vendita visore notturno

Visore notturno: opinioni, recensioni e guida all’acquisto

Il visore notturno, detto anche intensificatore di luce, è un oggetto che sicuramente avrete visto centinaia e centinaia di volte. Nei film di guerra, nelle vetrine delle armerie e persino nei documentari naturalistici che ogni tanto guardate in TV questo gingillo non manca mai di fare il suo ingresso in scena.  Ancora “tutto buio”? Bene: provvediamo subito a fare la conoscenza di tale apparecchio.

Il visore notturno: definizione

Il visore notturno è uno strumento pensato per consentire all’occhio umano di vedere bene anche in penombra o, addirittura, nella piena oscurità. Basta già questo a darvi l’idea di quanto tale attrezzo possa essere versatile: lo usano infatti i cacciatori, i registi in notturna, i biologi, gli appassionati di astronomia ed i semplici curiosi che vogliano in qualche modo sapere cosa succede quando, giunta la notte, tutto tace.

Come funziona un visore notturno? L’intensificazione della luce

Ma come funziona un visore notturno? Ci sono essenzialmente due possibilità: l’apparecchio può avvalersi di un sistema di intensificazione della luce o, molto più semplicemente, di raggi infrarossi. Nel primo caso un’apposita lente presente all’interno dello strumento servirà a catturare la luce proveniente da una qualsiasi sorgente.

Sì, lo sappiamo, la vostra intenzione è quella di lavorare nel buio più totale. In ogni caso a farvi compagnia ci sarà comunque la luna, qualche stella o magari la fioca luce di una lampada. Tutto ciò che il sistema riesce ad incamerare viene quindi diretto verso un fotocatodo il quale non farà altro che amplificare il segnale.

Le onde di luce a questo punto saranno proiettate su una sorta di schermo trattato con particelle di fosforo. Et voilà la magia è completa! Potrete tranquillamente muovervi al buio senza rischiare di stramazzare al suolo.

Come funziona un visore notturno? La tecnologia ad infrarossi

In alternativa, se per qualche ragione il sistema appena descritto non vi convince, potrete optare per l’infrarosso. In effetti tale scelta potrebbe assicurarvi dei risultati migliori o comunque una maggiore versatilità del visore. Ciò perché in questo caso il meccanismo funziona a prescindere dalla presenza di  fonti di luce esterne.

Dentro l’apparecchio è infatti attiva una telecamera capace di processare in tempo reale tutte le radiazioni luminose ed energetiche emanate dai corpi. Queste onde, ovviamente, non sono visibili ad occhio nudo. Grazie a tale sistema di illuminazione integrato potrete muovervi nel buio ed avere la possibilità di scrutare una bella porzione dell’ambiente circostante.

Visore notturno ad infrarossi: difetti e migliorie

Ma non è tutto oro quello che luccica. Molti apparecchi ad infrarossi, soprattutto se un po’ datati, possono emettere delle luci intermittenti. Inutile dire che tali bagliori saranno subito evidenti e rintracciabili, soprattutto in ambienti particolarmente bui. Gli apparecchi di nuova generazione però sono stati in tal senso perfezionati.

Pensate al paradosso di un soldato che, nascosto in trincea, cerca con il suo visore notturno il momento propizio per raggiungere un obiettivo. Pensate anche al nemico che, armato soltanto di un buon binocolo, intercetta il soldato ed individua i suoi spostamenti. In quel caso il visore notturno diventa quasi un grosso handicap.

Insomma: altro che un aiuto! “Alla luce” di ciò ci sembra quindi naturale che i progettisti negli anni abbiano tentato di migliorare un po’ l’invenzione. Se considerate che ad oggi un visore notturno ad infrarossi è praticamente impossibile da intercettare, possiamo dire che sono perfettamente riusciti nel loro intento.

C’è però un altro problema. Gli infrarossi possono restituire delle immagini innaturali, poco distinguibili. Esse assumeranno colorazioni differenti in relazione alla temperatura dell’oggetto inquadrato. I corpi caldi risulteranno sempre visibili e saranno contraddistinti da tinte cromatiche vicine al giallo-rosso. Gli oggetti freddi potrebbero invece non essere rilevati.

Se visibili saranno riconoscibili perché tinti di verde-blu. Insomma: bisognerà farci l’abitudine… Un apparecchio ad infrarossi però vi consentirà di vedere benissimo attraverso una coltre di nebbia o una tempesta di sabbia. Una soluzione evoluta è infine quella che permette di proiettare i raggi infrarossi nell’ambiente circostante migliorando contrasto e risoluzione.

Identikit del perfetto visore notturno

Bene: adesso che avete chiara l’idea di intensificatore di luce, vediamo come sceglierne uno che possa soddisfare tutte le vostre esigenze. Ovvio è che prima di acquistare il prodotto dovrete deciderne anche la destinazione d’uso.

Se comprate un visore notturno in previsione di una partita di softair le vostre necessità non saranno le stesse di chi invece volesse dedicarsi ad una romantica passeggiata nel bosco al chiarore delle stelle. Cerchiamo perciò di… far luce sui criteri di selezione da utilizzare all’atto dell’acquisto.

Il raggio d’azione

Un visore notturno vi permetterà, in relazione a vari parametri costruttivi, di raggiungere con lo sguardo diverse distanze. In generale possiamo dirvi che i risultati migliori sono quelli garantiti dagli apparecchi ad infrarossi. Vero è però che in commercio esistono articoli pensati soltanto per la caccia, altri adatti alle imprese militari (o alla loro simulazione) e via discorrendo.

Un visore tarato sulle esigenze standard di un semplice curioso non garantirà ovviamente lo stesso raggio d’azione di un prodotto pensato per soddisfare un pescatore notturno. Chiaro è quindi che in linea di massima vi suggeriamo di acquistare il visore tenendo conto della sua destinazione d’uso, ma questo lo sapete già.

A rischio di ricadere nell’ovvietà, vi consigliamo anche di orientarvi su qualcosa che vi assicuri il raggio d’azione più significativo tra quelli pensati per la vostra “categoria”: sempre meglio poter abbracciare con lo sguardo i 200 metri di distanza piuttosto che vedere ad un palmo dal naso.

Agite però senza esagerare: tenete sempre conto insomma anche delle vostre effettive necessità. Non ha senso spendere un occhio della testa per sapere cosa succede a distanze siderali se poi a stento userete il visore per controllare cosa si muove nel vostro giardino.

Per essere un po’ più tecnici, vi suggeriamo perciò di documentarvi sul raggio di riconoscimento e sul raggio di rilevazione. Il primo vi consente di distinguere nitidamente al buio ed a distanza un qualsiasi elemento.

Sarete in grado di sapere con precisione perciò se, nell’oscurità della notte, avvisterete una volpe o un cane, un pipistrello o un gufo. Il raggio di rilevazione invece vi permette al massimo di individuare la presenza di queste “entità”, ma non sarete messi in condizione di capire di cosa si tratti nello specifico.

Sappiate inoltre che sulla resa di questo apparecchio influisce anche l’ambiente circostante o la grandezza del corpo da osservare. Fate perciò le vostre valutazioni tenendo conto che un prodotto amatoriale ha in media un raggio d’azione pari a circa un centinaio di metri, mentre i prodotti professionali raggiungono i 500 metri di portata.

La messa a fuoco

Per quanto riguarda la messa a fuoco, altro importante criterio di selezione, dovremmo in parte ripeterci. Anche in questo caso infatti sul mercato esistono svariate soluzioni la cui bontà, o adeguatezza, dipende dalla destinazione d’uso che avete in mente per il vostro visore notturno e dal budget che siete intenzionati a mettere a disposizione.

In ogni caso sappiate che la scelta migliore, soprattutto se non siete esattamente degli esperti di ottica, è quella di acquistare un intensificatore di luce in grado di autoregolarsi. Certo, sappiate che, in funzione di questo parametro, il raggio d’azione godibile potrebbe crescere o diminuire. Un certo peso in tal senso avrà l’ambiente in cui vi trovate ad agire. Sta a voi quindi trarre tutte le conclusioni del caso…

Le funzioni accessorie

E chi l’ha detto che un visore notturno debba limitarsi a rischiararvi il cammino? Un buon prodotto è in grado di assolvere anche ad altre funzioni. Per prima cosa metterà a vostra disposizione uno zoom. Del resto se voleste ad esempio osservare  le abitudini notturne di un animale non dovrete avvicinarvi più di tanto. Lo zoom allora diventerebbe una vera e propria manna dal cielo.

In tal senso i prodotti migliori sono quelli appartenenti alla categoria ottica. Il vostro apparecchio insomma, basandosi su un sistema di lenti concave e convesse, vi darà modo di ingrandire le immagini apparse a distanza. Sicuramente meno efficace è lo zoom digitale che, per quanto pratico, riduce sensibilmente i livelli di risoluzione. I prodotti migliori constano infine di uno zoom ottico che, all’occorrenza, può interagire con uno zoom digitale.

Un’altra utile funzione accessoria è la rilevazione intelligente della luminosità circostante. Alcuni prodotti, come accennavamo prima, sono in grado di regolare la loro taratura in funzione delle condizioni ambientali rilevate. Altri “capiscono” persino quando arriva il momento di spegnersi.

Se non siete delle persone pazienti, non amate reimpostare di continuo la macchina o preferite godere dello spettacolo che vi offre la natura senza avere altre preoccupazioni beh, la funzione automatica è la soluzione perfetta per voi. Se diversamente preferite avere sempre il pieno controllo della situazione lasciate perdere questa possibilità.

La facilità d’impiego del visore notturno

Strettamente connesso al punto precedente è il tema della facilità di impiego. Vi suggeriamo di acquistare un prodotto basic e di semplice utilizzo soprattutto se dovete ancora prendere confidenza con la strumentazione necessaria a svolgere determinate attività (caccia, pesca notturna, simulazione di guerra e via discorrendo).

Se siete già degli esperti, conoscete le regole basilari dell’ottica o avete bisogno di una certa precisione allora orientatevi su qualcosa di più elaborato. Certo, anche voi nei limiti del possibile, evitate di acquistare prodotti che vi facciano perdere troppo tempo nel settaggio e nella taratura.

Considerate poi anche il peso dell’oggetto e la velocità con cui vi sarà possibile regolare le varie diottrie. Sappiate che in relazione a questi criteri potreste imbattervi in cinque diverse categorie di prodotti: I,II, III, IV generazione di visori notturni ed apparecchi digitali. Passerete così da una situazione estremamente scomoda ad una estremamente soddisfacente.

Nel primo caso infatti avrete a che fare con degli strumenti di vecchissima concezione e scarsamente performanti. Nel secondo la vostra visibilità raggiungerà il picco massimo di 500 metri di distanza dal punto di utilizzo. La terza opzione vi consente invece di maneggiare uno strumento ad uso militare e, come tale, capace di assicurarvi ottime prestazioni.

La IV generazione poi, oltre che da una visione nitida e da un orizzonte massimo lontano chilometri è caratterizzata dalla presenza di svariate funzioni accessorie. Gli apparecchi digitali infine tendono un po’ ad adattarsi ad un target medio di utenza.

Essi sono cioè capaci di garantire buone (ma non ottime) prestazioni senza costringervi a spendere un occhio della testa. Si tratta in pratica di apparecchi “popolari”. Per quanto riguarda il peso infine tenete presente che un prodotto amatoriale in genere non supera la vetta dei 900 grammi. Un articolo professionale invece ha un peso un po’ più consistente…

Le tipologie di visore notturno

In qualche modo le classi di visore notturno appena illustrate concorrono a definire una precisa tipologia di prodotto. A voler essere pignoli però quella che avete appena letto non è l’unica possibile categorizzazione con cui vi troverete a fare i conti. Scegliete sì tra apparecchi digitali o “generazioni” differenti, ma non dimenticate di pronunciarvi anche in merito alla tecnologia che sfrutta il sistema di intensificazione della luce o ad infrarossi.

Badate poi alla forma del dispositivo. In particolare troverete in commercio degli apparecchi monoculari e binoculari. Nel primo caso avrete praticamente a che fare con una sorta di cannocchiale, nel secondo con un binocolo. Un apparecchio monoculare è solitamente leggero, compatto e facile da maneggiare ma porta con sé il grandissimo svantaggio di affaticare la vista. I binoculari sono i loro esatti complementari: pesantucci ma riposanti per gli occhi.

Potrete optare inoltre per i cosiddetti googles, ossia per dei visori notturni da indossare con il supporto di una sorta di caschetto. Essi somigliano un po’, tanto per essere più chiari, alla strumentazione che spesso utilizza il vostro oculista di fiducia quando vi guarda in fondo agli occhi per compiere degli esami diagnostici.

Questo apparecchio può essere utilizzato senza impegnare le mani. Abbiamo poi i modulari ossia i sistemi che, partendo da un semplice monoculare, permettono di integrare tutte le altre tipologie di visore sinora descritte e di adeguare quindi la propria strumentazione al contesto in cui ci si trova ad agire.

Una menzione speciale infine meritano i visori Nighshot, prodotti che hanno in qualche modo sostituito la tecnologia ad infrarossi e termica grazie all’uso dei led. Le immagini ricavate in questo caso sono tutte piuttosto nitide ma ancora abbastanza simili a quelle offerte da un normale sistema ad infrarossi. C’è insomma possibilità di migliorarsi ancora…

La resistenza ai fattori climatici

Vi potrebbe capitare di dover utilizzare il vostro visore notturno in ambienti particolarmente umidi o, perché no, di essere colti da un temporale improvviso nel bel mezzo di una perlustrazione notturna del bosco. Bene: è chiaro che anche in condizioni estreme sarete chiamati ad utilizzare comunque l’intensificatore di luce, almeno sin quando non avrete raggiunto la base.

Scegliete perciò degli oggetti waterproof o comunque che non temano acqua ed umidità. Un altro elemento da valutare è la temperatura che l’apparecchio è in grado di sopportare. In genere questi dispositivi possono rimanere attivi e funzionanti entro un range compreso tra i -20°C ed i 45°C. Maggiore sarà il gap garantito e migliore sarà la resa del visore.

L’archiviazione dei dati

I prodotti migliori e di più recente concezione permettono anche di registrare ed archiviare dati. In poche parole potrete sempre produrre dei piccoli filmati o scattare qualche foto del vostro obiettivo. Questa possibilità è più che altro apprezzata dai documentaristi e dai militari. Le informazioni rilevate potranno finire su micro SD o su TF card. I dati immagazzinati infine potranno comodamente essere rinviati su tutti i vostri devices mediante cavi USB o AV.

Il campo visivo

Il campo visivo altro non è che la porzione di scenario osservabile all’interno della vostra inquadratura. Più esso sarà ampio e più vi sarà possibile cercare un dato oggetto di cui non conoscete la posizione nello spazio. Attenzione però: ad un grande campo visivo corrisponde sempre una portata ridotta mentre, viceversa, ad un campo visivo ristretto si affianca una portata rilevante. A voi tutte le valutazioni del caso.

Il sistema di alimentazione

Solitamente i visori notturni sono alimentati a batteria. Più che altro perciò dovrete scegliere tra pile usa e getta o ricaricabili. In quest’ultimo caso valutate sempre l’autonomia del sistema. In media questa non dovrebbe scendere al di sotto delle 6 ore. Sappiate comunque che i migliori prodotti in commercio consentono di avvalersi anche di speciali power bank che allontanino ulteriormente il momento della ricarica.

I materiali

Ci sembra fuor di dubbio che un buon visore notturno debba sempre essere resistente: si tratta di un oggetto da utilizzare all’esterno e per giunta in condizioni estreme. Vero è comunque che difficilmente le aziende produttrici offrono in tal senso delle indicazioni precise.

Comprando un visore insomma non saprete mai come è stato realizzato. Affidatevi perciò all’istinto ed ai suggerimenti del negoziante ed optate per qualcosa che vi sembri solido e capace di resistere a cadute, agenti climatici, graffi ed urti.

Il costo

Da valutare, all’atto dell’acquisto, è anche il prezzo del vostro visore notturno. I prodotti pensati per un impiego amatoriale non richiedono in genere esborsi superiori ai 200 euro. Un articolo professionale invece può costare anche 500 euro. Per fortuna esiste però una buona fascia media a cui poter sempre fare riferimento…

Lascia un commento