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Triciclo per bambini: come scegliere il migliore? Opinioni e prezzi

Il triciclo per bambini è uno di quegli oggetti che segna immancabilmente l’infanzia. In quanti possono dire di non ricordare ancora con piacere, e con un pizzico di nostalgia, i pomeriggi trascorsi sulla loro mini bicicletta?

In quanti, ancora oggi, non saprebbero descrivere il loro triciclo proprio come se lo avessero ancora davanti agli occhi? Se volete che anche per il vostro bimbo quest’oggetto sia fonte inesauribile di divertimento continuate a leggere la nostra breve guida: vi daremo qualche suggerimento per gli acquisti e vi dimostreremo come spesso giocare sia una cosa seria…

Cenni storici

A quanto pare i primi tricicli lanciati sul mercato risalgono alla seconda metà dell’ ‘800. I modelli d’esordio erano composti da una ruota anteriore pilotata dall’utente e da due ruote posteriori il cui movimento era in tutto e per tutto dipendente da un mozzo con bussola.

Questo pezzo ruotava a sua volta intorno ad un asse e trasmetteva il moto alle ruote di cui sopra. Inutile dire che da allora di strada ne abbiamo fatta parecchia, con e senza triciclo. In ogni caso è comunque interessante conoscere il percorso evolutivo di questo oggetto.

Continuiamo allora dicendo che il giocattolo un tempo poteva essere utilizzato soltanto dai bimbi di buona famiglia. Ciò dipendeva dal fatto che era davvero molto costoso. Fa un po’ sorridere pensare che questi scriccioli, pedalando, avrebbero dovuto spostare un velocipede alquanto pesante: le sue parti erano infatti costruite in legno, acciaio ed addirittura ghisa!

Persino le ruote erano interamente realizzate in metallo. Insomma: i bimbi di una volta più che sgambettare allegramente per la città diventavano dei piccoli culturisti!

Triciclo per bambini: siamo sicuri che sia soltanto un giocattolo?

Ma perché il triciclo è tanto amato dai bambini? Perché gli adulti in fondo al cuore sono rimasti in qualche modo legati a quest’oggetto? Beh, la risposta è semplice: il triciclo è un giocattolo che restituisce per la prima volta al bambino la consapevolezza di poter avere una certa autonomia.

Sotto questo punto di vista, rappresenta un po’ la libertà. Il piccolo, una volta appreso il meccanismo della pedalata, si dirige infatti di qua e di là per la terrazza o per il parco giochi senza che mamma e papà gli afferrino saldamente la mano.

Lui magari non si accorge che stiamo lì a fissarlo preoccupati ed emozionati al tempo stesso, ma questa è tutta un’altra storia. Nella sua mente infatti è finalmente indipendente.

Ma non è tutto. Il triciclo permette di muoversi senza camminare. Per far ciò il bambino deve capire quale meccanismo consenta alla piccola bicicletta di spostarsi. In qualche modo quindi si tratta di un oggetto che spinge il pargolo alla riflessione, a comprendere il rapporto causa-effetto.

Per rendergli più facile questo percorso fate in modo che inizialmente il bambino pedali soltanto su superfici pianeggianti in cui non siano presenti pendenze o avvallamenti. Spiegategli inoltre dove tenere le braccia ed  i piedini e dategli sempre una piccola spinta, almeno fin quando non sarà perfettamente in grado di pedalare in tutta autonomia.

Senza un aiutino di mamma e papà infatti inizialmente usare un triciclo potrebbe essere un’esperienza un po’ frustrante. Il piccolino tra l’altro potrebbe a quel punto, perdere ogni interesse per il giocattolo. Perché rischiare? Il suggerimento che vi diamo in questo senso è quello di motivare con dolcezza il cucciolo che ancora non abbia capito come usare il triciclo a superare questo scoglio iniziale.

Abbiamo fin qui intuito che, grazie al suo triciclo, il bimbo imparerà ad essere indipendente ed a mettersi in gioco. Ma non finisce qui. Questo giocattolo gli insegnerà anche a sviluppare alcune abilità psicofisiche quali la coordinazione, l’elaborazione visiva in movimento, la capacità di recepire un ritmo e di mantenere l’equilibrio.

Tra l’altro acquisirà una maggiore consapevolezza di sé stesso e della sua fisicità oltre che dell’ambiente che lo circonda. Ciò significa che imparerà anche ad orientarsi nello spazio e molto probabilmente potenzierà la sua soglia dell’attenzione.

Inutile dire che anche forza e resistenza verranno in qualche modo allenate: certo, un po’ meno rispetto a quanto accadeva per i bimbi dell’ ‘800, ma è comunque qualcosa. In ogni caso il quantitativo di energia richiesto per le allegre sgambettate su triciclo farà crollare il piccolo una volta giunta l’ora della pennichella. Ciò contribuirà a regolare i ritmi sonno-veglia.

Inoltre, come se ancora non bastasse, il triciclo sarà utile anche per rinforzare il sistema immunitario del bimbo, il suo apparato respiratorio e quello cardiovascolare. Stare sul sellino migliorerà la postura e presto o tardi il piccolo ciclista dovrà alla tre ruote anche parte della sua autostima.

Infine, perché no, potrà in qualche modo acuire le sue doti di socializzazione. Per far ciò non dimenticate di lasciarlo giocare insieme ad altri bimbi. Adesso però toglieteci una curiosità: pensate ancora che il triciclo sia solo un giocattolo?

Triciclo per bambini: un gioco adatto a tutti i piccoli

Il triciclo per bambini è un oggetto che sviluppa, tra le altre cose, anche delle abilità motorie (lo abbiamo appena visto). Questo non significa che non possa essere utilizzato anche da piccoli utenti affetti da disabilità. Grazie a Dio al giorno d’oggi è infatti possibile adattare questa mini bicicletta a particolari esigenze fisiche.

Basterà a tale scopo comprare i giusti accessori, montarli sul triciclo et voilà! Potrete disporre in tal senso di anelli da utilizzare per mani e/o piedi, di piccoli sidecar, di eventuali ruote supplementari, di comandi elettrici che rendano meno complicato pedalare, di stabilizzatori o di speciali dispositivi di sicurezza.

Triciclo e bicicletta

Il triciclo, in fin dei conti, è una bicicletta con una ruota in più. Molti genitori, forti di questa convinzione, preferiscono non acquistare l’uno e comprare direttamente l’altra. Si tratta di un grosso errore. Innanzitutto questi due giocattoli sono destinati a due fasi diverse della crescita e possono garantire al bambino lo sviluppo di differenti abilità fisiche, psichiche e sociali.

In secondo luogo il triciclo potrà sicuramente essere utilizzato anche in casa, la bici ovviamente no. Ciò permette al piccolo di giocare liberamente anche quando fuori il tempo non promette bene o quando si ha la necessità di non uscire. Un triciclo inoltre educa il bambino alla percezione di sé nello spazio e sviluppa il senso dell’equilibrio.

Si tratta di abilità che, una volta inforcata la bicicletta, dovranno essere ormai consolidate. Diversamente per il cucciolo sarà un po’ come quando si cade accidentalmente in piscina e, non sapendo nuotare, si annaspa nel tentativo di rimanere a galla.

Bypassando lo step triciclo e mettendo il pargolo direttamente su una due ruote,  inoltre questo potrebbe faticare parecchio ad imparare ad andare in bici. In molti casi anzi non imparerà mai. Il risultato? L’inutile privazione di anni di gioco, una cocente delusione e l’impossibilità per il bambino ormai cresciuto di condividere dei momenti ludici con i suoi coetanei.

Triciclo per bambini: quando comprarne uno?

Sfatiamo subito un mito: non esiste un’età perfetta per l’acquisto del triciclo. Se è vero che questo giocattolo viene essenzialmente utilizzato dai bimbi molto piccoli è anche vero che proprio questa precocità crea delle differenze tra un utente e l’altro.

Alcuni prodotti, tanto per capirci meglio, potrebbero essere adoperati anche dai pargoli che abbiano appena 5 mesi di vita. Tuttavia a quello stadio dello sviluppo, non tutti i bambini hanno imparato a stare seduti o si sentono ancora pronti a staccarsi dall’abbraccio avvolgente della mamma.

In sostanza quindi, pur considerando che il giocattolo è destinato a bimbi molto piccoli, sappiate che la propensione ad utilizzarlo dipende dalla psiche, dall’indole e dal grado di sviluppo fisico raggiunto dal destinatario.

Vi facciamo un altro esempio: i cuccioli un po’ meno forti e robusti potrebbero trovare comodo continuare a girare sul triciclo anche dopo aver raggiunto un’età da bicicletta. I più forti, i più scalmanati ed i più tracagnotti abbandoneranno prima le tre ruote. Insomma possiamo dire che non c’è un vero e proprio limite di età per utilizzare il triciclo.

In linea di massima quindi, pur considerandolo come un indicatore abbastanza flessibile, diremo che i bambini non dovrebbero abbandonare la loro bicicletta a tre ruote prima dei 7 anni di età. Sempre in linea di massima poi diremo anche che non dovrebbero avvicinarsi a questo oggetto prima dei 5 mesi.

Ovviamente in questa fase saranno i genitori a sorreggere il bambino o, in alternativa, acquisteranno per lui un modello di triciclo dotato di manico posteriore di controllo e di cinture di sicurezza.

Il piccolo potrà passare ad un vero triciclo soltanto tra i 12 ed i 18 mesi di età ed in questa fase imparerà anche a guidare la sua piccola bicicletta. Inizialmente necessiterà però di un modello privo di pedali. Perché? Beh, perché ancora non avrebbe la forza di usarli e la loro presenza sarebbe solo d’impaccio oltre che vagamente frustrante…

Triciclo per bambini: e se facesse paura?

Alcuni bimbi potrebbero avere paura del triciclo. Tutto sommato si tratta anche di una reazione normale. Per questo motivo, prima di metterlo a tu per tu con la sua piccola bici, sarà bene spiegare al cucciolo cosa dovrà fare o, quanto meno, promettergli che lo assisterete passo passo.

Accompagnatelo perciò quando andrà a passeggio, magari aiutatelo dandogli la spinta iniziale e soprattutto fate in modo che giochi sempre in luoghi familiari e tra visi amici. Se il bambino dovesse cadere dalla bicicletta poi aiutatelo a risalire quanto prima sul triciclo: gli insegnerete ad affrontare tutte le sue future paure.

Triciclo per bambini: come scegliere il migliore?

Abbiamo detto sinora che il triciclo per bambini ha una forte valenza ludica ed educativa, almeno in linea di principio. Ciò potrà essere vero infatti se saprete scegliere correttamente il giocattolo da destinare a vostro figlio. Diversamente il triciclo sarà un ricordo frustrante ed imbarazzante. Siete preoccupati di sbagliare? Non ce n’è motivo: basta attenersi ad alcuni utili criteri selettivi. Quali? Eccoli.

L’età del destinatario

Abbiamo appena detto che in fin dei conti, quando si acquista un triciclo per bambini, il concetto di età è relativo. Ecco perché dovrete attenervi a questo parametro con una certa elasticità. Sappiate che mediamente determinate facoltà mentali si sviluppano in una certa fase della crescita e che entro certi limiti i bimbi della stessa età avranno corporatura paragonabile.

In linea di massima usate questi parametri per rendervi conto dell’effettiva possibilità che avrebbe il bimbo di raggiungere ed afferrare saldamente il manubrio o di controllare i pedali. In questo modo sarete sicuri anche che per pilotare il triciclo non assuma e non acquisisca posture errate.

Sappiate poi che esistono in commercio dei prodotti che del concetto di elasticità hanno fatto la loro linea guida. Potrete comprare perciò dei tricicli che, tanto per fare un esempio, siano capaci di trasformarsi soddisfacendo le necessità di bimbi d’età compresa tra 1 e 5 anni.

In poche parole inizialmente l’assetto della bici ricorderà più quello di un carrellino a spinta, poi quello di una sorta di passeggino ed infine quello di un vero e proprio triciclo. Il suggerimento che vi diamo, proprio in virtù di quanto detto sinora, è di puntare sui modelli evolutivi.

La tipologia

Sono almeno tre le tipologie di tricicli ad oggi presenti sul mercato. Abbiamo una versione classica dotata di tre ruote e telaio ribassato, un modello caratterizzato da pneumatici molto grandi e da una struttura più ingombrante rispetto ai normali standard ed una variante priva di pedali. La versione classica meglio si adatta ai bimbi che non abbiano la vocazione dello scavezzacollo. Tali tricicli sono infatti molto veloci e nelle mani, pardon, tra i piedi sbagliati potrebbero rivelarsi pericolosi.

La variante con ruote grandi è l’esatto contrario: un po’ più lenta rispetto alla norma è perfetta per i piccoli temerari che almeno avranno qualche problema in più a far danno. Il triciclo privo di pedali infine è destinato ai bambini ancora molto piccoli che avranno l’illusione di guidare il loro primo velocipede ma che in realtà saranno sospinti dalle amorevoli braccia di mamma e papà…

Il design

I tricicli per bambini hanno ormai un design parecchio variegato. Se un tempo queste piccole biciclette si somigliavano tutte oggi non è più così. Il sellino, ad esempio, nei modelli destinati ai più piccoli può essere reclinato e corredato da vari dispositivi di sicurezza. In poche parole il vostro triciclo potrebbe all’occorrenza diventare una sorta di mini passeggino controllabile tramite maniglione.

Il manubrio, ancora nei modelli destinati ai più piccoli, potrebbe anche essere bloccato in modo da consentire il controllo del mezzo da parte di un adulto. Esistono in commercio anche dei modelli dotati di poggiapiedi e pedane: quando il piccolo si sarà stancato di sgambettare potrete così portarlo in giro per la città come un piccolo pascià!

Ma non è ancora tutto. Il triciclo deve in qualche modo attrarre l’attenzione del bambino, suggerirgli voli pindarici con la fantasia e farlo sentire l’eroe di una sua personalissima avventura. Per questo motivo vi consigliamo di scegliere sempre qualcosa di variopinto e decorato, oppure avente una forma particolare che rimandi un po’ a quella di un animaletto o di un eroe della TV.

A proposito di estetica: tenete presente che oltre una certa età il piccolo vorrà sempre dire la sua. Coinvolgetelo perciò nella scelta ed ascoltate le sue richieste: lo farete sentire sicuro di sé. Se invece il bimbo non mostra particolari preferenze orientatevi su un prodotto unisex che possa essere utilizzato in futuro anche da un eventuale fratellino o da una sorellina.

Il sellino

Il sellino, come abbiamo visto, non sarà necessariamente uguale a quello di una normale bicicletta. La cosa importante, a prescindere dal suo design, è che esso sia sempre comodo e sicuro. Nel caso dei bimbi più piccoli dovrà perciò essere dotato di cinture di protezione e, possibilmente, di una barra antistante che impedisca al bimbo di ruzzolare in avanti. Buona norma, soprattutto per i prodotti destinati alla primissima infanzia, è optare per sellini corredati da schienale regolabile.

La sicurezza

Il triciclo, sebbene destinato ai bambini, può essere un giocattolo potenzialmente molto pericoloso. Per questo motivo è bene innanzitutto che voi supervisioniate sempre le ore di gioco di vostro figlio. Ciò significa che non solo lo seguirete con lo sguardo per tutta la durata della sua piccola avventura, ma eviterete anche di scegliere stalli posti nelle immediate vicinanze di scale, ostacoli e strapiombi o di lasciar giocare il cucciolo laddove passino anche delle bici controllate da adulti e, peggio ancora, auto e moto.

In secondo luogo dovrete scegliere un oggetto che sia studiato per ridurre al minimo le occasioni di pericolo. Optate, ad esempio, per un prodotto dotato di freni, schienale, cinture e/o barre di sicurezza.

Inoltre verificate sempre che il giocattolo abbia marchio CE e che, nel dettaglio, sia costruito seguendo le normative EN 71. Ci sembra quasi superfluo specificare inoltre che il triciclo non dovrà presentare parti dalle dimensioni ridotte e comunque semplici da staccare, ingoiare o manomettere.

In aggiunta al triciclo poi acquistate anche caschetto e ginocchiere ed abituate il bimbo ad utilizzare questi strumenti di protezione. Ricordate che i caschi andranno sempre conservati in un luogo fresco ed asciutto. Perché? Beh, perché diversamente la schiuma interna potrebbe deteriorarsi.

Ciò significherebbe non garantire più al piccolo la giusta protezione. Inoltre i caschi dovranno essere sostituiti al minimo segno di rottura e comunque ogni 5 anni. Vi consigliamo poi di comprare sempre dei prodotti rotondi e mai di seconda mano. Evitate infine di applicare su questo oggetto degli adesivi: paradossalmente potrebbero rendere meno sicuro il caschetto.

I materiali

In qualche modo collegata al concetto di sicurezza è la scelta dei materiali di realizzo. Chiaro è che un triciclo per bambini dovrà sempre essere costruito in maniera tale da potersi dire discretamente solido e, ovviamente, da poter reggere senza problemi il peso dei piccolini, anche di quelli un po’ più ingombranti.

I telai possono essere realizzati partendo dalla lavorazione di molti materiali: il legno, l’alluminio, la plastica ed i metalli in genere sono i più gettonati. Chiaramente la scelta dell’uno o dell’altro influisce tanto sulla stabilità del sistema quanto sul peso del triciclo. Molto spesso si predilige la plastica perché pratica da pulire, economica e leggera.

Tenete conto del fatto però che una prolungata esposizione ai raggi del sole finisce per corrodere questo materiale. Inoltre, la resistenza agli urti è tutto sommato limitata. In più c’è da considerare anche che alcune plastiche potrebbero essere tossiche, soprattutto se riscaldate dal sole. La scelta migliore quindi sarebbe quella di optare per un telaio in acciaio. Questo materiale infatti garantisce solidità, resistenza e sicurezza illimitate.

Un discorso a sé stante è quello che riguarda le ruote. Esse possono essere realizzate in plastica o in gomma. La prima opzione è sicuramente la più economica ma anche la meno qualitativa. Non soltanto le rotelle rischieranno di rompersi con una certa facilità, magari perché deteriorate dall’esposizione al sole, ma faranno sempre molto rumore e non saranno in grado di affrontare serenamente alcune tipologie di terreno.

Le ruote in gomma invece, sebbene presentino il grosso svantaggio di essere poco economiche, sono di certo più sicure in quanto capaci di garantire un buon grip sul terreno, di ammortizzare la pedalata nonché di assicurare una lunga aspettativa di vita. Insomma: meglio spendere di più ma stare tranquilli!

Il corredo

I tricicli per bambini vengono spesso venduti con un discreto corredo di oggetti più o meno utili al seguito. Uno degli accessori irrinunciabili è sicuramente il parasole pieghevole. Grazie a questo ombrellino i bimbi, specialmente i più piccoli, non patiranno il caldo o gli effetti negativi di una prolungata esposizione al sole.

Questo non significa ovviamente che potrete accantonare tutte le misure utili a prevenire colpi di sole, arrossamenti o danni derivanti dall’azione dei raggi UV. Il parasole può avere la forma di un ombrello, di una cappottina o di una sorta di tendina a sviluppo circolare.

Il maniglione invece è un accessorio da installare dietro al triciclo. Esso regala al piccolo l’illusione di pilotare la sua mini bicicletta che invece è controllata dagli adulti. Il maniglione, almeno nei prodotti migliori, sarà sempre regolabile ed eventualmente rimovibile.

Anche il manubrio assolve un po’ alla stessa funzione: si può infatti inserire il bloccasterzo ed evitare che il bimbo vada in giro in maniera indiscriminata. Tali dispositivi servono quindi a proteggere i piccoli ciclisti e ad aiutarli a prendere confidenza con il triciclo.

Sappiate inoltre che in dotazione nella confezione potreste trovare anche delle ruote di scorta o supplementari, un thermos, dei bauletti ed un poggiatesta.

Accessori divertentissimi invece sono i bottoni che permettono di accendere i faretti led, i clacson, le leve, i pulsanti che inseriscono delle musichette e via discorrendo. Ed a proposito di accessori: tra i meno presenti in dotazione dobbiamo segnalare quelli pensati per rendere il vostro semplice triciclo un triciclo doppio. Immaginate di dover gestire una coppia di gemellini o il vostro bimbo ed un cuginetto: quale soluzione migliore per tenerli sempre sott’occhio e farli divertire?

Il terreno di gioco

Parlando delle ruote del triciclo vi abbiamo in qualche modo anticipato che alcune bici sono pensate per poter percorrere determinate tipologie di sentieri ed altre no. Prima di acquistare una mini bicicletta perciò fareste bene a tener conto anche dei luoghi in cui questa potrà essere utilizzata.

Capite bene che un conto è scorrazzare per casa ed un conto è andare in giro per i sentieri di campagna. Sappiate che esistono, non a caso, dei tricicli da interni e dei tricicli da esterno. Ciò perché tutte le strade sterrate o dissestate sono ovviamente più pericolose e  richiedono quindi l’impiego di una struttura più robusta e di particolari strumenti di protezione.

La capacità di carico

Quando comprate un triciclo per bambini dovete sempre tenere conto anche del peso che questo può sopportare. Tale parametro dipende in parte dai materiali utilizzati, lo abbiamo già visto, e viene di norma indicato sulla confezione.

Considerando che i bimbi, pur avendo più o meno la stessa età, possono avere una corporatura diversa, i range in questo caso sono abbastanza ampi. Non è raro ad esempio che lo stesso prodotto possa sorreggere senza grossi problemi pargoli dal peso compreso tra i 15 ed i 30 chili.

Il marchio

Quando acquisterete il vostro prossimo triciclo per bambini tenete sempre conto anche della marca del giocattolo. I prodotti brandizzati offrono qualche garanzia in più in termini di sicurezza o di qualità dei materiali. Inoltre è quasi certo che la progettazione di questi oggetti sia stata elaborata tenendo conto di tutte le normative vigenti. Insomma: con la salute e la sicurezza dei bimbi non si scherza!

Facilità di montaggio

Non tutti i tricicli sono pronti per l’uso. In certi casi è infatti necessario montare la bicicletta. Assicuratevi che questa fase possa essere condotta in tutta serenità. Scegliete quindi qualcosa che non sia difficile da assembrare ma che per questo non sacrifichi gli standard di sicurezza normalmente richiesti ad un triciclo. Se proprio non volete rischiare o non avete confidenza con gli attrezzi del bricolage orientatevi invece su qualcosa di pronto.

Il costo

Come avete avuto modo di notare, i tricicli per bambini possono differire per decine di motivi. Tutta questa varietà, ovviamente, non può che tradursi in un range di costi parecchio ampio. In linea di massima perciò potrete ultimare il vostro acquisto spendendo circa una trentina di euro per i modelli meno sofisticati o addirittura 250 e più euro per accaparrarvi un top di gamma.

A fare il prezzo, per così dire, concorrono soprattutto fattori quali i materiali utilizzati, gli anni di garanzia assicurati, il corredo di accessori in dotazione, l’adeguatezza ai diversi tipi di terreno e la possibilità di utilizzare lo stesso giocattolo durante le varie fasi di crescita del bambino.

Alla luce di ciò non possiamo che consigliarvi di puntare su modelli appartenenti quanto meno ad una buona fascia media. I parametri appena indicati in qualche modo influiscono infatti sui livelli di sicurezza garantiti al piccolo durante il gioco. Meglio non rischiare!

Considerate anche che acquistando un prodotto trasformabile o realizzato in materiali molto resistenti, potrete sicuramente passare il giocattolo ai fratellini. Inoltre l’aspettativa di vita di questo tipo di triciclo sarà molto elevata. In poche parole ammortizzerete con facilità l’extra sborsato.

Se siete a caccia dell’affare infine cercate qualcosa di buono online. State attenti però a verificare gli standard qualitativi e le eventuali politiche di reso. In ogni caso non lesinate mai troppo sul prezzo: ne va della sicurezza dei vostri bimbi…

Triciclo per bambini: l’importanza di una corretta manutenzione

Perché un triciclo passi ai fratellini ed ai cuginetti è importante non ridurlo ai minimi termini. Ciò significa sottoporlo ad una periodica manutenzione. Questa sarà impegnativa in proporzione al livello qualitativo del prodotto ed al grado di vivacità del marmocchio. Una delle pratiche più importanti da eseguire in sede di manutenzione è la lubrificazione degli ingranaggi.

Comprerete perciò dei prodotti specifici da utilizzare soprattutto sulle parti in metallo. Fate attenzione ad adoperare il lubrificante nelle giuste quantità: diversamente rischiereste di concludere poco e niente.

Regolate inoltre sellino e manubrio ogni volta che lo riterrete necessario. Prestando attenzione a questo particolare eviterete problemi al bambino ed anche al triciclo. Infine prendete l’abitudine di custodire l’oggetto al riparo dagli agenti atmosferici.

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