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Shampoo neutro pH: come sceglierlo e come usarlo

L’avrete sentito chiamare in tanti modi: shampoo neutro pH, shampoo bilanciato oppure ancora shampoo a pH bilanciato e, siamo sicuri, l’avrete  utilizzato in varie occasioni. Ma potete dire di conoscere a fondo questo prodotto? Sì, sappiamo tutti che si tratta di un detergente delicato per capelli, ma poi? Nient’altro? Bene: facciamo subito chiarezza sull’argomento.

In commercio esistono dei detergenti bilanciati, dei prodotti acidi e dei saponi basici. Ciascun articolo si adatta alle esigenze di un particolare target di clientela, ma non ad altre categorie. Volendo focalizzare la nostra attenzione sullo shampoo a pH bilanciato diremo che, in linea teorica, esso si caratterizza per una formulazione in cui la presenza di ingredienti acidi e basici è perfettamente equilibrata.

Ciò allo scopo di ricreare un sapone che agisca sui capelli in maniera efficace, ma non aggredisca il cuoio capelluto né i bulbi piliferi. A ben vedere però le cose non stanno esattamente così e presto capirete il perché.

Lo shampoo neutro pH, non è difficile intuirlo, è pensato soprattutto per chi necessita di lavare spesso i capelli. Tuttavia non è raro che venga destinato anche ai bimbi o a chi ha una pelle particolarmente delicata. Dobbiamo puntualizzare infine che in commercio è possibile trovare diverse varianti del cosmetico qui in esame.

Cambierà la marca, il formato, la profumazione, la consistenza e così via. Tanta varietà può da una parte mettere in crisi il consumatore, dall’altra tornargli utile: cambiare spesso il proprio detergente è infatti una sana abitudine.

Shampoo neutro pH, shampoo acido e shampoo basico: cosa bisogna sapere?

Iniziamo con una definizione del pH. Cos’è? Di cosa si tratta? Il pH altro non è che una scala di misurazione i cui valori oscillano da 1 a 14. A fare la differenza in questo caso è il numero di ioni di idrogeno presenti in una data sostanza. Tanto più i valori rilevati in una formulazione si avvicinano ad 1 tanto più quel prodotto può dirsi acido.

Al contrario, risultati vicini al 14 sono tipici di formulazioni basiche o alcaline. Il pH neutro, non è difficile capirlo, si trova esattamente nel mezzo ed ha quindi un valore teoricamente pari a 7. Tanto per intenderci meglio diremo che, tralasciando per un attimo l’ambito della cosmesi, l’acqua è una sostanza a pH neutro, l’aceto è un prodotto acido ed il bicarbonato di sodio un ingrediente basico.

Adesso scendiamo un po’ più nei dettagli. L’organismo umano è più che altro acido e, andando nel particolare, per quanto riguarda il cuoio capelluto il pH si attesta in genere su un valore pari a 5.5. I capelli poi raggiungono la vetta del 3.5, cosa che contribuisce a farne uno degli elementi più acidi in assoluto tra quelli che abbiamo in corpo. Questo significa che, nel caso della chioma, il pH neutro di un sapone non corrisponde al valore “7”.

Definiamo neutro infatti un detergente capace di ricreare un ambiente simile a quello naturalmente riscontrabile sul cuoio capelluto. Uno shampoo tricologico appartenente alla categoria ha quindi in realtà un pH oscillante tra i valori 3.5 e 5.5. Ciò significa quindi che in questo caso gli ingredienti acidi e basici non sono mai in perfetto equilibrio.

Alla luce di tali dati possiamo affermare (supportati dalla lettura di alcuni articoli scientifici mirati) che i prodotti a pH alcalino in genere rendono meno vigorosa la struttura del capello. Ciò perché caricano quest’ultimo di ioni negativi i quali agiscono sulla chioma generando frizione, o peggio, causando la rottura della cuticola.

I capelli perdono così i loro oli naturali e danneggiandosi e diventando crespi, opachi e sempre meno gestibili. Qualsiasi prodotto venduto come shampoo neutro avente un pH pari o superiore a 7 è quindi tutto fuorché salutare.

Perché utilizzare uno shampoo neutro pH?

Da qui in poi parleremo di shampoo neutro pH riferendoci a formulazioni che non contengano sostanze acide e basiche in perfetto equilibrio. In poche parole accantoneremo, per tutti i motivi che abbiamo appena illustrato, i prodotti con pH 7 per concentrarci su quelli con pH 3.5/5.5.

Dobbiamo subito dire che la maggior parte dei detergenti presenti in commercio rientra nella prima categoria: si tratta quindi di falsi neutri. Nella seconda categoria collochiamo invece i prodotti tricologici, meno commerciali e più “di nicchia”.

L’utilizzo di questo tipo di saponi permette innanzitutto di detergere la cute e quindi di stabilizzare il pH della zona interessata. Una volta fatto ciò, è possibile agire aggiungendo alla formulazione ingredienti specifici in grado di rallentare la caduta dei capelli, di eliminare la forfora e così via.

Ricordate però: senza i primi due step, tenere pulito il cuoio capelluto e stabilizzarne il pH, non sarà mai possibile ottenere alcun tipo di risultato utile. Ma non è ancora tutto. I prodotti a pH neutro rendono i capelli meno crespi, brillanti ed in generale caratterizzati da un aspetto sano.

Una categoria particolare di shampoo neutro pH: i prodotti per l’infanzia

Un grosso errore che un po’ tutti siamo portati a compiere è quello di scegliere lo shampoo per i nostri bambini tra i detergenti che non brucino gli occhi. Tale prassi è facilmente motivabile nella mente del consumatore medio: “se lo shampoo non brucia gli occhi vuol dire che si compone di ingredienti delicati e naturali”. Questa convinzione, del tutto errata, è stata supportata da anni di pubblicità ingannevoli.

Come abbiamo visto, il pH neutro nel caso degli shampoo ha valori compresi entro il solito range di 3.5/5.5. I saponi per bambini hanno invece un pH pari a 7.4 o addirittura più elevato. Se è vero insomma che il prodotto non dà fastidio agli occhi è anche vero che secca cute e capelli, crea dei nodi, produce una desquamazione della pelle e così via. Attenzione quindi a… cosa mettete in testa ai vostri bimbi!

Come sono fatti i capelli?

Per capire come uno shampoo neutro pH di qualità agisca sui capelli è necessaria qualche nozione tricologica. I peli, capelli compresi, si compongono di due o tre strati: midollo, corteccia e cuticole. Il primo è il più interno ed è presente soltanto nei capelli grossi.

Si tratta di una struttura molto delicata la cui funzione non è del tutto chiara agli studiosi. La corteccia invece è sempre osservabile ed è lo scheletro del capello. Si compone essenzialmente di cheratina e di percentuali variabili di melanina, sostanza responsabile della colorazione della chioma.

All’esterno infine sono visibili le cuticole. Si tratta di piccole cellule sovrapposte in più strati la cui funzione è quella di proteggere le altre parti del capello dall’azione degli agenti esterni. Le cuticole sono quindi dei corpi robusti e fungono un po’ da scudi protettivi. La loro criptonite, per così dire, è rintracciabile nelle variazioni di pH.

Come accennavamo in precedenza, un pH alcalino è infatti capace di spaccarle, mentre un prodotto acido le rinsalda. Ciò significa che il detergente chiude ogni possibile spazio esistente tra le cellule impedendo agli agenti esterni di penetrare il capello. All’atto pratico perciò tale cosmetico vi darà modo di sfoggiare una bellissima chioma.

Shampoo neutro pH: come agisce sui capelli?

Lo shampoo neutro pH funziona un po’ come tutti gli altri prodotti detergenti presenti in commercio. Esso però non danneggia cute e capelli. La formulazione del cosmetico in esame prevede l’uso di tensioattivi. Cosa sono? Beh, si tratta di molecole capaci di stabilire un legame chimico sia con l’acqua che con il grasso.

Ciò si deve alla loro speciale natura al contempo lipofila ed idrofila. Tali molecole possono così attrarre a sé pulviscolo, particelle inquinanti, materiale sebaceo, residui di cosmetici e via discorrendo. Insaponando la chioma catturano il materiale di scarto presente su tutto lo scalpo. Quando ci si sciacqua i tensioattivi cadono giù trascinando con sé la sporcizia.

Lo stesso effetto non si otterrebbe limitandosi ad utilizzare soltanto dell’acqua. Quest’ultima, da sola,  non riesce infatti a stabilire legami chimici con lo sporco e soprattutto con il grasso (e quindi il sebo).

L’utilizzo dello shampoo, la forza meccanica impressa dallo strofinamento e l’azione emulsionante della schiuma assicurano invece una buona detersione. Perché il risultato sia ottimale e perché cuoio capelluto e chioma non risentano delle operazioni di pulizia è necessario bilanciare correttamente il quantitativo di tensioattivi presenti nella formulazione.

C’è poi un altro elemento da considerare. L’azione di queste molecole è di per sé lievemente aggressiva. Dato che, come abbiamo visto, esse si legano anche al grasso è ovvio che ad ogni shampoo portino via anche una parte del film idrolipidico presente sugli strati più esterni del capello. Intendiamoci: è tutto calcolato.

L’importante è però completare il lavaggio con l’applicazione di un buon balsamo che reidrati la parte interessata. Tale cosmetico, in genere più acido rispetto allo shampoo, va applicato su tutta la lunghezza del capello in modo da chiudere la quasi totalità delle cuticole.

L’effetto finale è quello di una protezione dal mondo esterno, di un bilanciamento delle cariche elettrostatiche con conseguente riduzione del crespo e di una accresciuta gestibilità della capigliatura. Ma non è tutto. L’azione del balsamo serve anche ad idratare, ammorbidire e rendere lucente la chioma.

I possibili ingredienti di uno shampoo neutro pH: quali prediligere e quali evitare

Sono diversi gli ingredienti che concorrono a dar vita ad un cosmetico come quello qui in esame. Tutti i detergenti per capelli, shampoo neutro pH compreso, devono contenere i tensioattivi. In genere questi ultimi vengono miscelati a sostanze addensanti e conservanti. Quando è necessario poi si aggiungono altri due ingredienti: il correttore di acidità e la profumazione. Perfetto: queste sostanze possono considerarsi utili se derivanti da materie prime naturali.

Tra gli additivi inclusi nella formulazione potrebbero esserci ad esempio i parabeni. Si tratta di derivati del petrolio o di sostanze prodotte in laboratorio e dannose per cute e capelli. Il loro scopo è quello di conservare intatta la formulazione, ma anche di evitare all’interno del prodotto la formazione di colonie microbiche e micotiche.

Inutile dire che i parabeni non rientrano nella categoria dei conservanti naturali. Essi andrebbero quindi evitati. Vi suggeriamo di evitare anche eventuali coloranti: non servono a niente e per giunta inquinano. Un discorso simile vale poi per gli antiossidanti che tra l’altro irritano la pelle.

Adesso entriamo un po’ più nel dettaglio e “facciamo i nomi ed i cognomi” degli elementi che, se elencati nell’INCI, dovranno mettervi in allarme e spingervi ad acquistare tutt’altro genere di prodotto. Leggendo l’etichetta del vostro shampoo verificate sempre che non siano presenti: SLS (Sodium Lauryl Sulphate), SLES (Sodium Laureth Sulphate),

ALS (Ammonium Laureth Sulphate), ALES (Ammonium Lauryl Sulphate) e parabeni di ogni ordine e grado. Dei parabeni abbiamo già parlato. Per quanto riguarda le altre sostanze elencate, è bene specificarlo, in realtà rientrano nel gruppo dei tensioattivi economici. Essi inquinano l’acqua, disidratano pelle e capelli ed agiscono negativamente sull’equilibrio idrolipidico della chioma.

Chiariamoci: i tensioattivi solfati sono utili a detergere i capelli. Tuttavia il loro impiego frequente è dannoso per la salute della capigliatura. Inoltre essi andrebbero adoperati soltanto nel caso in cui si siano utilizzati parecchi cosmetici per lo styling ed è quindi necessaria un’azione particolarmente aggressiva per rimuovere dallo scalpo tutti questi siliconi.

A volte, dietro suggerimento medico, i solfati sono utili a curare i capelli grassi o la forfora. In tutti gli altri casi orientatevi su prodotti contenenti tensioattivi naturali o comunque diversi da quelli or ora elencati.

Attenzione poi alle sostanze irritanti: DEA, (dietanolamina), benzofenoni e TEA (trietanolamina) possono infatti causare delle fastidiose reazioni allergiche o aggredire lo strato cheratinoso del capello.

Quando poi queste sostanze sono contenute nel vostro shampoo in alte percentuali il pericolo diventa ben più grave: non soltanto i capelli e la cute invecchieranno ad una velocità innaturale, ma potrete rimanere calvi o addirittura ammalarvi di cancro.

Evitate infine prodotti contenenti glicole propilenico (sì, si tratta proprio del classico antigelo per auto), alte percentuali di alcool e grassi (oli minerali, derivati del petrolio e lanolina su tutti in quanto cancerogeni). Non sarà facile trovare lo shampoo perfetto, lo sappiamo, ma prevenire è meglio che curare…

Scegliere uno shampoo neutro pH: le caratteristiche da individuare

Adesso che avete scoperto come sono fatti i capelli e come è formulato uno shampoo, avete acquisito buona parte degli strumenti utili all’acquisto di un prodotto di detersione di qualità. Non dimentichiamoci però che lo scopo di questo articolo è quello di aiutarvi ad individuare lo shampoo neutro pH migliore tra quelli in commercio.

Per essere in grado di compiere l’impresa (eh sì, si tratta proprio di un’impresa vista la varietà di prodotti reperibili sul mercato!) vi manca ancora un passaggio. Dovrete conoscere insomma le caratteristiche specifiche di questo detergente, individuarle ed imparare così a discernere tra un buon articolo ed un cosmetico dozzinale. Ecco allora una breve lista dei criteri selettivi da tenere sempre in considerazione all’atto dell’acquisto.

La natura del capello

Tra tutti i detergenti per capelli presenti sul mercato avete scelto di comprare uno shampoo neutro pH. Perfetto, ottima decisione. Tenete in considerazione però che questa specifica variante di prodotto è a sua volta differenziata in tante piccole famiglie di cosmetici. Ciò perché per ogni tipo di capello è bene individuare una precisa tipologia di detergente da utilizzare.

Dovrete insomma trovare un prodotto che si adatti alla lunghezza o allo spessore del pelo o anche al tipo di trattamento cosmetico a cui siete soliti sottoporlo. Ciò, ad essere pignoli, vale tanto nel caso dello shampoo neutro pH quanto nel caso di tutti gli altri prodotti detergenti.

Detto ciò, sappiate che se i vostri sono dei capelli normali e non trattati potrete limitarvi ad acquistare saponi che semplicemente eliminino lo sporco e che, preferibilmente, diano vita ad una leggera patina di grasso su cute e chioma in modo da proteggere entrambi dall’azione di agenti esterni e da garantire il giusto livello di idratazione.

Se i vostri sono capelli fini o secchi invece fareste bene a scegliere qualcosa in cui siano presenti molte sostanze grasse. Lo shampoo ideale in questi casi non avrà un alto potere schiumogeno, ma in compenso saprà proteggere e rinvigorire la capigliatura.

Qualora il vostro problema fosse principalmente la secchezza della cute agite strofinando un po’ più energicamente lo scalpo. In questo modo il detergente potrà raggiungere meglio la pelle e quindi idratarla. Preferite inoltre prodotti in cui sia contenuto dell’olio di ginepro.

Passiamo al caso dei capelli grassi. Innanzitutto dovreste avere l’accortezza di non lavarli mai più di tre volte a settimana. Nel vostro caso è del tutto sconsigliato poi l’uso di uno shampoo neutro pH. Il suggerimento che vi diamo è quello di orientarvi semmai su un prodotto acido, magari contenente olio di cedro o estratti di ortica.

I capelli tinti invece non soltanto necessitano di uno shampoo neutro pH di qualità, ma anche di prodotti che prevedano all’interno della formulazione un’alta percentuale di sostanze nutrienti. Se la vostra chioma tende ad annodarsi infine orientatevi sui cosmetici anticrespo, mentre se il vostro problema è la forfora… beh, vi conviene chiedere consiglio ad un bravo dermatologo.

La formulazione

Occhio all’INCI, all’etichetta insomma del prodotto. Come abbiamo visto alcuni ingredienti devono sempre essere presenti nella formulazione di uno shampoo neutro pH di qualità (ed anche di un comune detergente). Altri elementi invece andrebbero usati con cautela o evitati come la peste. In ogni caso, per quanto non sia possibile reperire in commercio un prodotto 100% naturale, scegliete sempre qualcosa che si avvicini il più possibile a questa percentuale.

Il pH

Abbiamo già diffusamente analizzato il problema e quindi non ci dilungheremo ulteriormente sulla questione. Vogliamo aggiungere però che purtroppo non sempre le informazioni relative al pH reperibili sulle etichette dei detergenti corrispondono a verità. Il suggerimento che vi diamo è quello di testare autonomamente questo valore.

In commercio, a tale scopo, esistono delle striscette su cui versare il prodotto. Le diverse reazioni chimiche che potrete osservare vi riveleranno l’effettivo pH del vostro shampoo. Non è possibile in tal senso darvi delle indicazioni universali: ciascuna striscetta ha infatti un funzionamento proprio. Troverete però tutte le istruzioni del caso proprio sulla confezione del tester.

Il costo

Il costo di uno shampoo neutro pH è praticamente indefinibile. Esso varia in relazione alla marca che deciderete di acquistare o alla generica formulazione del cosmetico, al formato o alla percentuale di elementi naturali contenuti nell’INCI.

L’unico suggerimento che possiamo darvi è quindi quello di non orientarvi mai su prodotti troppo economici. Come abbiamo visto questi costano poco perché contengono ingredienti potenzialmente dannosi alla salute dei capelli, dello scalpo ed addirittura del corpo. Insomma: meglio non rischiare…

Un suggerimento…

Vorremmo darvi adesso un ultimo suggerimento utile in materia di shampoo neutro pH: cambiatelo spesso. Cercate di individuare due o tre prodotti di qualità che facciano al caso vostro ed usateli in continua rotazione.

Questo consiglio è valido soprattutto nel caso in cui preferiate utilizzare dei prodotti sebo-normalizzanti. Sappiate infatti che acquisire questa abitudine vi permetterà di pulire meglio il capello e la cute. Se ricordate è questo il punto di partenza per risolvere ogni tipo di problema legato alla salute ed all’aspetto della chioma. Provare per credere!

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