Sega circolare da banco per legno, plastica, lamine

La sega circolare da banco è un oggetto che deve necessariamente far parte del parco attrezzi di tutti i provetti falegnami. Il banco sega circolare, potreste sentirla chiamare anche così,  è un attrezzo che permette parecchie operazioni: dai tagli di precisione alla bordature delle tavole, passando ancora per la realizzazione di pannelli o di listelli da parquet.

Ma non è ancora tutto. Grazie a questo utensile potrete lavorare anche altri materiali quali, ad esempio, la plastica, il vinile, la masonite, il plexiglass o le lamine metalliche. I più esperti sapranno già che la sega circolare da banco può in qualche modo essere considerata una parente prossima della troncatrice per legno.

Sapranno anche che in commercio esistono prodotti che sembrano garantire lo stesso tipo di prestazione ma che in realtà si differenziano per tanti piccoli particolari. Inoltre saranno anche a conoscenza del fatto che alcuni banchi sega circolari sono più che altro pensati per soddisfare le esigenze dei dilettanti e degli hobbisti, altri invece, sono ideati per assicurare prestazioni pro, le stesse di cui necessita un vero professionista.

Migliori seghe circolari da banco per legno, plastica, plexiglass, lamine metalliche…

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Sega circolare da banco: come scegliere la migliore

Nelle prossime righe troverete un elenco di criteri guida su cui basarvi per poter concludere l’acquisto. Seguiteli e vedrete che tutto sommato comprare la sega circolare da banco che tanto avete desiderato non sarà più tanto difficile.

La potenza

Quando si acquista una sega circolare da banco è fondamentale appurarne la potenza, il wattaggio. Di solito queste informazioni sono facilmente reperibili sulla confezione, sui cartellini dei negozi o comunque chiedendo lumi al venditore.

Ma perché è tanto importante conoscere l’esatta potenza di questo gingillo? Beh, tenete conto del fatto che a ciascun wattaggio può corrispondere la possibilità di lavorare o meno un gruppo di materiali o di agire su diversi spessori.

Ora: sappiate che i prodotti da hobbisti di solito hanno una potenza compresa tra gli 800 ed i 3800 W. Il consiglio che vi diamo è di orientarvi su una potenza più alta nel caso in cui non vogliate precludervi la possibilità di agire su ogni tipo di materiale e spessore.

Per la cronaca sappiate che in commercio esistono comunque anche delle seghe circolari da banco ancora più potenti: si tratta però di prodotti che, come abbiamo detto, sono più che altro destinati ai professionisti e, soprattutto, sono davvero molto costosi. Niente vi vieta di acquistarli comunque, ma ne varrebbe la pena?

La facilità di impiego

Abbiamo dedicato un paragrafo intero alle modalità di utilizzo di un banco sega. Se ricordate però vi abbiamo anche raccomandato di leggere sempre i manuali d’istruzione che troverete in allegato al prodotto: non tutti gli articoli infatti funzionano esattamente alla stessa maniera. I nostri suggerimenti quindi sono per forza di cose generici.

Proprio per via di questa genericità vi consigliamo di valutare, all’atto dell’acquisto, la facilità di impiego del prodotto, l’iter da seguire per avviarlo e tagliare il legno, oppure ancora per effettuare una buona pulizia delle lame.

La funzione troncatrice ed altre funzioni

Prima di acquistare la vostra sega circolare da banco controllate se sia presente o meno la funzione troncatrice. Essa consente di invertire la posizione della sega. Ciò permette di utilizzare le lame per eseguire dei tagli ad angolo. Normalmente, quando è presente la funzione troncatrice, il banco è dotato di un piano girevole regolabile, mentre la sega può essere controllata anche da uno speciale braccio articolato.

Un’altra funzione utile è quella che consente di variare le velocità d’azione. In questo modo potrete tarare la macchina sul materiale in lavorazione. Anche la limitazione di corrente all’avvio potrà tornarvi utile. Grazie a questa opzione infatti la lama inizierà a lavorare in maniera lenta e graduale.

Il peso e le dimensioni

Peso e dimensione della macchina incidono parecchio sulla sua generale maneggevolezza. Inutile dire che le opzioni in tal senso si sprecano. Sappiate però che di norma gli apparecchi da bricolage non pesano più di 20/30 chili. La larghezza del piano di appoggio invece può oscillare tra i 50 e gli 80 centimetri.

Dobbiamo puntualizzare però che le preferenze circa questi valori sono abbastanza soggettive: non possiamo dirvi insomma che una sega circolare da banco da 20 chili ed il cui piano d’appoggio sia largo 80 centimetri sia sicuramente migliore rispetto ad un prodotto da 30 chili e 50 centimetri di ingombro.

Molto dipende infatti dalla necessità di trasportare o meno il macchinario da un punto all’altro del vostro laboratorio o dagli spazi che avete a disposizione oppure ancora dal tipo di lavori che pensate di eseguire o, perché no, dalla vostra stessa stazza. Insomma: come vedete sotto questo punto di vista dovrete più che altro obbedire a criteri selettivi individuali.

Sappiate comunque che in commercio esistono anche dei piani d’appoggio estensibili. Essi possono essere allungati o ricompattati a seconda delle esigenze del momento. Inutile dire che si tratta di un’opzione molto comoda ed intelligente. Sceglietela nel caso in cui non vogliate precludervi alcuna possibilità di lavorazione.

Le lame

Inutile dire che dalla qualità delle lame dipenderà la fattura dei vostri lavori. Normalmente il disco avrà un diametro di circa 10/31,5 centimetri. Le lame più grandi permetteranno di eseguire dei tagli profondi circa una novantina di millimetri. Le più piccole invece non si spingeranno oltre i 75 millimetri.

Per quanto riguarda la velocità di rotazione invece sappiate che i prodotti per hobbisti possono raggiungere dai 2000 ai 6000 giri al minuto. Scegliere un articolo più lento significherebbe accettare la possibilità di eseguire un lavoro poco preciso.

Si risparmierebbe sicuramente all’atto dell’acquisto, ma probabilmente si sciuperebbero molta legna, molta corrente elettrica e tanto tempo libero senza concludere un granché. Meglio perciò orientarsi sempre su un quantitativo di giri al minuto un po’ più elevato.

Altro trucco da falegname navigato: più dentini avrà la lama e più il taglio sarà preciso. Tanti denti si adattano perlopiù alla lavorazione di spessori esili. In caso contrario potrete utilizzare la vostra sega circolare da banco più che altro per effettuare dei tagli approssimativi da definire meglio in seguito e, soprattutto, soltanto nel caso in cui lavorerete il legno seguendone le venature. In compenso però potrete agire su materiali molto spessi, alti persino un’ottantina di millimetri.

Ma andiamo un po’ più nel dettaglio. Un disco da pochi denti, 24 o giù di lì, vi permetterà di eseguire perlopiù tagli sgrossati e lungo le venature. Ma questo lo sapete già. Una ruota composta da 28/40 denti vi darà modo invece di effettuare dei tagli trasversali su legno. Tra i 40 e gli 80 denti avrete la possibilità di trattare anche plastica e metalli leggeri. Oltre questa soglia vi sarà possibile infine lavorare qualsiasi tipo di metallo.

Piccolo spunto di riflessione: potenza, lama e peso sono tre parametri sempre interconnessi. Una lama pesante potrà muoversi bene soltanto se supportata da una discreta potenza. Per fare un esempio, una sega circolare capace di effettuare 60 millimetri di taglio, non potrà in nessun caso pesare meno di 5 chili.

Gli accessori ed il design

Anche nel caso della sega circolare da banco le case produttrici pensano spesso ad includere nell’imballaggio dei gadget più o meno utili. Accessori fondamentali sono di sicuro i binari guida oppure ancora i sistemi di aspirazione.

Per quanto riguarda questi ultimi, ammesso anche che nel package non sia presente un piccolo aspirapolvere, verificate che quanto meno il banco sia predisposto per poter utilizzare un apparecchio per la pulizia acquistato in separata sede o già presente in casa.

Relativamente ai binari dobbiamo dire che in linea di massima sono sempre inclusi nella dotazione, cosa che tra l’altro ormai non incide più di tanto sul prezzo finale dell’oggetto. I prodotti migliori sono tra l’altro corredati di guide parallele ed angolari.

In questo modo sarà possibile eseguire qualsiasi tipo di taglio con estrema precisione. Attenzione ai rari modelli di banco sega da corredare con binari guida: si tratta sì di soluzioni molto economiche, ma anche poco sicure e di certo poco utili a svolgere dei lavori di precisione.

Fondamentale è anche la guida laser. Questa permette di osservare anticipatamente i punti di taglio e di correggere per tempo eventuali errori. Tra gli accessori reperibili da considerare utili ma non fondamentali potrete trovare anche dei bocchettoni di aspirazione, dei cuscinetti migliorati, un manico spingitore, un cuscinetto angolare e carrellini per lo spostamento. Va da sé che più gadget includerà la confezione e migliore sarà l’offerta.

I materiali

Per quanto riguarda i materiali c’è davvero pochissimo da dire. In linea di massima il vostro tavolo da lavoro sarà realizzato in alluminio oppure ancora in ghisa di acciaio. Il consiglio che vi diamo è quello di lasciar perdere eventuali soluzioni alternative.

Se è vero che l’eventuale trasporto del sistema potrebbe risultare faticoso è anche vero che la stabilità del banco non avrà eguali. Da questo particolare può dipendere la vostra sicurezza e la resa dell’apparecchio. Perché rischiare insomma?

Per quanto riguarda le lame nella stragrande maggioranza dei casi si utilizza l’acciaio HSS. Si tratta di una variante pensata per dar vita a denti sottili e spesso nemmeno troppo durevoli. L’aspetto positivo legato all’impiego di tale prodotto risiede però nella possibilità di molare in casa i dentini di cui si compongono i dischi.

Solitamente l’acciaio HSS viene utilizzato per tagliare i legni morbidi. In alternativa potrete trovare in allegato alla sega circolare da banco o acquistare in separata sede delle lame in tungsteno, abrasive, diamantate o in acciaio al carbonio.

Nel primo caso avrete a che fare con un prodotto resistente e durevole capace di trattare anche i legni più duri. Le lame abrasive, invece, constano di un rivestimento  in carburi di silicio. Tali prodotti si prestano al taglio di metalli e materiali sintetici, ma la loro aspettativa di vita è molto bassa.

Le lame diamantate, ossia costruite in lega di metallo, si utilizzano poi nell’ambito dell’edilizia e possono tagliare cemento o addirittura mattoni. Le lame in acciaio al carbonio infine sono molto sottili e spesso progettate per avere denti piccoli e stretti.

Esse vengono di norma impiegate per tagliare i metalli. Ad eccezione delle ruote in acciaio HSS, tutte le altre lame dovranno essere affilate da personale competente e mai in casa.

La tipologia

Esistono svariate tipologie di sega circolare da banco. In particolare vi invitiamo a scegliere tra il modello classico, ossia quello di cui abbiamo parlato sinora, quello ad immersione e quello con lama sotto banco. Di cosa si tratta? Beh, il modello classico ormai lo conoscete bene e quindi non ci dilungheremo in ulteriori descrizioni.

La variante ad immersione invece consente di effettuare dei tagli iniziando dal centro e non dalle estremità delle tavole o delle lamiere. Le seghe con lama sotto banco vengono infine installate sotto tavoli multifunzione, i cosiddetti banchi da supporto macchine.

In questo modo un semplice piano d’appoggio può trasformarsi in un banco sega. Ovviamente dovrete corredare il sistema di tutti gli accessori del caso. Vi suggeriamo comunque di non optare per questa soluzione se non in presenza di un tavolo da lavoro solido e stabile.

Il fattore zero clearence

Le lastre poco spesse possono produrre dei residui di taglio che, giocoforza, finiranno per cadere tra il tavolo e la lama. Questo spazio, onde evitare incidenti di lavorazione e rischi per la sicurezza, deve essere molto ridotto. Minore sarà tale dimensione ed inferiore sarà anche il rischio di incontrare serie difficoltà al momento di ripulire l’elettroutensile.

La reperibilità dei pezzi di ricambio

Possiamo dire in tutta tranquillità che la vostra sega circolare da banco, a prescindere dalla qualità e dalla fattura, vi costringerà spesso a cambiare  alcune delle sue parti. Si tratta insomma di un fatto fisiologico legato all’uso della macchina. Le lame o le cinghie, per esempio, tendono a danneggiarsi con una certa facilità. Prima di acquistare un qualsiasi prodotto del genere perciò verificate anche quale sia la reperibilità di tutti i suoi pezzi di ricambio.

Il prezzo

Comprare una sega circolare da banco  significa muoversi entro un range di prezzi abbastanza ampio. Potrete trovare in commercio prodotti da 1000 euro ed altri da 60 euro. Il suggerimento che vi diamo è quello di non fare del costo il vostro principale criterio guida.

Sicurezza

Utilizzare correttamente una sega circolare da banco significa anche poter lavorare in tutta sicurezza. A tale scopo vogliamo ricordarvi di acquistare sempre macchinari dotati di sistemi di blocco veloce.

Inoltre accertatevi che nel vostro laboratorio non siano presenti sostanze infiammabili. Le seghe, di qualunque ordine e grado, producono infatti delle scintille che, se a contatto con sostanze combustibili, potrebbero rappresentare un grosso pericolo.

Ma non è tutto. Per stare tranquilli bardatevi a dovere. Sì quindi a guanti che proteggano polsi e mani, preferibilmente del tipo con intreccio in acciaio. Indossate anche delle maschere, degli occhiali e delle cuffie antirumore. Accertatevi quindi della stabilità del tavolo e, nel caso in cui il macchinario dovesse smettere improvvisamente di funzionare, allontanatevi subito dal bancone.

Prima di ogni sessione di lavoro controllate che i denti del disco siano perfettamente integri. Se così non fosse sostituite subito la lama. Queste operazioni andranno ovviamente eseguite a macchina spenta ed indossando tutte le protezioni del caso. Inoltre, qualora nel vostro laboratorio ci fossero finestre o porte, evitate di lavorare con il vento a favore.

Tenete sempre poi con una certa forza il legno o le lastre di metallo da tagliare e, in ogni caso, cercate di porvi lateralmente rispetto alla lama. Evitate quindi di lavorare su pezzi molto larghi. Gli stessi dovranno sempre essere accompagnati e non spinti al taglio.

Qualora il motore dovesse produrre troppo rumore spegnete la sega circolare da banco: il rischio che state correndo è quello di surriscaldare il sistema. Stesso discorso vale per le lame non più appuntite che sottopongono il motore ad uno sforzo eccessivo.

La manutenzione

Vi abbiamo già parlato della necessità di pulire ed ungere periodicamente l’apparecchio. Adesso vorremmo porre l’accento su altri piccoli elementi che possono fare la differenza in termini di manutenzione.

Per prima corsa cercate di evitare il contatto tra la sega circolare da banco e l’acqua: i risultati potrebbero essere ovviamente molto pericolosi. Proteggete infine l’attrezzo dall’umidità: anche in questo caso l’incuria potrebbe produrre esiti a dir poco negativi…

Com’è fatta la sega circolare da banco?

Quello che ci chiediamo è come sia fatta una sega circolare da banco. Semplice: davanti a voi vedrete un normalissimo banco da lavoro su cui è innestata una lama girevole, ovviamente circolare. Quest’ultima si muove grazie ad un sistema di cinghie ed ingranaggi i quali, a loro volta, sono alimentati da corrente elettrica.

La lama può essere spesso regolata in maniera da sporgere più o meno significativamente dal suo alloggio.  In ogni caso deve essere corredata da speciali protezioni. L’elettroutensile qui in esame permette di lavorare su supporti dallo spessore variabile ottenendo però diversi livelli di precisione del taglio.

Sul banco possono essere presenti anche degli spingitori che consentano di rendere il lavoro sempre più preciso. Quando la sega è in funzione ruota di solito ad alte velocità. Durante questa fase l’utente dovrà muovere il supporto da tagliare lungo un asse ben delineato. Da qui l’importanza degli spingitori.

Grazie a questo utensile potrete realizzare dei tagli in linea retta o trasversale seguendo sempre le venature del legno. In alternativa potrete ottenere anche dei tagli obliqui e bisellati. La profondità di queste incisioni può essere determinata dall’utente il quale, come abbiamo visto, regolerà la lama in maniera che sporga di più o di meno dal suo alloggio. Chiaramente, lo appureremo meglio in seguito, tale parametro può dipendere anche dalle caratteristiche tecniche del prodotto qui in esame.

Usare una sega circolare da banco

Usare una sega circolare da banco è un’operazione abbastanza semplice. Tuttavia è necessario prestare particolare attenzione ai propri gesti e non distrarsi mai durante la lavorazione dei materiali. Tutelerete così la vostra sicurezza ed eviterete di rovinare pannelli e lamine. La prima cosa da fare quando si è davanti ad una sega circolare da banco è quella di leggere il manuale delle istruzioni.

Se non siete degli esperti dovrete ancora apprendere molto in termini di tecniche di taglio. Se invece siete dei falegnami navigati non è detto che conosciate a fondo quel preciso modello di banco sega. Prudenza ed umiltà insomma potrebbero rivelarsi doti caratteriali molto utili ad evitare danni ed incidenti.

Fatto ciò, indossate gli occhiali di protezione. Prima di iniziare a lavorare accertatevi che la lama sia effettivamente affilata a dovere. Se così non fosse infatti potreste sforzare inutilmente l’elettroutensile o rovinare i materiali su cui avete intenzione di eseguire dei tagli. Potete azionare il congegno?

Non ancora. Verificate prima che la protezione della lama sia salda e funzionante, che non ci siano viti ballerine e quant’altro. A questo punto controllate che tanto le lame quanto il piano di lavoro siano ben posizionati e tra loro perpendicolari.

Adesso potete indossare anche gli altri indumenti di protezione, per esempio i guanti o le cuffie anti rumore, fissare con dei morsetti la tavola di legno o la lamina di metallo su cui dovete lavorare e quindi avviare finalmente il banco sega.

Ricordate: se posizionerete la lama in basso il vostro lavoro avrà migliori possibilità di riuscita. Più la sega sarà piazzata in altro invece e più sarà difficile per i dentini toccare in maniera incisiva il materiale su cui agire. Tra l’altro l’attrito generato sarà maggiore, così come il calore sviluppato ed il rischio di accusare dei contraccolpi difficili da gestire.

I suddetti contraccolpi comunque possono scaturire anche dalla presenza di nodi nel legno. Queste parti vanno eventualmente trattate con maggiore attenzione e prudenza. Infine un ultimo consiglio: quando spingerete il materiale da tagliare in direzione della sega, utilizzate un supporto di metallo, magari un bastone. In questo modo non dovrete avvicinare mai le mani alle lame.

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