Tastiera musicale: un’alternativa al pianoforte?

La tastiera è un popolarissimo strumento musicale a funzionamento elettronico. Il successo di quest’oggetto si deve probabilmente all’estrema versatilità che lo caratterizza. Alcune speciali opzioni consentono infatti di suonare il moog ed al contempo di riprodurre in sottofondo la voce di altri strumenti musicali.

Questi ultimi accompagneranno il musicista di turno, magari proprio te, riproponendo svariate melodie preimpostate su cui poter cantare o suonare a propria volta. Certo, tale funzione è comunque limitata e non ti consentirà di mettere su una piccola band composta da un unico musicista. In compenso però potrai far fronte a qualche necessità momentanea nel caso in cui non trovassi nessuno disposto ad accompagnare la tua esibizione.

Ma c’è anche un altro elemento che ha contribuito alla popolarità delle tastiere: il sapiente mix di compattezza, costo e facile gestibilità. Molti musicisti in erba sarebbero più che altro interessati ad imparare a suonare il pianoforte. Tuttavia si trovano spesso a fare i conti con gli spazi angusti di casa, con il vicino che non ama ascoltare i suoni profondi e vibranti prodotti dai tasti in ebano ed avorio, oppure ancora con qualche problemino economico.

Insomma: il pianoforte è un oggetto meraviglioso, peccato però che sia anche ingombrante, che il suo suono si diffonda più facilmente nell’aria e che costi parecchio. Dato che la meccanica dei due strumenti è molto simile e che le tastiere sono in genere compatte, meno udibili a distanza e decisamente più economiche si opta allora per il loro acquisto. Si impara così a suonare due strumenti, si prendono insomma due piccioni con una fava.

Ma non è ancora tutto. Molti genitori acquistano questo strumento musicale per stimolare nei loro bimbi l’amore per l’arte, per istillare nei pargoli di casa delle piccole passioni da coltivare nel tempo. In altri casi infine si sceglie di comprare la tastiera proprio perché si vuole approfondire la conoscenza di questo strumento musicale. Se serve anche a te saperne un po’ di più a tal proposito continua a leggere il nostro articolo: qui troverai tutte le informazioni del caso.

Tastiera musicale: l’importanza dei tasti

Quanto detto sinora ti avrà sicuramente lasciato intendere che in commercio esistono svariati tipi di tastiera. Verissimo. Tali strumenti si differenziano in molti casi per il numero di tasti che li compongono. A questo punto però ci serve fare una lunga premessa tecnica.

Il segreto dell’armonia melodica, almeno per quanto riguarda la tastiera, sta tutto nei tasti. Un po’ come accade anche nel caso del pianoforte, alcuni sono bianchi ed altri sono neri. Ovviamente non si tratta né di un vezzo né di una scelta stilistica.

Osservandoli da vicino potrai facilmente accorgerti anzi che c’è una precisa logica che regola la loro distribuzione. I tasti bianchi sono disposti in fila e coprono per intero l’alloggio della tastiera loro riservato. Sopra di essi potrai scorgere dei tasti neri. Essi sono più sottili e compatti e di solito distribuiti in gruppi di due o al massimo tre unità. La loro presenza è apprezzabile ad intervalli regolari.

Se hai già avuto modo di incamerare qualche nozione tecnica in ambito musicale magari hai ipotizzato che il primo tasto bianco che compone la tastiera sia un DO a cui segue un RE, un FA e così via sino ad arrivare al SI. Perfetto: supposizione corretta. In questo intervallo troverai  non a caso 7 tasti bianchi, corrispondenti alle 7 note della scala musicale.

Sono presenti però anche 5 tasti neri, corrispondenti ai diesis ed ai bemolle, i mezzi toni presenti all’interno della suddetta scala. L’insieme di questi 12 tasti prende il nome di ottava. Più tasti saranno presenti sul tuo strumento e più ottave avrai a disposizione. Poter contare sulla disponibilità di svariate ottave ti darà modo di arricchire il suono e di conferire alle tue melodie una certa sfumatura emotiva.

Tastiera musicale: quanti tasti?

Sfumatura emotiva e numero di tasti: che nesso c’è? Beh, ti è mai capitato di sentire un intervallo di ottava? Ti assicuriamo che crea sempre un certo effetto nell’animo di chi lo ascolta. Che cos’è un intervallo di ottava? Si tratta di una nota, per esempio di un SOL, ripetuta consecutivamente su varie ottave. Questo per dirti che, in funzione dell’uso che farai della tua futura tastiera dovrai scegliere un prodotto dotato di un numero variabile di tasti e quindi di ottave.

Attualmente potrai reperire in commercio strumenti dotati di 88, 76, 61, 49, 32 o 25 tasti: come scegliere quello che fa per te? Basta documentarsi un po’. Iniziamo dai prodotti ad 88 tasti: in questo caso la tua tastiera prende il nome di pianoforte elettronico. Ciò perché, esattamente come accade nel caso del pianoforte, avrai a disposizione ben 7 ottave tra cui spaziare. Opta per questa soluzione, tra tutte la più costosa, soltanto se hai un certo interesse per lo studio della musica classica e se, per tutti i motivi sopra elencati, non puoi acquistare un pianoforte vero e proprio.

La variante a 76 tasti viene anch’essa indicata con la locuzione “pianoforte elettronico”. Stavolta però avrai a disposizione soltanto 6 ottave che utilizzerai prevalentemente per lo studio e la riproduzione di spartiti decisamente più moderni. Anche in questo caso comunque ti consigliamo di acquistare tale prodotto soltanto se per te la musica è qualcosa di più di un semplice hobby passeggero.

Ma andiamo oltre. La tastiera da 61 tasti consta invece di 5 ottave. Essa è destinata più che altro a coloro i quali devono in qualche modo prendere ancora confidenza con il mondo della musica. Tuttavia non è raro trovare in commercio anche delle tastiere professionali o semiprofessionali che non si spingano oltre i 61 tasti. Del resto questi bastano per comporre e suonare melodie discretamente articolate.

Optare per i 49 tasti significa invece lavorare su appena 4 ottave. Una tastiera appartenente a questa categoria perciò è più che altro uno strumento didattico semplificato, un modo per approcciarsi alla musica ancora più semplice ed intuitivo rispetto a quanto non si possa dire della variante precedente. Chiaramente ti orienterai su questa soluzione nel caso in cui tu sia ancora un dilettante che deve magari scoprire se la tastiera è lo strumento più adatto ad assecondare la sua innata passione per le note.

Passiamo infine ai modelli a 32 tasti, assimilabili per funzione e tipologia agli strumenti da 25 tasti. Stavolta avrai a disposizione, a seconda dei casi ovviamente, 2 o 3 ottave. Tale tipologia di tastiera viene in genere acquistata da chi ha più che altro interesse per la musica elettronica o da chi ricerca uno strumento in grado di ricreare effetti sonori molto particolari.

Nonostante il numero esiguo di tasti infatti abbiamo a che fare in questo caso con degli oggetti ad uso professionale ed anche estremamente singolari. Ah, non è raro che il design di tali strumenti sia anche un po’ sui generis. Potresti ad esempio apprezzare una sorta di inversione di tendenza: i tasti bianchi si trasformeranno in neri e viceversa.

Detto ciò, dobbiamo aggiungere un piccolo particolare. In effetti in commercio esistono anche prodotti a 54 o a 37 tasti. Si tratta di strumenti musicali più che altro assimilabili a dei giocattoli, di tastiere pensate per scopi didattici e semplificate all’estremo. Proprio per questo motivo le abbiamo volutamente escluse dalla lista.

Tastiera: valutare il peso dei tasti

Come ti sarai già accorto, parlare di tasti significa riflettere a fondo sulla qualità di una tastiera. Del resto, come dicevamo prima, in questa componente risiede il segreto dell’armonia melodica dello strumento: è ovvio perciò che l’esame dei tasti abbia tanto peso nella scelta del prodotto in questione.

Ed a proposito di peso: i tasti possono appartenere alla categoria dei pesati, dei semi pesati e dei non pesati. Lo sapevi già? Se non hai la minima idea di quello che ciò significhi prosegui nella lettura di questo paragrafo, diversamente spostati al successivo (anche se un ripassino non ti farebbe di certo male).

Per spiegarti cosa sia un tasto pesato dobbiamo un attimo tirare in ballo il pianoforte. Questo strumento si avvale di un sistema di martelletti direttamente collegato ai tasti. I martelletti, nel momento in cui si suona, colpiscono delle corde che, vibrando, producono delle tracce acustiche più o meno intense. Molto in tal senso dipende dal tipo di pressione esercitata sul tasto.

Ciò significa che sfiorare o “picchiare” questa parte del pianoforte può generare accordi più o meno potenti, più o meno estesi e, di riflesso, più o meno carichi di pathos. In genere la resistenza che il tasto è capace di opporre al tocco del pianista si smorza man mano che si raggiungono note più acute.

Chiaramente non è possibile fare altrettanto con i tasti di una tastiera. Per ricreare un effetto in qualche modo paragonabile si è quindi pensato di pesare i tasti. Ciò significa che quelli atti a riprodurre i suoni più gravi e profondi verranno tutti collocati a sinistra ed eserciteranno una maggiore resistenza al tocco.

Gli altri, quelli presenti sulla destra, saranno più semplici da schiacciare e produrranno suoni più alti. I tasti pesati, non è difficile capirlo, sono tipici delle tastiere più costose e pregiate nonché degli strumenti pensati per poter un giorno maneggiare facilmente anche un buon pianoforte.

Piccola precisazione: le tastiere elettroniche appartenenti alla categoria prendono anche il nome di tastiere dinamiche. Ciò perché sono in grado di percepire l’intensità con cui si esercita pressione sui tasti e quindi, un po’ come farebbe un pianoforte analogico, di ricreare suoni più o meno profondi o acuti. Una tastiera così congeniata ti darà modo di passare da pianissimo al forte, di riprodurre suoni legati e così via arricchendo notevolmente le potenzialità espressive della tua esibizione.

I tasti semi pesati invece ti metteranno davanti ad una resistenza al tocco che non è quella dei pesati né tanto meno quella del piano classico. In questi casi manca anche il bordo sporgente che caratterizza i tasti dei normali pianoforti.

I semi pesati sono facilmente reperibili negli organi elettronici oppure ancora nei moog che poco e niente abbiano a che fare con l’apprendimento della musica classica. I tasti non pesati infine si schiacciano tutti con una notevole facilità. Chiaramente essi non producono chissà quale pathos. Il loro impiego è molto frequente nel caso degli strumenti utili a produrre musica elettronica.

Come scegliere una tastiera musicale

Dopo questa lunga premessa tecnica è finalmente arrivato il momento di stilare una lista delle caratteristiche imprescindibili per una tastiera di buon livello. Un elenco del genere potrebbe tornarti davvero molto utile per scegliere uno strumento musicale che faccia al caso tuo. Ecco allora l’identikit della perfetta tastiera musicale.

I tasti

Nel corso di questo articolo l’argomento “tasti” è stato sviscerato ormai abbondantemente. Per tale motivo non ci dilungheremo ulteriormente sulla questione. Questo paragrafo ti servirà quindi più che altro da promemoria: all’atto dell’acquisto della tua nuova tastiera ricordati sempre di verificare il numero di tasti presenti e di valutare l’eventuale resistenza al tocco.

Ricordati anche che dovrai scegliere cosa acquistare in relazione al tipo di uso che intendi fare dello strumento in esame e basandoti inoltre sul livello di competenza musicale che possiedi. Insomma: sai già tutto quello che ti serve sapere in proposito, non ti resta quindi che applicare sul campo le nozioni appena apprese.

Gli strumenti campionati

Come ti abbiamo detto già alcune tastiere elettroniche possono riprodurre il suono di svariati strumenti musicali: dal tamburo al flauto, dalla chitarra al sax passando ovviamente per l’immancabile pianoforte. Ciascuno degli strumenti illusoriamente capaci di suonare insieme alla tastiera prende il nome di campione. No, niente a che vedere con competizioni e premiazioni: il termine deriva dalla parola “campionamento”.

Essa indica la registrazione di determinati suoni le cui vibrazioni vengono tradotte, grazie ad un’apposita strumentazione, da segnali analogici a segnali digitali. La tastiera si avvarrà ovviamente di quest’ultima tipologia di segnale che, all’occorrenza, verrà nuovamente convertita in traccia digitale.

Ora: uno strumento di bassa qualità non contiene più di 200 campioni registrati peraltro con standard qualitativi medio-bassi. Un prodotto di una certa levatura è invece in grado di riprodurre il suono di circa 2000 campioni ed in maniera ben più credibile e performante.

Dato che difficilmente troverai un rivenditore disposto a farti ascoltare con orecchio critico migliaia di campioni, all’atto della scelta della tua futura tastiera dovrai innanzitutto preferire il prodotto che possa vantare il più alto numero di strumenti musicali campionati. Soltanto in un secondo momento, avendone la possibilità, ne ascolterai qualcuno in modo da renderti conto dell’effettiva qualità della registrazione.

La polifonia e gli effetti sonori

Un altro elemento che contraddistingue molte tastiere è la possibilità di ricorrere alla polifonia. Ciò significa che potrai suonare nello stesso momento più di una nota. I prodotti di qualità standard, nel dettaglio, ti daranno la possibilità di produrre all’unisono ben 8 note. Le tastiere di un certo livello si allontaneranno considerevolmente da questo limite. L’ideale sarebbe non precludersi alcuna possibilità e scegliere quindi uno strumento musicale capace di raggiungere alti livelli di polifonia.

Per quanto riguarda gli effetti dobbiamo fare un discorso decisamente più ampio. Essi possono servire a cambiare la percezione sonora di una data nota o di una data melodia. A volte invece possono addirittura rivisitare la configurazione della tastiera. Ma spieghiamoci meglio.

Uno degli effetti in assoluto più presenti è il comando relativo al volume generale di uscita. Potrai insomma suonare in modo da soddisfare le esigenze acustiche di un’intera platea o esercitarti di notte senza che il vicino di casa inizi a dare di matto.

Sulla tastiera inoltre troverai dei controller e degli equalizzatori. In questo modo potrai facilmente regolare tutte le frequenze acustiche o far sì che una certa gamma sonora venga evidenziata rispetto alle altre (per esempio i bassi).  Ovviamente questo tipo di funzionalità è più che altro presente negli strumenti di fascia alta.

Passiamo poi al pitch-bend. Stavolta ti troverai davanti ad una rotellina che di solito svetta orgogliosamente sul lato sinistro della tastiera. Schiacciando un tasto e muovendo in avanti o indietro la suddetta rotellina otterrai una nota rispettivamente più acuta o più grave del normale.

Due parole merita anche il modulatore ad anello. Ancora una volta si tratta di un comando a rotella che normalmente staziona nei pressi del pitch-band. Ciò perché in fin dei conti i due dispositivi hanno una funzione paragonabile. In particolare, nel caso del modulatore, la nota suonata potrà essere percepita come vibrata o tremula.

Un altro effetto imprescindibile è lo splitvoice. Si tratta di una funzione che permette di utilizzare la tastiera come se in realtà si suonassero contemporaneamente due diversi strumenti musicali. Grazie a questo comando perciò potrai destinare la parte sinistra del congegno a riprodurre per esempio la voce di un organo.

La parte destra invece suonerà come se fosse un sax, tanto per dirne una. In poche parole i campioni musicali di cui sopra agiranno contemporaneamente sulle due parti della tastiera: ecco organizzato un bel duo musicale composto da un unico artista!

Le funzioni

Come avrai capito la leggenda metropolitana secondo la quale la tastiera è uno strumento semplice da suonare è priva di alcun fondamento. Uno strumento tanto semplice ed intuitivo non ti darebbe infatti la possibilità di usufruire di molte funzioni, la tastiera invece sì.

Una delle più presenti e delle più utili è la funzione metronomo. Se conosci un po’ la musica sai che una parte importante della composizione e della riproduzione sonora è il ritmo. Il ritmo viene dato proprio dal metronomo, un aggeggino in legno dotato di pendola. Quest’ultima viene sistematicamente caricata dal musicista o dal cantante di turno in modo da scandire i tempi dello spartito, della canzone e via discorrendo.

Nel caso della tastiera il metronomo diventa una funzione integrata dato che lo strumento musicale può all’occorrenza dettare i tempi di esecuzione di un pezzo mediante la continua riproposizione di un segnale acustico o, in maniera molto più discreta, tramite una semplice spia led posta in bella vista sulla tastiera.

Abbiamo poi la funzione sottotraccia. Essa permette di suonare dei brani conservati preventivamente in memoria e che fungeranno da base per i tuoi pezzi. Contemporaneamente tu potrai strimpellare sui tasti imparando l’antica arte dell’improvvisazione (un po’ come un bravo jazzista) o ad interagire con una piccola orchestra. Per quanto riguarda i pezzi in sottotraccia il minimo sindacale impone di poter disporre di almeno un centinaio di files. Ovvio è però che una maggiore varietà sarà sempre ben accetta.

Passiamo quindi all’audio recording. Tale funzione serve a registrare i pezzi da te suonati. Essa ti permetterà di studiare in maniera più approfondita un pezzo già noto o, perché no, scritto da te. Potrai riconoscere anche determinati errori di esecuzione o individuare dei punti critici della tua composizione e quindi migliorarli.

Inoltre, senza nessuna fatica e senza nessun margine d’errore, potrai far sentire i tuoi brani al resto della banda. Insomma: è una funzione utilissima e dovresti verificare che la possibilità di usufruirne sia contemplata dalla tua futura tastiera.

E adesso è la volta dei pedali. Ricordi il parallelismo tastiera-pianoforte? Benissimo: ogni piano che si rispetti è dotato di pedali utili ad agire sull’estensione e sul timbro delle note via via suonate. Perfetto: una buona tastiera ti darà la possibilità di aggiungere al corpo dello strumento dei pedali pensati per comportarsi un po’ alla stessa maniera.

Attenzione: i prodotti migliori sono quelli progettati per permetterti di acquistare il pezzo in separata sede e di collegarlo quindi all’apposito ingresso. Altre tastiere di buona qualità ti forniranno il pedale già nella confezione. Gli articoli di fattura meno pregevole invece non includeranno il pedale nel packaging e non godranno di funzione sustain, ossia della possibilità di collegare successivamente allo strumento il pezzo qui in esame.

Concludiamo questa carrellata di possibili funzioni reperibili nelle tastiere con il programma per l’amplificazione. Grazie ad esso potrai suonare a volume sostenuto, magari durante una festa di compleanno o per allietare gli ospiti riunitisi a casa tua in occasione del Natale. Attenzione però: l’amplificatore integrato non può certo aiutarti ad esibirti in pubblica piazza o nel corso di una serata organizzata in un locale. In questi casi servirà un amplificatore esterno, sicuramente molto più potente e prestazionale.

Gli accessori

Una buona tastiera elettronica viene in genere venduta con un discreto corredo di accessori al seguito. Tra i più utili citiamo qui il reggispartito. Esso può essere fisso o mobile ed ospitare fogli, libriccini o addirittura tablet. Molto importante è anche il supporto che permette di alzare la tastiera sino ai fianchi del musicista. Spesso si tratta di un oggetto regolabile in modo da poter meglio soddisfare le esigenze di diverse fisicità.

Questo tipo di accessorio può essere incluso nella confezione o,  più frequentemente, pensato per essere acquistato in separata sede. Stesso discorso vale per il seggiolino. Non dimenticare infine di comprare per la tua tastiera anche una custodia rigida utile per proteggere lo strumento non in uso da polvere, sporcizia ed accidenti vari oltre che per l’eventuale trasporto dell’oggetto.

La connettività

Le tastiere sono degli strumenti elettronici, l’abbiamo detto più volte. Questo non significa soltanto che per farle funzionare correttamente è necessario collegarle ad un impianto elettrico, ma anche che a differenza di molti altri strumenti musicali presentano il problema della connettività.

In particolare potresti decidere di utilizzare lo strumento in combo con un PC.  In questo caso faresti bene a porre attenzione al numero ed alla tipologia di input ed output presenti sullo strumento. Sappi che eventuali carenze in tal senso potranno sempre essere corrette grazie ad adattatori et similia, ma sarebbe meglio comunque evitare di ricorrere a questo tipo di espedienti.

A prescindere da ciò vediamo che cosa bisogna aspettarsi da una buona tastiera in termini di connettività. Iniziamo dal jack audio. In genere sul moog è possibile reperire due diverse tipologie di uscite. Una di esse, quella da 6.35 mm, ti darà modo di collegare l’apparecchio ad un eventuale amplificatore esterno.

Si tratta quindi di un elemento alquanto importante. Un secondo jack, quello da 3,5 mm, invece ti darà la possibilità di suonare indossando delle cuffie da tastiera. In questa maniera farai felice il solito vicino di casa che ti obbliga ad esercitarti a basso volume ed in più potrai isolarti dall’ambiente esterno ascoltando meglio la tua musica.

Importante è anche la presenza di una o più porte USB. Le potrai sfruttare per inserire dei pennini o per collegare delle periferiche generiche. Avrai modo così di introdurre nella memoria nuovi campioni, di suonare su tracce preregistrate e così via. Ma non è tutto. Potrai collegarti anche ad un computer ed eventualmente interagire con appositi software di natura musicale.

Relativamente alla possibilità di collegarsi ad un PC (ma anche ad un tablet o addirittura a delle schede audio esterne) potrebbe tornarti utile beneficiare di porte S/PDIF ed mLAN. Nel primo caso sarai davanti ad una connessione via cavo.

Nello specifico potrai avvalerti di coassiali, connettori RCA o della modernissima fibra ottica per veicolare svariati segnali audio digitali. Nel secondo caso invece potrai trasferire dei dati di tipo digitale nonché dei MIDI. Stavolta però dovrai avvalerti di cavo i.Link.

Importante a questo riguardo è la valutazione della compatibilità con i MIDI. Questi ultimi hanno la funzione di lasciar interagire strumenti musicali e dispositivi elettronici di varia natura. Se il tuo fine ultimo è quello di esibirti pubblicamente o di lavorare con il supporto del PC dovrai necessariamente verificare l’effettiva compatibilità MIDI della tua tastiera.

Se tutto è in regola noterai sullo strumento la presenza di un sequencer. Sappi infine che le porte MIDI possono essere di tipo IN, OUT o THRU. A volte le tastiere ti offrono la possibilità di usufruire di ciascuna di queste tipologie di ingressi, altre volte privilegiano una categoria ben precisa a scapito delle altre ed in certi casi fondono l’ingresso OUT e l’ingresso THRU in un’unica porta.

L’alimentazione

Relativamente al sistema di alimentazione possiamo dire che in molti casi esso si compone di un semplice cavo elettrico da collegare alla presa di corrente. In questa eventualità deve essere presente nella confezione anche un buon trasformatore. Altre volte invece la tastiera è stata ideata per poter lavorare anche grazie all’alimentazione a pile. In questo caso ti serviranno in media dalle 6 alle 8 stilo AA oppure Ni-MH ricaricabili.

I materiali

Relativamente ai materiali di cui si compone una tastiera abbiamo poco da dire. Ciò non significa comunque che si tratti di un argomento di scarsa rilevanza. Iniziamo con il precisare perciò che la scocca esterna dello strumento sarà sempre realizzata in plastica rigida di buona qualità.

Dato che non ci sono in tal senso differenze sostanziali tra i vari prodotti presenti sul mercato è forse più utile concentrarsi sui materiali scelti per la realizzazione dei tasti. Ormai sai bene quanto questa parte della tastiera possa essere importante e quanto la sua qualità possa essere utile a determinare il livello delle tue performances.

Perfetto: sappi anche che dei tasti in plastica, soprattutto se il PVC è di bassa qualità, sono da evitare come la peste. Essi possono causare infatti parecchi problemi tanto allo strumento musicale in sé e per sé quanto al musicista. Possono ad esempio bloccarsi, rompersi o usurarsi con una certa facilità rendendo la tastiera inutilizzabile o poco performante.

Meglio puntare allora su una plastica di qualità garantita e certificata o su qualsiasi altro tipo di materiale. Attenzione però: le case produttrici sono un po’ restie a fornire indicazioni precise circa gli elementi utilizzati per la realizzazione della tastiera. Con il tempo imparerai comunque a distinguere ad occhio o al tocco i prodotti in tal senso migliori.

La marca

Nel caso di una tastiera musicale non possiamo che consigliarti di scegliere sempre un prodotto di marca. Ciò perché sarà più difficile incappare in strumenti malfunzionanti o poco precisi nella definizione della gamma sonora. Inoltre potrai avere così delle certezze in più anche sulla qualità dei materiali o sulla reperibilità di eventuali pezzi di ricambio. Beneficerai quindi, altro elemento non trascurabile, di una garanzia e di un valido servizio post vendita. Insomma: mai affidarsi agli illustri sconosciuti…

Prezzi

Quanto costa una tastiera? Beh, vista la varietà di prodotti ad oggi disponibili sul mercato e vista la diversa gamma di funzioni e di servizi che essi possono assicurare all’utente è difficile individuare un piccolo range entro cui muoversi. Possiamo dirti perciò che per uno strumento di fascia bassa non sborserai più di un centinaio di euro.

Un articolo di discreta qualità invece avrà un costo compreso tra le 100 e le 400 euro o giù di lì. In questo gruppo potrai trovare anche delle tastiere con un discreto numero di funzioni, capaci di raggiungere le 7 ottave e comunque realizzate con materiali solidi ed affidabili.

Se non sei uno che si accontenta invece potrai comprare un top di gamma rassegnandoti a spendere però dalle 500 alle 3000/3500 euro. Un discreto salasso, non c’è che dire! Pazienza: recupererai questa spesa iniziale esibendoti nel corso di qualche serata organizzata o in occasione di eventi e cerimonie. Così facendo, te lo possiamo garantire, riuscirai ad ammortizzare velocemente il tuo investimento!

Tastiera musicale: cura, pulizia e manutenzione

Bene: adesso sai perfettamente com’è fatta una buona tastiera. Ti potrebbe capitare però di imbatterti in piccoli e grandi problemi quotidiani relativi all’uso di questo straordinario strumento musicale e di non sapere ancora come risolverli. Tranquillo: siamo qui anche per questo. Iniziamo da uno scoglio che è importante imparare a superare sin da subito: la conservazione della tastiera.

Questo strumento teme particolarmente la polvere che, giorno dopo giorno, potrebbe insinuarsi tra un tasto e l’altro e quindi all’interno del congegno. L’ideale è allora prevenire anziché curare. Attivati perciò per acquistare una custodia per tastiere o, al peggio, quando lo strumento non è in uso coprilo sempre con un vecchio lenzuolo o con qualcosa di simile.

Quando invece vorrai iniziare una delle tue tante performance, ricordati di non toccare mai i tasti prima di lavarti le mani. Inoltre porta con te uno straccetto da usare quando, complici la foga con cui suoni, il calore dell’ambiente in cui ti eserciti o addirittura i riflettori, inizierai a sudare copiosamente. Meglio rimuovere subito ogni traccia di fluido corporeo dalla tastiera dato che anche qualche gocciolina di sudore potrebbe danneggiarla seriamente!

Nel caso in cui il tuo strumento musicale preferito dovesse macchiarsi con altre sostanze difficili da rimuovere pulisci utilizzando una pezzuola morbida appena inumidita con dell’alcool. Anche in questo caso però stai molto attento a non lasciar gocciolare niente tra un tasto e l’altro o sui meccanismi interni in genere.

Imparare a suonare la tastiera: i benefici sul corpo

Abbiamo deciso di concludere questo articolo con delle curiosità riguardanti i benefici che l’uso assiduo della tastiera regala al corpo. Ti sembrerà strano ma ci sono e sono pure parecchi. Tanto per cominciare, soprattutto se non sei esattamente alle prime armi,  sappi che suonare la tastiera potrà considerevolmente ridurre i tuoi livelli di stress nonché la tua pressione sanguigna.

Si tratta già di un ottimo inizio; non c’è che dire. A furia di strimpellare sui tasti poi i muscoli delle mani si rinforzeranno notevolmente. Stesso discorso vale per quelli delle braccia, Il risultato? Non solo più forza, ma anche una maggiore agilità in genere. Non è ancora tutto però.

Controllare contemporaneamente le varie funzioni della tastiera, suonando accompagnandosi con altri strumenti dal vivo o campionati oppure ancora cantare sulle tue melodie ti aiuterà ad acquisire la capacità di coordinare varie attività. Insomma: diventerai sempre più multitasking.

Tra l’altro, perché ciò accada, è necessario che la tua attività cerebrale in qualche modo provveda a potenziarsi. Tranquillo: succederà anche questo. Non è un caso infatti che i ragazzini che si approccino allo studio della tastiera già in tenera età a scuola conseguano risultati di tutto rispetto.

Pare poi che strimpellare alla tastiera o al pianoforte tra l’altro potenzi anche l’area cerebrale preposta al controllo del linguaggio ed alle capacità di lettura. Questo fantastico strumento musicale insomma non è soltanto un passatempo o un oggetto pensato per dedicarsi ad una passione fine a sé stessa: la tastiera è una palestra per il corpo e per la mente, un piacevolissimo toccasana per il benessere psicofisico. Quanto meno per il tuo, per quello del vicino di casa non possiamo garantirti niente…

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