beh, potete lasciare perdere oppure acquistate un modello capace di adattarsi alla situazione. Queste varianti sono pensate per far sì che i cavi di cui sopra possano passare all’esterno del telaio senza per questo impedirvi alcun tipo di movimento.

Può poi capitare che si usi la bicicletta per diversi scopi ed in diversi contesti. Magari in determinate circostanze avere un reggisella telescopico può far comodo, in altre si preferisce invece puntare sulla leggerezza e l’aerodinamicità del velocipede. A volte poi si sceglie di disinstallare il meccanismo laddove non sia proprio necessario utilizzarlo.

In questo modo si eviterà qualsiasi rischio di rottura o danno. Insomma: si tratta di un accorgimento utile ad allungare l’aspettativa di vita del dispositivo. Quali che siano le vostre necessità, se sapete già a priori che non utilizzerete spesso il reggisella orientatevi su un modello rimovibile con facilità. In particolare sceglietene uno che sia privo di cavi e sfrutti invece un sistema di leve.

La quota di svettamento

Ne abbiamo in qualche modo parlato in apertura e quindi nel bel mezzo del nostro articolo. Non vi abbiamo detto però che la quota di svettamento deve ovviamente costituire un criterio guida per l’acquisto. Sappiate perciò che in commercio esistono meccanismi capaci di garantirvi livelli diversi di innalzamento ed abbassamento. In poche parole potrete trovarvi a coprire un range compreso tra i 50 ed i 200 millimetri.

Ora: l’unico consiglio che dobbiamo darvi in proposito è quello di scegliere in relazione al tipo di percorsi abitualmente battuti e tenendo conto delle caratteristiche intrinseche della vostra bici. L’importante, come abbiamo già detto, è che il risultato finale vi veda sempre in una posizione di equilibrio tra “troppo alto” e “troppo basso”.

L’inserimento nel telaio

Perché tutto fili liscio come dovrebbe, è fondamentale che il reggisella sia solidale con il telaio. Questo significa che l’incastro dell’una e l’altra parte deve avvenire in modo che piantone sella e cannotto diventino una sorta di blocco unico.

Per quanto riguarda l’inserimento nel telaio riconosciamo dei valori di massima e dei valori di minimo. Ma andiamo con ordine. I valori di minimo misurano la porzione di cannotto che riesce ad entrare nel telaio. Se questa lunghezza è esigua, com’è facile immaginare, la bici o il reggisella finiranno per rompersi. In ciascuno dei due casi voi stramazzerete al suolo rischiando anche di farvi parecchio male.

Per calcolare il valore minimo di inserimento dovrete tener conto tanto delle informazioni fornite dalla casa produttrice del reggisella quanto dell’esperienza empirica: il meccanismo deve andare oltre la giunzione che unisce piantone orizzontale e piantone sella.

Per essere più chiari: poniamo che il telaio della vostra bici abbia un minimo inserimento pari a 120 millimetri. Il reggisella ha invece un minimo inserimento di 100 millimetri. La misura di cui dovrete tener conto sarà comunque pari a 120 millimetri. Relativamente al massimo inserimento invece possiamo dirvi che è solitamente determinato dalla natura stessa del telaio. Questo significa che non potrete ricavare tale valore se non armandovi di metro.

Il diametro

Le biciclette non sono tutte uguali: non serve chissà quale esperienza in materia per rendersene conto. Ciò può significare anche che il diametro della parte che ospiterà il reggisella telescopico dovrà adattarsi alla perfezione al dispositivo che sceglierete di acquistare.

Da questo punto di vista abbiamo poco da suggerirvi se non di prendere il metro e di misurare con precisione tutte le sezioni coinvolte. Sappiate che in commercio troverete dei reggisella telescopici aventi diametri diversi. Le misure standard, ovviamente pensate per corrispondere con i telai più diffusi di biciclette, sono comprese tra 27.2 millimetri e 34.9 millimetri passando per i 30.9 ed i 31.6 millimetri.

I comandi

Molti reggisella telescopici, soprattutto quelli di più vecchia concezione, sono manovrati da un sistema di levette poste al di sotto del sedile. Si tratta, non è difficile intuirlo, di un criterio di controllo immediato, ma comunque poco pratico in alcune situazioni. Di questo piccolo difetto si sono accorti pian piano anche i progettisti i quali hanno subito elaborato delle soluzioni alternative.

Un esempio? Il comando da remoto. In questo caso non dovrete far altro che toccare il manubrio ed inviare al dispositivo il giusto input. Piccola precisazione: un tempo questo tipo di comando presupponeva la presenza di cavi scomodi e poco piacevoli da vedere. Al giorno d’oggi la situazione è notevolmente migliorata dato che è possibile far passare questo groviglio di fili all’interno del telaio, almeno nella stragrande maggioranza dei casi…

La facilità di installazione

In linea di massima installare i reggisella telescopici è un’operazione semplice e veloce. Ciò è vero soprattutto nel caso dei dispositivi  meccanici. Essi non vi costringeranno a far altro che prendere le giuste misure e quindi a tagliare opportunamente il cavo ed il collegamento al dispositivo.

Attenzione però: curarsi in salute e lasciare il tubo un po’ più lungo del dovuto potrebbe voler dire rendere complicata la guida o difficoltoso l’inserimento dei fili all’interno del telaio. Eccedere, quindi accorciare troppo il suddetto tubo, potrebbe rendere meno agile e più limitato nei movimenti il vostro manubrio. Cercate perciò di essere il più precisi possibile e, riuscendoci, di beccare a priori la misura corretta evitando così operazioni di taglia e cuci.

Attenzione poi alla variante idraulica dei reggisella telescopici: spesso, oltre all’iter sopra descritto, vi richiederanno anche una o più sessioni di spurgo. Più tranquilla, per così dire, appare la situazione nel caso in cui si opti per un sistema pneumatico. Detto ciò, sappiate che, a prescindere dalla variante che acquisterete, dovrete montare il sistema inserendolo dentro al telaio.

Ciò significa, in relazione alle caratteristiche della vostra bici, agire in prossimità dello sterzo o del piantone. Certo, inutile dire che tenterete di non interferire con le ruote o con  altre parti vitali della bici. Il rischio, tralasciando questo accorgimento, sarebbe infatti quello di crollare miseramente al suolo ad ogni attivazione del sistema.

Verificate poi che il tubo non sia troppo vicino alle vostre gambe e che la guaina aderisca correttamente al telaio. Preferite sempre inoltre fissare il dispositivo sul piantone orizzontale. Attenzione infine a non essere eccessivamente violenti nella chiusura del collarino stringisella: avrete altre occasioni per mostrare la vostra forza e la vostra prestanza. In questo caso infatti eccedere potrebbe voler dire inficiare le prestazioni del dispositivo.

La facilità di manutenzione

La manutenzione dei reggisella telescopici è sempre facile ed immediata. Non dovrete far altro infatti che sostituire di tanto in tanto i cavi del telecomando. Nei sistemi idraulici dovrete anche compiere qualche operazione di spurgo. Tutto qui. L’unico consiglio che possiamo darvi a tal proposito è quello di scegliere sempre dei dispositivi facilmente montabili e smontabili e quindi altrettanto semplici da gestire dal punto di vista della manutenzione.

I materiali

I materiali di solito utilizzati per dar vita ai reggisella telescopici sono tre: il carbonio, l’alluminio ed il titanio. Si tratta comunque di scelte valide ma che privilegiano esigenze differenti. Il carbonio, per esempio, è l’opzione in assoluto più leggera, quella che vi permetterà di acquistare un dispositivo che poco o niente vi intralci dal punto di vista della maneggevolezza e dell’aerodinamicità della bicicletta.

L’alluminio invece è un pelino più economico, parecchio resistente ma sicuramente meno flessibile nonché più pesante rispetto al carbonio. Il titanio infine è rigido e capace di resistere a svariati tipi di sollecitazioni, è molto flessibile e quindi perfetto per smorzare al massimo tutte le vibrazioni giocoforza prodotte da una bici in movimento. Certo, si tratta della soluzione in assoluto più costosa, ma anche di quella mediamente più apprezzata.

Tenete conto comunque del fatto che, per non affaticarvi più di tanto una volta in marcia, il vostro reggisella dovrà avere un peso vicino ai 400 grammi. Ovviamente tutto è proporzionato al vostro di peso ed a quello della bici, così come al tipo di prestazione richiesta o alla natura dei sentieri percorsi. Diventano perciò ammissibili piccole oscillazioni in un senso o nell’altro. L’importante comunque è non deviare troppo dalla norma. Eventuali deviazioni dipenderanno sempre dal materiale scelto per realizzare il vostro reggisella telescopico.

Il sistema di ammortizzazione

Alcuni reggisella telescopici vengono venduti così: nudi e crudi. Altri invece vengono puntualmente combinati ad un sistema di ammortizzazione composto da elastomeri caratterizzati da diversi livelli di durezza. Questo accorgimento unito ad un sistema a parallelogramma di buona qualità consente di ammortizzare al meglio tanto le vibrazioni quanto gli urti. Insomma: se volete una bicicletta di livello non potete fare a meno di acquistare un reggisella telescopico dotato di un buon sistema di ammortizzazione.

Il peso sostenuto

Valutate sempre quale sia la capacità di sorreggere dei pesi vantata dal vostro futuro reggisella telescopico. In commercio esistono infatti prodotti pensati per ciclisti piuma ed altri pensati per raiders un po’ meno piuma. L’importante è comprare la versione giusta, quella che non soccomberà miseramente sotto un peso eccessivo in rapporto alle sue possibilità di sostegno. Tali informazioni sono ricavabili in genere leggendo con attenzione l’imballaggio del prodotto. In alternativa sarà il rivenditore a darvi in tal senso tutto il supporto di cui necessitate.

Prezzi

Stabilire così su due piedi, pardon su due ruote, quale possa essere il costo di un reggisella telescopico è un po’ complicato. Bisogna infatti tener conto di un discreto numero di variabili: dai materiali di realizzo alla marca, dalle caratteristiche tecniche del prodotto alla scelta di acquistare online o in negozi dedicati. Tuttavia, facendo più che altro una media dei prezzi che ci sono in giro, possiamo dirvi che non spenderete mai meno di 70 euro e che comunque non andrete oltre le 200 euro.

Il consiglio che vi diamo è quello di scegliere sempre un prodotto di buona qualità, dovesse costare anche un pelino in più rispetto a quanto vi eravate riproposti di spendere: del resto non si tratta poi di cifre esorbitanti. Se siete dei professionisti sapete già che il gioco vale la candela e che il nostro suggerimento è tutto sommato abbastanza valido. Se non siete dei provetti bikers invece eviterete di impararlo rialzandovi di continuo da terra…

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