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Stendibiancheria: come sceglierlo e come usarlo. Opinioni e recensioni

Lo stendibiancheria: impossibile non averne almeno uno in casa! Già, almeno uno in casa, ma sicuramente ne avrete anche uno fuori casa, nel balcone o in terrazza. E siamo pronti a scommettere pure che l’una e l’altra versione nemmeno si somigliano. Eh sì, perché di varianti sul tema ormai ce ne sono davvero molte.

Alcuni prodotti sono pensati del resto per gli interni, altri per gli esterni, altri ancora sono intercambiabili. Ci sono poi le soluzioni adatte a chi non ha molto spazio, a chi non ama vedere confusione in giro e chi più ne ha più ne metta.

Insomma: l’epoca in cui lo stendibiancheria era di un unico tipo è ormai lontana e al giorno d’oggi per trovarne uno capace di soddisfare al meglio tutte le vostre esigenze vi sarà utile documentarvi un po’. Ed è qui che entriamo in gioco noi e la nostra breve guida.

Stendibiancheria: tutte le tipologie presenti sul mercato

Le variazioni sul tema in merito al concetto di stendibiancheria sono talmente tante da meritare dei paragrafi a sé stanti. Non ci credete? Eccovene la prova! Ah, tenete conto anche del fatto che abbiamo scelto di elencarvi soltanto i prodotti di uso più comune e di più semplice reperibilità.

Per quanto riguarda i modelli un po’ più complessi, meno diffusi o dotati di funzioni accessorie particolari abbiamo scelto di soprassedere o di redarre in futuro delle guide a sé stanti.

Lo stendibiancheria da pavimento o a cavalletto

Iniziamo con la più classica delle soluzioni: lo stendino da pavimento. In questo caso disponiamo di un telaio che sorregge un numero variabile di aste parallele a cui ovviamente potrete appendere i vostri panni umidi.

Su questo blocco centrale sono installate due ribaltine aventi la stessa identica funzione. L’ingombro di uno stendipanni a cavalletto aperto è in genere considerevole. Di solito questi oggetti non misurano infatti meno di un metro in altezza, sono profondi almeno una cinquantina di centimetri e, se completamente utilizzati, ingombrano per poco meno di due metri.

Vi tornerà utile sapere che gli stendipanni da pavimento sono ormai disponibili sul mercato anche in versione telescopica. In poche parole l’oggetto, qualora ce ne fosse la necessità, potrebbe essere allungato in modo da stendere una mole maggiore di panni. In versione estesa comunque questo tipo di stendibiancheria supera, e di molto anche, i due metri di ampiezza.

C’è da dire però che la struttura, all’occorrenza, può essere in entrambi i casi compattata sino ad occupare pochissimo spazio. Una volta tolti i panni insomma potrete richiudere il vostro stendibiancheria da pavimento e riporlo dietro una porta, nello spazio che separa l’armadietto della lavanderia dal muro o dovunque vi faccia comodo.

Inoltre, se necessario, potrete spostare lo stendino aperto da una stanza all’altra della casa, tenerlo nel balcone di giorno e rientrarlo la sera oppure ancora in caso di pioggia. Ciò perché l’oggetto in questione è nella maggior parte dei casi leggero e maneggevole, anche se stracolmo di biancheria stesa ad asciugare.

Lo stendibiancheria verticale

Passiamo adesso allo stendibiancheria verticale o a torre. Si tratta di un’intelligente variante sul tema lanciata sul mercato in tempi relativamente recenti. Tale soluzione è più che altro adatta a soddisfare le esigenze di coloro i quali non abbiano poi molto spazio da riservare ai panni umidicci. In questo caso abbiamo a che fare infatti con una colonna dalla quale si dipanano le diverse ribaltine su cui stendere la biancheria.

Potrete decidere se aprirle tutte o se utilizzarne soltanto alcune. In quest’ultimo caso vi sarà ovviamente più facile stendere pantaloni, camicie o comunque biancheria non proprio minuta.

Chiaramente su questo tipo di stendino potrete poggiare panni non troppo ingombranti: biancheria intima, canovacci da cucina, al massimo qualche maglietta, ma niente di più. C’è di buono però che lo spazio necessario a stendere questi panni viene compattato ed ottimizzato al meglio.

Lo stendibiancheria da muro a scomparsa o la corda da bucato

Signori e signore ecco a voi lo stendibiancheria da muro. Si tratta di un’invenzione semplice da utilizzare, pratica ed economica. In poche parole potrete fissare alle pareti di casa o del balcone un telaio ripiegabile su cui stendere i vostri panni.

A volte, più che di un sistema di fili disporrete di un’unica corda, ma molto dipende ovviamente dalle vostre scelte in merito. La struttura di questo oggetto, rigorosamente a scomparsa, è di solito molto robusta, cosa che vi consente di appoggiarci su un po’ la qualsiasi.

Tale variante è disponibile sul mercato in diverse misure. Tuttavia dobbiamo dire che in linea di massima viene acquistata dai single che non necessitano di grandi spazi per poter stendere il loro carico settimanale di biancheria.

In alternativa comunque questo modello funge spesso da secondo o terzo stendino per famiglie numerose o da soluzione di fortuna destinata agli interni (principalmente a bagni o lavanderie) e da utilizzare quando fuori minaccia maltempo ma i panni sono ormai lavati ed umidicci.

Lo stendibiancheria a soffitto

No, non abbiamo ancora finito con le variazioni sul tema. Manca ad esempio lo stendibiancheria a soffitto. In questo caso siamo davanti ad un sistema di aste pilotabili mediante delle carrucole. Di volta in volta perciò potrete decidere a quale altezza stendere i vostri panni.

Questa soluzione, sebbene non sia pensata per sorreggere grossi pesi, è molto vantaggiosa perché permette di servirsi degli spazi aerei di casa senza appesantire le zone calpestabili. Ben si adatta insomma a chi ha la necessità di sfruttare al massimo la metratura del proprio appartamento ma senza per questo rinunciare a tutte le comodità che una casa può offrire.

Il prodotto qui in esame vi permetterà infatti di stendere anche capi di grandi dimensioni sacrificando gli spazi domestici soltanto per periodi di tempo limitati. Bisogna specificare però che lo stendibiancheria a soffitto è una variante fissa. Una volta scelta la sua collocazione, solitamente appena sopra la vasca da bagno o in un punto poco sfruttabile della lavanderia, non potrete più rimuoverlo.

Lo stendibiancheria da vasca

Un’altra alternativa da considerare è quella dello stendibiancheria da vasca. Si tratta di una soluzione perfetta per i single, per chi vive in spazi decisamente angusti e necessiti di una opzione d’emergenza per stendere i panni rientrati da fuori appena un attimo prima che inizi a piovere o per chi ha ancora l’abitudine di lavare parte della biancheria a mano e vuole evitare polemiche e litigi con gli inquilini del piano di sotto.

Quello che avrete per le mani sarà un telaio a “V” rovesciata dotato di piedini da ancorare ai bordi della vasca. La struttura è facile da appoggiare e da rimuovere, ma consente di stendere soltanto biancheria poco ingombrante. Come dicevamo insomma si tratta un po’ di un’opzione di fortuna da cui non c’è poi molto da aspettarsi…

Lo stendibiancheria da balcone

Lo stendibiancheria da balcone è forse una delle più easy tra le soluzioni attualmente proposte dal mercato. In poche parole avrete per le mani un piccolo telaio privo di “gambe” o di ganci fissabili a muri e soffitti.

Questo telaio infatti è sorretto soltanto da due grossi manici ricurvi e laterali che andranno appesi alla ringhiera del balcone. In alternativa, se preferite, potrete attaccare lo stendino ad uno dei termosifoni di casa o a qualsiasi altro oggetto a cui possa trovare appiglio.

Questa variante è spesso piccola e leggera, ma in commercio esistono anche dei modelli più o meno ingombranti e come tali un po’ meno maneggevoli. Piccolo particolare utile: alcuni stendibiancheria da balcone, non molti a dire la verità, constano anche di alette laterali simili a quelle presenti negli stendibiancheria a cavalletto.

Molto somigliante al prodotto appena descritto è poi lo stendino da radiatore. Si tratta di una versione compatta pensata proprio per poter essere ancorata ai termosifoni o agli scaldasalviette. Grazie a questa soluzione potrete asciugare in tempi ultrarapidi piccole quantità di biancheria (magari il cambio da indossare dopo la doccia).

Successivamente potrete inclinare lo stendino appiattendolo del tutto e facendo sì che occupi il minor spazio possibile. In alternativa potrete ovviamente anche pensare di rimuoverlo del tutto.

Lo stendibiancheria con gancio

Ancora più easy è lo stendibiancheria con gancio. Si tratta di un aggeggio davvero molto piccolo il cui telaio si compone di un tubo realizzato in diversi materiali ed avente forma variabile. Da questa struttura pendono delle catenine a cui sono fissate diverse mollette. A volte è possibile che le pinze pendano invece direttamente dal telaio.

In ogni caso il sistema è del tutto rimovibile e viene appeso con facilità a diversi supporti: dal balcone al termosifone, dalla doccia ad uno stendino più grande e così via. Lo scopo ultimo di questo oggetto è quello di poter in qualche modo aumentare gli spazi utili a stendere i panni.

Si tratta di una soluzione molto pratica che torna utile però soltanto in presenza di una quantità ridottissima di biancheria. I capi d’abbigliamento che potrete appendere a questo stendino tra l’altro sono quelli meno ingombranti in assoluto: dall’intimo ai fazzoletti di stoffa, dai foulard ai cappellini in tessuto e così via.

I pali stendibiancheria

Anche in questo caso abbiamo a che fare con una installazione fissa, stavolta da giardino. Tale variante del prodotto si compone di due pali laterali molto alti aventi la forma di una “T”. Tra il primo ed il secondo palo si dipana un numero variabile di fili. In certi casi il sistema può anche essere fissato su basi di cemento.

Si tratta della soluzione perfetta per chi, magari in un angolo privato e riparato del proprio giardino, volesse avere la possibilità di stendere panni particolarmente lunghi, ad esempio le lenzuola. Tuttavia in alcuni casi questo tipo di stendino può risultare un po’ scomodo magari perché troppo alto oppure ancora perché poco pratico dato che non consente di rientrare velocemente i panni nel caso in cui il cielo minacci un’imminente temporale.

Lo stendibiancheria da giardino o ad ombrello

Completiamo questa carrellata di possibili opzioni con lo stendibiancheria ad ombrello. Si tratta di una struttura fissa da esterno a sviluppo verticale. Una volta aperta, essa ricorda da vicino un ombrello i cui bracci si siano però piegati per effetto del vento. In poche parole le aste tenderanno verso l’alto piuttosto che verso il basso. In questo modo potrete stendere i panni più lunghi sui fili esterni e quelli più corti via via a scalare.

I bracci di uno stendibiancheria ad ombrello possono ruotare intorno ad un’asta centrale. Tale possibilità agevola ovviamente l’asciugatura dei panni ed inoltre protegge il sistema dall’azione incessante del vento, azione che alla lunga determinerebbe la rottura di questa particolare variante di stendino.

In commercio esistono comunque anche stendipanni ad ombrello fissabili al muro. Non vi consigliamo però di acquistarli: avreste meno spazio a disposizione e, non potendo ruotare, la biancheria impiegherebbe un po’ di più ad asciugarsi.

Scegliere lo stendibiancheria perfetto

Come vedete non esageravamo nemmeno un pochino quando vi accennavamo alla vastissima scelta di prodotti ad oggi disponibili sul mercato. Tanta varietà è sicuramente una cosa positiva: è difficile che non si riesca a trovare uno stendibiancheria che faccia al caso proprio!

Il problema è però che ad un certo punto, soprattutto se non si hanno particolari esigenze, subentrano la confusione e quindi il panico da decisione. Ecco perché è forse il caso di stilare una lista di criteri selettivi utili all’acquisto dello stendipanni perfetto.

La tipologia

Abbiamo già parlato delle diverse varianti di stendibiancheria che potrete reperire in commercio e non dedicheremo quindi altro spazio alla medesima questione. Vi vogliamo soltanto ricordare però che prima di verificare tutte le altre doti più o meno nascoste del prodotto che vi accingete ad acquistare dovrete avere le idee molto chiare in merito al vostro futuro stendipanni.

Valutate perciò gli spazi che avete a disposizione, la mole di biancheria normalmente stesa ad asciugare, l’esposizione di casa vostra e qualsiasi altro elemento possa farvi propendere per una soluzione anziché un’altra.

I materiali

Importantissima, una volta scelto il modello di stendibiancheria da comprare, è la valutazione dei materiali di realizzo. Tempo fa, ad esempio, tutti gli stendibiancheria erano costruiti in ferro riverniciato. Il risultato? Questi oggetti erano praticamente indistruttibili, ma la vernice iniziava presto a deteriorarsi lasciando il metallo esposto all’azione degli agenti atmosferici.

In poco tempo il telaio, ancora perfettamente integro e funzionante, iniziava così ad arrugginirsi e quindi a diventare potenzialmente pericoloso ed a macchiare la biancheria. All’atto pratico perciò lo stendino veniva sostituito spessissimo, buttato nei cassonetti ancora nuovo. Ecco un esempio di spreco!

Forti di questa esperienza, soprattutto se l’oggetto è destinato ad occupare uno spazio esterno, vi consigliamo di optare sempre per l’alluminio o per l’acciaio. Si tratta di materiali robusti e durevoli esattamente come il ferro, ma non soggetti all’attacco della ruggine. Inoltre acciaio ed alluminio sono anche dei materiali molto solidi, capaci di sorreggere il peso di accappatoi, lenzuola, coperte e quant’altro.

In alternativa potreste optare anche per resina e plastica. Ancora una volta avrete a che fare con materiali discretamente resistenti, ma la loro capacità di sorreggere panni ingombranti e pesanti lascerebbe un po’ a desiderare. Inoltre, se lasciati al sole, gli stendini così realizzati tendono a deformarsi, a sfaldarsi e quindi ad indebolirsi e rompersi.

Una buona soluzione potrebbe essere invece il legno trattato per resistere agli agenti atmosferici. A volte i telai così costruiti supportano dei fili in acciaio plastificato. Per quanto tale soluzione venga proposta soprattutto per gli esterni, vi suggeriamo comunque di destinarla agli ambienti interni della casa o, quanto meno, agli spazi più riparati del balcone o del terrazzo.

L’ingombro

Un altro elemento da tenere in considerazione è la dimensione dello stendino. Ovviamente questo dato andrà sempre valutato in rapporto agli spazi di cui disponete ed alla mole di biancheria che siete soliti stendere. Per quanto di tanto in tanto possa capitare di avere a che fare con panni particolarmente ingombranti (coperte, piumoni, ecc.) è chiaro infatti che un single che vive in un monolocale difficilmente acquisterà un prodotto per famiglie.

Chi invece ha la fortuna di abitare in una villetta spaziosa ed arieggiata condividendo magari gli spazi con una famiglia numerosa, ovviamente, acquisterà prodotti di una taratura ben diversa.

La maneggevolezza

Come abbiamo visto lo stendino è un oggetto che in molti casi fa la spola tra l’interno e l’esterno della casa. Spesso questi “traslochi” si verificano quando la biancheria è ancora appesa ai fili. Ci appare chiaro perciò che, per quanto solido e stabile, lo stendibiancheria deve anche essere maneggevole.

Molti prodotti sono pensati per poter essere trascinati senza grossi problemi, magari perché dotati di rotelline. Queste ultime possono essere installate sul telaio in numero variabile. Poco importa che appartengano alla categoria delle piroettanti o delle fisse, che sia possibile bloccarle o meno: esse dovranno sempre essere rivestite in gomma in modo da non rigare i pavimenti. A tale scopo potrete trovare sui piedi del telaio anche degli appositi gommini. Verificate però che pure questi siano realizzati in materiale antigraffio.

Ricordate, tornando al discorso della maneggevolezza, che un oggetto eccessivamente leggero sarà sì facile da trasportare, ma soggetto a frequenti ribaltamenti dovuti al vento o ad una sproporzione di peso tra i panni stesi.

Chiaramente poi uno stendibiancheria destinato ad ospitare capi pesanti dovrà sempre avere un peso maggiore. Ciò significa che, molto probabilmente, sarà meno maneggevole rispetto ad altri prodotti similari. Cosa vi suggeriamo allora? Sicuramente uno stendipanni solido ed un po’ pesantuccio, ma dotato di rotelle.

La facilità d’uso

Abbiamo detto che alcuni stendibiancheria sono pensati per poter essere ripiegati una volta in disuso. Ciò può accadere nel caso di diversi modelli ed a prescindere dalle dimensioni dell’oggetto. Optate sempre per prodotti in cui questo meccanismo sia semplice ed immediato. Attenzione però: la chiusura e l’apertura del sistema deve poter avvenire soltanto a seguito di azioni da voi compiute.

Alcuni stendini infatti sono concepiti in maniera da accentuare troppo il concetto di facilità d’uso e finiscono inevitabilmente per chiudersi da soli in circostanze fortuite. Il nostro suggerimento è quindi quello di comprare dei prodotti dotati di sistemi di sicurezza e di bloccaggio.

La metratura o la superficie di stenditura

Un altro elemento da tenere in considerazione è la metratura di filo di cui si potrà disporre. Sul mercato esistono prodotti molto diversi, congegnati in modo da poter garantire superfici più o meno ampie a cui far riferimento.

Chiaro è che non esiste in tal senso una soluzione migliore rispetto alle altre: molto dipende ovviamente dalle vostre abitudini in termini di bucato, dalla composizione del vostro nucleo familiare o ancora dal fatto che stiate acquistando uno stendino di supporto o il principale dei vostri stendibiancheria.

I suggerimenti che possiamo darvi in proposito sono quindi abbastanza vaghi, ma potrete comunque intenderli come semplici punti di riferimento. Considerate perciò che in media un single, per poter soddisfare le sue esigenze, necessita di circa una ventina di metri di filo. Una coppia senza figli invece avrà bisogno di almeno una trentina di metri di superficie sfruttabile ed una normale famiglia anche di 10 metri in più di filo.

La distanza tra i fili

Magari lì per lì potrebbe essere scambiato con un eccesso di pignoleria, ma chiunque vi suggerisse di tener conto anche della distanza intercorrente tra un filo e l’altro dello stendibiancheria vi darebbe un saggio consiglio.

Insomma: non prendeteci per pedanti, vi accorgerete che si tratta di un elemento importante per la valutazione del vostro futuro stendino. Quando i fili sono tra loro paralleli dovrebbero essere distanziati almeno di 3 centimetri l’uno dall’altro. Ciò perché diversamente non passerebbe aria a sufficienza tra i panni, cosa che rallenterebbe sensibilmente il tempo di asciugatura.

C’è poi da dire che spazi più angusti potrebbero rendervi difficile o fastidioso sistemare sui fili il vostro bucato, soprattutto quando si tratta di biancheria invernale o particolarmente spessa ed ingombrante. Il risultato? Finireste per deformare le aste più fragili o per interferire con i panni già stesi impigliandovi qui e là e magari facendo cadere delle mollette. Insomma: meglio non esagerare con la tendenza a compattare…

Gli accessori

Sicuramente gli accessori che potrete trovare in allegato allo stendino non solo molti. Non è raro anzi che le case produttrici vi vendano il semplice stendibiancheria nudo e crudo. In alcuni casi comunque vi potrebbero omaggiare di un portamollette e di qualche pinza per stendere il bucato.

A volte, ma si tratta di casi estremamente rari, potreste entrare in possesso pure di un telo copri-biancheria. Si tratta di accessori molto utili ed anche parecchio economici. Vi consigliamo perciò di provvedere ad un eventuale acquisto in separata sede qualora nel package non fossero inclusi.

La facilità di manutenzione

Uno stendibiancheria, a prescindere dalla tipologia che sceglierete di comprare, non richiede chissà quali cure. Tuttavia, per allungare la sua aspettativa di vita e quella della vostra biancheria, vi consigliamo di eseguire periodicamente alcune semplici operazioni. Ovviamente, perché il prodotto che avete intenzione di comprare rientri nella categoria degli acquisti consigliati è necessario che le suddette operazioni possano essere compiute velocemente e senza troppa fatica.

Bene: iniziate dalla pulizia dei fili. Soprattutto se l’oggetto è stato destinato al balcone o alla terrazza, questi possono sporcarsi con facilità estrema trasferendo pulviscolo e lerciume sui panni appena lavati. Nei limiti del possibile poi vi consigliamo di richiudere lo stendino non in uso e di riporlo al sicuro, al riparo dagli agenti atmosferici soprattutto.

Se non aveste spazio sufficiente all’interno della casa provvedete quanto meno coprendolo con un telo o con un grande sacco per i rifiuti tagliato ad arte. Qualora il vostro stendipanni dovesse bagnarsi, magari per effetto della pioggia, correte ad asciugarlo non appena vi sarà possibile.

Il costo

Quanto costa uno stendibiancheria? In genere poco. I modelli più diffusi, quelli meno ingombranti o poco accessoriati non richiederanno quasi mai un esborso superiore ai 15/20 euro, anzi, a volte potrete comprarne qualcuno spendendo appena 5 euro.

Chiaramente i prodotti un po’ più sofisticati raggiungeranno ben altre cifre. Possiamo dire, ad esempio, che sul mercato sono reperibili anche dei particolari modelli di stendibiancheria il cui valore si aggira sui 200 e più euro. A voi la scelta…

Perché non comprare un’asciugatrice o una lavasciuga?

Le case moderne, purtroppo, hanno spesso metratura ridotta ed il più delle volte ad essere sacrificati sono gli spazi esterni o privati. Ne deriva che in molti non hanno dove piazzare lo stendibiancheria.

La soluzione? Comprare un’asciugatrice o, meglio ancora, una lavasciuga. In questa maniera la biancheria dovrebbe asciugarsi già all’interno della macchina risparmiando tempo e bypassando la questione spazio, a prescindere dal clima e dalla mole di bucato. Bellissima soluzione, peccato però che le cose non stiano esattamente così.

Questo genere di elettrodomestici funziona per via di un getto di vapore che, per quanto forte e condizionato, non può colpire la biancheria nella sua interezza. I panni, all’interno della macchina, sono verosimilmente appallottolati ed intrecciati tra loro. Il getto di vapore perciò ne colpisce una parte tralasciando il resto.

Ne deriva un’asciugatura poco uniforme. Tra l’altro questo tipo di trattamento non è applicabile a tutti i tessuti ed a tutti i capi lavabili in casa e può aggredire le fibre ed i colori minando l’aspettativa di vita della vostra biancheria.

C’è poi da dire che in un eventuale confronto tra lavasciuga e stendibiancheria quest’ultimo potrebbe avere la meglio anche sotto altri punti di vista. Avete idea di quanto costi un’asciugatrice? Beh, state pur certi che il prezzo non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello del miglior stendipanni della storia.

E poi ci sono i consumi su cui preferiamo stendere un velo pietoso. Inutile dire che l’elettrodomestico in questione necessiterà inoltre di molto più spazio e di spese di manutenzione, non potrà essere riposto e conservato dopo l’uso né tanto meno appiattirsi al muro.

Per quanto strano vi possa apparire insomma lo stendibiancheria è da ritenersi ancora la soluzione ideale per il lavaggio e l’asciugatura dei panni. Un’opzione alternativa potrebbe semmai essere quella dello stendibiancheria elettrico. Si tratta comunque di un argomento molto vasto che preferiamo non trattare in questa sede. State tranquilli però: torneremo presto sulla questione con un articolo dedicato.

Ancora qualche consiglio utile

Sappiamo bene che, inevitabilmente, la biancheria in inverno finisce per accumularsi. La pioggia, il freddo, la cattiva esposizione dell’appartamento o l’umidità infatti impediscono ai panni stesi di asciugarsi correttamente e spesso è addirittura necessario provvedere ad un nuovo lavaggio della biancheria che, sebbene ancora stesa, ha persino iniziato a puzzare.

Un suggerimento che vi diamo in proposito è quello di accelerare i tempi di asciugatura evitando di sovrapporre i panni. Si tratta di qualcosa che purtroppo facciamo un po’ tutti, specialmente quando il carico di biancheria è particolarmente esoso.

In realtà però così procedendo non facciamo  che peggiorare il processo di aerazione. Non soltanto insomma non si conclude granché, ma ci si rema addirittura contro. Preferite quindi lavare qualcosa in meno o, se la situazione si ripete con frequenza, comprare uno stendino accessorio.

Per far sì che la biancheria si asciughi e che lo faccia anche abbastanza velocemente, potrete poi usare anche dei piccoli trucchi. Innanzitutto, tessuti permettendo, sfruttate le impostazioni di centrifuga più veloci.

Inoltre cercate di posizionare lo stendipanni in prossimità di una zona arieggiata e soleggiata del balcone. Per accelerare il processo di asciugatura poi riposizionate di continuo la biancheria sui fili: il sole e l’aria arriveranno così un po’ su tutti i punti.

I panni dovranno sempre essere stesi in modo da non accartocciarsi su sé stessi e, se eccessivamente pesanti, su più fili. Le camicie, i tessuti difficili da stirare o particolarmente delicati poi necessiteranno di piccole attenzioni supplementari. Questo genere di capi infatti andrebbe sistemato sempre su una gruccia. Vi preoccuperete poi di fissare la stampella allo stendibiancheria.  I modelli più evoluti di stendipanni presentano addirittura delle aste con fori pensate proprio per questo scopo.

E poi?

E poi vi consigliamo di evitare il più possibile di portare i panni ancora umidi in casa. Sappiamo bene che in certi momenti non se ne può fare a meno, ma l’importante è che non diventi una prassi. Lasciare ad asciugare la biancheria sui termosifoni o sulle stufe, ad esempio, può voler dire aumentare sensibilmente l’umidità domestica.

Ciò, presto o tardi, si tradurrà purtroppo nella formazione di condensa e muffe. Alla lunga insomma casa vostra diventerà insalubre e sicuramente poco gradevole dal punto di vista estetico…

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