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Sedia ergonomica: consigli per gli acquisti

Una sedia ergonomica è una vera e propria manna dal cielo per chi, giorno dopo giorno, trascorre ore ad una scrivania. Sappiamo tutti infatti che dopo qualche tempo, alzandosi, si avvertiranno dolori qui e là, rigidità muscolare variamente localizzata e così via.

La soluzione, purtroppo, non sempre è quella di abbandonare tutto ed andare a fare altro: chi studia o lavora, stoicamente, dovrà resistere. E allora? Beh, e allora siamo tornati al punto di partenza: bisognerà procurarsi una sedia ergonomica. Fidatevi: la situazione a quel punto migliorerà, ed anche parecchio!

Ergonomia? Ecco di cosa si tratta

Prima di parlare di sedie ergonomiche vediamo di capire cosa sia l’ergonomia. Quest’ultima è una vera e propria scienza nata per studiare l’interazione esistente tra l’essere umano, gli utensili da lavoro e l’ambiente circostante.

Tale scienza, nota anche come biotecnologia, ha lo scopo di migliorare le condizioni in cui ci si trova ad agire e quindi la produttività dell’azienda in cui lavorate o semplicemente  la vostra quotidianità. Per estensione, diventano ergonomici quindi tutti quegli strumenti d’uso giornaliero o comunque frequente studiati per essere adoperati agevolmente e senza avere ripercussione sulla salute.

Adesso applichiamo il concetto di ergonomia alle sedie che tutti abbiamo in ufficio o davanti la scrivania di casa. Una poltrona ergonomica sarà quella che permetterà a chiunque la utilizzi di mantenere sempre una postura corretta. Ciò significa che essa si comporrà di molte parti regolabili, sarà insomma personalizzabile. Ora guardate la vostra sedia: appartiene alla categoria?

Sedia ergonomica: le normative europee

Per poter definire ergonomica una sedia, non basta che essa sia regolabile in altezza, inclinabile, dotata di ruote, comoda e traspirante. La nostra poltrona, compagna fidata di lunghissime giornate trascorse davanti al PC, deve essere conforme anche a specifiche normative europee. L’U.E. ha stabilito infatti che innanzitutto questa categoria di sedie debba essere costruita in maniera tale che la vostra pianta del piede poggi sempre a terra formando un angolo retto con il polpaccio.

Quest’ultimo deve avere a sua volta la possibilità di descrivere un angolo di 90° rispetto alla coscia. La coscia infine dovrà formare un altro angolo retto rispetto al tronco il quale dovrà stare ben eretto. Perché ciò possa avvenire la sedia sarà dotata di pistone a gas utile alla regolazione della poltrona, di meccanismo per controllare l’inclinazione dello schienale, di poggiatesta e di braccioli.

Sedia ergonomica e postura corretta

La sedia ergonomica è sicuramente un enorme aiuto per la nostra schiena, ma non è di certo miracolosa. Per poter trarre dal suo utilizzo il maggior numero possibile di benefici è perciò importante lavorare al fine di correggere la propria postura. Evitate perciò di accavallare le gambe o di incurvare la schiena. Poggiate le piante dei piedi a terra e tenete il collo in una posizione sciolta e rilassata.A tale scopo sarebbe bene piazzare il PC proprio di fronte al viso in modo che superi di circa 7 centimetri l’altezza degli occhi.

Evitate poi di parlare al telefono tenendo l’apparecchio tra spalla e testa e dotatevi semmai di cuffie. I gomiti invece dovranno essere tenuti ad angolo retto. Mouse e tastiera dovranno consentirvi di lavorare con le braccia ben distese. Sì, sembra quasi complicato ricordarsi di tutti questi particolari, ma state certi che tutto quello che vi abbiamo appena suggerito di fare verrà da sé semplicemente scegliendo bene la poltrona da ufficio su cui siederete e organizzando al meglio la scrivania.

Sedia ergonomica, sedia da gaming o poltrona ortopedica?

In molti tendono ad assimilare questi tre prodotti. In realtà si tratta di oggetti non esattamente sovrapponibili. Diciamo che la sedia da gaming è quella che forse si avvicina di più alla poltrona ergonomica. Di fatto però è una versione, per così dire, depotenziata dell’articolo in esame. Essa inoltre ha spesso un design che cozza alquanto con gli arredi di casa o con il brio degli uffici.

Le sedie ortopediche sono invece delle sedie personalizzate, fornite cioè di particolari  supporti ad personam. Esse inoltre sono considerate degli oggetti medici a tutti gli effetti e, come tali, detraibili dalle tasse. Ciò avverrà però soltanto a patto di poter certificare l’effettiva necessità di ricorrere al loro uso, di possedere una regolare fattura relativa all’acquisto e di aver scelto un prodotto a  marchio CE.

Sedia ergonomica: come sceglierla?

Detto ciò, non vi resta che comprare la vostra sedia ergonomica. Ma… siete proprio sicuri di poterlo fare senza incappare in dubbi ed incertezze? Sapreste, tra le tante proposte che attualmente ha in serbo per voi il mercato, scegliere quella più adatta a soddisfare le vostre esigenze? Nei prossimi paragrafi troverete in proposito qualche suggerimento pratico nonché qualche spunto di riflessione.

Sedia ergonomica: tutte le tipologie

Le sedie ergonomiche non sono tutte uguali. Esse devono sì obbedire a determinati standard di produzione stabiliti a monte dalle normative europee, ma questo non impedisce ai progettisti di differenziare i loro prodotti. Abbiamo così una variante classica ed una con appoggio per ginocchia. La prima è in tutto e per tutto simile ad una comune sedia da ufficio. Consente però a chi la utilizza di godere di un certo numero di funzioni che permettano di allontanare la minaccia dei dolori articolari. Quali funzioni? Date tempo al tempo: le esamineremo nei prossimi paragrafi.

Le sedie ergonomiche con appoggio per ginocchia (i cosiddetti modelli Varier o Balans) sono dotati anche di un bel poggia-ginocchia imbottito. Questo accessorio consente agli utenti di scaricare meglio il loro peso corporeo distribuendolo cioè tra schiena e gambe. Le sedie in questione sono anche basculanti.

Ciò allo scopo di non adottare una posizione statica per periodi di tempo eccessivamente lunghi. Le poltrone appena descritte non sono adatte però a chi accusa dei fastidi alle articolazioni inferiori. Esse inoltre non sempre sono regolabili in altezza, mancano di braccioli ed a volte anche di ruote.

Le caratteristiche della seduta: l’altezza

Un aspetto da valutare sempre con attenzione quando si acquista una sedia ergonomica è la seduta. In primo luogo essa deve essere adatta tanto all’altezza dell’utente quanto a quella del tavolo a cui è destinata. Il consiglio, soprattutto se si sa già che la stessa poltrona dovrà essere utilizzata da più persone, è quello di orientarsi sempre su un prodotto regolabile in altezza.

Se teniamo conto del fatto che in media una scrivania da ufficio si stacca dal suolo di 70/80 centimetri, la sedia giusta dovrebbe coprire grazie alla sua regolabilità un intervallo oscillante tra i 40 ed  i 53 centimetri.

In ogni caso, per essere certi che la poltrona corrisponda alle vostre esigenze (almeno sotto questo punto di vista), verificate, una volta seduti, di poter tenere entrambi i piedi ben piantati a terra. Inoltre controllate sempre che non sia necessario alzare le braccia per poter accedere al tavolo di lavoro.

Le caratteristiche della seduta: la larghezza e la profondità

Chiaramente anche in questo caso abbiamo a che fare con un parametro che varia in relazione alle caratteristiche fisiche di chi utilizza la sedia. In media la larghezza della seduta va da 43 a 50 centimetri. Difficilmente sul mercato troverete dei prodotti fuori scala: se ne aveste la necessità perciò dovreste rivolgervi ad aziende specializzate o ad un artigiano.

Diverso è il discorso per quanto riguarda la profondità. Una corretta postura è quella che, una volta seduti, permette di tenere la schiena ben appoggiata e le ginocchia ad una distanza di 5/10 centimetri dal bordo della sedia. Il corpo potrà così scaricare meglio il suo peso non debilitando la colonna vertebrale.

La profondità della sedia è quindi un criterio abbastanza soggettivo di scelta. Se potete provate perciò la poltrona, se la acquistate per altri invece attenetevi a delle misure standard oppure accertatevi che il vostro acquisto possa eventualmente essere sostituito o rimborsato.

Sedia ergonomica: lo schienale

Se una sedia deve essere utilizzata per almeno un’ora consecutiva, allora deve avere uno schienale comodo. Questa parte della poltrona è del resto importantissima dato che consente di raddrizzare la posizione della schiena senza per questo affaticarla. Uno schienale di buona qualità dovrebbe avere larghezza compresa tra i 30 ed i 58 centimetri. Inoltre dovrebbe essere regolabile nell’inclinazione.

La flessibilità della parte deve essere comunque controllata da un blocco che impedisca all’utente di inclinare eccessivamente l’oggetto (per quello ci sono già le sedie a sdraio!). A volte lo schienale si compone anche di un poggiatesta. Si tratta di un elemento sicuramente comodo e piacevole da utilizzare, ma non sempre i capi ufficio viziano così tanto i loro dipendenti…

Il sostegno alla zona lombare

Chi non ha la possibilità di sfruttare una sedia ergonomica, sa bene che a fine giornata tutti i suoi dolori si concentrano essenzialmente sulla zona lombare. Ciò perché a lungo andare si tende a piegarsi sulla scrivania e possibilmente anche ad inclinare la colonna. Una buona sedia ergonomica non consente di compiere questo tipo di movimento: bacino, capo e spalle saranno sempre ben allineati e non sarà necessario piegare il dorso per poter lavorare comodamente.

I prodotti più economici offrono a sostegno della zona lombare uno o più cuscini da adagiare sullo schienale. L’inghippo in questo caso sta nel fatto che i suddetti cuscini possono essere tolti e, perché no, diventare proprietà aggiunta di qualche collega furbetto… I modelli di fascia alta sopperiscono all’assenza del cuscino con la struttura del telaio che in questo caso ha un design caratteristico. La struttura peraltro acquisisce così una maggiore aspettativa di vita.

Comunque, detto ciò, permetteteci di darvi un consiglio: se ne avete la possibilità alzatevi spesso, almeno ogni ora. Sgranchite le gambe per qualche minuto, approfittatene per bere un caffè corroborante, o per andare in bagno, ma non perdete mai l’occasione di muovervi un po’.

Anche i medici sostengono che questo comportamento sia salutare e che, pur godendo di tutti i vantaggi connessi all’uso di una sedia ergonomica, il vostro corpo ne abbia bisogno più di quanto siate disposti a credere.

La regolabilità

Sotto la voce “regolabilità” dobbiamo includere diversi tipi di movimento. Innanzitutto la sedia ergonomica deve permetterci di ruotare. Questo consente sì di spostarsi da un punto all’altro dello studio o dell’ufficio senza alzarsi, ma anche di avere una discreta libertà di movimento. Ciò è importante dato che una postura, per quanto corretta, non può e non deve essere mantenuta eccessivamente a lungo.

Deve poi essere possibile provvedere alla regolazione dell’inclinazione: in questo modo non soltanto si adatterà la poltrona alle proprie caratteristiche fisiche, ma sarà possibile anche scaricare meglio le forze che agiscono sulla schiena, scongiurando il pericolo di indolenzimenti e fastidi vari. Di questo aspetto comunque abbiamo già parlato in precedenza.

Il movimento

Strettamente connesso al paragrafo precedente è quello che leggerete adesso. Perché le sedie siano regolabili è necessario che siano presenti determinati meccanismi interni. Un meccanismo multifunzione vi permetterà di gestire autonomamente schienale e sedile e di bloccare le parti quando avrete trovato la giusta configurazione. Ciò significa che la vostra sarà una postura corretta e che questo tipo di meccanismo è forse in assoluto quello più salutare tra le varianti presenti sul mercato.

Un congegno che ad esempio permetta l’inclinazione sincronizzata infatti regolerà al contempo schienale e seduta perdendo un po’ in ergonomia. Una via di mezzo è il cosiddetto dinamismo. Esso agisce a schienale reclinato permettendo di muovere la seduta sino a trovare l’assetto migliore. La funzione base, quella meno valida, dà modo agli utenti invece di regolare soltanto altezza o profondità delle parti ed è quindi consigliabile soltanto per chi non passa poi tante ore davanti alla scrivania.

Un ultimo movimento da tenere in considerazione è quello dell’eventuale poggia-ginocchia presente in dotazione. In questo caso il meccanismo muove ed all’occorrenza inclina il supporto su cui sono adagiate le vostre ginocchia, il tutto a seconda dell’angolazione assunta dal sedile e dallo schienale. Si tratta però più di un discorso di comodità che di altro.

I materiali: il telaio

Passiamo adesso ai materiali che meglio si adattano alla struttura di una sedia da ufficio. Essi devono ovviamente contribuire a rendere ergonomica la poltrona: si tratterà quindi di stoffe morbide e traspiranti, possibilmente anche lavabili. Inoltre i tessuti dovranno conferire all’oggetto in esame una certa durevolezza nel tempo.

Per questo motivo ormai le sedie da ufficio in pelle o in finta pelle iniziano a perdere colpi. Questo materiale, anche se indubbiamente pregiato, si deteriora facilmente, soprattutto se non si pratica una buona manutenzione. Durante i mesi più caldi poi pelle e similpelle risultano alquanto fastidiose e… maleodoranti.

I materiali: l’imbottitura

Passiamo adesso alle imbottiture. Esse verranno perlopiù realizzate in fibra di poliestere, poliestere compresso, gommapiuma, schiuma o memory foam. Nel primo caso saremo dinnanzi ad un prodotto di fascia economica che ha comunque un’ottima resistenza alle muffe, che è facile da tener pulito, ma che si deforma nell’arco di pochissimo tempo.

Appena migliore è il poliestere compresso. Le caratteristiche sono più o meno le stesse illustrate nel caso precedente, ma l’aspettativa di vita è forse un pelino più elevata. Non si tratta comunque di un grande miglioramento. La gommapiuma è anch’essa molto economica, ostacola la formazione di muffe ed umidità ma si deteriora presto se del tipo a bassa densità. La variante ad alta densità invece, quella da almeno 30 chili per metro cubo, è molto più resistente e duratura.

Le schiume poi sono sicuramente dei materiali più pregiati e costosi, ma vi danno la possibilità di usufruire di un prodotto di fascia alta. Si tratta infatti di sedie traspiranti, impermeabili e durevoli nel tempo. Il memory foam infine è ormai onnipresente nelle nostre case e possiamo quindi dire di conoscerlo abbastanza bene. Esso è utilizzato perlopiù per produrre delle sedie di fascia media. La sua caratteristica principale è la comodità dato che riesce ad adattarsi al corpo con estrema facilità.

I braccioli

I braccioli, per quanto utilizzati meno rispetto ad altre parti della sedia, sono comunque utili e comodi. Essi devono sempre essere regolabili in altezza, ben imbottiti e foderati con tessuto traspirante e facilmente lavabile.

Il peso dell’utente

In linea di massima qualunque sedia presente sul mercato potrà sorreggere un normopeso o qualcuno che abbia accumulato un po’ di grasso qui e là. I problemi iniziano però quando si va ben oltre il semplice sovrappeso. Verificate sempre perciò quale sia l’effettiva resistenza della sedia ed eventualmente orientatevi sull’acquisto di prodotti specifici venduti in botteghe specializzate o fabbricati su misura da un artigiano di fiducia.

Il brand

Anche le sedie ergonomiche hanno i loro brand di tendenza. Sul mercato esistono infatti marchi poco conosciuti i quali tendono perlopiù ad imitare i prodotti blasonati. I risultati non sono mai dei migliori, ma almeno i costi in questi casi sono meno elevati.

I brand leader in tale ambito della produzione invece offrono grandi garanzie di qualità e durevolezza. Inoltre permettono spesso ai loro clienti di accedere ad un buon servizio di assistenza post vendita o di richiedere delle consulenze utili a scegliere l’articolo che più si adatti alle proprie esigenze.

I costi

Per quanto riguarda il prezzo di una sedia ergonomica esso dipende, come abbiamo visto, da svariati fattori. Una buona imbottitura, un design funzionale, la qualità dei rivestimenti e così via incidono parecchio sul costo finale del prodotto. Contribuiscono a stabilire il prezzo della sedia anche dei parametri quali la marca, la scelta di acquistare in botteghe specializzate oppure online, la possibilità di usufruire di sconti e fuori tutto e così via.

Considerando tali parametri possiamo dire che in media acquisterete la vostre sedie ergonomiche spendendo dalle 100 alle 500 e più euro per unità. State attenti però: comprare un prodotto da 100 euro o giù di lì significa rinunciare a molti confort ed a molte funzioni. Inoltre, come abbiamo visto, le poltrone di fascia bassa hanno in questo caso un’aspettativa di vita nemmeno lontanamente paragonabile a quella di un top di gamma.

Il nostro suggerimento è perciò quello di orientarsi a priori su un articolo di fascia alta, investendo ahimè parecchio. In compenso avrete a che fare con una vera sedia ergonomica che non sostituirete per molti, moltissimi anni a venire. Tra l’altro recupererete magari un po’ di agilità perduta: perché non tentare?

Sedie ergonomiche: ci sono delle alternative?

A quanto pare sì, ma dobbiamo dire che si tratta di soluzioni non sempre facili da adottare. Una di queste prevede l’uso di palle da ginnastica in luogo delle sedie da ufficio. Sembrerà strano, ma se il vostro capo ve lo consentirà, avrete trovato un’alternativa valida ed economica all’acquisto della poltrona.

Aspettate però ad esultare: i primi giorni sarà un po’ complicato sostare 8 ore o più su questo attrezzo. La sensazione più diffusa tra coloro i quali abbiano tentato è quella del mal di mare. Inoltre, a meno che non siate pratici di yoga o non abbiate un cervello multitasking, inizialmente sarete portati a concentrarvi più sulla necessità di mantenere l’equilibrio che sul vostro lavoro.

Per comprare una buona palla ginnica non dovrete considerare altro che il diametro dell’oggetto, il quale sarà rapportato alla vostra altezza. In alternativa potrete optare per delle scrivanie regolabili ed inclinabili che vi consentano di orientare il piano in modo da trovare una postura comunque corretta pur non avvalendovi di una sedia ergonomica. Avere entrambe le cose comunque sarebbe sicuramente meglio…

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